AGENDA MONTI: BRUNETTA, E’ SOLO PROGRAMMA ELETTORALE CON TANTE CONTRADDIZIONI
“Ci sono tante contraddizioni, senatore Monti, nel Suo documento. Contraddizioni, però, comprensibili, se è vero, come è vero, che Lei si è molto ispirato ad altri pezzi già esistenti, tutti redatti dalla stessa persona, il senatore Ichino”. E’ quanto scrive, rivolgendosi a Mario Monti, l’ex ministro e deputato del Pdl Renato Brunetta in un editoriale su “Il Foglio”.
“La Sua ‘agenda’ – continua – appare piuttosto come un programma elettorale, con tutti i difetti di genericità dei programmi elettorali. E con l’aggravante di non volersi caratterizzare troppo di fronte a chi dovrà votare per poter essere accolto da elettori di diverse opinioni politiche. La desiderata ‘trasversalità’ del programma è in realtà un elenco di obiettivi condivisibili, che al 95% sono già presenti nei programmi elettorali passati della maggior parte delle forze politiche, e certamente lo sono, Suo malgrado, nei programmi del centrodestra”.
“La caratterizzazione di questi obiettivi come ‘agenda’ sarebbe comprensibile solo in presenza di 2 condizioni. La prima è che vengano specificate le riforme da attuare, che significa chiarire come fare le cose e quindi quali interessi colpire e quali preservare. E di conseguenza le alleanze politiche necessarie alle varie soluzioni. La seconda è che Lei, senatore Monti, e i Suoi eventuali sostenitori possiate vantare un record di risultati attuativi superiori a quelli dei governi precedenti, e nella direzione corretta. Tali da permettere a Lei, che si è appena dimesso da premier, di dire che se è vero che non sta dicendo nulla di nuovo, quanto meno è in grado di fare di più”.
“Naturalmente – sottolinea il coordinatore dei dipartimenti del Pdl – tenendo conto che il Suo governo ha goduto di una maggioranza parlamentare bulgara, in parte ‘coatta’ per le circostanze e quindi non condizionata dagli interessi elettorali di parte, sacrificati da entrambi gli schieramenti. Per cui non è chiaro come l’incapacità attuativa mostrata in circostanze tanto speciali e non ripetibili sia superabili da un bis del Suo governo, la cui maggioranza sarebbe molto più condizionata da alleanze ibride”.
“Entrambe le condizioni descritte, nel Suo caso, non sono soddisfatte, anche perché la seconda implicherebbe un giudizio degli elettori sulla Sua capacità di guida, che Lei, accuratamente, vuole evitare. Queste osservazioni generali sono rafforzate dall’esame del documento e dalla estrema parsimonia, reticenza e in alcuni casi malafede manipolatoria con cui si parla dei risultati del governo tecnico ignorando, nel bene e nel male, l’azione del governo precedente, da Lei in gran parte ereditata e spacciata come propria. L’onestà intellettuale, senatore Monti, è la prima regola per chi si vuole proclamare guida morale del Paese”.


