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	<title>Renato Brunetta &#187; stato</title>
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		<title>In Italia si sta bene</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 07:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Tornare al buon senso, alla collaborazione e al rispetto reciproco tra magistratura e politici&#8221;. Questo l&#8217;appello del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, sul caso Brancher. Intervistato su radio Rtl, il ministro ha fatto presente che, nel caso si fosse trovato in un&#8217;analoga situazione, in linea di massima, non avrebbe fatto ricorso al legittimo impedimento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6706" title="aldo-brancher" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/aldo-brancher.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p>&#8220;Tornare al buon senso, alla <strong>collaborazione e al rispetto reciproco tra magistratura e politici&#8221;.</strong> Questo l&#8217;appello del ministro della Funzione Pubblica, <strong>Renato Brunetta,</strong> sul caso Brancher. Intervistato su radio Rtl, il ministro ha fatto presente che, nel caso si fosse trovato in un&#8217;analoga situazione, in linea di massima, non avrebbe fatto ricorso al legittimo impedimento.</p>
<p>&#8220;Anch&#8217;io &#8211; ha detto Brunetta &#8211; avrei diritto al legittimo impedimento. <strong>Se mai avessi un problema con la giustizia e se le convocazioni per discutere la mia causa fossero compatibili con la mia azione di ministro,</strong> io tranquillamente rinuncerei alla prerogativa di dire &#8216;ho altro da fare&#8217;. Pero&#8217; anche qui e&#8217; questione di costume: se il tribunale mi imponesse dieci udienze a settimana tali da impedire la mia attivita&#8217; di ministro anch&#8217;io dovrei fare una riflessione&#8221;.</p>
<p><strong>&#8220;La magistratura va rispettata certamente perche&#8217; fondante di uno stato,</strong> ma anche l&#8217;attivita&#8217; di governo, ministri e presidente del consiglio&#8221;. Insomma, quello che serve e&#8217; la collaborazione, perche&#8217; quando non c&#8217;e', il rischio e&#8217; che si sbagli tutti, i magistrati che cercano di imporre le loro regole anche a chi e&#8217; disponibile a collaborare, e forse i politici che si sottraggono, ma d&#8217;altra parte devono pur gestire nel nome dei cittadini. &#8220;Per cui &#8211; conclude Brunetta &#8211; torniamo a <strong>una sana, trasparente e leale collaborazione tra organi dello Stato, perche&#8217; magistrati e politici siamo qui per lavorare nel nome dei cittadini&#8221;.</strong></p>
<p>Foto: haisentito.it<strong><br />
</strong></p>
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		<title>&#8220;Non dobbiamo abbandonare gli operai, ci vuole responsabilità&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:13:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto di Roberto Ferrari Ieri il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha parlato del rapporto tra la Fiat e il governo alla trasmissione domenicale di Rtl 102.5. La Fiat &#8220;da anni e&#8217; aiutata dallo Stato: se sommassimo gli aiuti in 50 anni, ce la saremmo comprata più volte, precisando che la sua &#8216;magari e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5029" title="fiat topolino" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fiat-topolino.jpg" alt="fiat topolino" width="450" height="327" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/roberto_ferrari/" target="_blank"> Roberto Ferrari </a></span></p>
<p>Ieri il ministro della Funzione Pubblica <strong>Renato Brunetta</strong> ha parlato del rapporto tra la Fiat e il governo alla trasmissione domenicale di <strong>Rtl 102.5.</strong></p>
<p>La Fiat <strong>&#8220;da anni e&#8217; aiutata dallo Stato: se sommassimo gli aiuti in 50 anni, ce la saremmo comprata più volte,</strong> precisando che la sua &#8216;magari e&#8217; una battuta da verificare, ma <strong>gli italiani hanno questa percezione&#8221;.</strong></p>
<p>«Non dobbiamo abbandonare gli operai» di <strong>Termini Imerese,</strong> ha detto il ministro che pretende inoltre<strong> «un grande senso di responsabilità»,</strong> da parte di tutti, «a partire dall&#8217;azienda, visto che gli operai sono suoi» ma anche del governo.</p>
