FISCO: BRUNETTA, PADOAN STUDI, NEL 2014 TASSAZIONE SU IMMOBILI AUMENTATA
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“In una serie di tabelle pubblicate dal Mef sulla tassazione degli immobili in Italia, il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, cerca di dimostrare che il gettito derivante dalle imposte sulla casa nel 2014 (23,8 miliardi di euro) è in linea con il prelievo relativo al 2012 (23,7 miliardi di euro).
Dai numeri, sorgono spontanee alcune riflessioni.
1) Il ministro è contento di aver confermato il gettito del 2012, anno nero dell’Imu di Monti.
2) Se il confronto fosse stato rispetto al 2011, anno in cui (governo Berlusconi) vigeva ancora l’esenzione della tassa sulla prima casa, i numeri lo avrebbero stracciato. 9,2 miliardi di gettito nel 2011 contro i 23,8 del 2014: 14,6 miliardi in più (quasi il doppio).
3) I calcoli del ministro si basano sugli importi versati dai contribuenti italiani ‘con riferimento all’anno di imposta, e non a quello di riscossione’ (per competenza); allorquando, ai fini della domanda interna e della generazione (in questo caso distruzione) di ricchezza, rilevano i dati per cassa, vale a dire l’esborso effettivo del contribuente che viene destinato alle tasse, in questo caso sulla casa, piuttosto che ai consumi.
Eppure comprendiamo perché il ministro faccia riferimento ai dati per competenza: se avesse preso in considerazione i dati per cassa, riportati nei Bollettini mensili delle Entrate tributarie, sempre pubblicati dal Mef, non solo non avrebbe potuto sostenere, a torto, l’invarianza di gettito tra il 2012 e il 2014, ma avrebbe dovuto ammetterne l’aumento.
Stando a tali dati, infatti, nel 2012 il gettito complessivo dell’Imu è stato pari a 23,7 miliardi (di cui 15,6 di competenza dei Comuni e 8,1 dello Stato). Nel 2014, invece, il gettito totale è stato pari a 24,9 miliardi, così costituiti: 16,5 miliardi Imu di competenza dei Comuni; 3,8 miliardi Imu Stato; e 4,6 miliardi di Tasi. Se confrontiamo quest’ultimo numero con i 9,2 miliardi del 2011 (governo Berlusconi), poi, ne deriva un aggravio di imposta per i cittadini di 15,7 miliardi. Altro che nessun aumento!
Questi sono i numeri. Se il ministro Padoan ne ha altri li tiri fuori. Sarebbe il caso che, da bravo professore qual è, prima di rilasciare dichiarazioni studiasse un po’. Anche se abbiamo notato che quest’anno non è la prima volta che straparla per obbedire al suo capo Renzi.
Piuttosto il professor Padoan avrebbe dovuto far costituire il suo Ministero parte civile al processo in corso a Trani, anche alla luce della testimonianza in esso resa da lui stesso quando era capo economista dell’Ocse, e su cui sta facendo clamorosamente marcia indietro. Questo, caro ministro, non te lo perdoniamo. Non te lo perdona il paese”.


