SAGGI: BRUNETTA, BUONA BASE DA CUI PARTIRE, ADESSO TOCCA ALLA POLITICA
“Sarebbe troppo facile sparare a zero sulle relazioni pubblicate venerdì 12 aprile 2013 dai gruppi di lavoro in materia economico-sociale ed europea e sulle riforme istituzionali istituiti il 30 marzo 2013 dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ma non sarebbe giusto. Non sarebbe onesto, non sarebbe responsabile”. Lo scrive il capogruppo Pdl alla Camera, Renato Brunetta, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“Dal lavoro dei saggi – osserva l’ex ministro – sono venuti fuori documenti ben confezionati, ma che hanno bisogno della politica per essere utili al Paese. E politica vuol dire governo, politica vuol dire maggioranza. Da questo punto di vista le relazioni dei saggi suonano il de profundis all’atteggiamento che Pierluigi Bersani ha avuto nei 49 giorni che sono passati dalle elezioni del 24 e 25 febbraio e mette ancor più in rilievo la contraddizione del segretario del Partito Democratico e dei suoi 8 punti, che non rappresentano il cambiamento, ma guardano indietro. Il cambiamento di Bersani non è altro che una parola retorica, che nasconde in sé un unico obiettivo: far fuori Berlusconi”.
“Al contrario, i documenti finali dei due gruppi di lavoro – sottolinea – non solo nelle intenzioni del presidente della Repubblica, ma oggi anche nei fatti, costituiscono una buona base da cui partire per la formazione di un governo di grande coalizione. E perseverando nell’intenzione di governare senza voti, raccattandoli qua e là a seconda delle circostanze, Bersani va, evidentemente, contro il lavoro dei saggi e, necessariamente, contro lo stesso presidente Napolitano”.
“Se facciamo un elenco onesto delle priorità del Paese, quale quello contenuto nelle relazioni pubblicate venerdì, emerge con chiarezza la necessità di un governo forte, di coalizione, di legislatura. Che sappia mettere mano con decisione agli equilibri di finanza pubblica. Che sia in grado di avviare un nuovo rapporto con l’Europa, affinché cambi la politica economica fallimentare fin qui adottata. Che sappia affrontare le grandi tematiche economiche e sociali della disoccupazione, della povertà, dell’ineguaglianza e della crescita”.
“Solo un governo sostenuto da un’ampia maggioranza in Parlamento può realizzare nei tempi giusti tutto ciò. Questo è il cambiamento, economico, sociale, istituzionale, di cui l’Italia ha bisogno. Senz’altro un buon lavoro, dunque, quello voluto dal capo dello Stato, ma ora bisogna andare avanti. Con la politica. Se no la parola – conclude Brunetta – passi al popolo sovrano”.