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		<title>Brunetta all’attacco: «I Comuni piangono? Vedo troppe cicale»</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 09:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un&#8217;intervista di Marco Bonet, fatta per il Corriere del Veneto al Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta. «I sindaci si la­mentano, lo so, ma sa come si dice: spesso in Italia il convento è povero e i frati sono ric­chi». Il ministro  Brunetta, ha ormai abituato l’italica platea alle sue stoccate, ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4231" title="bruny-interv" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/bruny-interv.jpg" alt="bruny-interv" width="450" height="337" /></p>
<p>Pubblichiamo un&#8217;intervista di Marco Bonet, fatta per il <strong><a href="http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2009/9-dicembre-2009/brunetta-all-attacco-comuni-piangono-vedo-troppe-cicale-1602128209496.shtml" target="_blank">Corriere del Veneto</a></strong> al Ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, <strong>Renato Brunetta.</strong></p>
<p>«I sindaci si la­mentano, lo so, ma sa come si dice: spesso <strong>in Italia il convento è povero e i frati sono ric­chi</strong>». Il ministro  Brunetta, ha ormai abituato l’italica platea alle sue stoccate, ed alle ovazio­ni e i fischi che ne seguono a seconda dei pet­ti che vengono trafitti. Non fa eccezione la metafora in questione, visto che nelle parole del ministro il convento disadorno è lo Stato, la <strong>«Roma ladrona»</strong> di padana memoria, men­tre i frati crapuloni sono gli enti locali, «sì, insomma,<strong> i Comuni, le Province e le Regio­ni».</strong></p>
<p>Ministro, in qualche municipio si griderà allo scandalo. «Nessuno scandalo, sto ai fatti: in questo momento di difficoltà <strong>lo Stato si è dato da fa­re ed ha tagliato le spese </strong>praticamente ovun­que era possibile, mentre gli enti locali non sempre sono riusciti a fare altrettanto. Ci so­no i virtuosi, per carità, ma quante cicale…».</p>
<p>Siamo alle accuse incrociate: gli enti loca­li invitano voi ad essere più morigerati. «La spesa pubblica è divisa esattamente a metà. <strong>Ciascuno dovrebbe fare la sua parte, a cominciare dalle Regioni e dalla spesa sanitaria</strong>».</p>
<p>Il federalismo migliorerà le cose? «E’ uno dei pilastri su cui poggia la nostra opera di moralizzazione. Una volta realizzato,<strong> la situazione cambierà radicalmente</strong>». In piazza Montecitorio, ci sarà anche il Comune di Venezia. Il suo resta tra i nomi più ricorrenti per la corsa a Ca’ Far­setti. «Un impegno forte nella mia città è tra i so­gni che non svaniscono mai».</p>
<p>Dunque, se il partito glielo chiedesse, sa­rebbe pronto alla tenzone elettorale? «<strong>Ho preso un impegno con 60 milioni di italiani ed intendo onorarlo.</strong> Ciò detto, la poli­tica è l’arte del possibile ed il mio amore per Venezia è profondissimo». Si candida? «Ne parleremo all’interno del Pdl e con gli alleati. <strong>Decideremo presto</strong>». Deciderete presto anche il vostro alfiere per le Regionali? «Entro Natale la partita sarà chiusa. E’ il punto all’ordine del giorno subito dopo la Fi­nanziaria».</p>
<p>Galan confida ancora in una ricandidatu­ra. Con quali speranze? «Squadra che vince non si cambia. Di soli­to. Il Veneto, però, non fa storia a sé: rientra in un quadro più ampio che conta anche la Liguria, il Piemonte…» …la Lombardia… «No, no, la Lombardia è storia chiusa. <strong>Il grande Formigoni non si tocca neanche per scherzo</strong>». Quindi per Galan è finita. «Aspettiamo Natale».</p>
<p>La Finanziaria, diceva, è la vostra priori­tà. E’ ancora deluso da Tremonti? «<strong>Il problema non è Tremonti, ma come si vogliono spendere gli otto miliardi di euro a disposizione </strong>per accompagnare la ripresa: dobbiamo passare dal governo della crisi a quello della rinascita». Le imprese, soprattutto a Nord Est, vi aspettano al varco. «Infatti, dobbiamo staccare la flebo e co­minciare con le vitamine. Se si resta attaccati all’ago, io rimango scettico».</p>
<p>Alle imprese guarda anche l’idea della Carta dei doveri della pubblica amministra­zione. «Dobbiamo spezzare il patto leonino tra gli uffici pubblici e gli italiani. Se un ufficio ha già le carte che gli servono non deve chieder­le una seconda volta. E se lo fa dev’essere san­zionato. <strong>Voglio abbattere la giungla burocrati­ca che ormai ci sta soffocando. </strong>E poi <strong>&#8216;Genti­lezza e cortesia&#8217;,</strong> una nuova campagna: i citta­dini sono i nostri clienti e vanno trattati con i guanti».</p>
