L.STABILITA’: BRUNETTA, NO IMBARAZZO FI, CON NOSTRO PROGRAMMA TAGLIO SPESA-DEBITO
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“L’atteggiamento di Renzi nei confronti dell’Europa è permeato, oltre che da arroganza, da ipocrisia: il presidente del Consiglio si spende, infatti, in continui appelli per ‘Più Europa’ senza avanzare proposte serie e concrete per migliorare il sistema europeo in un’ottica di maggiore coesione ed equità.
Al contrario, la proposta di politica economica di Forza Italia, già illustrata nel programma che nel 2013 ci ha portato quasi a vincere le elezioni, prevede di partire dalla riduzione della spesa pubblica improduttiva e dello stock del debito per ridurre di pari importo la pressione fiscale.
Il taglio della spesa pubblica avviene, stando al programma di Forza Italia, attraverso il taglio del 2% all’anno (16 miliardi di euro) della spesa corrente, attualmente pari a circa 800 miliardi. Questi 16 miliardi vanno per metà (8 miliardi all’anno) alla riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e per metà (8 miliardi all’anno) alla riduzione della pressione fiscale sulle imprese. Di pari passo procede anche la riduzione strutturale del debito pubblico, per almeno 400 miliardi di euro (circa 20-25 punti di Pil) come valore obiettivo in 5 anni, così da ottemperare al Fiscal Compact e da portare il rapporto debito/Pil verso il 100%.
Solo con questo percorso di risanamento strutturale sul fronte interno, l’Italia acquisisce la credibilità per rivolgersi all’Europa, chiedendo da un lato la reflazione da parte della Germania, dall’altro l’abbandono della politica economica del ‘sangue, sudore e lacrime’, attraverso la modifica del Fiscal Compact e del Six Pack, e attraverso il lancio di un grande piano di investimenti, un New deal europeo, da almeno mille miliardi (tre volte l’attuale piano Juncker), freschi, utilizzando la garanzia della Banca europea degli investimenti (Bei).
Renzi non fa nulla di tutto ciò nella sua Legge di stabilità. Renzi taglia (forse) le tasse in deficit, vale a dire: 1) senza avere una strategia chiara di politica economica di lungo periodo (taglio della spesa improduttiva e riduzione del debito pubblico); 2) senza proporre alcun cambiamento in Europa (reflazione, modifica dei Trattati, investimenti).
Con la sua legge di stabilità tutta in deficit e imbrogliona Renzi non mette affatto in imbarazzo Forza Italia. Con il suo trasformismo autoritario il presidente del Consiglio e segretario del Partito democratico mette in imbarazzo solo la sua sinistra, e distrugge definitivamente la sua credibilità nei confronti dei mercati, della Commissione europea e soprattutto degli italiani, che vedranno ben presto la partita di giro, anzi di raggiro nella quale sono coinvolti e di cui dovranno pagare il conto”.


