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	<title>Renato Brunetta &#187; trasparenza</title>
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		<title>Assenze per malattia nella PA: nuova circolare del Ministro Brunetta</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 13:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha firmato una nuova circolare in materia di assenze per malattia dei pubblici dipendenti che illustra il contenuto dei recenti interventi normativi in materia introdotti dal decreto Manovra, convertito nella legge n. 111 del 15 luglio 2011. La circolare Brunetta n. 10/2011 fornisce nuovi chiarimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-7235 alignnone" title="certificato-medico-online1" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/certificato-medico-online1.jpg" alt="" width="450" height="185" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato  Brunetta ha firmato <strong>una nuova circolare in materia di assenze per  malattia dei pubblici dipendenti</strong> che illustra il contenuto dei recenti  interventi normativi in materia introdotti dal decreto Manovra,  convertito nella legge n. 111 del 15 luglio 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La circolare Brunetta n. 10/2011 fornisce nuovi chiarimenti sulle  circostanze in cui l’amministrazione deve disporre il controllo sulla  malattia,</strong> sul regime della reperibilità ai fini del controllo, sulle  modalità di giustificazione dell’assenza in caso di visite, terapie,  prestazioni specialistici ed esami diagnostici nonché  sull’individuazione dell’ambito soggettivo di applicazione della nuova  disciplina. <span id="more-8940"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Con le nuove disposizioni &#8211; che si applicano anche al  personale a ordinamento pubblicistico (magistrati, avvocati dello Stato,  personale militare e delle forze di polizia civili, personale della  carriera diplomatica e prefettizia, Corpo nazionale dei vigili del  fuoco, personale della carriera dirigenziale penitenziaria, professori e  ricercatori universitari) &#8211; è stato introdotto un regime che, in  un’ottica di maggiore flessibilità, rimette alla valutazione del  dirigente responsabile l’iniziativa per la visita di controllo, tenendo  presente dell’esigenza generale di contrastare e prevenire l’assenteismo  nonché della condotta complessiva del dipendente (da considerare solo  alla stregua di parametri oggettivi, prescindendo da sensazioni di  carattere personalistico) e del costo per effettuare la visita.  Quest’ultima deve comunque essere sempre disposta se l’assenza si  verifica nei giorni precedenti o successivi a quelli non lavorativi.</p>
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		<title>Sulla trasparenza la riforma c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 19:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la lettera inviata domenica al vostro quotidiano, il Presidente Giorgio Napolitano ha dato un ulteriore forte contributo al tentativo di riportare la dialettica politica tra maggioranza e opposizione al confronto sulle concrete opzioni che il Paese ha di fronte per dare sostanza a un programma il cui titolo “rigore e sviluppo” non è respinto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7197" title="renato-brunetta001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta001.jpg" alt="" width="450" height="341" /></p>
<p style="text-align: justify;">Con la lettera inviata domenica al vostro quotidiano, il Presidente Giorgio Napolitano ha dato un ulteriore forte contributo al tentativo di riportare la dialettica politica tra maggioranza e opposizione al confronto sulle concrete opzioni che il Paese ha di fronte per dare sostanza a un programma il cui titolo “rigore e sviluppo” non è respinto, di principio, da nessuna forza politica. L’occasione dell’intervento è data dal manifesto “Nove impegni per la crescita”, da voi pubblicato sabato scorso, all’indomani dell’approvazione lampo della manovra proposta dal Governo in attuazione del percorso di azzeramento del deficit pubblico, già deciso e approvato in sede europea. Entrerò nel merito di uno degli impegni richiesti da questo manifesto, quello che riguarda da vicino la mia azione di Ministro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mi è permesso, l’approccio del