RAI: BRUNETTA, OK VIGILANZA SU TETTO COMPENSI IN STATUTO, MA ADESSO PASSARE AI FATTI…

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Attraverso la Commissione di Vigilanza Rai, in quanto organo di indirizzo, il Parlamento, ancora una volta ha dato un’indicazione chiara alla tivù di Stato e al governo: anche la Rai è tenuta al rispetto del tetto degli stipendi previsto per i dirigenti pubblici e fissato in 240 mila euro.

Finora la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ha aggirato furbescamente il tetto previsto, forte dell’escamotage, usato ad hoc, dell’emissione di strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati. Questo non è oltremodo accettabile. Al parere favorevole che è stato approvato oggi all’unanimità è infatti stata introdotta un’importante condizione, che impegna la Rai ad introdurre nel proprio statuto la specifica previsione contenuta all’articolo 13 del DL 66 del 2014 meglio noto come decreto Irpef, in tema di tetto ai compensi per i dirigenti e gli amministratori pubblici.

Non ci accontenteremo certo di leggere nello statuto della Rai l’obbligo di rispettare il tetto ai compensi, ci aspettiamo che al più presto la Rai rimetta mano agli emolumenti di dirigenti e manager che già da tempo superano, e di parecchio, il limite previsto dalla legge.

Già nel corso dell’esame alla Camera del disegno di legge di riforma della governance Rai Forza Italia ha presentato emendamenti in tema di tetto massimo ai compensi. Durante la discussione del testo nell’Aula di Montecitorio, il governo ha accolto un ordine del giorno a firma del sottoscritto impegnandosi così a valutare l’opportunità di adottare interventi anche di tipo normativo che chiariscano le deroghe previste per le società pubbliche che emettono titoli obbligazionari sui mercati regolamentati, per quanto riguarda il cosiddetto ‘tetto ai compensi dei dirigenti pubblici’.

L’esecutivo si è inoltre impegnato a valutare l’opportunità di prevedere, anche attraverso l’emanazione di un decreto ministeriale, disposizioni che specifichino, in maniera puntuale, i requisiti e i criteri in base ai quali una società a partecipazione pubblica può essere riconosciuta in qualità di azienda che, in via prevalente, opera sul mercato finanziario.

La volontà del Parlamento è stata più volte espressa in maniera chiara e inequivocabile, la Rai rispetti finalmente il tetto ai compensi e sottoponga ad una bella dieta dimagrante i corposi stipendi di manager e dirigenti”.

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