GOVERNO: BRUNETTA, RENZI NON VUOL FAR VOTARE ITALIANI, E’ ATTACCO A DEMOCRAZIA
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“La trivella è arrivata finalmente sulle prime pagine dei giornaloni. Renzi aveva cercato di smontarla, ma gli si è rivoltata contro. L’appello al non voto può essere una tattica accettabile (si può essere in accordo e meno, come si può sostenere il ‘sì’ o il ‘no’ a questo referendum) se espressa da forze politiche o sociali, ma quando è proposto, come in questo caso, dal governo ha un significato gravissimo di attacco alla democrazia.
E si può addirittura configurare come reato, sostiene il costituzionalista Michele Ainis sul ‘Corriere’. Senza arrivare a tanto, ormai appare chiara l’idiosincrasia di Matteo Renzi per il voto popolare. Cosa del resto coerente con la sua storia di presidente del Consiglio, un uomo mai eletto da nessuno al di fuori di Firenze.
Il referendum sulle trivelle oramai coincide con la battaglia per la democrazia nel nostro Paese. Si rifletta: nove presidenti di Regione, di sinistra o di centrodestra, eletti sonoramente dai cittadini, hanno proposto, attingendo a loro prerogative costituzionali, il pronunciamento degli italiani su una legge implicante la tutela del mare e le scelte energetiche. E il governo, invece di chiamare a una serena discussione, pretende di seppellirla con metodi puerili e truffaldini, con la sovrapposizione temporale della discussione e del voto alla Camera sulla riforma costituzionale con gli ultimi giorni di campagna referendaria.
Anche la Chiesa e i vescovi si stanno giustamente opponendo a questo bavaglio su questioni importanti per il futuro. Ma il tema più decisivo di tutti è la democrazia stessa, quella diretta e quella indiretta. Il premier Renzi vuol soffocare la prima, che si esprime coi referendum, e nello stesso tempo prefigura, con una riforma della Costituzione in senso autoritario, il depotenziamento della democrazia rappresentativa.
La scelta poi, espressa dal ministro dell’Interno Alfano, di fissare, a scuole chiuse e ponte vacanziero aperto, il voto per le amministrative, significa chiaro favoreggiamento dell’astensionismo.
La sintesi di queste assurde vicende è presto fatta: Renzi non vuole far votare gli italiani con le schede (referendum? ‘Andate al mare’; amministrative? ‘Fate il ponte’), ma in autunno, a ottobre, al referendum confermativo gli italiani tutti voteranno con le tasche, vista la crisi economica. E saranno dolori per il premier”.


