JOBS ACT: BRUNETTA, OK CONSULTA, MA ESPLOSIONE VOUCHER E’ FALLIMENTO RENZI
“Giudico equilibrata la sentenza di ieri della Corte costituzionale in merito ai tre quesiti referendari sul Jobs Act. La richiesta della Cgil sull’articolo 18 manipolava in modo evidente la legge, non si limitava, come da Costituzione, solo ad abrogare parti della norma: ci avrebbe consegnato, qualora fosse passata, un articolo 18 ancor più esteso e rigido (con escluse solo le aziende con meno di 5 dipendenti) di quello malamente modificato da Renzi”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Confermiamo il nostro giudizio negativo sul Jobs Act, una cattiva legge che ha gettato al vento in modo miope più di 20 miliardi di euro senza creare nuovi posti di lavoro, ma riteniamo giusta la decisione della Consulta. La Cgil ha ecceduto e la sua proposta referendaria più importante è stata cassata dalla suprema Corte.
In merito ai voucher, li consideriamo uno strumento apprezzabile per far emergere il sommerso, il lavoro nero, ma in combinato disposto con il Jobs Act renziano hanno avuto un’applicazione sproporzionata rispetto alla loro finalità originaria. Vanno ricollocati, ripensati, e per far questo serve un complessivo riassetto dell’intero Jobs Act.
Renzi non ha alcun motivo per il quale cantare vittoria. L’esplosione dei voucher rappresenta il fallimento del suo Jobs Act. Si dovrebbe tornare alla legge Biagi, con diverse e flessibili forme contrattuali per rilanciare l’occupazione e dare maggiori opportunità ai nostri giovani e alle imprese che vogliono assumere”, conclude Brunetta.


