DEBITO: BRUNETTA, PROPOSTA PDL POGGIA SU BASI SOLIDE, COLANINNO SE LA STUDI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“L’onorevole Colaninno, responsabile economico del Pd, probabilmente non ha letto con attenzione, prima di commentarla sul Corriere della Sera di oggi, la proposta di ‘Attacco al debito pubblico’, già lanciata dal PdL un anno fa, pubblicata su Il Sole 24 Ore del 10 agosto 2012. Ecco, gliene inviamo una copia, così può constatare che non si pone alcuno dei problemi che lui solleva.
Innanzitutto, l’onorevole Colaninno ignora la composizione dei 400 miliardi in 5 anni, cifra che definisce ‘miracolistica’: 100 derivano dalla vendita di beni pubblici per 15-20 miliardi l’anno (circa 1 punto di Pil ogni anno); 40-50 miliardi (circa 2,5 punti di Pil) derivano dalla costituzione e cessione di società per le concessioni demaniali; 25-35 miliardi (circa 1,5 punti di Pil) derivano dalla tassazione ordinaria delle attività finanziarie detenute in Svizzera (5-7 miliardi l’anno); i restanti 215-235 miliardi dal conferimento in una società di diritto privato di nuova costituzione di una porzione di beni patrimoniali e diritti dello Stato, a livello centrale e periferico, disponibili e non strategici (nessun pericolo per i gioielli di famiglia, quindi).
Con riferimento a quest’ultimo punto, la proposta del Pdl prevede che la società conferitaria individui dei ‘lotti’ di beni e diritti conferiti, a fronte dei quali emettere obbligazioni garantite.
Da questo momento in poi, a ognuno il suo ruolo: lo Stato incassa il corrispettivo e lo porta direttamente a riduzione del debito pubblico e la società procede alla valorizzazione ed incremento della redditività dei beni e diritti conferiti, in modo da accrescerne il prezzo di mercato. Solo alla scadenza dei singoli lotti del prestito obbligazionario (5-10 anni), e a valore aumentato, i beni e diritti costituenti il lotto di riferimento saranno alienati.
Nessuna svendita, quindi, e nessuna perdita di valore. La nostra proposta poggia su basi solide. L’onorevole Colaninno se la studi. E se ne faccia una ragione”.


