GOVERNO: BRUNETTA, MONTI IN RITARDO, SI ATTIVI REALMENTE CABINA REGIA
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“Al senatore a vita Monti dico: benvenuto nel club. Con un paio di mesi di ritardo, ma benvenuto lo stesso.
Anzi i club sono due. Quello degli ‘stimolatori’, come vedo lo chiama con benevolenza, data l’augusta presenza di Monti, il presidente Napolitano. E quello dei cultori della Grosse Koalition.
Dice Monti che c’è da ‘imitare l’esempio della Germania, dove le grandi coalizioni nascono sulla base di un ‘Koalitionsvertrag’, un vero e proprio contratto, scritto e molto dettagliato, che i partiti devono rispettare. Mentre l’alleanza Pd-Pdl-Sc ha come sola base le brevi dichiarazioni programmatiche del Presidente del Consiglio alle Camere del 29 aprile. Troppo poco’.
Ebbene, è esattamente quanto evidenziai io in un articolo sul Foglio dell’11 maggio, 50 giorni fa, con copiosi dettagli. Scrissi a proposito dell’esempio tedesco del 2005: ‘Elaborato un programma millimetrico (di 130 pagine), governo e partiti si impegnarono a rispettarlo. Nessun inciucio, ma il leale compromesso. I congressi dei partiti approvarono alleanza e contenuti. In contemporanea la Cdu a Berlino, la Csu a Monaco di Baviera, l’Spd a Karlsruhe dissero di sì. Sessantadue giorni dopo le elezioni, proprio come da noi nel 2013, la Germania votò governo e premier. Nel 2009, ciascuno riprese a correre con i suoi alleati naturali, e vinse la Merkel in alleanza con i liberali’.
Aggiungevo: ‘Noi in Italia non abbiamo avuto modo di elaborare un programma di quel genere. Non solo per l’incredibile tergiversazione bersaniana, ma per la riottosità di molta parte del Pd ad accettarci come interlocutori. Ora è necessario darci regole e luoghi per surrogare quel che in Germania è stato previo. Da noi occorre trovare le strade’.
Enrico Letta propose a questo punto la cabina di regia, con la presenza dei capigruppo parlamentari dei partiti di maggioranza. Chiedo: che fine ha fatto? Si tratta di farla funzionare sul serio, e per questo è necessario che ci credano anzitutto i ministri economici. Io voglio ancora crederci”.


