Europa si è affidata a Monti a prescindere dal merito delle sue riforme
Renato Brunetta, economista ed ex ministro del governo Berlusconi, riconosce che Monti nel dicembre scorso ha ricevuto un’eredità “positiva e dolorosa allo stesso tempo”.
“Positiva perché in fondo il programma riformatore di Monti è per quasi il 90 per cento in continuità con gli impegni presi solennemente da Berlusconi in Europa con la lettera del 26 ottobre. Eredità dolorosa perché ha dovuto comunque proseguire la politica del pareggio di bilancio richiesta dalla Banca centrale europea di Jean-Claude Trichet; per questo ha aggiunto 60 miliardi di euro di manovre ai 260 miliari di manovre del nostro governo”.
Se sulle riforme di pensioni e lavoro “c’è comunque da discutere – dice Brunetta – ciò è soprattutto colpa della strana maggioranza che appoggia l’esecutivo. Il Pdl, partito di maggioranza relativa, deve infatti condividere le decisioni con un partito che le riforme liberali le ha sempre avversate, il Pd”. Anche l’Europa, conclude Brunetta, non ha facilitato la possibile scossa liberale dell’Italia: “Un po’ perché ha guardato soltanto ai saldi contabili e non al modo in cui questi venivano raggiunti, un po’ perché ha fatto affidamento alla credibilità di Monti a prescindere dal merito di certe sue riforme”.
FONTE: Il Foglio



