EUROSTAT: BRUNETTA, IN ITALIA MASSIMO CRISI PRODUTTIVA CON MASSIMO RIGORE FINANZIARIO
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl:
“Nelle recenti proiezioni Eurostat sulle prospettive di crescita al 2014, mentre l’eurozona avrà interamente recuperato la caduta indotta dalla crisi (-0,2% sui valori del 2007), l’Italia avrà subìto la performance peggiore (-6,9% sui valori del 2007), superata solo dalla Grecia (-23,1%). La Germania, in compenso, avrà visto crescere il suo Pil del 6,3% in termini reali.
In Italia, pertanto, l’andamento della crisi ha assunto la forma della “W”, mentre in tutti gli altri paesi, ad eccezione della Grecia, la forma è stata quella della “L”. Del tutto opposta la situazione in termini di deficit nominale. Nel 2012 quello dell’eurozona è stato pari al 3,7%, quello spagnolo al 10,6%, quello francese al 4,8%. Quello italiano al 3,0%.
L’Italia, quindi, cumula il massimo della crisi produttiva con il massimo del rigore finanziario. Tra i grandi paesi, solo la Germania, con un surplus dello 0,2%, può vantare una situazione migliore.
Alla luce dei dati forniti da Eurostat si può forse negare che l’Italia viva in una situazione eccezionale tale da giustificare, alla luce del trattato di Maastricht, il posticipo nel rispetto dei target del deficit nominale, facoltà già concessa a Spagna e Francia?
Ad ulteriore conferma di quanto detto si consideri che il deficit strutturale italiano per il 2013 e 2014, secondo le valutazioni del Fondo Monetario Internazionale, approssima quello tedesco. In Germania è previsto un surplus dello 0,1% e dello 0,2%, rispettivamente nel 2013 e nel 2014. In Italia un deficit di -0,2% e -0,3%, contro valori che in Francia sono pari a -1,2% e -1,0%.
Va quindi da sé che se la deroga fosse concessa a Francia e Spagna, ma non all’Italia, ci troveremmo di fronte ad un grave vulnus del principio di uguaglianza e della nostra sovranità nazionale”.


