BRUNETTA: NEL 2003 BERLUSCONI RISPOSE A INSULTI SCHULZ CON BATTUTA, AMENDOLA E MANCIULLI NON RACCONTINO MENZOGNE

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Ai compagni Amendola e Manciulli che mi attaccano per le mie dichiarazioni di oggi consiglio vivamente di documentarsi prima di dare inutilmente fiato alle trombe. Io la vicenda Berlusconi-Schulz l’ho vissuta da parlamentare europeo. Io quel giorno ero a Strasburgo, i distratti compagni del Pd evidentemente no. Guardino i filmati e leggano i resoconti.

Io l’ho fatto in modo scrupoloso ed ho avuto conferma della mia memoria. Quel giorno, il 2 luglio del 2003, Martin Schulz fece un discorso insopportabile, inopportuno, insultate, contro l’Italia e contro Berlusconi. Deridendo i ministri del nostro governo, nominando ironicamente personaggi del nostro sport e della nostra storia come Maldini, Del Piero, Garibaldi e Cavour, insultando Bossi, parlando a sproposito del conflitto di interessi, attaccando Dell’Utri, evocando fantomatici procedimenti penali e mandati di cattura europei. Un valzer di menzogne e invenzioni pronunciate con tono inquisitorio e accusatorio. Una vera a propria provocazione.

Berlusconi in quella sede, prendendo la parola in replica, difese il nostro Paese, difese l’onorabilità delle italiane e degli italiani, derisi apertamente e senza contraddittorio nella più alta istituzione europea. Ma non contento del suo precedente inascoltabile intervento Martin Schulz, mentre parlava Berlusconi, cominciò ad agitarsi, ad urlare, ad inveire contro il nostro presidente del Consiglio, ad aizzare i suoi compagni di partito, a provocare apertamente in cerca di una reazione. Fu allora che Berlusconi rispose con ironia, pronunciano l’ormai famosa frase sul ‘kapò’.

Ironia evidentemente non apprezzata da Schulz e da una parte del Parlamento europeo. Ma questa è la storia, questa è la verità storica: Berlusconi rispose agli insulti con una battuta a tono.

I giovani Amendola e Manciulli abbandonino per un attimo la loro miope e offuscante ideologia e provino, se ne sono capaci, a ragionare con i documenti e le prove oggettive che la storia ci consegna. La smettano di raccontare menzogne che hanno il solo scopo di attaccare quello che per loro resta, e forse resterà per sempre, il nemico pubblico numero uno. Imparino dal loro nuovo segretario, Matteo Renzi”.

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