BRUNETTA: AGENZIE DI RATING INUTILI, MI FIDO SOLO DI UN ENTE EUROPEO

“Il processo di Trani sulle agenzie di rating? Aspettiamo gli altri gradi di giudizio e quindi l’appello. I soldati si contano alla fine. Intanto i fondamentali dell’inchiesta rimangono tutti, come le prove inconfutabili della manipolazione. Il problema è stabilire se ci sia stato dolo oppure no. Comunque doloso o colposo, e lo decideranno i giudici, non c’è dubbio che abbiano soffiato sul fuoco”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al Quotidiano Nazionale.

“Attorno alle agenzie di rating si respira una brutta aria: il giudizio nei loro confronti è peggiorato. E proprio alla luce di quel che è successo in questi anni. Basti ricordare il fallimento di Lehman Brothers: non mi pare proprio che abbiano suonato l’allarme, anzi fino a poche settimane prima del crac avevano mantenuto il massimo del rating”.

“Queste agenzie hanno avuto un potere assoluto sui mercati nonostante presentassero enormi conflitti d’interesse determinati dai loro azionisti. Ma anche la qualità dei giudizi stessi e delle loro analisi ha sempre lasciato molto a desiderare. Non è che dietro ai rating ci siano chissà quali analisi straordinarie. In realtà spesso si tratta di studi molto frettolosi e superficiali, poco più che generici bollettini o report giornalistici e per di più condizionati da interessi concreti. I mercati e gli operatori economici danno troppa importanza ai rating come se volessero scrollarsi dalle spalle la responsabilità del giudizio.

Le agenzie di rating seguono i trend e, com’è successo nel 2011, se qualcuno sui mercati comincia a non vedere bene il governo Berlusconi, si abbassano i voti all’Italia. I mercati allora peggiorano ancora di più il giudizio e a sua volta si tagliano ulteriormente i rating.

Gli uccellini delle miniere di carbone dovevano segnalare la presenza di gas. Se non lo facevano non servivano. Lo stesso vale per le agenzie di rating: se fossero trasparenti, indipendenti e capaci di giudizi oggettivamente di qualità, come dovrebbe essere l’auspicata e non ancora nata agenzia europea, ben vengano. Altrimenti meglio farne a meno”, conclude Brunetta.

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