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	<title>Renato Brunetta &#187; tremonti</title>
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		<title>La manovra economica sarà collegiale ed &#8216;europea&#8217;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 07:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla manovra economica &#8220;il Governo sta lavorando in maniera collegiale&#8221;. Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, Renato Brunetta, chiudendo i lavori del Forum Pa. &#8220;Tutto quello che e&#8217; venuto fuori nei giorni scorsi, come ha detto Tremonti, sono illazioni prive di fondamento. La manovra va fatta, era prevista e legata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6417" title="tremonti e brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tremonti-e-brunetta3.jpg" alt="" width="440" height="326" /></p>
<p>Sulla manovra economica <strong>&#8220;il Governo sta lavorando in maniera collegiale&#8221;.</strong> Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, Renato Brunetta, chiudendo i lavori del Forum Pa. &#8220;Tutto quello che e&#8217; venuto fuori nei giorni scorsi, come ha detto Tremonti, sono illazioni prive di fondamento. <strong>La manovra va fatta, era prevista e legata al calendario europeo.</strong> Sara&#8217; una manovra europea.</p>
<p>Il decreto 112 (del 2008) e&#8217; stata una <strong>salvezza per il Paese</strong> perche&#8217; ha blindato la finanza pubblica e ci ha consentito di superare la crisi (dei subprime)&#8221;, ha aggiunto. A chi gli chiedeva di un eventuale blocco del turn-over nella Pa, Brunetta ha precisato: <strong>&#8220;Il blocco c&#8217;e&#8217; gia&#8217;, si tratta di decidere se riconfermarlo o no&#8221;.</strong></p>
<p>Brunetta si e&#8217; detto favorevole a sacrifici per i politici: <strong>&#8220;La politica deve dare un esempio di rigore, serieta&#8217; e trasparenza</strong> anche se non e&#8217; risolutivo per il gettito. Senza drammatizzare: il momento e&#8217; difficile ma c&#8217;e&#8217; un Governo che governa e un presidente del Consiglio dotato di realismo e ottimismo e un ministro dell&#8217;Economia che e&#8217; il piu&#8217; apprezzato in Europa&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Le banche sono egoiste&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 09:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di Ambrosiana Pictures In una intervista rilasciata al Giornale il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta parla della situazione delle banche, che non hanno avuto sgravi nella Finanziaria perché sono «egoiste: pensano più a ristrutturare i loro conti che a finanziare l’economia». Sostiene che le moratorie «non sono state fatte granché, e le banche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4203" title="bancaaa" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/bancaaa.jpg" alt="bancaaa" width="440" height="348" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/ambrosianaglobal/" target="_blank">Ambrosiana Pictures</a></span></p>
<p>In una intervista rilasciata al <a href="http://www.ilgiornale.it" target="_blank">Giornale</a> il ministro della Funzione Pubblica <strong>Renato Brunetta</strong> parla della situazione delle banche, che non hanno avuto sgravi nella Finanziaria perché sono «egoiste: <strong>pensano più a ristrutturare i loro conti che a finanziare l’economia». </strong></p>
<p>Sostiene che le moratorie <strong>«non sono state fatte granché, e le banche non hanno mostrato grande disponibilità all’applicazione di questo accordo.</strong> Un po’ &#8211; aggiunge Brunetta &#8211; perché era su base volontaria, un po’ perché l’atteggiamento del <strong>sistema bancario, in questa fase, è molto miope»</strong>. Allora, dice ancora Brunetta, perché concedere sgravi? «Sono d’accordo totalmente con Giulio Tremonti: non possiamo dare sgravi rispetto a una funzione che non viene eseguita con la piena apertura che si era ipotizzata». A maggior ragione, visto che nella situazione attuale <strong>il ruolo delle banche è «cruciale» per l’economia.</strong></p>
<p>Secondo il ministro dell’Economia,<strong> Giulio Tremonti,</strong> gli sgravi (il 2% relativo alla quota di capitale impegnata per il finanziamento o il contratto di leasing; che aumenta al 3% se la rimodulazione delle scadenze si fa prima del 31 dicembre 2009) sarebbero serviti a mostrare un minimo di attenzione per le banche aderenti alla moratoria. Praticamente tutte, visto che<strong> il 95% degli sportelli bancari ha accettato di praticare il rinvio dei pagamenti, nonostante non vi siano obblighi ma solo un’adesione volontaria.</strong></p>
