DEBITI PA: BRUNETTA, RENZI HA PAGATO SOLO 13,7 MLD SU 68 PROMESSI. TUTTO PAROLE, ZERO FATTI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“A che punto siamo con il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione? Sul sito del ministero dell’Economia e delle finanze, la sezione apposita è aggiornata al 30 gennaio 2015. Un mese e mezzo fa. In effetti, non è che l’evoluzione sia poi così rapida, nonostante quello che vorrebbe far credere Matteo Renzi.
Prendiamo come riferimento il 21 luglio 2014, giorno entro il quale, nella famosa conferenza stampa dei ‘pesciolini’ del 12 marzo 2014, il presidente del Consiglio si era impegnato a liquidare i 68 miliardi di debiti della Pa rimasti dopo il pagamento di 22 miliardi da parte dei governi Monti e Letta, su un totale stimato da Banca d’Italia pari a 90 miliardi.
Ebbene, di quei 68 miliardi, al 30 gennaio 2015, vale a dire ben sei mesi dopo la scadenza che Matteo Renzi si era auto imposta (salvo rinviarla dopo pochi giorni, durante la trasmissione ‘Porta a Porta’, al 21 settembre 2014, san Matteo), il premier ne ha pagati solo 13,7 (pari al 20% di 68). Il totale di 36,5 miliardi presente sul sito del Mef, infatti, comprende i 22,8 miliardi che, come abbiamo visto, erano già stati pagati dai governi che hanno preceduto Renzi.
Per non parlare della procedura di infrazione nei confronti del nostro paese avviata dalla Commissione europea lo scorso 18 giugno con una apposita lettera di messa in mora, che segnala il mancato rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, della direttiva Ue sui pagamenti della Pa.
In Italia, infatti, le imprese non vengono ancora pagate entro 30 giorni (o 60 in alcuni casi specifici), come dovrebbe avvenire, bensì con ritardi medi di 170-210 giorni. Inoltre, anche i tassi di interesse applicati in caso di pagamenti in mora sono inferiori rispetto a quelli previsti dalla direttiva.
Mancato pagamento dei debiti pregressi delle Pa e ritardo nei pagamenti delle nuove forniture sono l’ennesima dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, del fallimento del governo Renzi. Su tutta la linea. Il che evidenzia, ancora una volta, la vera stoffa di cui è fatto il premier: tutto parole, zero fatti, nessuna autocritica.
Piuttosto che rilanciare ogni giorno annunciando nuove riforme, nuove proposte e nuove strategie, Renzi realizzi quello che era già pronto quando è arrivato a palazzo Chigi, e che bastava solo portare a termine. Ma questo a Renzi non interessa”.


