PRESSIONE FISCALE: BRUNETTA, MONTI MENTE SAPENDO DI MENTIRE

Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, coordinatore dei dipartimenti del Pdl:

“Non si capisce da dove prenda i dati il presidente Monti quando dice che il 67% delle imposte aggiuntive introdotte nel 2012 è stato deciso dal governo di Berlusconi.

Ricordiamo al leader della coalizione centrista che il governo Berlusconi ha iniziato il proprio mandato nel 2008 con la pressione fiscale al 42,6% e lo ha forzosamente terminato nel 2011 con la pressione fiscale al 42,5%: in 3 anni e mezzo sostanzialmente invariata. Mentre è stato il suo governo a farla aumentare di oltre 2 punti in 12 mesi (dal 42,5% nel 2011 al 44,7% nel 2012), che diventano quasi 3 se si considera l’eredità che ci ha lasciato per il 2013 (45,3%). I dati sono della Banca d’Italia.

Né vale il ragionamento che fanno alcuni commentatori di parte, secondo cui Berlusconi avrebbe scaricato l’onere fiscale sul governo successivo, perché quella cui si riferiscono era una semplice clausola di salvaguardia contenuta nella delega fiscale, che sarebbe scattata solo qualora questa non fosse stata approvata entro il 30 settembre 2012. Se al governo Berlusconi non è stata data la possibilità di completare il suo lavoro sappiamo di chi sono le responsabilità…e comunque la clausola di salvaguardia non è mai diventata operativa. Mentre il presidente Monti ha usato a mambassa la leva fiscale per salvare, a suo dire, l’Italia (Imu, accise e chi più ne ha più ne metta).

Se poi andiamo a ritroso negli altri cicli di governo del centrodestra, vediamo come le medie della pressione fiscale siano sempre state inferiori con i governi Berlusconi (41,8%) rispetto ai governi di centrosinistra (42,6%) e ai governi tecnici (43,6%). Verificare per credere”.

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