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		<title>“Non sono il dottor Stranamore”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di sandeep thukral Ringrazio il professor Tito Boeri per avere sollevato il dubbio, il che serve a chiarirlo: non c’è nessuno nel governo, che io sappia, disposto a sostenere l’opportunità della spesa facile. Ho detto, e volentieri ripeto, di avere condiviso e contribuito a definire la politica di rigore finanziario. Resa necessaria dal debito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4085" title="coins and hand" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/coins-and-hand.jpg" alt="coins and hand" width="450" height="338" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/thukral/" target="_blank"> sandeep thukral</a></span></p>
<p>Ringrazio il professor <strong>Tito Boeri</strong> per avere sollevato il dubbio, il che serve a chiarirlo: non c’è nessuno nel governo, che io sappia, disposto a sostenere l’opportunità della <strong>spesa facile.</strong> Ho detto, e volentieri ripeto, di avere condiviso e contribuito a definire la politica di rigore finanziario. Resa necessaria dal <strong>debito pubblico,</strong> accumulatosi nel tempo e lasciatoci in eredità. Utile, inoltre, per evitare gli errori del passato.</p>
<p>La spesa pubblica quale strumento per alimentare la domanda aggregata è da considerarsi oramai fra gli attrezzi inutilizzabili. Diverso, invece, è <strong>tagliare la spesa dove serve a far funzionare le riforme strutturali di cui il Paese ha urgente bisogno,</strong> e a far crescere le infrastrutture innovative. Così come è diverso rallentare o fermare quelle riforme, cui accenna anche il prof. Boeri, che non costano o portano risparmi.</p>
<p>Ho lavorato e siamo riusciti a varare un’importante riforma della Pubblica Amministrazione, mantenendone a zero i costi. Spero, ne sono anzi convinto, che presto <strong>questa riforma si trasformerà in migliore qualità dei servizi e minori costi per il cittadino e il sistema produttivo.</strong> Promuovendo la <strong>trasparenza</strong>, la <strong>meritocrazia</strong>, i <strong>controlli di gestione,</strong> contrastando ciò che rende facile il diffondersi della corruzione. Tutte cose che servono nella Pubblica Amministrazione, come ovunque. <strong>Lo stesso federalismo fiscale può essere un’ottima occasione per mettere sotto controllo la spesa, </strong>avvicinandola a chi dovrà raccogliere le risorse, o può divenire un pericoloso salto nel buio. La differenza sta tutta nell’accompagnarlo o meno con riforme che ne promuovano gli aspetti positivi e non ne lascino incontrollati i rischi.</p>
<p>Così anche per il <strong>Sud,</strong> dove non è necessario premere sulla spesa, tentando di allargarla, ma sulle modalità, finalità e disciplina in modo da renderla produttiva e capace di colmare un divario che ancora suona offesa all’unità nazionale. Si è del resto respinta l’idea di diminuire le tasse in deficit, di cui pure si comprende l’intento positivo, e proprio per evitare di squilibrare conti pubblici già difficoltosi. <strong>La pressione fiscale deve diminuire, ma è necessario che questo sia prodotto dalle riforme. </strong>Conto, con questo, di avere chiarito l’indisponibilità a tornare verso costumi del passato, che detestavo già allora.<br />
Il dibattito c’è, non mi sottraggo, e si concentra sulle ricette per <strong>favorire lo sviluppo, non certo sullo scialacquare.</p>
<p></strong><span style="border-collapse: separate; color: #000000; font-family: Helvetica; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="font-size: 12pt;">Da<span> </span>LA REPUBBLICA<span> </span>del 28 novembre 2009</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brunetta vs.Tremonti: «Io sono un economista, lui no»</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di www.bambini-news.it «Io sono più rigorista di Tremonti, ma nel rigore si può fare lo sviluppo: io queste cose le conosco bene perché io sono un economista, Tremonti non è un economista» sono le parole del ministro della PA, Renato Brunetta, che risponde ancora una volta al ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti. «Sarà bene discutere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4077" title="tremonti e brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tremonti-e-brunetta.jpg" alt="tremonti e brunetta" width="440" height="326" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www. www.bambini-news.it/" target="_blank"> www.bambini-news.it </a></span></p>
