REFERENDUM: BRUNETTA, RENZI HA PERSONALIZZATO, E ADESSO NE PAGA CONSEGUENZE

“Ha ragione Mattarella nel dire ‘si parli del merito’, benissimo. Ma chi per primo ha personalizzato il referendum è stato Matteo Renzi, quando ha detto che se non avesse vinto sarebbe andato a casa, e si sarebbe ritirato dalla politica. Non è che un presidente del Consiglio prima personalizza, dicendo ‘dopo di me il diluvio, se perdo vado a casa, casca il governo, si va a elezioni, mi ritiro dalla politica, vado a fare l’insegnante’, e poi dice ‘contrordine compagni’. Il mondo che sta attorno non sta ai tuoi capricci, giovinetto viziato che non hai mai vinto le elezioni”.

Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, ai microfoni di “Radio Anch’io”, su Radio Uno.

“Pertanto, fa bene Mattarella, ma dica nomi e cognomi. Chi ha personalizzato? Chi ha ipotizzato l’idea dello spacchettamento? È ora di finirla con questi giochetti, con questo Messina, il guru americano – per carità, lontani dai guru americani che consigliano i politici italiani! – che consiglia a Renzi ‘contrordine compagni, adesso andiamo nel merito’. E’ ora di smetterla”.

“Renzi ha personalizzato e adesso ne paga le conseguenze. La gente dirà: ‘questa è una schiforma e mandiamo a casa Renzi’, perché se vincono i ‘no’ Renzi se ne va a casa. Non so se si ritira dalla politica ma certamente se ne va a casa, perché un uomo politico, un presidente del Consiglio che aveva basato tutto sulla riforma costituzionale, sulla riforma della legge elettorale e di fatto il ‘no’ gli manda a monte tutto questo suo progetto di potere se ne deve andare a casa. Per questa ragione io dico: un bel no per mandare a casa Renzi e per non far passare la riforma”, ha sottolineato Brunetta.

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