LEGGE STABILITA’: BRUNETTA, DOPO BOCCIATURA UE REAZIONE SACCOMANNI RIDICOLA E RISIBILE
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“Ridicola e risibile, fuori dal mondo, la reazione del ministro Saccomanni alla bocciatura della politica economica sua e del governo Letta da parte della Commissione europea.
Eppure non doveva spremere troppo le meningi: bastava solo fare quello che l’Europa ci ha chiesto lo scorso 29 maggio con le 6 raccomandazioni che hanno accompagnato l’uscita dell’Italia dalla procedura di deficit eccessivo.
1) Sostenibilità dei conti pubblici. Oggi l’Europa dice che il debito non scende e che il rispetto del 3% del rapporto deficit/Pil è a rischio. Se è una questione di divergenza di stime sull’andamento del Pil, come sostiene il ministro Saccomanni, il problema si aggrava, non si risolve.
2) Efficienza e trasparenza della Pubblica Amministrazione. Piuttosto che adottare le disposizioni attuative della riforma avviata dal governo Berlusconi, gli esecutivi Monti e Letta hanno fatto la ‘controriforma della PA’.
3) Settore bancario. Nulla è stato fatto da Saccomanni per porre rimedio al fenomeno del credit crunch. Eppure le banche dovrebbe conoscerle bene;
4) Mercato del lavoro. I provvedimenti del ministro Giovannini si sono rivelati un fallimento. O il governo pensa che i problemi della bassa competitività e della bassa produttività del sistema Italia si risolva aumentando (in maniera impercettibile) le detrazioni Irpef per i lavoratori dipendenti?
5) Riduzione della pressione fiscale. No comment.
6) Liberalizzazione delle public utilities. Il governo non ne ha mai parlato. Il PdL-Forza Italia ne ha caldeggiato la soluzione nella Legge di stabilità. Senza ricevere risposta.
Che altro c’è da dire? Forse il ministro Saccomanni e il presidente Letta dovrebbero avviare una seria autocritica. Le smentite (non smentite) non bastano. Non c’è più tempo da perdere”.