Presidente Napolitano invita a una riflessione preliminare per evitare, come spesso accade, di dichiarare un’adesione solo formale all’invito che la sua lettera contiene. Credo infatti che l’agenda di un governo venga definita al momento delle elezioni, per mezzo del programma che viene presentato ai suoi elettori e sulla cui concreta attuazione viene poi giudicato. Naturalmente, questa viene aggiornata nei tempi e nei contenuti a seconda dell’evolversi del contesto in cui l’esecutivo è chiamato a operare. La crisi globale, di cui la crisi dei debiti sovrani è oggi la coda velenosa, rappresenta certamente un mutamento drammatico del contesto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8889"></span>Dobbiamo forse partire da questo punto, che ha costretto il Governo ad aggiornare non i temi della sua agenda ma il loro ordine e la forza con cui essi vanno oggi affrontati. Il mutamento drammatico del contesto deve costringere anche l’opposizione ad aggiornare la propria agenda alternativa e il metodo di confronto. Questo ci porta alla seconda riflessione.<br />
Le riforme che questo Governo ha portato avanti hanno dovuto tener conto del dovere di mantenere la stabilità sociale. Un governo è espressione elettorale di una parte del Paese, ma non può governare senza tener conto dell’altra parte che non approva la sua agenda. Le piazze si sono riempite contro una riforma universitaria buona, ma che tuttavia non affrontava &#8211; come alcuni di noi avrebbero voluto &#8211; uno dei nodi irrisolti di un’agenda liberale per la crescita: l’eliminazione del valore legale del titolo di studio. Quale sarebbe stato l’atteggiamento delle opposizioni, molte delle quali hanno soffiato sul fuoco delle proteste per motivi politici strumentali seppur legittimi?<br />
Il Governo si deve quindi chiedere quanto della sua agenda è stato attuato, ma anche come la sua agenda potrebbe diventare ancor più coraggiosa e più incisiva grazie al confronto sulle misure concrete con un’opposizione consapevole della posta in gioco, che non rinunci alle proprie idee ma rinunci a soffiare sul fuoco della protesta strumentale e della spaccatura sociale. I “nove impegni sulla crescita” sono un buon terreno di confronto e l’approccio del Presidente Napolitano pone ottime regole del gioco. Per mia parte inizio a giocare, con questo mio intervento, sui temi di mia competenza.<br />
Il punto 8 del Manifesto per la crescita invita all’adozione di una legge per la trasparenza nella pubblica amministrazione e la libertà di informazione. L’idea guida è che il principio da seguire per migliorare la nostra pubblica amministrazione sia l’eliminazione dell’opacità sull’operato dei funzionari e degli amministratori pubblici. Se le informazioni rilevanti vengono pubblicate in modo chiaro e facilmente accessibile a tutti si rende, infatti, possibile l’attivazione di un processo di monitoraggio-protesta da parte dei cittadini. Siamo talmente d’accordo su questo principio che una siffatta legge è già operativa nel nostro Paese, addirittura dal 27 ottobre 2009. A partire dal mio insediamento ho, infatti, identificato nel piano industriale della PA (maggio 2008), la trasparenza come uno dei fattori chiave della modernizzazione dell’intera pubblica amministrazione, dando così vita all’“Operazione Trasparenza”. Ho sollecitato le amministrazioni a pubblicare online,una serie di informazioni come i curricula dei dirigenti, i loro contatti, i tassi di assenteismo dei dipendenti pubblici, le consulenze e gli incarichi, i distacchi e i permessi sindacali, i consorzi e le società partecipate dalle amministrazioni, i dipendenti che usufruiscono di permessi ai sensi della Legge 104 del 1992, le auto blu. In questo modo si è aperta la strada a un concetto nuovo (almeno per gli italiani) di trasparenza, che scardina il tradizionale approccio della Legge 241 del 1990 secondo cui si aveva diritto ad accedere alle informazioni solo in presenza di determinate condizioni e specifici interessi. Nel 2009, con l’approvazione del Riforma della pubblica amministrazione che porta il mio nome (DLgs 150/2009), si sono invece affermati i principi di valutazione, merito, responsabilità e trasparenza totale. A supporto di questa rivoluzione ho istituito la Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (una vera e propria authority, con caratteristiche di autonomia, indipendenza