<p>«<strong>Io sono più rigorista di Tremonti, ma nel rigore si può fare lo sviluppo</strong>: io queste cose le conosco bene perché io sono un economista, Tremonti non è un economista» sono le parole del ministro della PA, <strong>Renato Brunetta, </strong>che risponde ancora una volta al ministro dell&#8217;Economia, <strong>Giulio Tremonti.</strong></p>
<p>«Sarà bene discutere già nel Consiglio dei ministri di venerdì» del «cambio di passo» verso lo sviluppo «richiesto anche dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia» ha aggiunto poi Brunetta. <strong>«Io sono professore ordinario di politica economica e finanziaria,</strong> il ministro Giulio Tremonti è invece professore ordinario di scienza delle finanze e di diritto finanziario. Il primo è quindi un economista, mentre il secondo è un giurista».</p>
<p>Alcuni temi inevitabilmente dividono i due personaggi. <strong>«Ci sono molte riforme che non costano, ma fanno risparmiare. </strong>Questo è un ministero – commenta Brunetta &#8211; che non chiede soldi alla Finanziaria, sono altri gli Stranamore». Il chiaro riferimento è proprio a Tremonti stesso, che parlando di tagli, due giorni fa, aveva definito un comportamento irresponsabile prestare attenzione ai tanti dottor Stranamore, poichè <strong>non esistono «ricette magiche» e sopratutto «c&#8217;è un tempo per gestire la crisi e un tempo per fare altro».</strong></p>
<p><strong>«Abbiamo gestito bene la crisi, ma ora bisogna gestire altrettanto bene la ripresa</strong> e credo che il governo sia assolutamente in grado nella sua collegialità di farlo, certamente anche nella Finanziaria». (Fonte: Corriere)</p>
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		<title>Il post-crisi: &#8220;Beh, adesso cambiamo vita!&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:13:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tiene banco la discussione Brunetta-Tremonti nell’intervista odierna del TgCom al ministro della Pubblica Amministrazione. “Gli ascensori sociali in Italia – spiega Brunetta &#8211; o non funzionano o proprio non hanno la capienza giusta. La crisi può avere questo grande effetto positivo. Di far sì che sia una occasione per  ricominciare in maniera diversa, “come quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4048" title="24nov2009" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/24nov2009.jpg" alt="24nov2009" width="450" height="333" /></p>
<p>Tiene banco la <strong>discussione Brunetta-Tremonti nell’intervista odierna del TgCom</strong> al ministro della Pubblica Amministrazione. “Gli <strong>ascensori sociali in Italia</strong> – spiega Brunetta &#8211; o non funzionano o proprio non hanno la capienza giusta. La crisi può avere questo grande effetto positivo. Di far sì che sia una occasione per  ricominciare in maniera diversa, “come quando si esce da una malattia e si dice, beh adesso cambio vita”.<strong> “Il mio voleva essere uno shock al governo,</strong> perché abbiamo governato bene l’attraversamento della crisi e ora dobbiamo governare altrettanto bene l’uscita”.</p>
<p>A seguire l’altro argomento che da ieri è sulla bocca di tutti gli italiani lavoratori, e non, è stato <strong>la proposta del ministro Rotondi in merito all’abolizione della pausa pranzo.</strong> Il ministro della PA spiega il suo punto di vista, dicendo: “<strong>Ci sono settori e settori. </strong>I settori burocratici, amministrativi, gli uffici, sono una cosa, poi c’è l’industria con gli operai, gli artigiani, dove c’è anche un lavoro che richiede sforzo fisico, dove lo stacco e la pausa pranzo sono necessari. C’è il tema dell’orario di lavoro e della distanza dal lavoro da casa, ecc… <strong>“Ho apprezzato la battuta di Rotondi, mi è piaciuta la sua pietra buttata nello stagno</strong> – certamente per parlare dell’argomento &#8211; ma mi sono piaciute meno le reazioni del tipo:“giù le mani dalla pausa pranzo”. Spesso inoltre commenta Brunetta su sollecitazione di Paolo Liguori, si attaccano i <strong>parlamentari</strong>, che diventano a detta del ministro i <strong>capri espiatori</strong>. “I parlamentari sono il capro espiatorio dei nostri difetti, cominciate voi a dare l’esempio. <strong>Facciamoci qualche piccolo esame di coscienza.</strong> &#8230;Bisogna inoltre avere la consapevolezza delle varie <strong>tipologie del lavoro, area per area, professionalità per professionalità, fatica per fatica.”</strong></p>
