MONTI: IL FACT-CHECKING DI BRUNETTA SULLA LETTERA AL FT

Di seguito il fact-checking completo di Renato Brunetta sulla lettera di Mario Monti “Italy has led reform in Europe as well as at home” sul Financial Times di ieri. Su 14 affermazioni: 5 sono scorrette, 6 sono false, 2 sono imprecise, 1 è sbagliata. Il tutto pervaso da una buona dose di ingratitudine. Bocciato.

«Gli articoli di Wolfgang Münchau rappresentano l’atteggiamento di critica e di frustrazione dell’autore nei confronti del cancelliere tedesco Angela Merkel, con riferimento alla crisi dell’eurozona»

Monti introduce nel dibattito una variabile personale e psicologica. Scorretto!

«A novembre 2011 l’Italia era vicina all’espulsione dai mercati finanziari»

Descrive una situazione senza individuarne le cause. Sarebbe doveroso che uno scienziato, uomo di governo, ne indicasse le ragioni e le responsabilità: sono dell’Italia? Sono dei mercati? Dell’Europa? Di tutti e tre insieme? Scorretto!

«Ridurre il bisogno di finanziamento dello Stato in quella situazione era un imperativo»

Come nel punto precedente, non sono indicate le cause: speculazione? Errori di politica economica? Architettura imperfetta dell’euro? Scorretto!

«L’unica possibilità era aumentare le tasse»

Dimentica la possibilità di ridurre la spesa pubblica: incompleto e sbagliato!

«L’aumento delle tasse era già stato in gran parte deciso, ma non implementato, dal precedente governo»

Il precedente governo aveva approvato la delega fiscale, che rivedeva in toto il sistema tributario del nostro paese. Solo nel caso in cui non si fossero realizzati i risparmi in essa previsti sarebbe scattata una clausola di salvaguardia che prevedeva la riduzione dei regimi di favore fiscale vigenti nel nostro ordinamento, ovvero, in alternativa, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette. Impreciso e scorretto!

«Non ci sono state ulteriori misure correttive nel 2012 nonostante il peggioramento del contesto internazionale e il terremoto in Emilia Romagna»

Il decreto Slava Italia, che avrà un impatto complessivo sulle finanze pubbliche, nel triennio 2012-2014, di 63 miliardi, si è reso necessario a causa del peggioramento della congiuntura economica nell’intera eurozona nell’autunno 2011, al fine di mantenere l’impegno del pareggio di bilancio nel 2013. Falso!

«Al contrario, il consolidamento dei conti è avvenuto con la Spending review e relativi tagli di spesa»

Ad oggi, la Spending review non ha prodotto alcun risultato e non si è tradotta in altro che banali tagli lineari. Falso!

«Quello che questo governo ha fatto è stato controllare l’andamento dei prezzi e creare posti di lavoro nel settore dei servizi»

Con il governo Monti la disoccupazione ha raggiunto il livello massimo dell’11,1%, che vuol dire +600.000 disoccupati in un anno. Oltre ad essere aumentata di 1 miliardo di ore la cassa integrazione (vale a dire ulteriori 500.000 posti di lavoro persi in un anno). Crollo del terziario. Falso!

«Nonostante il breve periodo di tempo e la mancanza di una «genuina» maggioranza in Parlamento»

Il governo Monti ha avuto una maggioranza straordinaria in Parlamento, mai vista nella storia repubblicana, che ha votato oltre 50 fiducie al governo tecnico. Ingrato e falso!

«Le riforme del governo tecnico produrranno una crescita del PIL pari al 4% entro il 2020, secondo le stime dell’OCSE […]. Il Fondo Monetario Internazionale ha rilevato che i conti pubblici italiani sono in ordine e tra i più sostenibili nel mondo»

Scorretto: cita solo gli studi favorevoli al proprio governo, dimenticando tutte le critiche ricevute da altrettanto autorevoli organismi internazionali (FMI incluso). In particolare, la situazione attuale in Italia fornisce dati diversi e peggiori rispetto a quelli previsti dal governo nella Nota di aggiornamento del DEF di settembre 2012, specie con riferimento al deficit pubblico. Altro che conti in ordine! Probabilmente il governo neanche li conosce bene e continua ad accumulare errori. Il tasso di decrescita del PIL, per esempio, sarà 5 volte maggiore rispetto a quanto riportato nella Nota di aggiornamento del DEF.

«Ho deciso di entrare nell’arena politica per venire incontro a quelle forze della società civile che vogliono che il nostro paese cresca attraverso il cambiamento, il merito e il rispetto delle leggi»

Falso: si è già alleato con le forze conservatrici del nostro paese (e siamo solo all’inizio…). Altro che società civile!

«Il governo Monti ha guidato la battaglia per la stabilità sui mercati finanziari»

La stabilità dei mercati finanziari in Europa nell’ultimo anno e mezzo di crisi corrisponde perfettamente, in termini di tempo, con gli interventi della BCE e la relativa adozione di misure straordinarie di politica monetaria

«Senza il consolidamento dei conti in un paese cruciale come l’Italia e senza la determinazione di Monti al Consiglio europeo di giugno, la BCE non sarebbe potuta intervenire per «stabilizzare» i mercati»

La politica monetaria della BCE è indipendente dalle politiche economiche dei governi degli Stati membri. E l’attivismo di Monti al Consiglio europeo di Monti non ha portato ad alcun risultato: gli spread in quei giorni sono aumentati tragicamente in tutti i paesi dell’area euro, fino al picco massimo del 24 luglio (ben oltre, dunque, il vertice di giugno), quando è dovuto intervenire il presidente della BCE, Mario Draghi, dichiarando che avrebbe fatto tutto il necessario per salvare l’euro, per contenerne la corsa al rialzo. Ricordiamo tutti come lo scudo anti-spread proposto da Monti il 28-29 giugno sia stato definito dal portavoce del Commissario europeo per gli affari economici e monetari «paracetamolo finanziario»

«Lasciatemi ricordare che sono stato il primo a spingere, in sede di Consiglio europeo, per un’agenda di misure a sostegno della domanda»

Il presidente Monti si è completamente appiattito sulla linea del rigore e dell’austerità, che blocca la crescita, imposta dalla Germania ai paesi dell’area euro sotto attacco speculativo. I risultati della passività del governo italiano ai diktat tedesco-europei e del fallimento degli stessi sono evidenti proprio nel nostro paese: recessione, recessione, recessione. Falso!

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