Sentenza su L’Aquila, dati Ilva e fischi alla Fornero in primo piano sulla stampa nazionale
Free News Online offre ai propri lettori una panoramica sugli argomenti trattati in primo piano sulle prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali.
IL CORRIERE DELLA SERA – In apertura: “Sei anni agli scienziati per il terremoto”. Editoriale di Sergio Rizzo: “I dubbi, le conseguenze”. Di spalla: “Il disagio degli Europei in cerca di futuro”. Al centro: “I dati accusano l’Ilva: piu’ tumori e mortalita’”. Al centro, fotonotizia: “Il mondo che osserva mentre la Siria muore”. Accanto: “Fornero: “‘Giovani schizzinosi’” Fischi a Torino, lascia il convegno”. Sotto: “Noi provinciali d’Italia (e contenti di esserlo)”. Accanto: “E ora il Milan pensa a Tassotti e Gattuso”.
LA REPUBBLICA – In apertura: “Cambia la manovra Irpef”. Accanto, fotonotizia: “L’Aquila, sentenza shock condannati gli scienzati”. Editoriale di Massimo Giannini: “Salvate Monti dalla sua agenda”. Al centro: “Ilva, le cifre di una tragedia tumori in aumento del 30%”. In basso: “Il piccolo motore italiano sfida i giganti di google”. Accanto: “Armstrong cancellato dalla memoria del Tour”.
LA STAMPA – In apertura: “Manovra, assedio a Monti”. Editoriale di Carlo Federico Grosso: “Diffamazione, c’e’ poco da cambiare”. Al centro, fotonotizia: “Benigni: faro’ uno show sulla Costituzione”. In alto: “Terremoto all’Aquila Sei anni agli scienziati ‘Previsioni sbagliate’”. Ancora in alto: “I dati del ministero: epidemia di tumori nell’area dell’Ilva’”.
IL GIORNALE – In apertura: “Arriva pure l’eurotassa”. Editoriale di Nicola Porro: “Se i prof si inchinano ai ricatti della scuola”. Al centro, fotonotizia: “‘Schizzinosi sul lavoro’ Fornero suona la sveglia per i giovani viziati”. Di spalla: “I razzisti della liberta’”. Sotto: “Berlusconi tira dritto: una lista senza politici”. Accanto: “Terremoto, giudici da pazzi: e’ tutta colpa dei sismologi”.
IL SOLE 24 ORE – In apertura: “Burocrazia, l’Italia bloccata”. Editoriale di Fabrizio Forquet: “L’urgenza di cambiare”. Di spalla: “Ilva, tumori in aumento Il Governo: subito il piano straordinario”. Al centro: “Banca mondiale: l’Italia fa passi avanti, ma resta 73° per competitivita’”. In basso: “Scuola, salta il nuovo orario dei docenti”.
IL MESSAGGERO – In apertura: “Terremoto, sentenza choc”. Editoriale di Oscar Giannino: “La tassa corruzione e il valore della legge”. Al centro, fotonotizia: “Assalto neofascista in due licei di Roma” . Accanto: “Irpef, via il tetto alle detrazioni”. Sotto: “‘Giovani, non fate troppo gli schizzinosi’ l’ultima della Fornero bocciata dai fischi”. In basso: “Ornaghi convocato a Palazzo Chigi dubbi sulla Melandri al Maxxi”. Accanto: “Roma capitale del calcio Torino e Milano restano dietro”.
IL TEMPO – In apertura: “Soldi ai partiti, mancano due milioni”. Editoriale di Mario Sechi: “Hanno perso tutti la bussola”. Di spalla: “Quagliariello e la mutazione del Pdl”. Sotto: “Renzi attacca: ‘Bersani e’ troppo a sinistra’”. Al centro, fotonotizia: “Fornero contestata ‘I giovani non siano schizzinosi’””. In basso: “Assalto al Giulio Cesare Fumogeni nel liceo”.
Fanno discutere le parole del ministro Fornero sui giovani italiani “schizzinosi”.