<p>In ultimo una riflessione sul tema dell’<strong>inflazione</strong>, sulla quale il ministro fa un mini-lezione: “l’inflazione non è una brutta parola, vuol dire la<strong> dinamica dei prezzi, come la temperatura del corpo.</strong> C’è un’inflazione giusta che in un sistema economico di periodo in periodo e di società in società quella giusta è circa al 2%. Quando è in aumento o in diminuzione, addirittura scende verso lo zero o sotto, allora ci sono dei problemi reali. <strong>Noi dobbiamo puntare su un’inflazione equilibrata per noi e per gli altri paesi europei, che deve essere intorno al 2%.</strong> Ora, durante la crisi, i consumi sono diminuiti e i prezzi sono precipitati. E siamo arrivati ad una inflazione quasi a zero. Adesso il grande freddo sembra finito, i governi hanno messo grande liquidità per far riprendere il sistema, però il rischio è che se questa grande liquidità viene assorbita per via speculativa piuttosto che essere impiegata per far crescere l’economia in modo sano, i prezzi aumenteranno ancora una volta.”</p>
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		<title>L&#8217;intervista al Corriere: &#8220;Basta ai veti di Tremonti, ha commissariato il governo&#8221;</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/11/23/lintervista-al-corriere-basta-ai-veti-di-tremonti-ha-commissariato-il-governo/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 08:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista di CAZZULLO &#8211; «La nave va. L’Italia ha attraversato i marosi della crisi me­glio degli altri. Nella burrasca abbia­mo avuto meno morti e feriti, sono cadute meno suppellettili. Ora ab­biamo uno slot spazio-temporale d’eccezione: un’occasione straordi­naria. Possiamo uscire dalla crisi con le riforme, con la modernizza­zione. Ma dobbiamo aprire una fase nuova. Cambiare cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3105" title="brunetta001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta0011.jpg" alt="brunetta001" width="440" height="346" /></p>
<p style="text-align: justify;">Intervista di CAZZULLO &#8211; «La nave va. L’Italia ha attraversato i marosi della crisi me­glio degli altri. Nella burrasca abbia­mo avuto meno morti e feriti, sono cadute meno suppellettili. Ora ab­biamo uno slot spazio-temporale d’eccezione: un’occasione straordi­naria. Possiamo uscire dalla crisi con le riforme, con la modernizza­zione. Ma dobbiamo aprire una fase nuova. Cambiare cultura e filoso­fia. Darci una nuova politica eco­nomica ». <strong><br />
Ministro Brunetta, sicuro che la crisi sia finita? Le crona­che ci parlano di gravi sofferen­ze sociali, di aziende in difficol­tà, di operai senza lavoro.<br />
</strong>«Non abbiamo avuto una crisi bancaria, una crisi sindacale, e nep­pure una vera crisi sociale. I lavora­tori dipendenti hanno mantenuto se non aumentato il loro potere d’ac­quisto, tranne alcune frange; ma gli ammortizzatori sociali hanno fun­zionato. Tutti i comparti della nave sono in sicurezza. <strong>La politica econo­mica e finanziaria fatta nell’attraver­samento della crisi è stata efficace. Il &#8216;rigore conservatore&#8217; di Tremonti ha funzionato. </strong>Del resto, bastava di­re no: non fare, non spendere, bloc­care tutto; chiudere i boccaporti. Ora però bisogna cambiare passo. Passare da un metodo all’altro. Scio­gliere le vele, far ripartire i motori».<br />
<strong>Ricominciare a spendere, a co­sto  di far saltare i conti pubblici?<br />
</strong>«No. Passare dal rigore conserva­tore al rigore selettivo, moderniz­zante, intelligente, capace di decide­re. Sbloccare gli investimenti. <strong>Il pia­no per il Sud. La green economy. La banda larga. Le riforme:</strong> perché le ri­forme della scuola e della giustizia non possono funzionare senza risor­se. Ogni componente del governo deve poter esplicare le proprie po­tenzialità: l’ambiente, l’università, la sicurezza, il welfare, la sanità, lo sviluppo economico, le infrastruttu­re. Invece il ministro Tremonti eser­cita un potere di veto sulle iniziati­ve di tutti i ministri. Un blocco cie­co, cupo, conservatore, indistinto. Incapace di distinguere, ad esem­pio, tra i Comuni indebitati e i Co­muni virtuosi, che potrebbero spen­dere ma non possono a causa del­l’interpretazione rigida del patto di stabilità interno».<br />
