GOVERNO: BRUNETTA, DICHIARAZIONE DELRIO CI COSTERA’ CARA

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Eppure il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, era noto per la sua riservatezza. Anzi, è stato scelto in quel ruolo proprio per il suo savoir faire. Ma la dichiarazione di ieri, prima ancora che il governo Renzi chieda e ottenga la fiducia alle Camere, proprio non ci stava.

Inopportuna nei tempi, certamente, ma anche e soprattutto nei contenuti. Vecchiette a parte, poverine, il sottosegretario Delrio sa benissimo che se si aumenta la tassazione sui titoli di Stato (gli unici che finora, per ovvie ragioni, sono sopravvissuti agli aumenti delle imposte sulle rendite finanziarie che si sono susseguiti negli anni) crolla la domanda, quindi il prezzo degli stessi. Essendo il prezzo dei titoli di Stato inversamente proporzionale al loro rendimento, se crolla il prezzo aumenta il rendimento. Altro che spread…

E ricordiamo al sottosegretario Delrio che già questa settimana, tra domani e giovedì, sono in calendario aste del nostro debito pubblico. Gli effetti della sua improvvida dichiarazione, pertanto, li vedremo fin da subito.

Abbiamo sempre sostenuto che l’andamento degli spread dipende solo per 1/3 dai fondamentali macroeconomici e dalle vicende interne degli Stati e per 2/3 da variabili esogene e internazionali, ma questo è proprio il caso di dire che le parole di Delrio ci costeranno care. Non ci resta che sperare che dichiarazione improvvida rimanga tale e che, come ha tenuto a precisare subito la presidenza del Consiglio, l’aumento della tassazione sui titoli di Stato non ci sarà.

Innanzitutto perché il trattamento sarebbe diverso tra privati cittadini detentori dei titoli, che pagano l’imposta sostitutiva che Delrio vorrebbe aumentare, e società, per le quali invece i redditi da capitale rientrano nell’imponibile fiscale complessivo e quindi non risentirebbero dell’aumento (cosa ne pensa la Corte costituzionale?).

Inoltre, cambiare la tassazione di titoli che i sottoscrittori detengono già da diversi anni significa per lo Stato non rispettare i patti con chi gli presta il denaro (anche qui, cosa ne pensa la Consulta?).

Ultimo ma non ultimo, se si vuole colpire il capitale nel suo produrre rendita, allora vale anche il contrario, cioè che nel caso di perdite (parliamo di titoli azionari e non di titoli di Stato), allora i sottoscrittori delle azioni hanno diritto ad uno sgravio fiscale? Siamo seri…”.

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