BRUNETTA: LA SFIDA DEL NUOVO GOVERNO E’ SPEZZARE L’AUSTERITY DELL’UE
“Nei prossimi giorni il nostro Paese avrà un nuovo governo: il quarto in due anni e mezzo e il terzo non eletto dal popolo, dopo l’esecutivo tecnico di Mario Monti e quello delle larghe intese di Enrico Letta”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Il doppio sforzo richiesto al nuovo governo che, tra l’altro, nel giro di pochi mesi si troverà a guidare il semestre di presidenza dell’Unione europea, è quello di cambiare l’impostazione della politica economica europea e di cambiare la strategia di politica economica sbagliata adottata dall’Italia su imposizione delle istituzioni europee, passive ai diktat tedeschi”.
“Il governo dovrà cambiare la politica germano-centrica dell’austerità e del rigore cieco e imboccare la strada della ripresa e dello sviluppo, con un lieve allentamento delle politiche economiche restrittive nell’Eurozona, per esempio scambiando flessibilità sui parametri del rapporto deficit/Pil con riforme, attraverso i cosiddetti contractual agreements attualmente in discussione in sede europea. Nota maliziosa: un riconoscimento implicito, questo, al fatto che le riforme costano, come sa la stessa Germania, che sforò il tetto del 3% nel 2003 per riformare il mercato del lavoro e il welfare e per ridurre la pressione fiscale”.
“Il secondo sforzo: cambiare l’Italia in Europa. La chiave non è poi così difficile da ricercare. Sono le 6 raccomandazioni che ci ha fatto la Commissione europea quando è stata chiusa la procedura di infrazione per deficit eccessivo lo scorso giugno (portare a termine la riforma della Pubblica amministrazione; migliorare dell’efficienza del sistema bancario; riforma del mercato del lavoro; riduzione della pressione fiscale; liberalizzazione delle public utilities; sostenibilità dei conti pubblici) e per le quali l’Europa non perde occasione di ricordarci che dallo scorso giugno il governo in carica non ha fatto nulla”.
“Al presidente del Consiglio in pectore diciamo: ma sei sicuro di avere il consenso, la legittimazione democratica, la forza politica, la spinta morale per riuscirci? Qui si parrà la tua nobilitate. Noi non ti faremo nessuno sconto, e noi non avremo alcun pregiudizio”, conclude Brunetta.