<strong>Tutti i ministri la pensano come lei?<br />
</strong>«Sì. Tutti soffrono per il potere di veto di Tremonti. Un po’ meno quelli della Lega, per ragioni non fi­losofiche ma opportunistiche: so­no trattati un po’ meglio, anche se non benissimo».<br />
<strong>Dice così per lo scontro che ave­te  avuto nello scorso Consiglio dei ministri? Cos’è accaduto vera­mente?<br />
</strong>«Dopo che il Consiglio dei mini­stri ha approvato il testo della Carta dei doveri della Pubblica Ammini­­strazione, Tremonti, anziché limitar­si ai rilievi tecnici, ha rimesso in di­scussione l’intero impianto. Così ha straripato rispetto alle sue compe­tenze. Io non ho mai detto nulla su provvedimenti di sicuro populismo ma dal dubbio impatto economico, come la Social card o la Robin Hood tax. Ma Tremonti ha di fatto com­missariato, sia pure a fin di bene, l’intero governo. Con la ripresa, pe­rò, non può più sostituirsi al Consi­glio e al presidente Berlusconi: non è questo che vogliono gli italiani. <strong>I disegni di legge si approvano in Consiglio dei ministri, non nelle se­grete stanza del ministero dell’Eco­nomia.</strong> È per questo che abbiamo li­tigato, ed è per questo che porterò avanti la Carta dei doveri, nella ver­sione approvata dal Consiglio».<br />
<strong>È sicuro che non costi nulla?</strong><br />
«Certo. <strong>La cortesia, la semplicità del linguaggio, la lotta alle molestie amministrative non costano,</strong> e san­zionare le omissioni aumenta la pro­duttività, non gli oneri. Si è voluto ridicolizzare l’obbligo della corte­sia. Ma non credo che un sorriso in più a un cittadino che fa la fila allo sportello possa compromettere il funzionamento della Pubblica am­ministrazione, tanto meno il bilan­cio dello Stato. A me sembra piutto­sto che il ministro Tremonti voglia difendere la sua scortesia».<br />
<strong>Non è che lei ne fa una questio­ne  personale?<br />
</strong>«No. Ho aspettato dieci giorni a parlare proprio per depurare tutto. Conosco Tremonti da una vita. Il problema non è un carattere più o meno iracondo, non è che abbia mi­nacciato di &#8216;prendermi a calci&#8217;: quelle sono sovrastrutture, che su di me incidono pochissimo. Il pro­blema è politico. Ne va del bene del governo e del Paese. Oggi, ogni provvedimento di qualsiasi mini­stro deve avere il &#8216;bollino&#8217; del Teso­ro.<br />
Ma la legge impone che la ragio­neria dello Stato eserciti un control­lo tecnico e oggettivo. Invece <strong>man­cano regole su metodi, dati e fonti della verifica.</strong> Ti rispondono sì o no senza vincoli di tempo né giustifica­zioni. Il Tesoro esercita un egemoni­smo leonino, opaco, autoreferenzia­le. Una iattura. E lo dico convinto di interpretare lo spirito dell’interno governo».<br />
<strong>E Berlusconi?</strong><br />
«Percepisce questo come un pro­blema. E ne vede le due facce: quel­la positiva, la tenuta nella tempesta; e quella negativa, l’inerzia nella quiete. Invece il governo deve proce­dere subito, a 360 gradi. <strong>Il primo test sarà il piano per il Sud, concepi­to con il sistema <em> hub and spokes,</em></strong> con un centro forte — il mozzo del­la ruota: Palazzo Chigi, il ministro Scajola — e tanti raggi quanti sono i ministeri, che finora hanno subito pesanti discriminazioni. Invece è il momento di suscitare ogni energia. Di aprire una grande discussione nel Paese, che coinvolga tutte le in­telligenze. Comprese quelle, tanto vituperate, degli economisti».<br />
<strong>Diranno che lei attacca Tremon­ti  per prenderne il posto.<br />
</strong>«Io sto bene qui, dove combatto una battaglia epocale per la moder­nizzazione dello Stato. Non ho ambi­zioni personali. Gli riconosco il me­rito di aver tenuto la barra. Ma il per­durare della chiusura ora diventa un blocco. Per le banche, le impre­se, le famiglie, la burocrazia. Il go­verno è stato commissariato; ma quando esci dalla bufera questo non è più possibile. <strong>Non è più tem­po di Social card, banca per il Sud, Tremonti bond, grattaevinci antie­vasione: tutte strutture di vario suc­cesso, che ormai appartengono al passato. </strong>Prima della crisi, l’Italia ave­va un differenziale di crescita del 30% rispetto al resto d’Europa: se gli altri crescevano di 3 punti, noi di 2. Nella crisi siamo scesi come gli al­tri: il differenziale è stato azzerato in negativo. Ora dobbiamo crescere come gli altri, azzerare il differenzia­le in positivo. E il federalismo fisca­le da solo non sarà la soluzione. An­zi, rischia di peggiorare le cose».<br />