e autorevolezza) che ha il compito di compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere il processo di valutazione delle amministrazioni e dei dipendenti, garantendone la totale trasparenza e in questo modo attivando uno strumento potentissimo per assicurare l’integrità delle pubbliche amministrazioni e prevenire il grave fenomeno della corruzione. Risultato? Prima nell’ottobre del 2010 (con il documento “Modernising the Public Administration &#8211; A Study on Italy”) e poi nel maggio del 2011 (con il documento “Economic Surveys – Italy”), l’OCSE ha valutato positivamente i successi ottenuti nel campo della trasparenza e non solo.<br />
Questo Governo ha poi approvato il nuovo Codice dell’amministrazione digitale (DLgs 235/2010) che, aggiornando la normativa in materia di amministrazione digitale, rende effettivi i diritti di cittadini e imprese e cogenti gli obblighi per la PA, sia per quanto riguarda l’erogazione dei servizi online che per l’interazione tra le pubbliche amministrazioni e i suoi clienti. Gli strumenti attivati a supporto di questa strategia sono diversi: mi limito a citare la PEC (posta elettronica certificata che è ormai obbligatoria per imprese, professionisti e le stesse pubbliche amministrazioni), la firma elettronica, gli standard e la modulistica online, il protocollo informatico, il fascicolo elettronico e le regole per la tracciabilità, con applicazioni straordinarie come quella dei certificati di malattia digitali (oltre 20 milioni all’anno) e ricadute positive in termini di risparmi, trasparenza e controllo. È così successo che la Commissione europea abbia collocato l’Italia prima nei ranking internazionali dell’e-Government (strumento essenziale per aprire l’amministrazione all’ascolto, all’accountability e alla customer satisfaction). Le regole e le procedure ormai sono definite e pienamente operative. Se le informazioni rilevanti vengono pubblicate in modo chiaro e facilmente accessibile a tutti si rende possibile l’attivazione di un processo di monitoraggio-protesta da parte dei cittadini. Per dirla alla Hirschmann, si innesca il meccanismo di exit e voice che spinge le amministrazioni all’efficienza. Ora occorre un ultimo sforzo per completare questa rivoluzione: va infatti superata l’inerzia dei comportamenti e far sì che tanto i dipendenti pubblici quanto i cittadini e le imprese possano diventare parte attiva di questo processo, creando le condizioni perché tutte le parti in gioco possano compiere scelte razionali. E, magari, veder riconoscere dagli analisti e commentatori accademici gli sforzi fatti e i risultati ottenuti. Ma si sa, questi ultimi arrivano sempre alla fine.</p>
<p style="text-align: justify;">[Fonte: Il Sole 24 Ore]</p>
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		<title>Relazione Corte dei Conti, grande soddisfazione per la sottolineatura del risparmio per le spese del personale della PA</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:21:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta esprime la sua grande soddisfazione per il passaggio del Rapporto della Corte dei Conti sul Coordinamento della Finanza Pubblica nel quale si sottolinea che “nell’ambito delle spese correnti, un importante risparmio di spesa è da attribuire alle spese di personale (che, a consuntivo, segnano una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8609" title="corte-dei-conti" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/corte-dei-conti.jpg" alt="" width="450" height="170" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta esprime la sua grande soddisfazione per il passaggio del Rapporto della Corte dei Conti sul Coordinamento della Finanza Pubblica </strong>nel quale si sottolinea che “<em>nell’ambito delle spese correnti, un importante risparmio di spesa è da attribuire alle spese di personale (che, a consuntivo, segnano una minore spesa di oltre 3 miliardi rispetto alle previsioni)</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">“<em>Questo risultato </em>- ricorda Brunetta &#8211; <em>è stato possibile grazie alle misure di contenimento della spesa previste nel decreto legge n. 112 del 2008. In particolare ha concorso una generalizzata diminuzione del numero dei dipendenti, dovuta all’introduzione di più stringenti limiti alla possibilità di trattenimento in servizio oltre l’età ordinariamente prevista per il collocamento a riposo e alla revisione della modalità di erogazione per l’importo della buonuscita contenute nel decreto legge n. 78 del 2010, che ha favorito l’anticipo del collocamento a riposo dei dirigenti e del personale appartenente alle fasce di reddito più elevate</em>”.</p>
