CAMERA: BRUNETTA, UFF. PRES. ISTITUZIONALIZZA SPOIL SYSTEM, SCELTA GRAVE BOLDRINI-PD

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“La decisione di oggi dell’Ufficio di Presidenza di imporre a colpi di maggioranza, senza la partecipazione al voto finale dei componenti dell’opposizione, i nuovi vertici amministrativi (vice segretario generale vicario, vice segretari generali e capi servizio) della Camera dei Deputati rappresenta un comportamento di inaudita gravità, che crea un gravissimo vulnus nei rapporti politici e istituzionali all’interno del Parlamento.

Di questo la Presidente Boldrini, il Partito Democratico e la sua maggioranza politica sono pienamente responsabili.

E’ paradossale che di fronte alla necessità di riorganizzazione dei vertici dell’Amministrazione, dovuti anche alla prossima creazione di un ruolo unico con il Senato, si sia proceduto ad una sostanziale conferma dell’attuale assetto organizzativo prescindendo da ogni valutazione preventiva alle nuove esigenze.

L’indiscussa professionalità dei dodici Consiglieri, nominati oggi, non può essere l’alibi per giustificare e coprire una scelta politica molto grave della maggioranza e della Presidente, che segna una rottura, senza precedenti, rispetto alle modalità di condivisione che, fino ad oggi, avevano sempre contraddistinto le decisioni e le scelte che riguardano gli assetti e le norme che regolano l’Amministrazione della Camera dei Deputati.

Non è mai avvenuto nella storia della Camera una modifica regolamentare con effetto retroattivo, precedente pericolosissimo che mette nelle mani della maggioranza di turno gli assetti amministrativi della Istituzione. Vulnus mai verificatosi nella storia del Parlamento.

Nella prossima legislatura una maggioranza diversa potrà cambiare tutto a proprio vantaggio, in qualsiasi momento, e in maniera retroattiva. Con la decisione di oggi alla Camera è stato istituzionalizzato lo spoil system, da sempre estraneo alla tradizione di garanzia che deve connotare l’amministrazione di un’istituzione parlamentare.

Forse Boldrini e company non si sono resi conto della gravità delle loro decisioni”.

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