<strong>Vale a dire?</strong><br />
«Se lo vareremo senza aver fatto le riforme economiche e quelle isti­tuzionali, senza aver modernizzato le burocrazie e il sistema politico, non faremo che creare altri centri di spesa».<br />
<strong>Vede elezioni anticipate?</strong><br />
«Non ci credo. Sarebbero l’unica soluzione se venisse meno la mag­gioranza. Ma il Paese vuole il contra­rio. Sessanta milioni di italiani ci chiedono il cambio di passo, lo svi­luppo, il cambiamento. Le elezioni anticipate sarebbero un ulteriore blocco».</p>
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		<title>“Nessuna rivolta nei confronti del ministro Tremonti”</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 14:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo una settimana di assenza ritorna Brunetta 2.0 su TgCom.it Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta risponde e fa le sue consuete riflessioni sui più importanti fatti politici e di attualità. “Nessuna rivolta nei confronti del ministro Tremonti, che ha governato molto bene questa fase difficile di crisi” – esordisce Brunetta alla prima domanda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3606" title="tgcom27ott" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tgcom27ott.jpg" alt="tgcom27ott" width="440" height="324" /></p>
<p>Dopo una settimana di assenza ritorna <strong>Brunetta 2.0</strong> su <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/" target="_blank">TgCom.it</a><br />
Il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta risponde e fa le sue consuete riflessioni sui più importanti fatti politici e di attualità. <strong>“Nessuna rivolta nei confronti del ministro Tremonti, che ha governato molto bene questa fase difficile di crisi”</strong> – esordisce Brunetta alla prima domanda di Paolo Liguori sulla situazione attuale del governo. <strong>Bisogna coniugare</strong> <strong>rigore ed espansione. </strong>“Rigore che deve essere sempre mantenuto e sviluppo economico. Tremonti è un rigorista, ma lo è tutto il governo.” Quindi <strong>totale è la fiducia nei confronti del ministro dell’Economia da parte di Brunetta, Berlusconi e ovviamente di tutto il governo.</strong> Paolo Liguori fa notare la forte pressione da parte di vari e diversi settori (aziende, sindacati) che hanno cercato di confondere un po’ le acque. <strong>“Le rappresentanze di interessi sono fatte proprio per rappresentare degli interessi e non mi turbano, perché servono proprio a quello,</strong> &#8211; risponde Brunetta &#8211; ma <strong>i mercati devono avere fiducia nei confronti di Tremonti e del governo.”</strong></p>
<p>Altro argomento di discussione fondamentale è la fresca vittoria di <strong>Pierluigi Bersani</strong> come <strong>nuovo leader del Pd.</strong> Si rimette dunque in piedi un vero partito di opposizione. Il ministro ha così commentato: “Io ho visto con grande favore le primarie. <strong>Da democratico non posso che essere felice</strong> quando vedo 1,2,3, milioni di cittadini che si mettono in fila per andare a votare.” Il ministro si augura di trovare in Bersani <strong>una persona che lanci delle proposte alternative</strong> <strong>a quelle del governo, </strong>che dica la sua in modo costruttivo sulla riforma della PA, o sulla fase due dell’economia, sul welfare, sul mercato del lavoro, sulla politica estera, ecc…<strong> “Bersani ci dica quello che pensa, e poi gli italiani giudicheranno e decideranno se preferiscono lui o noi. Si chiama democrazia.”</strong></p>
<p>Infine la parte conclusiva dell’intervista è dedicata alla <strong>banda larga</strong> e alla diffusione dei 2 mega per far si  che tutti possano collegarsi con tutta l’Italia. “<strong>Il progetto</strong> che stiamo realizzando – spiega il ministro &#8211; <strong>serve a garantire questi 2 mega a tutti,</strong> perché il raggiungimento di questi 2 mega è legato non solo all’infrastruttura, ma anche al traffico che sopporta quella infrastruttura, e quindi avendo una sufficiente larghezza di banda le cose certamente migliorerebbero. Li avremo a partire probabilmente dal 2010, 2011. <strong>La rete </strong>- conclude il ministro &#8211; <strong>deve essere sufficiente, strutturata, aperta.”</strong></p>
<p>Guarda l’intervista su <a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tgcom&amp;data=2009/10/27&amp;id=32306&amp;from=aggregatore_search" target="_blank"><strong>TgCom</strong></a></p>
