RAI: BRUNETTA, TV STATO HA DISATTESO LEGGI TRASPARENZA, SERVE TOTAL DISCLOSURE
“A proposito del problema della trasparenza o meglio ancora della total disclosure all’interno dell’ente radio televisivo fornitore del servizio pubblico. Ricordo a quest’Aula che esiste già una normativa assolutamente precisa e puntuale che prevede per tutte le collaborazioni e tutti i collaboratori della Rai la pubblicazione a livello aggregato e a livello singolo dei compensi, tanto dei dipendenti quanto dei dirigenti, ma anche dei collaboratori esterni, siano essi collaboratori giornalistici o collaboratori artistici”.
Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, intervenendo in Aula a Montecitorio durante il seguito della discussione del ddl Rai.
“Questa normativa però è stata ad oggi disattesa dalla Rai che, o nel passato non ha pubblicato assolutamente nulla, né a livello singolo né aggregato, o in tempi recenti ha semplicemente pubblicato dati aggregati per fasce professionali, contravvenendo allo spirito e alla lettera di più leggi. Perché il legislatore aveva voluto che si conoscessero i compensi dell’ente radiotelevisivo? Intanto perché la Rai viene considerata come un ente pubblico con funzioni pubbliche, e quindi viene assoggettato alla normativa della total disclosure, che riguarda tutti gli enti pubblici. Secondariamente perché un ente come quello radiotelevisivo ha una percezione a livello sociale e culturale molto alta. Ed i suoi obblighi di trasparenza sono quindi, se possibile, ancor maggiori di quelli di un qualsiasi Ministero o di una qualsiasi authority”.
“Non si è capito perché la Rai si sia sempre sottratta all’obbligo di pubblicazione, di volta in volta sostenuta dai governi pro-tempore. La motivazione dell’ente radiotelevisivo è sempre stata di due tipi: la privacy e la tutela della competitività aziendale”.
“La motivazione della privacy non ha alcuna giustificazione riguardando un ente pubblico, né la seconda motivazione ha giustificazione in quanto nel mercato specifico gli operatori del settore sono perfettamente a conoscenza dei compensi sia della Rai quanto del settore privato, laddove invece è rilevante per l’opinione pubblica la conoscenza dei compensi di chi opera in un mondo così delicato come quello giornalistico e dell’intrattenimento”, ha sottolineato Brunetta.