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		<title>Pubblicazione su web dei compensi Rai è un passo importante sulla strada della trasparenza</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 11:04:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con l’approvazione definitiva del contratto di servizio Rai, si compie un altro passo importante sulla strada per la trasparenza. L’art. 27 del contratto prevede, infatti, la pubblicazione sul sito web dell’azienda dei compensi lordi percepiti da dipendenti e collaboratori così come delle informazioni relative ai costi dei programmi del servizio pubblico radiotelevisivo, con rimandi a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-8357" title="rai" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/rai-1024x630.jpg" alt="" width="450" /></p>
<p>Con l’approvazione definitiva del contratto di servizio Rai, si compie un altro passo importante sulla strada per la trasparenza. L’art. 27 del contratto prevede, infatti, la pubblicazione sul sito web dell’azienda dei compensi lordi percepiti da dipendenti e collaboratori così come delle informazioni relative ai costi dei programmi del servizio pubblico radiotelevisivo, con rimandi a tali dati nei titoli di coda.</p>
<p>Ringrazio in primis il senatore Alessio Butti, capogruppo PdL in Commissione di Vigilanza Rai, che ha proposto l’emendamento al contratto di servizio sulla trasparenza dei compensi nei titoli di coda, e con lui tutta la commissione &#8211; in particolare i componenti della maggioranza &#8211; per aver approvato all’unanimità il testo. Un plauso va anche al Cda Rai e al Ministero dello Sviluppo Economico per aver accolto la proposta che segue il principio della tracciabilità dei costi della tv pubblica, nel rispetto del servizio reso ai cittadini.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Civit, Brunetta: dopo solo un anno dalla costituzione, è il rodato motore operativo della riforma della PA</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 16:02:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro Renato Brunetta esprime la sua grande soddisfazione per la piena riuscita del convegno “Performance, trasparenza e qualità dei servizi”, organizzato questa mattina dalla Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. “La qualità delle relazioni svolte di fronte a una platea gremita e autorevole dimostra come, ad appena un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7202" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta1.jpg" alt="" width="450" height="524" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ministro Renato Brunetta esprime la sua grande soddisfazione per la  piena riuscita del convegno “Performance, trasparenza e qualità dei  servizi”</strong>, organizzato questa mattina dalla Commissione indipendente per  la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni  pubbliche.<br />
“La qualità delle relazioni svolte di fronte a una platea gremita e  autorevole dimostra come, ad appena un anno dalla sua costituzione, <strong> Civit sia ormai il rodato motore operativo della mia Riforma della  Pubblica Amministrazione</strong>. In pochi mesi questo organismo indipendente,  espressamente previsto nello stesso decreto legislativo n. 150/2009, ha  saputo svolgere un lavoro prezioso per l’attuazione delle regole di  trasparenza e per la messa a sistema del ciclo della performance  organizzativa e individuale, avviando altresì il complesso lavoro di  regia per la definizione degli standard di qualità dei servizi pubblici.<br />