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		<title>Irap si, Irap no?</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 15:09:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di Ammar Abd Rabbo Botta e risposta all&#8217;interno del Pdl, sull’abolizione dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) che è stata scritta nel programma del Pdl. La questione ha diviso i suoi interlocutori. Berlusconi ha annunciato che si farà nonostante il ministro dell’Economia Giulio Tremonti abbia negato, e sia stato irremovibile per il momento. Sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3594" title="berlusconi" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/berlusconi.jpg" alt="berlusconi" width="400" height="333" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/21499556@N04/" target="_blank"> Ammar Abd Rabbo</a></span><br />
<strong>Botta e risposta all&#8217;interno del Pdl, sull’abolizione dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap) che è stata scritta nel programma del Pdl.</strong> La questione ha diviso i suoi interlocutori. <strong>Berlusconi </strong>ha annunciato che si farà nonostante il ministro dell’Economia <strong>Giulio Tremonti </strong>abbia negato, e sia stato irremovibile per il momento. <strong>Sembra infatti che ancora i conti non lo permettano.</strong></p>
<p><strong>«L’obiettivo sarà realizzato quando sarà definita la sua copertura senza provocare aumenti di deficit e di debito pubblico»</strong> &#8211; ha spiegato <strong>Bonaiuti </strong>– portavoce del Presidente del Consiglio. Il ministro della Pubblica Amministrazione <strong>Renato Brunetta</strong> dichiara invece, che <strong>la riduzione dell&#8217;Irap si può fare</strong> a poco a poco,<strong> «in maniera progressiva, nell&#8217;arco dei prossimi 3-4 anni». </strong>E magari <strong>si può cominciare proprio «dall&#8217;anno prossimo».</strong></p>
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		<title>TREMONTI è il miglior ministro dell&#8217;economia, non possiamo perderlo. Non ha bisogno dei galloni da vicepremier</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:56:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Tremonti e&#8217; uno dei migliori, se non il migliore, ministro del Tesoro e delle Finanze d&#8217;Europa. Non ci possiamo permettere di perderlo come ministro dell&#8217;Economia&#8221;. Lo ha affermato il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervistato da Rtl. &#8220;Tremonti -ha detto brunetta- ha una fortissima credibilita&#8217; e la sua credibilita&#8217; e&#8217; la credibilita&#8217; dell&#8217;Italia. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3588" title="brunetta_tremonti" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta_tremonti.jpg" alt="brunetta_tremonti" width="450" height="196" /></p>
<p><span style="font-size: 10pt;">&#8220;Tremonti e&#8217; uno dei migliori, se non il migliore, ministro del Tesoro e delle Finanze d&#8217;Europa. Non ci possiamo permettere di perderlo come ministro dell&#8217;Economia&#8221;. Lo ha affermato il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, intervistato da Rtl. &#8220;Tremonti -ha detto brunetta- ha una fortissima credibilita&#8217; e la sua credibilita&#8217; e&#8217; la credibilita&#8217; dell&#8217;Italia. E&#8217; un rigorista, come lo sono io, come lo siamo tutti&#8221;</span></p>
<div><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #3366ff;"><strong>TREMONTI NON HA BISOGNO DI GALLONI VICEPREMIER </strong>-</span><strong> &#8220;Tremonti e&#8217; gia&#8217; stato vicepremier. E&#8217; un ministro del Tesoro molto bravo, ha una reputazione straordinaria ed e&#8217; uno straordinario ministro del Tesoro. Non ha bisogno di altre etichette, altri galloni o gradi, per governare la politica economica. Lo fa gia&#8221; bene&#8221;.</strong> E&#8217; questa l&#8217;opinione espressa dai microfoni di Rtl dal ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, sulla possibilita&#8217; che il ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, possa diventare anche vicepremier.</span></div>
