LAVORO: BRUNETTA, VI SPIEGO I NUMERI IMBROGLIONI DI RENZI E POLETTI

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Come si sa, con le bugie non si va lontano. E sui 79.000 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato sbandierati da Renzi e Poletti ormai l’imbroglio è stato svelato. Ci mette il timbro anche l’Ufficio parlamentare di bilancio.

Diversi i punti critici:

1) Innanzitutto, e non è la prima volta, il governo fa confusione nel diffondere i dati (pubblica solo quelli sull’attivazione di nuovi contratti e non quelli sulle cessazioni) e il furbo nel fare i confronti (dovrebbero essere anno su anno, ma Renzi e Poletti utilizzano l’orizzonte temporale di volta in volta più utile al loro scopo).

2) Le nuove assunzioni sono frutto delle decontribuzioni (che, tra l’altro, erano nel programma elettorale del Pdl a febbraio 2013) e non certo del contratto a tutele crescenti del Jobs act, che è entrato in vigore il 7 marzo 2015, mentre i dati si riferiscono a gennaio e febbraio.

3) Come ha sottolineato l’Ufficio parlamentare di bilancio, il numero complessivo delle nuove assunzioni a fine febbraio 2015 differisce di molto poco rispetto al corrispondente dato di febbraio 2014: i 79.000 contratti in più di Renzi e Poletti non sono altro che conseguenza del fatto che molte imprese hanno rinviato le assunzioni che avrebbero dovuto fare nel quarto trimestre 2014 all’inizio del nuovo anno, per usufruire della decontribuzione in vigore dal 2015 (effetto rinvio o ‘effetto attrazione’ che dir si voglia).

4) I 79.000 ‘posti fissi in più’ non sono nuova occupazione, bensì occupazione sostitutiva, in quanto si tratta, nella quasi totalità dei casi, di riconversioni di vecchi contratti.

5) Ultimo, ma non ultimo: per la decontribuzione delle nuove assunzioni il governo ha stanziato solo 1,9 miliardi, con un limite di 8.060 euro per ogni unità. Ma quando le risorse finiranno, cosa succederà?

Ricordiamo ancora una volta a Renzi le sue stesse parole, pronunciate a Londra il 1° aprile 2014: ‘Vedrete nei prossimi mesi come il cambiamento nel mercato del lavoro porterà l’Italia a tornare sotto il 10% nel tasso di disoccupazione’. È passato un anno e siamo ancora ben lontani da questo mirabolante obiettivo. Basta prendere in giro gli italiani”.

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