BERLUSCONI: BRUNETTA, E’ UN SIMBOLO COME AUNG SAN SUU KYI, FARA’ DI UN MALE UN BENE
Cosa cambierà dopo la decisione del Tribunale di sorveglianza? Rimarrete senza leader? “Assolutamente no, il leader è Berlusconi e io ho sempre detto che Berlusconi dà il meglio di sé nelle situazioni difficili”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a “La Telefonata” di Maurizio Belpietro, su Canale 5.
“Mi lasci dire però una cosa: dolore e amarezza. Dolore e amarezza per un Paese che ripaga così forse uno dei più grandi leader che abbia avuto dal dopoguerra. Un uomo che si è distinto nell’imprenditoria, un uomo che si è distinto nel mondo dello sport, nel mondo dell’informazione, e un uomo che è stato il più grande uomo di Stato nel nostro dopoguerra”.
“Ho fatto il calcolo, quasi 200 milioni di schede votate con il suo nome dalla sua discesa in campo nel 1994: 200 milioni di italiani hanno barrato una scheda – nelle varie elezioni, europee, politiche, nazionali, Camera e Senato – che conteneva il nome di Berlusconi, 200 milioni di schede in 20 anni”.
“Ma sono convinto che Berlusconi, come ha sempre fatto nella sua vita, farà di un male un bene, anche da questa decisione assurda e da questa sentenza assurda. Berlusconi è un simbolo, e i simboli non si impediscono, non si imbavagliano, non si bloccano. I simboli – pensi ad Aung San Suu Kyi, era bloccata a casa sua ed è diventata un simbolo mondiale – quando si tenta di zittirli e bloccarli, diventano ancora più forti. Io ho detto tremate, tremate antiberlusconiani, perché più gli si fa violenza e più il fatto simbolico, il valore simbolico diventa forte e diventa politica con la ‘P’ maiuscola”, conclude Brunetta.