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		<title>Lo Stato nelle sue funzioni essenziali</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 11:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
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		<description><![CDATA[Foto di Rogiro Per poter affrontare la questione meridionale in tutta la sua complessità bisogna innanzitutto inquadrare il ruolo della politica e delle istituzioni locali e nazionali nello sviluppo del mezzogiorno. I primi compiti dello Stato sono quelli di assicurare, oltre la difesa del territorio nazionale, la sicurezza, il rispetto delle leggi, l’amministrazione della giustizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2600" title="italy globe" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/italy-globe1.jpg" alt="italy globe" width="440" height="363" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/riot/" target="_blank"> Rogiro</a></span></p>
<p>Per poter affrontare la questione meridionale in tutta la sua complessità bisogna innanzitutto inquadrare il ruolo della politica e delle istituzioni locali e nazionali nello sviluppo del mezzogiorno. I primi compiti dello Stato sono quelli di assicurare, oltre la difesa del territorio nazionale, la sicurezza, il rispetto delle leggi, l’amministrazione della giustizia basata sul monopolio della forza. La certezza del diritto ed il rispetto dei diritti. In molte aree del mezzogiorno vi sono delle insufficienze, e questa è una delle prime cause del sottosviluppo.<br />
Il problema, quindi, nelle regioni meridionali, è che vi è poco Stato nelle sue funzioni essenziali, che vengono assolte in modo inadeguato, a volte per poche risorse, spesso per poca efficienza. Per decenni vi è stato statalismo, nel senso di aumento della spesa pubblica, ma senza Stato. La cosa di cui il sud ha veramente bisogno, a mio parere, non sono dei meri trasferimenti di fondi, ma una maggiore presenza dello Stato nei suoi ruoli essenziali, per lo sviluppo dell’economia e della società, modulando su questo anche la destinazione dei fondi</strong></p>
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		<title>Il Sud d’Italia e il ruolo della politica</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di Stefano Liboni In questo mese d’Agosto in cui la maggior parte degli Italiani sono in vacanza, e anche i blog si prendono una pausa, vorrei lasciarvi affrontando un argomento fondamentale che riguarda il nostro paese: il “Sud”. Il dibattito sul Mezzogiorno d’Italia infatti è positivo, anche se non sempre sono nobili i toni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2591" title="tempio ercole" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tempio-ercole1.jpg" alt="tempio ercole" width="450" height="299" /><br />
Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/liboni/" target="_blank"> Stefano Liboni</a></p>
<p>In questo mese d’Agosto in cui la maggior parte degli Italiani sono in vacanza, e anche i blog si prendono una pausa, vorrei lasciarvi affrontando un argomento fondamentale che riguarda il nostro paese: il “Sud”.<br />
Il dibattito sul Mezzogiorno d’Italia infatti è positivo, anche se non sempre sono nobili i toni e chiari i fini. Il suo svolgersi e le tesi sostenute dimostrano che le tante discussioni sull’attuazione del federalismo fiscale non sono ancora andate al cuore dei problemi.<br />
Forse bisognerebbe innanzitutto chiedersi quale deve essere il ruolo della politica, sia a livello nazionale che locale, nello sviluppo del mezzogiorno e fare delle considerazioni su quali siano oggi gli strumenti più funzionali e più appropriati a concentrare le risorse per la realizzazione di un grande piano nazionale, finalizzato proprio alla ripresa economica e alla crescita del paese nella sua totalità.<br />
Il Sud ha dunque bisogno di investimenti: a favore della società civile in termini di beni relazionali, reti di credibilità e fiducia; in nuovi regolatori sociali capaci di agire sulla qualità del capitale umano; in qualità della vita; in infrastrutture e in una pubblica amministrazione qualità</p>
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