<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renato Brunetta &#187; riforma Brunetta</title>
	<atom:link href="http://www.renatobrunetta.it/tag/riforma-brunetta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.renatobrunetta.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 12:54:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Per fare le riforme bastano tre mesi</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/10/per-fare-le-riforme-bastano-tre-mesi/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/10/per-fare-le-riforme-bastano-tre-mesi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 10:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[il giornale]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8974</guid>
		<description><![CDATA[Intervista del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione, Renato Brunetta. Ministro Brunetta, questo famoso governo del fare, se non ora quando? &#8220;Non c&#8217;è alcun dubbio: ora&#8221;. Non  crede sia tardi &#8220;A parte che in questi anni non è che siamo stati proprio con le mani in mano, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8593" title="renato brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta2.jpg" alt="" width="450" height="302" /></p>
<p style="text-align: justify;">Intervista del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione, Renato Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro Brunetta, questo famoso governo del fare, se non ora quando?</strong><br />
&#8220;Non c&#8217;è alcun dubbio: ora&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non  crede sia tardi<br />
</strong>&#8220;A parte che in questi anni non è che siamo stati proprio con le mani in mano, non è mai troppo tardi. Anzi, le dirò di più&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dica</strong><br />
&#8220;Non soltanto abbiamo il dovere del fare per salvare il Paese dalla crisi, ma è la nostra grande occasione per invertire il vento e avviarci a rivincere le elezioni nel 2013&#8243;.<span id="more-8974"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buona notizia, ma come. Affidandosi alla Banca centrale europea, alla Merkel e Sarkozy?</strong><br />
&#8220;Balle della sinistra. Siamo nati nel &#8217;94 per cambiare questo Paese, dobbiamo solo completare l&#8217;opera stando esattamente nel solco tracciato dal presidente Berlusconi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Già, 17 anni appunto. Come mai solo ora tutto questo ottimismo? Gli italiani ne hanno molto meno&#8230;<br />
</strong>&#8221; Capisco l&#8217;ironia ma la risposta è semplice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cioè?</strong><br />
&#8220;La crisi economica ha messo a nudo le ipocrisie della sinistra, le miopie e le posizioni di rendita del sindacato. Le ricette che tutti invocano per non soccombere noi le avevamo già scritte. Alcune sono soltanto rimaste imbrigliate nei riti della poltica e nell&#8217;antiberlusconismo militante. Adesso non ci sono più alibi per nessuno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;opposizione fa il suo mestiere, i numeri li ha chi governa<br />
</strong>&#8220;Sfasciare il paese non è un bel mestiere. Comunque adesso si deve cambiare. Il nemico per noi non deve più essere l&#8217;opposizione ma il tempo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tempo?</strong><br />
&#8220;Già, dobbiamo accelerare e possiamo farlo perché la benzina nel motore c&#8217;è già&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come?</strong><br />
&#8220;Da subito servirebbe che il consiglio dei ministri si riunisse non una ma due volte alla settimana, per deliberare ma anche per monitorare i processi legislativi. Così come il Cipe si deve riunire una volta al mese. Decisioni, controlli e risorse: questa è la ricetta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma se poi in Parlamento le cose vanno come vanno&#8230;</strong><br />
&#8220;Oltre che per noi, la crisi deve essere un test anche per l&#8217;opposizione. Vediamo chi ci sta e chi invece preferisce rimanere sulle vecchie barricate&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si riferisce a Casini?<br />
</strong> &#8220;Soprattutto a lui, tiriamo fuori le carte, parliamone e votiamo. Ma subito, il tempo dei rinvii è finito&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per esempio?<br />
</strong>&#8220;Riforma fiscale e assistenziale. Il testo c&#8217;è. Corsia preferenziale e, in parallelo, decreti attuativi. Se c&#8217;e la volontà politica dal 2012 può essere in vigore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Costi della politica?</strong><br />