Mi auguro adesso che le amministrazioni rispondano in maniera sempre  più adeguata alla sfida posta da questa Riforma e che questo intenso  lavoro collettivo possa finalmente creare le premesse per la piena  soddisfazione del cittadino cliente della Pubblica Amministrazione”.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Operazione trasparenza: online tutti gli incarichi di consulenza e collaborazione esterna affidati nel 2009 dalle P.A.</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 10:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spinweb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione sono consultabili i dati aggiornati sugli incarichi di consulenza e collaborazione esterna per l’anno 2009, comunicati dalle amministrazioni pubbliche all’Anagrafe delle Prestazioni e presenti nella banca dati informatica alla data del 23 Settembre 2010. Gli elenchi, suddivisi per comparto e settore di appartenenza dell&#8217;amministrazione dichiarante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/operazione_trasparenza.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7266" title="operazione_trasparenza" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/operazione_trasparenza.jpg" alt="" width="450" height="282" /></a></p>
<p>Sul sito del <a href="www.innovazionepa.gov.it" target="_blank">Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione</a> sono consultabili i dati aggiornati sugli incarichi di consulenza e collaborazione esterna per l’anno 2009, comunicati dalle amministrazioni pubbliche  all’<strong>Anagrafe delle Prestazioni</strong> e presenti nella banca dati informatica alla data del 23 Settembre 2010.</p>
<p>Gli elenchi, suddivisi per comparto e settore di appartenenza dell&#8217;amministrazione dichiarante, riguardano gli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni con la descrizione e la durata dell’incarico, l’importo previsto da corrispondere nonché l’importo erogato nel periodo di riferimento a fronte di quell’incarico (art. 53 del D.Lgs. 165/2001, comma 14). Gli incarichi sono tutti quelli regolarmente approvati dal Responsabile del Procedimento di ogni amministrazione e trasmessi dalle Amministrazioni pubbliche, per via telematica, tramite il sito web www.anagrafeprestazioni.it. La loro divulgazione rientra nell’ambito dell’<strong>Operazione Trasparenza</strong> avviata nel giugno 2008 dal Ministro Renato Brunetta, in pieno accordo con il Garante della privacy.</p>
<p>Le pubbliche amministrazioni che hanno comunicato i dati per via telematica sono state in tutto 12.804 (con un aumento del 7,90% rispetto all’anno precedente) e gli incarichi di collaborazione e consulenza da queste affidati nel 2009 sono stati 303.871 (con un aumento del 9,83% rispetto all’anno precedente), per un totale di 1.439.651.387,26 euro (con un aumento del 10,54% rispetto a quanto comunicato nello stesso periodo per il 2008).</p>
<p>Sul sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione è anche consultabile la lista delle pubbliche amministrazioni che per l’anno 2009 non hanno comunicato all&#8217;Anagrafe delle Prestazioni gli incarichi di consulenza e di collaborazioni esterne, non ottemperando all’adempimento previsto dall’art. 53 del Dlgs. 165/01. Si ricorda che la mancata comunicazione può essere dovuta a non conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione; omessa dichiarazione per conferimento di incarichi di consulenza o collaborazione; trasmissione dei dati con modalità non conformi alla circolare n. 198 del 31 maggio 2001, che prevede come modalità esclusiva di trasmissione quella telematica al fine di uniformare i dati. Si ricorda infine che il comma 15 dell’art. 53 del Dlgs 165/01 prevede che “Le amministrazioni che omettono gli adempimenti di cui ai commi da 11 a 14 non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono”.</p>
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		<title>Stima sul numero di auto blu, ma non tornano i conti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 08:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di gianluigidangelo Il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha specificato che le vetture, le cosidette auto blu, a disposizione dei politici &#8211; sono circa 10mila; quelle con autista a disposizione dei dirigenti e alti burocrati &#8211; 20mila. Restano 60mila «auto grigie», che risultano essere nei garage della Pa, ma senza autista. «Un parco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6698" title="autoblu" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/autoblu1.jpg" alt="" width="450" height="332" /><br />
Foto di gianluigidangelo</p>
