VENEZIA: BRUNETTA, CASSON NON RAPPRESENTA CITTA’, GRANDE OCCASIONE PER MODERATI
Come legge la vittoria di Casson alle primarie del centrosinistra a Venezia? “Ha vinto la sinistra fondamentalista e giustizialista, che credo sia estrema minoranza a Venezia e anche nel Pd. Una sinistra che sull`onda della crisi e del Mose ha ricevuto una spinta, ma non vuol dire che sia maggioritaria nella città”. Adesso “si apre una grande possibilità per il resto della città di esprimere un sindaco che rappresenti il futuro”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista al “Corriere del Veneto”.
“I limiti” di Casson “sono rappresentati dal suo programma, dalla sua cultura. Ricordiamo tutti il suo scontro con Cacciari quando risultò sconfitto o la sua posizione sulla legge speciale. Non rappresenta la città dei veneziani. Ha raccolto un ‘sondaggio’. Gli abitanti sono 270mila, gli aventi diritto al voto circa 215mila, Casson ha preso poco più di 7mila voti, ripeto: è un sondaggio e rappresenta l`estrema minoranza”.
Cosa succede adesso nel campo avverso? “Si farà l`analisi delle candidature, cercheremo tutti insieme, nel centrodestra ma anche in quella parte del centrosinistra che non si riconosce in Casson, un candidato che sia in grado di rappresentare i veri interessi della città di oggi e di domani e la sua modernizzazione. Quella che si presenta è una grande occasione per i moderati, ma anche per i riformisti del centrosinistra, di esprimere un candidato vincente”.
Ci sono già state delle autocandidature, come quella di Zaccariotto o Malgara e si parla di un imminente annuncio di Brugnaro. “Tutte le persone che abbiamo visto scendere in campo sono risorse e vanno ringraziate per la loro disponibilità. Ma adesso dovrebbero fare un passo indietro per permettere una riflessione unitaria. Nessuno da solo vince, occorre che tutti si ritrovino attorno a un tavolo per cercare un programma, un candidato e gli uomini della squadra. Se tutti si mettono assieme per una riflessione fredda e pacata, questo può essere un momento di rinascita a fronte di oltre vent`anni di malgoverno della sinistra e dei suoi sprechi clientelari”.
Un esempio di questi sprechi? “Il buco attuale è rappresentato da 53 milioni. Mi ricordo quando facevo il consigliere comunale i quasi due milioni di euro buttati per l`acquisto del Rivolta per fare un piacere ai centri sociali. E di questi sprechi ce ne sono decine se non centinaia: sono parte di questa mala amministrazione”.
Il risultato di Venezia è una sconfitta di Cacciari? “Cacciari chi? Il professore avrebbe potuto fare un po` di autocritica, ma tanto ha sempre ragione e adesso ci spiegherà perché ha vinto lui”. E Renzi? “Renzi non ha mai capito nulla di Venezia, non si è interessato di nulla che riguardi la città, prescinde dalla conoscenza dei fatti, è solo un uomo di potere, ma stavolta gli è andata male”, conclude Brunetta.