&#8220;Fatto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fatto?<br />
</strong> &#8220;Certo. Quanto crede che possa metterci la commissione che deve rendere concreti gli allineamenti delle retribuzioni dei costi italiani a quelli europei?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non lo so, a occhio anni</strong><br />
&#8220;Io dico tre settimane, ma stando larghi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se va a finire come sulle Province da abolire..</strong><br />
&#8220;Il disegno di legge per accorparle c&#8217;è. Votiamolo. Non solo. Il federalismo municipale è già legge. Anticipiamo l&#8217;entrata in vigore così accorpiamo anche i piccoli Comuni. Poi non sarebbe male pensare anche ai costi del sindacato, e perché no, a risparmiare anche sui contributi ai giornali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è il libro dei sogni</strong><br />
&#8220;No, è il programma del Pdl e di questa maggioranza. Ed è il risultato dell&#8217;azione di governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non sempre si vede<br />
</strong>&#8220;C&#8217;è una cortina fumogena che copre tutto e non l&#8217;abbiamo certo stesa noi. Lei sa che si può privatizzare anche dopo il referendum sulla questione dell&#8217;acqua?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>No, non lo so.<br />
</strong> &#8220;Male, è grave. Basta prendere il decreto Ronchi, togliere l&#8217;acqua e applicarlo su luce, gas, spazzatura, trasporti. Del resto, per dirla alla Bersani, ce lo chiede l&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Europa chiede anche incentivi allo sviluppo<br />
</strong> &#8220;E fa bene. La cosa non ci spaventa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tremonti, sul tema, sembrava almeno preoccupato<br />
</strong> &#8220;La politica dei tagli lineari non ha funzionato. Andiamo oltre. La riforma costituzionale dell&#8217;articolo 41, quella sulle libertà di impresa, è già scritta. Nel decreto sviluppo di maggio e nel decreto manovra di luglio ci sono ben ventisette misure per la crescita. Non mi sembrano cose da poco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Basteranno?<br />
</strong> &#8220;Solo a evadere tutto ciò che è già pronto si farebbe un enorme, decisivo passo in avanti. E se serve altro non ci tireremo indietro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per esempio?<br />
</strong>&#8220;Per esempio le pensioni. Personalmente credo che si potrebbe lavorare su quelle di reversibilità, una spesa da 38 miliardi metà dei quali destinati a chi non ne ha pieno diritto o vera necessità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi italiani non saranno entusiast</strong>i<br />
&#8220;Gli italiani non saranno entusiasti se il salvataggio fallisce. Neppure l&#8217;idea del riordino delle professioni e degli ordini piace a tutti gli interessati ma andrà fatto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Visto che serve fretta, parliamo di temp</strong>i<br />
&#8220;Da settembre a dicembre si può incardinare quasi tutto. Nel 2012 cominceremo a vedere i risultati, nel 2013 raggiungiamo il pareggio e rivinciamo le elezioni &#8220;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/10/per-fare-le-riforme-bastano-tre-mesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sulla trasparenza la riforma c&#8217;è</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/07/20/sulla-trasparenza-la-riforma-ce/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/07/20/sulla-trasparenza-la-riforma-ce/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2011 19:06:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8889</guid>
		<description><![CDATA[Con la lettera inviata domenica al vostro quotidiano, il Presidente Giorgio Napolitano ha dato un ulteriore forte contributo al tentativo di riportare la dialettica politica tra maggioranza e opposizione al confronto sulle concrete opzioni che il Paese ha di fronte per dare sostanza a un programma il cui titolo “rigore e sviluppo” non è respinto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7197" title="renato-brunetta001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta001.jpg" alt="" width="450" height="341" /></p>