<p>Il ministro della Funzione Pubblica <strong>Renato Brunetta</strong> ha specificato che le vetture, le cosidette <strong>auto blu, a disposizione dei politici &#8211; sono circa 10mila;</strong> quelle con autista a disposizione dei dirigenti e alti burocrati &#8211; 20mila. Restano 60mila <strong><em>«auto grigie»</em></strong>, che risultano essere nei garage della Pa, ma senza autista. <strong>«Un parco macchine non ben definito», </strong>ammette Brunetta, convinto che in molti casi nascondano auto blu vere e proprie.</p>
<p>Il ministero ha censito anche gli autisti blu. <strong>Sono in tutto 40mila, in media 1,4 per ogni vettura pubblica.</strong> Ogni 80 lavoratori pubblici, quindi, c’è un autista. Consistenti anche i costi. Ogni auto, blu o grigia, pesa sui bilanci pubblici 3.300 all’anno solo di benzina e bollo. In tutto <strong>99 milioni di euro all’anno.</strong> Ma anche in questo caso la stima è per difetto visto che si riferisce alla sola gestione: benzina a bollo. È esclusa ad esempio la spesa in conto capitale per le vetture (249mila di proprietà e 35mila a noleggio) e<strong> il costo degli autisti,</strong> che dovrebbe superare nel complesso gli 800 milioni di euro all’anno. In altre parole, leggendo tra le righe i dati del ministro,<strong> viene fuori che spostare comodamente travet, sindaci, governatori e assessori, costa agli italiani una cifra compresa tra il miliardo e il miliardo e mezzo di euro all’anno.</strong></p>
<p>Non sorprende la prudenza delle amministrazioni molto reticenti nel rispondere. Solo <strong>una su quattro ha aderito all’appello, ma rappresentano più del 40 per cento dei dipendenti pubblici.</strong> Tra quelli che non hanno risposto spiccano <strong>le Regioni. Solo 5 su 20 hanno risposto. </strong>Tra i volonterosi che hanno aderito all’invito di Brunetta non mancano casi curiosi. Qualche assaggio dell’operazione trasparenza: il Comune di <strong>Torino </strong>possiede 375 auto grigie, 17 auto blu-blu e 8 auto blu. La Provincia di <strong>Brescia </strong>69 auto grigie, 4 auto blu e un’auto blu blu. Anche il Comune di <strong>Potenza </strong>sembra non badare a spese: sono 58 le auto grigie, 20 quelle blu e tre blu blu. Spicca anche il dipartimento di ingegneria dell’Università di <strong>Perugia</strong>, con 5 vetture con autista in uso esclusivo, le 13 della Federazione italiana scherma, le due dell’Istituto Nazionale per studi ed esperienze di Architettura navale o le 14 dell’Università del Sannio. (Fonte: il giornale)</p>
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		<title>Sì anagrafe patrimoniale degli eletti, ma sulla trasparenza non siamo all&#8217;anno zero</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 12:23:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta risponde così all’editoriale di Guido Gentili “E per gli eletti serve l’anagrafe (patrimoniale)”, pubblicato due giorni or sono su “Il Sole 24 Ore”: “Sin dai primi giorni del mio mandato ministeriale ho attribuito un’enorme importanza alla trasparenza e ho lavorato incessantemente affinché si affermasse come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/bruny00111.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-6408" title="bruny001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/bruny00111.jpg" alt="" width="440" height="337" /></a></p>
<p>Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione <strong>Renato Brunetta</strong> risponde così all’editoriale di Guido Gentili <strong>“E per gli eletti serve l’anagrafe (patrimoniale)”,</strong> pubblicato due giorni or sono su “<strong>Il Sole 24 Ore”</strong>:</p>
<p>“Sin dai primi giorni del mio mandato ministeriale ho attribuito un’<strong>enorme importanza alla trasparenza </strong>e ho lavorato incessantemente affinché si affermasse come uno standard delle Pubbliche Amministrazioni. So bene come il rispetto pieno e diffuso degli obblighi di trasparenza sia anche un valido strumento di prevenzione e di lotta alla corruzione, renda visibili i rischi di cattivo funzionamento e consenta la comparazione fra le diverse esperienze amministrative. Non a caso uno dei miei primi provvedimenti è stata la <strong>Legge 69/2009 </strong>(Operazione Trasparenza) grazie alla quale  un cittadino, consultando la Rete, può oggi conoscere curriculum vitae, retribuzione annua lorda, numeri telefonici e mail di ogni dirigente della PA nonché il<strong> tasso di assenteismo dei lavoratori pubblici alle sue dirette dipendenze.</strong></p>
