FOIBE: BRUNETTA, NERVO SCOPERTO PER SINISTRA ITALIANA, RICORDO SIA ANCHE VERITA’

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Nel pomeriggio di oggi in aula di Montecitorio si celebra ‘il giorno del ricordo’. Il rischio è che, per la cattiva coscienza di molti, sia trattato come un fatto avvolto nella nebbia da cui è stato estratto di malavoglia. Invece deve avere per noi italiani – senza pretendere alcun paragone con il genocidio degli ebrei – la stessa potenza di richiamo della Shoah.

Deve essere centrale per la nostra identità, per ricordarci ‘ciò che non siamo/ciò che non vogliamo’ (Montale) la memoria delle foibe e dell’espulsione traumatica della etnia italiana dalla Jugoslavia. La strage delle foibe non fu l’atto di una parte politica contro l’altra, ma un’azione malvagia contro il popolo italiano in quanto tale, e che purtroppo ebbe per complici altri italiani. E questi furono militanti di formazioni partigiane legate al Partito comunista. Le foibe sono tuttora un nervo scoperto di buona parte della sinistra politica e culturale italiana: non si accetta l’idea che i comunisti possano essere stati dei massacratori e che le vittime fossero innocenti.

Ma è solo inchinandosi dinanzi agli innocenti e riconoscendo le colpe che recuperiamo dignità, che ci purifichiamo. É dicendo insieme ‘mai più’ al male fatto agli inermi che si può costruire qualcosa di nuovo.

Negli ultimi anni della guerra mondiale e nei primi mesi della liberazione circa 5mila persone furono crudelmente assassinate dai partigiani comunisti titini con la complicità di comunisti italiani, e i loro corpi gettati nelle profonde cavità del terreno carsico conosciute appunto come foibe.

Lo sterminio della classe dirigente italiana in Istria aprì la strada a un processo violento di slovenizzazione, e al conseguente esodo imposto alla maggioranza della popolazione italiana. Questi esuli furono maltrattati nelle città e nei porti di passaggio dai militanti del partito comunista, poiché gli esuli rappresentavano una pericolosissima minaccia politica, in quanto rivelavano la realtà del comunismo.

Iniziava così un’agonia umana e politica che per alcuni versi è durata fino ad oggi. E che ci impone oggi il ricordo e la domanda di perdono per aver per troppo tempo, e per ragioni di opportunismo politico, nascosto la realtà di quel massacro”.

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