<p style="text-align: justify;">Con la lettera inviata domenica al vostro quotidiano, il Presidente Giorgio Napolitano ha dato un ulteriore forte contributo al tentativo di riportare la dialettica politica tra maggioranza e opposizione al confronto sulle concrete opzioni che il Paese ha di fronte per dare sostanza a un programma il cui titolo “rigore e sviluppo” non è respinto, di principio, da nessuna forza politica. L’occasione dell’intervento è data dal manifesto “Nove impegni per la crescita”, da voi pubblicato sabato scorso, all’indomani dell’approvazione lampo della manovra proposta dal Governo in attuazione del percorso di azzeramento del deficit pubblico, già deciso e approvato in sede europea. Entrerò nel merito di uno degli impegni richiesti da questo manifesto, quello che riguarda da vicino la mia azione di Ministro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se mi è permesso, l’approccio del Presidente Napolitano invita a una riflessione preliminare per evitare, come spesso accade, di dichiarare un’adesione solo formale all’invito che la sua lettera contiene. Credo infatti che l’agenda di un governo venga definita al momento delle elezioni, per mezzo del programma che viene presentato ai suoi elettori e sulla cui concreta attuazione viene poi giudicato. Naturalmente, questa viene aggiornata nei tempi e nei contenuti a seconda dell’evolversi del contesto in cui l’esecutivo è chiamato a operare. La crisi globale, di cui la crisi dei debiti sovrani è oggi la coda velenosa, rappresenta certamente un mutamento drammatico del contesto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8889"></span>Dobbiamo forse partire da questo punto, che ha costretto il Governo ad aggiornare non i temi della sua agenda ma il loro ordine e la forza con cui essi vanno oggi affrontati. Il mutamento drammatico del contesto deve costringere anche l’opposizione ad aggiornare la propria agenda alternativa e il metodo di confronto. Questo ci porta alla seconda riflessione.<br />
Le riforme che questo Governo ha portato avanti hanno dovuto tener conto del dovere di mantenere la stabilità sociale. Un governo è espressione elettorale di una parte del Paese, ma non può governare senza tener conto dell’altra parte che non approva la sua agenda. Le piazze si sono riempite contro una riforma universitaria buona, ma che tuttavia non affrontava &#8211; come alcuni di noi avrebbero voluto &#8211; uno dei nodi irrisolti di un’agenda liberale per la crescita: l’eliminazione del valore legale del titolo di studio. Quale sarebbe stato l’atteggiamento delle opposizioni, molte delle quali hanno soffiato sul fuoco delle proteste per motivi politici strumentali seppur legittimi?<br />
Il Governo si deve quindi chiedere quanto della sua agenda è stato attuato, ma anche come la sua agenda potrebbe diventare ancor più coraggiosa e più incisiva grazie al confronto sulle misure concrete con un’opposizione consapevole della posta in gioco, che non rinunci alle proprie idee ma rinunci a soffiare sul fuoco della protesta strumentale e della spaccatura sociale. I “nove impegni sulla crescita” sono un buon terreno di confronto e l’approccio del Presidente Napolitano pone ottime regole del gioco. Per mia parte inizio a giocare, con questo mio intervento, sui temi di mia competenza.<br />
Il punto 8 del Manifesto per la crescita invita all’adozione di una legge per la trasparenza nella pubblica amministrazione e la libertà di informazione. L’idea guida è che il principio da seguire per migliorare la nostra pubblica amministrazione sia l’eliminazione dell’opacità sull’operato dei funzionari e degli amministratori pubblici. Se le informazioni rilevanti vengono pubblicate in modo chiaro e facilmente accessibile a tutti si rende, infatti, possibile l’attivazione di un processo di monitoraggio-protesta da parte dei cittadini. Siamo talmente d’accordo su questo principio che una siffatta legge è già operativa nel nostro Paese, addirittura dal 27 ottobre 2009. A partire dal mio insediamento ho, infatti, identificato nel piano industriale della PA (maggio 2008), la trasparenza come uno dei fattori chiave della modernizzazione dell’intera pubblica amministrazione, dando così vita all’“Operazione Trasparenza”. Ho sollecitato le amministrazioni a pubblicare online,una serie di informazioni come i curricula dei dirigenti, i loro contatti, i tassi di assenteismo dei dipendenti pubblici, le consulenze e gli incarichi, i distacchi e i permessi sindacali, i consorzi e le società partecipate dalle amministrazioni, i dipendenti che usufruiscono di permessi ai sensi della Legge 104 del 1992, le auto blu. In questo modo si è aperta la strada a un concetto nuovo (almeno per gli italiani) di trasparenza, che scardina il tradizionale approccio della Legge 241 del 1990 secondo cui si aveva diritto ad accedere alle