<p>Dalla lettura dell’articolo di Guido Gentili sembrerebbe invece che siamo ancora all’“<strong>Anno zero</strong>”. Non si ricorda, invece, che in questi due anni abbiamo pubblicato online (sul sito del mio Ministero <a href="http://www.innovazionepa.it" target="_blank">www.innovazionepa.it</a>) anche l’elenco &#8211; completo di nominativi, importo corrisposto e spiegazione sintetica dell’incarico affidato &#8211; di tutti i circa <strong>500.000 consulenti esterni </strong>della Pubblica Amministrazione, così come dei dipendenti pubblici che si sono visti attribuire da un qualsiasi Ente un incarico di consulenza (con le relative remunerazioni e motivazioni).</p>
<p>Nell’ambito dell’<strong>Operazione Trasparenza</strong> abbiamo anche pubblicato online l’elenco dei consorzi e delle società a totale o parziale partecipazione da parte delle Amministrazioni pubbliche, così come previsto dall’articolo 1, commi dal 587 al 591, della legge Finanziaria 2007. Questa banca dati (consultabile sui siti www.innovazionepa.it e www.consoc.it ) contiene le<strong> informazioni riguardanti la misura della partecipazione, la durata dell’impegno, l’onere complessivo</strong> a qualsiasi titolo gravante sul bilancio a consuntivo dell’amministrazione, il numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo nonché il trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante. Se solo si guarda al 2009, si tratta di 2.365 consorzi e 4.741 società partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni con 24.713 rappresentanti negli organi di governo (a fronte di 1.785 consorzi, 3.356 società partecipati e 19.870 rappresentanti negli organi di governo emersi dalla rilevazione dell’anno precedente).</p>
<p>Appellandosi alla trasparenza, <strong>Gentili ha chiesto l’istituzione di un’anagrafe patrimoniale degli eletti.</strong> Vorrei ricordare che esiste già una legge (n. 441/1982 “Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni Enti”) che obbliga tutti gli eletti, a partire da quelli nei Comuni con più di 50.000 abitanti, a dichiarare la propria situazione patrimoniale. Ogni cittadino può richiederne una copia agli uffici comunali, provinciali, regionali nonché a quelli di Camera e Senato. Nonostante al momento non esista alcun obbligo, <strong>molti Enti già provvedono a inserire questi dati all’interno dei loro siti istituzionali.</strong> Per averne una riprova è sufficiente, ad esempio, andare su Google e scoprire che esistono circa 282.000 occorrenze alla voce “redditi consiglieri comunali” nonché altre 300.000 alla voce “redditi consiglieri regionali”.</p>
<p>Ad ogni buon conto, sono talmente d’accordo con l’auspicio di Gentili che prendo l’impegno di<strong> studiare una forma di aggregazione delle comunicazioni patrimoniali degli eletti.</strong> Si potrebbe ad esempio creare un’apposita banca dati liberamente consultabile e accessibile dai cittadini, in maniera da rendere organico e facilmente fruibile l’accesso a informazioni la cui comunicazione, ripeto, è però già obbligatoria per legge sin dal 1982. Il tutto, ovviamente, in pieno accordo con il Garante per la Privacy”.</p>
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		<title>&#8220;Il federalismo ci farà risparmiare&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 08:14:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[risparmio]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;I pilastri sui quali si possono basare i cambiamenti di cui il Paese ha bisogno ci sono già: la riforma della Pubblica amministrazione e il federalismo fiscale&#8221;. A sostenerlo è il ministro per la Pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, Renato Brunetta che in un&#8217;intervista al Giornale spiega come è possibile risparmiare. Il ministro ha dichiarato che: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6355" title="bruny001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/bruny0019.jpg" alt="" width="440" height="337" /></p>
<p>&#8220;I pilastri sui quali si possono basare i cambiamenti di cui il Paese ha bisogno ci sono già: <strong>la riforma</strong> della Pubblica amministrazione<strong> e il federalismo fiscale&#8221;.</strong> A sostenerlo è il ministro per la Pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, <strong>Renato Brunetta</strong> che in un&#8217;intervista al Giornale spiega come è possibile risparmiare.</p>