Scrive LA STAMPA: “Choosy, piu’ italianamente schizzinosi. Alla ministra Elsa Fornero e’ bastata la solo pronuncia del termine inglese per attirarsi polemiche e contestazioni. Il tema e’ il lavoro. La titolare del Welfare interviene all’Assolombarda. Affronta il nodo della precarieta’, la necessita’ di creare occupazione, invita i giovani a non ‘essere troppo choosy’, schizzinosi ‘nella ricerca del primo impiego’. Una parola ‘insidiosa’, che Elsa Fornero chiarisce subito dopo: ‘I giovani italiani sono disposti a prendere qualunque lavoro, tanto e’ vero che sono in condizioni di precarieta’. In passato, qualche volta – sottolinea – poteva capitare ma oggi i giovani italiani non sono nelle condizioni di esser schizzinosi’. Da qui, anche l’invito rivolto ai giovani ‘ad attivarsi, a mettersi in gioco’, perche’ ‘bisogna entrare nel mondo del lavoro, che deve essere piu’ inclusivo e dinamico’. Un tema, dunque, piu’ argomentato con riferimenti alla lotta alla precarieta’ come ‘preoccupazione principale’ e l’investimento dei ‘pochi soldi che ho’ proprio su quel versante, ma che alla fine non ha eluso l’innesto delle polemiche: prima politiche, quindi sulla rete, su twitter e tra i giovani della Cgil. Nel pomeriggio di ieri, al centro per anziani di Grosa a Nichelino, nel torinese. A inscenare la contestazione ci sono esponenti dei Cobas e di Rifondazione comunista. Fischi e slogan. Al ministro viene impedito di parlare: ‘Ho incontrato nei mesi scorsi un migliaio di lavoratori dell’Alenia, non la pensavano certo come me, ma mi hanno ascoltata con rispetto.
Posso sopportare molte cose ma non la prepotenza. Sono avvilita, ma non mi lascio intimorire’.
Arrivano cosi’ a Elsa Fornero gli attestati di solidarieta’ dal presidente del Senato, Schifani, dal leader dell’Udc Casini: ‘C’e’ un clima molto preoccupante che irresponsabilmente viene cavalcato. Si alimenta l’odio sociale e cosi’ non si sa come si va a finire’; dal collega Riccardi: ‘Il momento e’ difficile per tutti ma il governo non prende certe decisioni a cuor leggero’. E’ chiaro, pero’, che la giornata si consuma intorno allo ‘scontro’ piu’ forte: giovani e lavoro. Per il leader del Pd, Bersani, infatti, quella della ministra Fornero ‘non e’ certamente una frase felice, e purtroppo neanche la prima. Poi magari il pensiero non e’ esattamente questo perche’ stiamo parlando di una battuta, ma con il clima che c’e’ certe battute sarebbe meglio forse rifletterci un attimo prima di dirle. Ci sara’ anche lo schizzinoso – conclude Bersani ma vedo un sacco di ragazzi che si arrabattano in tutti i modi per cercare di aver un mezzo lavoro precario’”.
E oggi il CORRIERE DELLA SERA ospita una lettera del ministro: “Caro direttore, alla luce delle affermazioni che mi sono state attribuite su ragazzi schizzinosi, e che sono l’esatto contrario di quanto da me affermato, e della prevaricazione verificatasi a Nichelino dove mi e’ stato impedito di confrontarmi con cittadini presenti a un incontro pubblico, penso sia mio dovere e prova di coerenza continuare a parlare del merito dei problemi, delle questioni che interessano le persone”. Il ministro, a partire dal commento di Piero Ostellino (‘Lo Stato assistenziale che non aiuta i poveri’, Corriere della Sera del 20 ottobre 2012) riflette “sul contenuto di equita’ nelle riforme delle quali mi sono occupata nel governo Monti.
L’equita’, caro direttore, non e’ stata per me un concetto astratto bensi’ un valore da perseguirsi con coerenza e determinazione, un elemento guida nelle scelte, pur ispirate al rigore finanziario, fatte negli ultimi 11 mesi. La situazione nella quale si trovava l’Italia a novembre ha imposto tempi e percorsi alla nostra azione, ma ha anche rappresentato un’opportunita’. Il nostro Paese ha vissuto troppi anni attribuendo la priorita’ alla protezione di chi si trovava in una condizione di tutelato, il lavoro a chi il lavoro lo aveva e non a chi ne era escluso, la pensione a chi gia’ ne beneficiava e non a chi ne sosteneva gli oneri.