informazioni solo in presenza di determinate condizioni e specifici interessi. Nel 2009, con l’approvazione del Riforma della pubblica amministrazione che porta il mio nome (DLgs 150/2009), si sono invece affermati i principi di valutazione, merito, responsabilità e trasparenza totale. A supporto di questa rivoluzione ho istituito la Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle amministrazioni pubbliche (una vera e propria authority, con caratteristiche di autonomia, indipendenza e autorevolezza) che ha il compito di compito di indirizzare, coordinare e sovrintendere il processo di valutazione delle amministrazioni e dei dipendenti, garantendone la totale trasparenza e in questo modo attivando uno strumento potentissimo per assicurare l’integrità delle pubbliche amministrazioni e prevenire il grave fenomeno della corruzione. Risultato? Prima nell’ottobre del 2010 (con il documento “Modernising the Public Administration &#8211; A Study on Italy”) e poi nel maggio del 2011 (con il documento “Economic Surveys – Italy”), l’OCSE ha valutato positivamente i successi ottenuti nel campo della trasparenza e non solo.<br />
Questo Governo ha poi approvato il nuovo Codice dell’amministrazione digitale (DLgs 235/2010) che, aggiornando la normativa in materia di amministrazione digitale, rende effettivi i diritti di cittadini e imprese e cogenti gli obblighi per la PA, sia per quanto riguarda l’erogazione dei servizi online che per l’interazione tra le pubbliche amministrazioni e i suoi clienti. Gli strumenti attivati a supporto di questa strategia sono diversi: mi limito a citare la PEC (posta elettronica certificata che è ormai obbligatoria per imprese, professionisti e le stesse pubbliche amministrazioni), la firma elettronica, gli standard e la modulistica online, il protocollo informatico, il fascicolo elettronico e le regole per la tracciabilità, con applicazioni straordinarie come quella dei certificati di malattia digitali (oltre 20 milioni all’anno) e ricadute positive in termini di risparmi, trasparenza e controllo. È così successo che la Commissione europea abbia collocato l’Italia prima nei ranking internazionali dell’e-Government (strumento essenziale per aprire l’amministrazione all’ascolto, all’accountability e alla customer satisfaction). Le regole e le procedure ormai sono definite e pienamente operative. Se le informazioni rilevanti vengono pubblicate in modo chiaro e facilmente accessibile a tutti si rende possibile l’attivazione di un processo di monitoraggio-protesta da parte dei cittadini. Per dirla alla Hirschmann, si innesca il meccanismo di exit e voice che spinge le amministrazioni all’efficienza. Ora occorre un ultimo sforzo per completare questa rivoluzione: va infatti superata l’inerzia dei comportamenti e far sì che tanto i dipendenti pubblici quanto i cittadini e le imprese possano diventare parte attiva di questo processo, creando le condizioni perché tutte le parti in gioco possano compiere scelte razionali. E, magari, veder riconoscere dagli analisti e commentatori accademici gli sforzi fatti e i risultati ottenuti. Ma si sa, questi ultimi arrivano sempre alla fine.</p>
<p style="text-align: justify;">[Fonte: Il Sole 24 Ore]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/07/20/sulla-trasparenza-la-riforma-ce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Assenze per la malattia nella PA: ad aprile -5,6% rispetto allo stesso mese del 2010. Fenomeno ridotto del 32% nei 34 mesi</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/31/assenze-per-la-malattia-nella-pa-ad-aprile-56-rispetto-allo-stesso-mese-del-2010-fenomeno-ridotto-del-32-nei-34-mesi/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/31/assenze-per-la-malattia-nella-pa-ad-aprile-56-rispetto-allo-stesso-mese-del-2010-fenomeno-ridotto-del-32-nei-34-mesi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 May 2011 09:04:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8633</guid>