<p>Il ministro ha dichiarato che:<strong> &#8220;il concetto chiave che è presente in entrambe le riforme ed è: costi e qualità standard&#8221;.</strong> Per raggiungere questo obiettivo, si devono fermare<strong> &#8220;i furbi&#8221;</strong> e far valere il principio della responsabilizzazione, &#8220;solo così &#8211; dice Brunetta &#8211; si controlla la spesa corrente.</p>
<p><strong>&#8220;Facendo aumentare la produttività e la responsabilità non si può che fare risparmiare&#8221;</strong> e poi &#8220;se il federalismo costasse sarebbe una sconfitta per la Lega e per il governo&#8221;. Il prossimo obiettivo di Brunetta è quello di <strong>portare trasparenza nel sistema delle auto blu.</strong> &#8220;Ai dirigenti che non daranno informazioni sarà tagliato lo stipendio &#8211; promette &#8211; . Io non sono contrario per principio alle auto blu ma per risparmiare bisogna partire dalla trasparenza&#8221;.</p>
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		<title>Trasparenza: inviata la Guardia di Finanza presso gli Enti che non hanno comunicato consulenze e incarichi esterni</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 08:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[pa]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5456" title="guardia-di-finanza" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/guardia-di-finanza.jpg" alt="guardia-di-finanza" width="450" height="258" /></p>
<p>Nell’ambito dell’ <strong>“Operazione Trasparenza”</strong> si è conclusa l’indagine che da metà gennaio l’Ispettorato del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione ha condotto su un campione di circa un centinaio tra Enti pubblici nazionali ed Enti locali che, al 31 dicembre 2009, non avevano adempiuto alla comunicazione al <strong>Dipartimento Funzione pubblica </strong>dei dati relativi agli incarichi e consulenze attribuiti nel 2008. Sotto osservazione, anche alcune Università e il <em>CONI</em>, a cui è stata richiesta documentazione integrativa.</p>
<p>L’indagine che si è svolta con rapidità fino ai primi del mese ha avuto termine con una relazione sulle <strong>irregolarità emerse, per una valutazione delle ipotesi di danno erariale,</strong> inviata a varie Procure regionali della Corte dei Conti. Avrà però un’ulteriore seguito per otto città (concentrate per lo più in Puglia e Campania) che non hanno dichiarato l’entità delle spese sostenute e che saranno pertanto sottoposte a ispezione dalla Guardia di Finanza, in virtù del rapporto di collaborazione rafforzato tra il Comando Generale e l’Ispettorato con il recente decreto legislativo n. 150 del 27 ottobre 2009 (<em>“Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione”</em>).</p>
<p>Già in queste ore, il Ministro <strong>Renato Brunetta </strong>ha altresì impartito direttive per una verifica di quali Direzioni Generali dello Stato siano inadempienti agli <strong>obblighi di pubblicazione sui rispettivi siti Internet dei curricula vitae dei dirigenti, soprattutto di più alto livello,</strong> e degli emolumenti da loro percepiti. Contestualmente, in osservanza di un’ulteriore disposizione contenuta nel decreto, sarà gradualmente monitorato anche l’obbligo di esposizione di cartellini identificativi o di targhe da apporre presso la postazione di lavoro per i dipendenti che svolgono attività a contatto con il pubblico.</p>
<p>L’Ispettorato per la Funzione pubblica, creato nel contesto di una legge-quadro sul pubblico impiego agli inizi degli anni ‘80 in realtà non è mai stato utilizzato dai Governi precedenti per le sue potenzialità. Di recente, però, si è imposto all’attenzione per i risultati ottenuti, a seguito di accertamenti con la Guardia di Finanza, nello smascherare i <strong>dipendenti con doppio-lavoro non autorizzato e spesso in ‘nero’. </strong>Nella relazione inviata nell’autunno scorso dal Ministro Brunetta al Parlamento si evidenziava come già nel 2008 fosse stata scoperta un’alta percentuale di ulteriore attività effettuata dai dipendenti pubblici in violazione di legge (74,5%), che ha determinato sanzioni per circa 24 milioni di euro da corrispondere all’<em>Agenzia delle Entrate</em> da parte dei soggetti che irregolarmente hanno conferito gli incarichi. Si tratta di <strong>un importo di ben 10 volte superiore</strong> rispetto a quello verbalizzato l’anno precedente.</p>
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