RAI: BRUNETTA, ‘IN MEZZ’ORA’ NON RISPETTA PLURALISMO INFORMAZIONE

L’indecente squilibrio e l’assoluto spregio della “par condicio” sono il tema di un’interrogazione presentata dal capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, Renato Brunetta, al presidente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, Roberto Fico. In particolare nella trasmissione di Lucia Annunziata “In mezz’ora”, domenicalmente in onda su Rai Tre, si fa strame di “indipendenza, obiettività e completezza (che) sono principi fondamentali ai quali deve ispirarsi l’informazione, in particolare quella diffusa attraverso i canali del servizio pubblico radiotelevisivo”.

Brunetta fornisce le cifre di questa incredibile anomalia che, viste le norme in vigore per disciplinare la materia, si configura come una vera e propria illegalità intollerabile.

Nell’interrogazione si rileva che “nel periodo compreso tra il 7 ottobre 2012 e il 9 giugno 2013, su 29 puntate trasmesse, ben 14 hanno ospitato interlocutori appartenenti al Partito democratico o comunque riconducibili all’area del centrosinistra (Rosy Bindi, il 7 ottobre 2012, Pierluigi Bersani, il 14 ottobre 2012, Matteo Renzi, il 21 ottobre 2012 e il 19 maggio 2013, Nichi Vendola, il 18 novembre 2012 e il 14 aprile 2013, Susanna Camusso, il 25 novembre 2012 e il 10 marzo 2013, Laura Puppato, il 24 marzo 2013, Dario Franceschini, 31 marzo 2013, Fabrizio Barca, il 7 aprile 2013, Franco Marini, il 21 aprile 2013, Cecile Kyenge, 5 maggio 2013, Guglielmo Epifani, il 26 maggio 2013), mentre in sole due puntate è stato ospitato il segretario del Pdl Angelino Alfano (11 novembre 2012 e 17 marzo 2013) e nessun altro esponente politico del Popolo della libertà – Berlusconi Presidente né della coalizione di centrodestra”.

Nel corso delle altre puntate lo schieramento montiano è stato ospitato in ben tre puntate (l’allora ministro dell’Integrazione e della Cooperazione internazionale nel governo Monti, Andrea Riccardi, e Gabriele Albertini, candidato alla presidenza della Regione Lombardia per Scelta Civica ed attualmente senatore per il medesimo partito, 16 dicembre 2012, l’allora premier Mario Monti, il 23 dicembre 2012, Pier Ferdinando Casini, il 13 gennaio 2013). Altrettante hanno visto la presenza di ospiti del Movimento Cinque Stelle di Grillo (Federico Pizzarotti, il 3 marzo 2013, Vito Crimi, il 12 maggio 2013, Roberto Fico, il 2 giugno 2013), una puntata per Emma Bonino, ministro degli Esteri del governo Letta (9 giugno 2013). Nelle restanti date l’Annunziata ha ospitato: il finanziere David Serra (28 ottobre 2012), un focus sulle presidenziali USA del 6 novembre 2012 (4 novembre 2012), l’imprenditore edile Alfio Marchini, candidato sindaco alle elezioni comunali a Roma e promotore delle liste civiche indipendenti “Alfio Marchini Sindaco” e “Cambiamo per Roma” (2 dicembre 2012), il banchiere Cesare Geronzi (9 dicembre 2012), il giornalista David Rossi (6 gennaio 2013), e Occupy Pd (28 aprile 2013).

Non si tratta semplicemente di condotte deontologicamente censurabili, ma di uno sfacciato ribaltamento di quel “pluralismo” che, fatto salvo il diritto ovvio al punto di vista del giornalista, deve in particolare caratterizzare, secondo le leggi e le decisioni vincolanti della Commissione di Vigilanza e dell’Autorità garante delle comunicazioni, il sistema radiotelevisivo ed in particolare la Rai, anche in tempi non sottoposti alle stringenti regole dei periodi elettorali.

Dinanzi a questo scempio non solo delle regole ma anche del rispetto minimo che si deve al buon senso, Brunetta domanda ai vertici di Viale Mazzini, “quali iniziative tempestive intendano prendere per garantire il rispetto del pluralismo nell’informazione all’interno dei programmi di approfondimento politico del servizio pubblico radiotelevisivo”.

Una risposta che dovrà essere non solo a parole ma urgente e rigorosa nei fatti, “se non altro per il rispetto che si deve alla pluralità del pubblico televisivo e, nel caso specifico, dei telespettatori che contribuiscono al mantenimento della Rai attraverso il pagamento del canone”.

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