RIFIUTI: BRUNETTA A ORLANDO, NO INFILTRAZIONI MAFIOSE SU NUOVA DISCARICA? NON CONDIVIDO OTTIMISMO
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“Questa mattina il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, rispondendo in Aula a Montecitorio ad una mia interpellanza sulla possibile nuova discarica romana del Divino Amore ha detto che ‘ per quanto sappiamo allo stato delle cose, non ci sono infiltrazioni mafiose’.
Capiamo l’ottimismo del ministro, ma non possiamo condividerlo. Come ho già avuto modo di riferire oggi alla Camera dei deputati, replicando alla risposta di Orlando, è accertato che la proprietà, variamente e legittimamente schermata da fiduciarie, sia di Fiori Valerio e di Maio Francesco. Fiori Valerio è stato condannato con sentenza del Tribunale in composizione monocratica di Bologna, irrevocabile, il 2 9/9/2004 per violazione delle disposizioni in materia di tutela delle acque dall’inquinamento (articolo 45 del 152/1999).
Il signor Maio Francesco, proprietario e rappresentante legale della Maio Srl, socio di maggioranza dell’Ecofer ambiente Srl, è stato sia condannato per violazione dell’articolo 58 del decreto legislativo 152/1999, che addirittura, in data 4/7/2003, tratto in arresto su ordinanza del GIP del Tribunale di Trani per i reati di cui all’articolo 58 del decreto 152/1999 e articoli 163 e seguenti. Quindi, anche in forma di associazione a delinquere, il Maio, ha ripetutamente e specificamente commesso reati violando il testo aggiornato del decreto legislativo n. 152 dell’11 maggio n. 1999, ovvero quella che è la disciplina madre sulla tutela delle acque dall’inquinamento in recepimento della direttiva 91/271/CEE, concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE, relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato dai nitrati.
Inoltre sono in atto altre indagini da parte di numerose procure italiane rispetto a questa proprietà, e sulla base di queste informazioni io ho fatto una interpellanza urgente al ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, per ulteriori approfondimenti del caso”.


