SEMPLIFICAZIONI: BRUNETTA, BENE IL DECRETO, SI PROSEGUE SU STRADA TRACCIATA DA PRECEDENTE GOVERNO
Dichiarazione dell’Onorevole Renato Brunetta:
“Il decreto sulle semplificazioni approvato dal Consiglio dei ministri rappresenta un ulteriore passo in avanti per la modernizzazione del Paese. La strategia adottata dal governo Monti prosegue, in modo evidente,sulla strada tracciata dal precedente esecutivo guidato da Silvio Berlusconi.
Le modifiche alla legge 241/90 vanno valutate positivamente perché in piena continuità con la Riforma Brunetta della Pubblica amministrazione (decreto legislativo 150/2009) e con la legge 69/2009: si conferma infatti la previsione di tempi certi per l’adozione dei provvedimenti e la responsabilizzazione dei dirigenti attraverso la valutazione della performance.
Anche le modifiche in materia di SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) e di riduzione degli oneri amministrativi a carico di cittadini e imprese, con lo strumento dell’analisi di impatto della regolamentazione (AIR), rappresentano una rimodulazione di novità introdotte dal precedente governo e su iniziativa del sottoscritto. Effetti positivi in termine di semplificazione avranno certamente le norme in materia di comunicazione dei dati per via telematica tra le amministrazioni e il cambio di residenza in tempo reale. Si tratta peraltro di corollari ai principi generali introdotti con la riforma del Codice dell’amministrazione digitale (decreto legislativo 235/2010). La norma in materia di comunicazione per via telematica, già presente nel disegno di legge semplificazione Brunetta-Calderoli, e all’esame del Parlamento, è stata inserita, in modo del tutto condivisibile, nel decreto in modo da acquisire immediata vigenza. Occorrerà però assicurare l’effettiva attuazione attraverso l’adozione della normativa secondaria di riferimento. Anche la disciplina dettata in materia di concorsi va considerata positiva perché si pone in piena continuità con i principi indicati in materia dalla riforma del CAD. Mentre le semplificazioni che riguardano le imprese si muovono pienamente nell’alveo della riforma costituzionale dell’articolo 41 approvato dal governo Berlusconi e attualmente all’esame delle Camere. Si tratta tuttavia e necessariamente di norme, ancora una volta, di principio, che per recare effettivo sollievo alle imprese necessitano di un’importante fase di attuazione in via regolamentare, rimessa da una parte al governo e dall’altra alle regioni. Poiché i termini di adozione di questi atti è fissato al 31 dicembre del 2012 il Parlamento intende vigilare sull’effettiva attuazione della normativa. La stessa valutazione può essere applicata alla norma di semplificazione sui controlli alle imprese: si tratta di un provvedimento che va a sviluppare un principio del tutto condiviso e già introdotto nei decreti estivi del governo Berlusconi. Anche questa però rinvia la propria concreta operatività ad una serie di provvedimenti rimessi alla responsabilità del ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione, del ministro per lo Sviluppo economico e degli altri ministri competenti. Vanno infine nella giusta direzione anche i pacchetti di semplificazione in materia di appalti, lavoro, in materia ambientale, nonché nel settore turistico. Anche in questo caso il Parlamento avrà modo di dare ulteriori impulsi per migliorare il testo del provvedimento. Bene così dunque, ma la strada da percorrere è ancora lunga”.
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