MONTI: BRUNETTA, HA FATTO GUADAGNARE I TEDESCHI, COMPRENSIBILE ENDORSEMENT DELLA MERKEL
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:
“Assolutamente comprensibile l’endorsement di Angela Merkel al senatore a vita Mario Monti, che nei suoi 14 mesi di governo è stato il perfetto esecutore della politica economica sbagliata della Germania, che non ha salvato né l’Italia né l’euro, ma certamente ha fatto guadagnare i tedeschi.
Negli anni di questa crisi la Germania ha conseguito un doppio vantaggio. 1) In termini di tassi di interesse sui titoli del debito sovrano, che si sono più che dimezzati rispetto a maggio 2011 (passando dal 3% all’1%), a scapito degli altri paesi dell’eurozona. Con le inevitabili ricadute sui tassi ai quali possono finanziarsi le imprese tedesche, più bassi rispetto ai tassi di finanziamento offerti alle imprese degli altri Stati europei. 2) In termini di bilancia commerciale, vale a dire la differenza fra le esportazioni e le importazioni, con le prime che sono aumentate, in Germania negli anni della crisi, grazie a un “euro tedesco” di fatto sottovalutato. Al contrario di quanto avvenuto, invece, nei Paesi considerati più deboli, che con la moneta unica sopravvalutata rispetto ai propri fondamentali, non riescono ad esportare e a stimolare la crescita.
Il doppio guadagno conseguito dai tedeschi si è, pertanto, tradotto in un tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo di gran lunga superiore rispetto agli altri Stati dell’Unione e alla stessa media europea. Nel 2012, per esempio, secondo i dati Eurostat, la Germania ha chiuso con un PIL a +0,7%; l’Italia a -2,3% e la media dell’eurozona a -0,3%.
Insomma, da questa crisi la Germania ha guadagnato, perché altri paesi, come Italia e Spagna, hanno perso. Hanno perso perché hanno dovuto subire passivamente le ricette economiche “sangue, sudore e lacrime” imposte da Angela Merkel agli Stati sotto attacco speculativo.
In questo contesto, il senatore a vita Mario Monti è stato il fedele esecutore delle volontà egoistiche ed egemoniche della Germania, che con il suo comportamento, di fatto antieuropeo, ha portato l’eurozona alla recessione. Nella totale assenza della Commissione e delle altre istituzioni europee, che nell’ultimo anno e mezzo di crisi della moneta unica, hanno di fatto ceduto la propria sovranità allo Stato tedesco. Con il doppio risultato di essersi trasformate in istituzioni burocratiche, impotenti, piatte, forti con i deboli e deboli con i forti. E di aver consentito alla speculazione internazionale di mettere in crisi l’intera Unione”.