		<description><![CDATA[Rispetto allo stesso mese del 2010, ad aprile le assenze per malattia dei dipendenti pubblici sono diminuite del -5,6%. Gli eventi di assenza per malattia superiori a 10 giorni sono calati del -9,7% mentre le assenze per altri motivi evidenziano una contrazione complessiva del -4,3%. Si tratta come al solito di stime riferite al complesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7250" title="certificato-medico" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/certificato-medico1.jpg" alt="" width="450" height="185" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Rispetto allo stesso mese del 2010, ad aprile le assenze per malattia dei dipendenti pubblici sono diminuite del -5,6%</strong>. Gli eventi di assenza per malattia superiori a 10 giorni sono calati del -9,7% mentre le assenze per altri motivi evidenziano una contrazione complessiva del -4,3%. Si tratta come al solito di stime riferite al complesso delle amministrazioni pubbliche ad esclusione dei comparti scuola, università, pubblica sicurezza e vigili del fuoco. La rilevazione statistica, realizzata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione in collaborazione con l’Istat, si basa sui dati trasmessi in via telematica a Palazzo Vidoni da 4.882 amministrazioni pubbliche attraverso il nuovo sistema <a href="http://www.perlapa.gov.it/" target="_blank">PERLA PA</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il monitoraggio conferma come la Legge n. 133/2008 abbia ridotto in misura significativa i giorni di assenza per malattia. A 34 mesi dalla sua approvazione, la riduzione media delle assenze per malattia procapite dei dipendenti pubblici è infatti pari a circa -32%. Un dato che corrisponde a 65.000 dipendenti in più ogni anno sul posto di lavoro (una cifra superiore a tutta la popolazione residente nel Comune di Viterbo). Le nuove regole volute dal Ministro Renato Brunetta hanno modificato strutturalmente i comportamenti dei dipendenti pubblici, favorendo una condotta di maggiore responsabilità, ispirata a principi di correttezza professionale e riconoscimento del merito. I tassi di assenteismo del settore pubblico si sono così riallineati a quelli del settore privato: un successo che si traduce in una maggiore qualità e quantità dei beni e dei servizi pubblici erogati ai cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8633"></span>Con riferimento alle assenze per malattia, nello scorso mese di aprile i casi più importanti di contrazione del fenomeno sono stati registrati negli Enti di Previdenza (-11,3%), nelle Amministrazioni provinciali (-9,4%) e nelle Aziende Sanitarie Locali (-6,6%). Quanto agli eventi di assenza superiori a 10 giorni, si rilevano consistenti diminuzioni nel comparto che comprende Ministeri, Presidenza del Consiglio e Agenzie fiscali (-30,7%) e, in misura più contenuta, nelle Aziende sanitarie locali (-2,8%). Per quanto riguarda invece le assenze per altri motivi, si osservano riduzioni significative negli Enti di previdenza (-20,3%), nel comparto Sanità (-8,5% nelle Aziende Sanitarie Locali e -1,0% nelle Aziende ospedaliere) e nelle Amministrazioni comunali (-3,8%).</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle diverse macro-aree del Paese le assenze per malattia registrano contrazioni in tutte le aree del Paese: dal -7,3% del Mezzogiorno al -3,3% del Nord Est. Gli eventi di assenza per malattia superiori a 10 giorni mostrano invece riduzioni consistenti solo nelle aree centrali del Paese (-21,7%). Le assenze per altri motivi registrano infine ad aprile riduzioni nel Centro (-7,7%), nel Nord Ovest (-7,5%) e nel Nord Est (-2,1%) mentre aumentano lievemente nel Mezzogiorno (+2%).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La rilevazione statistica evidenzia casi particolarmente significativi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel comparto Ministeri spiccano i dati del Ministero dell’Istruzione (-33,7%), del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (-30,0%), del Ministero della Salute (-18,1%) e del Ministero dell’Economia e delle Finanze (-17,9%). Nel comparto delle Agenzie fiscali le assenze per malattia diminuiscono ovunque: -32,0% all’Agenzia del Demanio, -17,9% all’Agenzia delle Entrate, -3,2% all’Agenzia del Territorio e -0,6% all’Agenzia delle Entrate.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Regioni e le Province autonome in cui si registrano le diminuzioni più sensibili di assenze per malattia sono invece Molise (-56,0%), Liguria (-37,0%), Valle d’Aosta (-24,6%), Abruzzo (-24,4%), Provincia autonoma di Trento (-18,6%), Campania (-17,0%) e Friuli Venezia Giulia (-14,2%). Quanto alle Province, clamorose riduzioni del fenomeno si registrano in quelle di Olgiastra (-74,7%), Prato (-61,0%), Rimini (-44,9%), Reggio Emilia (-44,0%), Medio Campidano (-42,1%), Campobasso (-40,2%), Padova (-38,1%), Como (-37,7%), Varese (-36,1%) e Taranto (-35,5%).</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i Comuni con più di 500 dipendenti si segnalano i casi di Caltanissetta (-58,4%), Asti (-47,1%), Pozzuoli (-32,6%), Torre del Greco (-28,1%) e Pisa (-27,9%). Per quanto riguarda invece i Comuni con 100-499 dipendenti, spiccano i dati di Certaldo (-90,0%), Saluzzo (-77,2%), Fermo (-75,3%), Signa (-72,7%) e Chivasso (-72,0%). Infine, tra quelli con 50-99 dipendenti altrettanto clamorosi sono i casi di Tavarnelle Val di Pesa (-95,7%), Ittiri (-95,6%), Alfonsine (-94,9%), Ferla (-94,6%) e Veglie (-92,5%).</p>