<div><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #800000;"><strong><span style="color: #3366ff;">E&#8217; MOMENTO PIU&#8217; DELICATO, RISCHIO OCCUPAZIONALE</span> </strong></span>-<strong> &#8220;E&#8217; il momento piu&#8217; delicato, non il piu&#8217; grave, ma il piu&#8217; delicato&#8221;.</strong> Intervenendo dai microfoni di Rtl, il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha commentato cosi&#8217; la crisi economica e lo scenario italiano. <strong>&#8220;Siamo alla fine di una grande crisi economica&#8221; ha affermato Brunetta per il quale &#8220;le imprese, proprio perche&#8217; ne vedono la fine, cominciano a ristrutturare. Che vuol dire soprattutto ridefinire, tagliare, riorganizzare anche il personale. Il rischio e&#8217; che ci sia un problema sociale, occupazionale&#8221;. </strong></span></div>
<div><span style="font-size: 10pt;"><span style="color: #3366ff;"><strong>RISORSE A IMPRESE DA TAGLI SPESA PUBBLICA</strong> </span>-<strong> Il sostegno alle imprese per l&#8217;uscita dalla crisi puo&#8217; arrivare &#8220;utilizzando il bilancio pubblico&#8221;, anche &#8220;facendo dei tagli&#8221;.</strong> A sostenerlo e&#8217; stato il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che, intervistato da Rtl, ha sottolineato: &#8220;Spendiamo 800-900 miliardi l&#8217;anno di spesa corrente e quindi c&#8217;e&#8217; ancora grasso da tagliare&#8221;. E questi tagli per Brunetta si puo&#8217; &#8220;destinarli al sistema delle imprese&#8221;. </span></div>
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		<title>“No alla visione tremontiana del lavoro!”</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 09:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di Loungerie Renato Brunetta non ci sta. &#8220;Tremonti dà una risposta per l&#8217;uscita dalla crisi che io non condivido. Tornare indietro è più facile ma non risolve i problemi. Bisogna cambiare occhiali per capire come è fatto il nuovo mondo. &#8220;Tremonti vorrebbe una nuova società dei salariati. Solo che questa non risponde alle esigenze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3533" title="impiegati" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/impiegati.jpg" alt="impiegati" width="440" height="354" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/loungerie/" target="_blank"> Loungerie </a></span></p>
<p><strong>Renato Brunetta non ci sta. </strong>&#8220;Tremonti dà una risposta per l&#8217;uscita dalla crisi che io non condivido. Tornare indietro è più facile ma non risolve i problemi. <strong>Bisogna cambiare occhiali per capire come è fatto il nuovo mondo. &#8220;Tremonti vorrebbe una nuova società dei salariati. Solo che questa non risponde alle esigenze di flessibilità che pone il sistema. </strong>La sua è una soluzione del Novecento che non va più bene in questo secolo&#8221;. Questa l’opinione del Ministro della Funzione Pubblica a seguito del discorso del collega Tremonti su posto fisso e mobilità.</p>
<p><strong>&#8220;La flessibilità che abbiamo visto negli ultimi 10-15 anni è figlia della società dei salariati, è figlia degli ultimi fuochi dello scontro tra capitale e lavoro, è figlia di un capitalismo ormai in declino.</strong> Abbiamo vissuto la stagione del <strong>lavoro atipico</strong> come estrema conseguenza dell&#8217;egoismo del lavoro tipico, dell&#8217;egoismo degli <strong>insiders contro gli outsiders.</strong> Tutte le garanzie ai primi, protetti dal sindacato, tutte le flessibilità scaricate orribilmente sui secondi privi di rappresentanza. Ma <strong>la soluzione a questo paradosso non può essere quella di far diventare gli outsiders degli insiders, perché il sistema non sarebbe in grado di sopportarne i costi&#8221;.<br />
</strong><br />
La sua proposta è invece &#8220;spalmare le esigenze di flessibilità su tutte le forze lavoro occupate. So bene quanto sia delicato questo argomento, basti pensare agli scontri, tra riformisti e conservatori, intorno all&#8217;articolo 18&#8243;.  Inoltre continua il ministro: <strong>&#8220;Le garanzie non devono derivare da un posto di lavoro, ma dalla propria professionalità, dal proprio essere azionisti dell&#8217;attività produttiva.</strong> Bisogna provare &#8211; anche se mi rendo conto di essere un po&#8217; utopista &#8211; ad adattare le regole del mercato del lavoro a quelle della rete, perché è questa la novità di quest&#8217;epoca. <strong>La novità è Internet, è l&#8217;intelligenza che produce senza capitali&#8221;.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>sindacati </strong>poi &#8220;Tutte le rappresentanze sociali, &#8211; dice Brunetta &#8211; sia imprenditoriali sia sindacali, sono figlie del Novecento. Ma <strong>è un modello che sta implodendo nella sterilità, nell&#8217;occupazione che non si crea più&#8221;.</strong></p>
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