LAVORO: BRUNETTA, DATI INPS CERTIFICANO FALLIMENTO JOBS ACT, POLETTI SI DIMETTA
“#Inps #Poletti #Lavoro #JobsAct #Flop Act I dati sul mercato del lavoro diffusi dall’Inps certificano, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, il fallimento del governo. La politica della ‘droga’ non ha funzionato, il Jobs Act ha solo pompato le assunzioni con contratti a tutele crescenti, senza creare nuovi posti di lavoro e soprattutto senza creare sviluppo e crescita. Sono stati, dunque, solamente bruciati quasi 20 miliardi, spesi per finanziare l’inutile decontribuzione”.
Lo scrive su Facebook Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
“Oggi l’Istituto nazionale di previdenza sociale ci racconta la battuta d’arresto per le assunzioni nei primi sette mesi dell’anno. Il taglio degli incentivi fiscali ha ridotto, infatti, i nuovi contratti a tempo indeterminato del 33,7% rispetto allo stesso periodo del 2015. L’Inps ha inoltre rilevato che il saldo tra assunzioni stabili e cessazioni (licenziati o andati in pensione) è positivo ma è crollato dell’83,5%, a 76mila unità. Una enormità. In aumento, invece, la vendita di voucher destinati al pagamento delle prestazioni di lavoro accessorio, del valore nominale di 10 euro: sono stati 84,3 milioni, con un incremento, rispetto al 2015, del 36,2%.
Tra gennaio e luglio le assunzioni complessive (stabili, determinati etc) sono state 3.428.000 – compresi i 408mila lavoratori stagionali – con una contrazione del 10% rispetto al 2015. Il dato è fortemente influenzato dal crollo dei nuovi contratti a tempo indeterminato, scesi, per l’appunto, del 33,7% (379mila in meno): d’altra parte lo scorso anno le imprese potevano beneficiare dell’abbattimento integrale dei contributi a carico del datore di lavoro per tre anni. Da gennaio, invece, la decontribuzione è calata a 3.250 euro l’anno. A dimostrazione che più del Jobs Act erano proprio gli incentivi fiscali a sostenere la finta ripresa del mercato del lavoro.
Aspettiamo trepidanti il tweet di commento di Matteo Renzi. Nel frattempo, se avesse un po’ di decenza, il padre del Flop Act, tale Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, dovrebbe dimettersi ed ammettere davanti al Paese il suo fallimento”, conclude Brunetta.