<p style="text-align: justify;">Record mensile di riduzione dell’assenteismo per malattia anche nelle Asl del Friuli Occidentale (-59,5%), di Foggia (-42,7%), della Provincia di Bergamo (-33,8%), della Provincia di Mantova (-33,6%), di San Donà del Piave (-25,1%) e di Trieste (-25,1%). Cali altrettanto vistosi sono stati registrati nell’Azienda Ospedaliera G. Pini di Milano (-32,4%), dell’Azienda Ospedaliera G. Rummo (-29,3%), dell’Azienda Ospedaliera Sant’Antonio Abate di Gallarate (-20,9%) e dell’Azienda Ospedaliera Riuniti “Villa Sofia-Cervello” (-20,7%).</p>
<p style="text-align: justify;">Una consistente riduzione delle assenze per malattia si registra anche tra il personale di INPS (-15,9%), INAIL (-13,5%) e INPDAP (-3,1%) mentre appare in controtendenza il dato presso ENPALS (+16,1%). Infine, notevoli riduzioni del fenomeno sono state registrate tra i lavoratori della Stazione Zoologica “Anton Dohrn” (-47,8%), dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale (-47,5%), del CNR (-18,1%), di ISTAT (-17,5%), dell’Istituto Superiore di Sanità (-16,3%) e dell’ENAC (-12,1%).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/31/assenze-per-la-malattia-nella-pa-ad-aprile-56-rispetto-allo-stesso-mese-del-2010-fenomeno-ridotto-del-32-nei-34-mesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nel rapporto Inps un grande riconoscimento agli importanti effetti della riforma Brunetta</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/25/nel-rapporto-inps-un-grande-riconoscimento-agli-importanti-effetti-della-riforma-brunetta/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/25/nel-rapporto-inps-un-grande-riconoscimento-agli-importanti-effetti-della-riforma-brunetta/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 May 2011 09:31:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8612</guid>
		<description><![CDATA[Il Rapporto annuale dell’INPS dedica un intero capitolo agli importati effetti che la Riforma Brunetta della PA ha determinato sulla produttività interna dell’Istituto. Vi si legge infatti che il decreto legislativo n. 150/2009 afferma “la necessità di una cultura orientata alla misurazione del risultato e alla responsabilizzazione degli amministratori e favorendo lo sviluppo di sistemi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7480" title="inps" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/inps.jpg" alt="" width="450" height="290" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Rapporto annuale dell’INPS dedica un intero capitolo agli importati effetti che la Riforma Brunetta della PA ha determinato sulla produttività interna dell’Istituto</strong>. Vi si legge infatti che il decreto legislativo n. 150/2009 afferma “la necessità di una cultura orientata alla misurazione del risultato e alla responsabilizzazione degli amministratori e favorendo lo sviluppo di sistemi basati sul concetto di performance. Le Amministrazioni Pubbliche sono tenute, quindi, a valutare annualmente la performance organizzativa e individuale, adottando il sistema di misurazione e valutazione della performance” che comporta anche “una nuova gestione delle politiche del personale, orientate a logiche di trasparenza ed effettiva meritocrazia, per accrescere il livello quali/quantitativo dei servizi e per rispondere in modo sempre più efficiente alle attese dei cittadini. Per la prima volta viene previsto un impianto normativo che dota le Pubbliche Amministrazioni di sistemi di misurazione connotati da strumenti scientifici e obiettivi, con cui affrontare l’attuazione del processo meritocratico. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 150/2009, pertanto, tutte le Amministrazioni &#8211; attraverso i nuovi organismi di valutazione &#8211; sono tenute a misurare e valutare la performance individuale e organizzativa, divenuta condizione necessaria per l’erogazione dei premi legati al merito”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8612"></span>Dopo aver ricordato i nuovi strumenti operativi per realizzare un efficiente sistema di trasparenza e meritocrazia (il sistema di Misurazione e valutazione della Performance, il Piano della Performance, il Programma Triennale per la Trasparenza e l’integrità, la Relazione della Performance validata dagli Organismi di valutazione indipendenti), il