UE: BRUNETTA, IN EUROPA NESSUNO SOPPORTA PIU’ RENZI, RESA CONTI STA PER ARRIVARE
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Tempi duri per Matteo Renzi, perché le parole di Jean Claude Juncker di venerdì scorso, se sono state pronunciate, nascondono un malumore non solo della Commissione europea e del suo presidente, ma anche e soprattutto delle principali cancellerie europee.
Sono bastati meno di due anni per farsi riconoscere. In Europa Renzi non tocca palla, per il suo pressappochismo, per la sua superficialità, per il suo opportunismo e per la sua arroganza. E nessuno lo sopporta più.
Niente di male, se fosse soltanto un fatto personale. Ma chi ne va di mezzo, purtroppo, è il Paese. L’Europa ha tutti gli strumenti per colpire Renzi, ma questo si riverbera inevitabilmente sull’economia italiana, e il conto, salatissimo, lo pagano i cittadini.
Se la Commissione europea in primavera boccerà, in tutto o in parte, come è probabile che accada, la Legge di stabilità italiana, tutta in deficit, clientelare e che aumenta il debito pubblico, infatti, servirà subito una prima manovra correttiva da 5-8 miliardi di euro, per porre rimedio da un lato alla crescita del Pil più bassa rispetto al previsto e ai conseguenti calcoli tutti sbagliati del governo; dall’altro al mancato riconoscimento di parte della cosiddetta ‘flessibilità’ europea, vale a dire la possibilità di fare deficit.
Tutto questo comporta che le misure spendi e spandi di Renzi vengano finanziate in altro modo, e cioè nuove tasse o aumento di quelle già esistenti, oppure aumento di Iva, accise, bollette e chi più ne ha più ne metta.
Ma non finisce qui: ancor più grave sarà la situazione nel 2017, perché la Commissione chiederà all’Italia (anzi, il governo si è già impegnato a farlo) di riportare il rapporto deficit/Pil entro un sentiero virtuoso. E per passare dal 2,4% del 2016 all’1,1% del 2017 servirà una manovra da 1,3 punti di Pil, pari a 20,8 miliardi.
A ciò si aggiungano i 16 miliardi necessari per disinnescare le clausole di salvaguardia che con la Legge di stabilità Renzi ha soltanto rinviato dal 2016 al 2017 – e significano ancora una volta aumento di Iva e accise – e la necessaria riduzione del debito pubblico (che, a rispettar le regole, dovrebbe essere pari al 3,5% del Pil, vale a dire 56 miliardi di euro).
Evitiamo di fare la somma. La resa dei conti sta per arrivare anche per Renzi”.


