RAI: BRUNETTA, PER ANZALDI E GRASSI EFFETTO BOOMERANG, DA MARZO AD AGOSTO IL PD IMPERA NEI TG DEL SERVIZIO PUBBLICO
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“I colleghi democratici in Commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi e Gero Grassi, forse distratti dall’incombere del week end o dalle troppe ferie fatte nelle ultime settimane, non hanno studiato e letto con attenzione i dati che con estrema superficialità riportano in uno stringato comunicato stampa.
Se avessero analizzato con maggior dedizione le schede dell’Agcom, relative al tempo di parola dei Tg della Rai nel mese di Agosto, avrebbe scoperto, loro malgrado, che in tutte le edizioni dei telegiornali del servizio pubblico il Partito democratico può vantare una presenza del 41,50%, contro il 39,52% del Popolo della libertà. Ma andiamo oltre, non ci fermiamo al mese appena trascorso, ripercorriamo a ritroso gli ultimi mesi subito dopo la campagna elettorale che ha portato alle elezioni del febbraio 2013.
Sempre grazie ai dati Agcom, relativi al tempo di parola di tutte le edizioni dei Tg della Rai, ecco la classica scoperta dell’acqua calda: la sinistra impera incontrastata, la Rai conferma la sua faziosità. Nel mese di marzo 2013 Partito democratico 39,94%, Popolo della libertà 25,93%; nel mese di aprile Pd al 45,79%, Pdl al 21,70%; nel mese di maggio Pd al 40,92%, Pdl al 30,69%; nel mese di giugno Pd al 36,23%, Pdl al 30,66%; nel mese di luglio Pd al 36,87%, Pdl al 28,22%.
Per gli ineffabili Anzalzi e Grassi un effetto boomerang, causato da un furbo tentativo di leggere le carte agostane in modo grossolanamente approssimativo.
Per quanto riguarda la mia attività in Commissione di Vigilanza Rai, definito ‘spericolato’ dai due parlamentari del Pd, mi limito ad osservare come le mie numerose interrogazioni e i miei esposti all’Agcom siano stati sempre correlati ed accompagnati dai dati dell’Osservatorio di Pavia, fonte ufficiale di monitoraggio per la Commissione e per la Rai. Forse per questo l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni mi ha dato ragione condannando al riequilibrio programmi come ‘In mezz’ora’ e ‘Che tempo che fa’, e testate giornalistiche come il ‘Tg3’. E non è finita qui…
Per quanto riguarda le altre tivù commerciali, siamo pronti. Siamo pronti ad accendere i riflettori su Mediaset, La7, Sky, eccetera. Cari Anzaldi e Grassi, benvenuti in Mediawatch. Intanto continuerò a dedicarmi alla Rai, l’azienda di tutti i cittadini che pagano il canone e che quindi deve garantire prima delle altre equilibrio e pluralismo. Pubblicherò subito i dati qui citati sul sito Raiwatch.it in modo che possano essere i cittadini a giudicare. In ogni caso già oggi faremo altri comunicati relativi ai periodi pre-elettorali. L’effetto boomerang per i poveri Anzaldi e Grassi continua, forse avrebbero fatto meglio a tacere”.