L’opportunita’ e’ stata proprio quella di offrire una possibilita’ a chi tutelato non era, una prospettiva ai giovani e alle future generazioni.
Tutto cio’ e’ un dato essenziale della riforma delle pensioni che, come ho gia’ avuto modo di dire, non rappresenta soltanto rigore finanziario, ma anche un grande riequilibrio tra le generazioni. Il nostro sistema comportava infatti una inaccettabile iniquita’ a carico dei giovani, sulle cui spalle ricadeva l’onere di promesse scarsamente sostenibili, e certamente non eque. Le difficolta’ della finanza pubblica e i vincoli europei imponevano una netta correzione di rotta, ma cio’ su cui vorrei porre l’attenzione e’ l’opportunita’ che ci era offerta di disegnare un sistema maggiormente rispettoso dell’equita’ tra ed entro le generazioni. Mi spiace che Ostellino non abbia saputo leggere questo elemento nella riforma delle pensioni. Ne’ che lo abbia individuato in quella del mercato del lavoro.
Il precariato e’ un problema grave che colpisce principalmente giovani e donne non certo una leggenda metropolitana, ancor piu’ in un contesto recessivo e rappresenta uno dei piu’ forti argomenti di critica dell’Italia da parte degli organismi internazionali, che da anni sollecitano il nostro Paese a scelte di responsabilita’ per superare la segmentazione del mercato del lavoro, con giovani e donne esclusi o lasciati ai margini. La lotta al precariato si realizza quotidianamente grazie al comportamento virtuoso dei datori di lavoro, ma richiede anche l’introduzione di strumenti che favoriscano tale comportamento e contrastino gli abusi della flessibilita’, favorendo al tempo stesso contratti di maggiore stabilita’ atti a sostenere la produttivita’ del lavoro e una migliore dinamica retributiva. E di strumenti utili a tale scopo nella riforma ve ne sono molti. Per tutti richiamo proprio l’apprendistato: il giovane che si affaccia al mondo del lavoro, per quanto preparato e formato sia, deve ancora imparare il mestiere che andra’ a fare, deve tradurre in azioni concrete, gesti, comportamenti tutto cio’ che ha appreso negli anni della scuola. Ebbene rendere l’apprendistato la naturale strada di accesso al lavoro per i giovani e’ certo un modo per offrire un’opportunita’ a chi si trova troppo spesso a dover accettare una condizione di precariato, che da temporanea finisce per diventare permanente. La cronicizzazione del precariato, quella si’, caro direttore, e’ il sintomo di totale assenza di equita’.
L’equita’ pero’ non e’ soltanto il frutto di norme, ma anche e forse soprattutto di comportamenti virtuosi da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e piu’ in generale di tutti i cittadini, tutti coloro i quali concretamente e consapevolmente riescono a vedere nelle scelte di oggi le condizioni per un migliore domani. E’ soprattutto verso le generazioni giovani e future che dobbiamo essere equi. Ancora poche parole per una piccola notazione circa le difficolta’ contingenti e l’onesta’ della nostra azione di governo. Mi riferisco alle politiche sociali. Rivendico di aver difeso i fondi a cio’ destinati (nel complesso circa 60 miliardi di euro), di aver evitato che si riducessero rispetto all’anno passato, di avere cercato un loro utilizzo piu’ efficace nella lotta alla poverta’ (attraverso una riprogettazione, per ora sperimentale, della social card) e nel sostegno alla fasce deboli (attraverso un ridisegno dell’ISEE, l’indicatore socioeconomico che consentira’ di concentrare gli interventi sulle fasce piu’ bisognose). Traguardi ulteriori sono difficili. Si puo’ obiettare che 900 milioni di euro contesi tra diverse possibili destinazioni, tra cui le politiche sociali, non siano un indicatore di sensibilita’ verso il sociale. In questo come in altri ambiti si e’ fatto troppo poco, ma mi sembra ingiusto negare che alle politiche del governo Monti manchi la cifra dell’equita’”.
FONTE: Il Velino