presidente Antonio Mastrapasqua dichiara che “il complesso di tali documenti ha la finalità di garantire adeguati livelli di trasparenza, legalità, sviluppo della cultura dell’integrità e della meritocrazia. Infatti, il decreto legislativo n. 150/2009, in particolare sotto quest’ultimo profilo, oltre a prevedere nuove forme di responsabilizzazione del personale dirigente, introduce regole precise per l’erogazione dei premi. Inoltre, il decreto apporta innovazioni anche in materia di formazione, in quanto promuove l’accesso privilegiato a percorsi di alta formazione in primarie istituzioni educative nazionali e internazionali e favorisce la crescita professionale attraverso periodi di lavoro presso le predette istituzioni”.</p>
<p style="text-align: justify;">Più avanti si può leggere che “la delibera Civit n. 89 del 24 giugno 2010, coerentemente con la linea riformatrice del decreto legislativo n. 150/2009, costituisce un importante contributo per avviare un percorso rivolto a definire sistemi di misurazione e valutazione della performance nelle diverse realtà organizzative della PA. La crescente attenzione verso lo sviluppo di sistemi di misurazione della performance è frutto di una lenta ma progressiva evoluzione culturale della gestione della Pubblica Amministrazione che è passata da un approccio burocratico ad un approccio orientato alla qualità dei servizi offerti ai cittadini, nel rispetto del quadro giuridico di riferimento e dei principi di efficienza, efficacia ed economicità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine un passaggio sulla trasparenza “intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell’organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all’utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali, dei risultati dell’attività di misurazione e valutazione svolta dagli organi competenti, allo scopo di favorire il rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/25/nel-rapporto-inps-un-grande-riconoscimento-agli-importanti-effetti-della-riforma-brunetta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma Brunetta: Cdm approva regolamento per stage obbligatorio di sei mesi all&#8217;estero per i vincitori di concorsi pubblici a dirigente di prima fascia</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/19/riforma-brunetta-cdm-approva-regolamento-per-stage-obbligatorio-di-sei-mesi-allestero-per-i-vincitori-di-concorsi-pubblici-a-dirigente-di-prima-fascia/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/19/riforma-brunetta-cdm-approva-regolamento-per-stage-obbligatorio-di-sei-mesi-allestero-per-i-vincitori-di-concorsi-pubblici-a-dirigente-di-prima-fascia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 09:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[concorso pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[consiglio dei ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[stage]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8570</guid>
		<description><![CDATA[Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il “Regolamento per la disciplina delle modalità di compimento del periodo di formazione all’estero per neo dirigenti di prima fascia, a norma dell’articolo 28-bis del DLG n. 165 del 2001”. Trova così attuazione un altro tassello della Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (decreto legislativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8571" title="consigliodeiministri" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/consigliodeiministri.jpg" alt="" width="450" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il “<em>Regolamento per la disciplina delle modalità di compimento del periodo di formazione all’estero per neo dirigenti di prima fascia, a norma dell’articolo 28-bis del DLG n. 165 del 200</em>1”. <strong>Trova così attuazione un altro tassello della Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (decreto legislativo n. 150/2009)</strong>. Questo provvedimento disciplina infatti le modalità di svolgimento dello stage di formazione che i vincitori di concorso a dirigente di prima fascia nelle amministrazioni statali e negli enti pubblici non economici sono tenuti a svolgere all’estero per sei mesi e a tempo pieno al fine di incrementare le loro competenze manageriali e conoscenze comparate nel settore pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Da tale obbligo sono esclusi i dirigenti ammessi al concorso in qualità di appartenenti all’organico dell’Unione europea e i dirigenti vincitori di concorsi pubblici a tempo determinato</strong>. Il periodo di