RIFORME: BRUNETTA, L’IMPIANTO DELLA PROPOSTA RENZI MI SEMBRA MOLTO DISCUTIBILE
“Quello che propone Renzi mi sembra un surrogato di un istituto che non ha mai funzionato”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “La Stampa”, commenta la composizione del nuovo Senato disegnato dal segretario del Pd nella parte in cui si prevede che 21 dei 150 scranni della nuova assemblea, siano occupati da esponenti della società civile nominati dal capo dello Stato per un mandato.
“Quando sento parlare di società civile – sottolinea l’ex ministro – metto mano alla pistola. Perché normalmente, quando la si evoca, sotto c’è sempre un imbroglio. O un imbroglio di negazione: noi siamo la società civile e voi politicanti incivili. O un imbroglio di piaggeria: noi poveri politici ci affidiamo alla saggezza della società civile. Cosa vuol dire che la società politica è incivile perché l’altra è civile? E cosa si intende per società civile? Laici e clerici? Preti e spretati? Sinceramente credo che sia una dicotomia inaccettabile”.
E sul fatto che a sceglierne i 21 componenti sia il Quirinale? “Peggio mi sento, la cosa mi fa inorridire. Questo meccanismo di nomina, da parte dei presidenti della Repubblica, ha incontrato spesso forti critiche dell`opinione pubblica. Basti pensare solamente All’ultima infornata del presidente Napolitano, con tutto il rispetto per lui e per gli infornati. Se si facesse un sondaggio sul gradimento per le ultime nomine il giudizio sarebbe molto negativo”.
“E’ positivo che Renzi faccia con chiarezza le sue proposte di riforma del Senato. Come il linguaggio nobile della chiarezza da non addetto ai lavori che usa. Ma proprio perché si capisce quello che dice non condivido molte delle cose che propone. Chiarezza per chiarezza considero estemporanee alcune sue affermazioni. E l’impianto che ne viene fuori mi sembra molto discutibile”, conclude Brunetta.


