PA: BRUNETTA A D’ALIA, SU CORRUZIONE E FALSO IN BILANCIO RENDERE EFFICACI NORME ESISTENTI
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“In un’intervista a ‘La Stampa’ il ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Gianpiero D’Alia, torna a porre il tema della legge sul falso in bilancio lasciando intendere che sia necessario ritornare alle vecchie leggi fasciste. Il ministro, a questo proposito, parla di ‘colpi di spugna sulla disciplina dei reati societari’. Poi aggiunge che a breve farà partire una ‘task force’ per garantire celerità alla legge.
Quella di D’Alia è una posizione poco comprensibile. Sarebbe bene che il ministro chiarisca il suo pensiero.
Dell’attuazione di quale legge parla? Se il ministro intende accelerare sulla legge per la trasparenza e il merito scritta dal governo Berlusconi o rendere via via efficaci le disposizioni per il contrasto alla corruzione, il gruppo dei deputati del Pdl è al suo fianco. Se, viceversa, intende tornare alle leggi del 1942, è bene che sappia che non siamo disponibili a un ritorno al passato.
Le modifiche apportate dal governo Berlusconi alla legge sul falso in bilancio hanno introdotto nuove figure di reato per una maggior protezione del mercato, adeguato le pene ai cambiamenti intervenuti nella gestione societaria dal 1942 a oggi, inasprito le pene per i reati più gravi commessi dalle società quotate.
La legge sulla trasparenza e sul contrasto alla corruzione voluta dal governo Monti, poi, copia, per la gran parte, quanto già era scritto sul disegno di legge dell’allora ministro della Giustizia e attuale vicepremier, Angelino Alfano, e dell’allora ministro per la Pubblica amministrazione e attuale capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta.
Il ministro D’Alia dia impulso e vigore a quelle norme, correggendole se e dove necessario, e predisponga nel più breve tempo il piano nazionale anticorruzione previsto dalla legge. Senza perdere tempo in dichiarazioni, annunci, tavoli di lavoro e commissioni. Per esperienza so che questo è il trucco dei burocrati di Palazzo per distrarre il proprio ministro dalla parte essenziale del suo lavoro”.


