L.STABILITA’: BRUNETTA, RIGORE SI’, MA ANCHE PERCORSI VIRTUOSI PER CRESCITA
“Il nostro obiettivo è stato certamente quello di confermare il rigore nelle politiche di bilancio, ma anche quello di avviare, al contempo, percorsi virtuosi per la crescita, finalizzati all’aumento della produttività del lavoro e alla riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese”. Lo ha detto Renato Brunetta intervenendo in aula alla Camera per la relazione finale sulla Legge di Stabilità.
“Questo percorso è stato condiviso all’interno della maggioranza e si è basato sulla costante collaborazione con il governo, in particolare con il ministro Vittorio Grilli, che ha incontrato più volte noi relatori, manifestando un’ampia disponibilità a definire concordemente i contenuti del provvedimento”.
“In particolare abbiamo ritenuto essere una scelta di buon senso, per il bene del paese, delle famiglie, delle imprese e dei lavoratori, eliminare l’inutile riduzione di un punto percentuale delle aliquote Irpef sui due scaglioni di reddito più bassi, e di utilizzare le risorse così derivanti per quattro finalità fondamentali e ben definite.
- Sterilizzare l’aumento dell’aliquota Iva, dall’attuale 10% all’11% a decorrere dal 1° luglio 2013, sui beni di più largo consumo. La misura prospettata dal governo sarebbe andata a colpire anche quella parte di cittadini/contribuenti con redditi talmente bassi (inferiori a 8.000 euro; 7.500 per i pensionati) da ricadere nella no-tax area, che non avrebbero beneficiato della riduzione dell’Irpef, ma avrebbero risentito dell’aumento dell’Iva.
- Incrementare le detrazioni per figli a carico, nell’interesse di tutte le famiglie italiane, più o meno numerose (più di un miliardo all’anno a regime).
- Incrementare, di 800 milioni, il Fondo perla Produttività, già previsto nel Disegno di Legge del governo presentato al Parlamento, al fine di colmare il gap di competitività che separa il nostro paese dalle altre principali realtà europee.
- Ridurre l’incidenza delle spese per il personale sulla base imponibile Irap, con particolare riferimento alle piccole imprese (1 miliardo all’anno)”.


