BANCHE: BRUNETTA, E’ CAOS, GOVERNO AGISCE TROPPO TARDI E TROPPO POCO

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Caos del governo sulle banche. Dopo il decreto legge di gennaio 2015 con cui Renzi ha imposto la trasformazione delle popolari in società per azioni; dopo il decreto legislativo n. 180 di novembre 2015, con cui è stata recepita in Italia la normativa europea sul cosiddetto “Bail in”; e dopo il decreto legge n. 183, anch’esso di novembre 2015, con cui sono state salvate le quattro ormai famose banche (Etruria, CariFerrara, CariMarche e CariChieti), da cui è derivata la scoperta della truffa nei confronti di 130.000 azionisti, per circa 400 milioni di euro, e di 20.000 sottoscrittori di obbligazioni subordinate, per 790 milioni di euro; lo scorso venerdì è stato varato il quarto provvedimento, un decreto Legge, che ancora una volta interessa il settore bancario e i risparmiatori. Senza risolvere i problemi.

Come sempre il governo ha agito troppo tardi (le norme erano state inserite in Legge di stabilità, ma sono state fatte decadere a causa della inazione del governo che avrebbe dovuto darne attuazione attraverso un decreto ministeriale che non ha visto mai la luce) e troppo poco. Solo l’80% delle perdite, infatti, verranno rimborsate e solo a una certa categoria di detentori delle stesse: chi ha un reddito lordo al di sotto dei 35.000 euro, oppure un patrimonio immobiliare inferiore ai 100.000 euro.

Tutto questo creerà discriminazione tra gli investitori. Investitori che si sentono per questo presi in giro dal governo, il quale ancora una volta si è dimostrato tempestivo e “abbondante” solo quando ha da approvare atti che interessano la cerchia ristretta del Giglio magico e non gli italiani.

Tutto questo ha causato una crisi di fiducia nei confronti del sistema creditizio che, oltre a non avere precedenti nella storia, ha generato quello che gli addetti ai lavori chiamano “panico finanziario”, per cui i risparmiatori hanno cominciato a ritirare i loro depositi in essere e/o a non portare più in banca le proprie disponibilità. Allo stesso modo, i mercati sono sul piede di guerra, pronti a speculare sulle debolezze del sistema italiano che il governo, ancora una volta, non è stato in grado di risolvere. La credibilità di Renzi è ormai sotto zero”.

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