formazione, che può essere rinviato o sospeso soltanto per malattia o maternità e deve chiudersi entro tre anni dalla conclusione del concorso, è contemplato nel piano annuale della formazione. Le amministrazioni pubbliche che bandiscono il concorso devono pertanto comunicare le esigenze formative alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione affinché questa, sentiti il Ministero per gli Affari Esteri e il Dipartimento della Funzione pubblica, possa stipulare convenzioni con le amministrazioni estere presso le quali svolgere la formazione nonché prevedere forme di controllo sull’effettivo espletamento della stessa. E’ fatta salva, comunque, la possibilità di avvalersi degli accordi di reciprocità disciplinati dall’art. 32 decreto legislativo n. 165/2001.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8570"></span>D’intesa con le amministrazioni coinvolte, la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione indica gli obiettivi da conseguire durante il periodo all’estero nonché i criteri per la valutazione finale del dirigente, che equivale al superamento del periodo di prova, laddove necessario, per l’immissione definitiva nel ruolo dei dirigenti di prima fascia. Durante il periodo all’estero &#8211; oltre al rimborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio &#8211; sono riconosciuti al dirigente il trattamento economico tabellare e la retribuzione di posizione (parte fissa) previsti per i dirigenti di prima fascia.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul provvedimento, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo scorso 18 febbraio, è stato sentito il Consiglio di Stato, le cui osservazioni sono state recepite nel testo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/19/riforma-brunetta-cdm-approva-regolamento-per-stage-obbligatorio-di-sei-mesi-allestero-per-i-vincitori-di-concorsi-pubblici-a-dirigente-di-prima-fascia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma pubblica amministrazione: Brunetta: &#8220;Grande soddisfazione per l&#8217;approvazione della legge regionale del Lazio&#8221;</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/23/riforma-pubblica-amministrazione-brunetta-grande-soddisfazione-per-lapprovazione-della-legge-regionale-del-lazio/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/23/riforma-pubblica-amministrazione-brunetta-grande-soddisfazione-per-lapprovazione-della-legge-regionale-del-lazio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 16:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8008</guid>
		<description><![CDATA[Il ministro Renato Brunetta esprime la sua grande soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale del Lazio, della legge che recepisce i contenuti della sua riforma della Pubblica Amministrazione (decreto legislativo n. 150/2009). “Con il voto di questo pomeriggio la Regione Lazio adotta stabilmente il merito, l’efficienza e la trasparenza quali parametri della sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7164" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta.jpg" alt="" width="450" height="310" /></p>
<p>Il ministro Renato Brunetta esprime la sua grande soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio regionale del Lazio, della legge che recepisce i contenuti della sua riforma della Pubblica Amministrazione (decreto legislativo n. 150/2009). “Con il voto di questo pomeriggio la Regione Lazio adotta stabilmente il merito, l’efficienza e la trasparenza quali parametri della sua azione amministrativa. Questo importante traguardo è stato conseguito in pochi mesi e aggiunge il Lazio ad altre sette regioni (Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia e Valle d’Aosta) che hanno già organicamente recepito i contenuti della mia riforma. Non va inoltre dimenticato che altri Consigli regionali (Abruzzo, Emilia-Romagna, Trentino-Alto Adige, Umbria e Veneto) stanno concludendo l’iter di approvazione di analoghe proposte di legge oppure hanno già recepito i contenuti del decreto legislativo n. 150/2009 con atti amministrativi (Molise, Piemonte, Toscana, Provincia autonoma di Trento, Provincia autonoma di Bolzano)”.</p>
<p>La legge appena approvata descrive il ciclo della prestazione organizzativa degli uffici e individuale (definizione e assegnazione degli obiettivi, allocazione delle risorse, monitoraggio, misurazione e valutazione della prestazione e dei risultati, utilizzo dei sistemi premianti secondo criteri di valorizzazione del merito, rendicontazione dei risultati), garantisce la piena applicazione del principio di trasparenza amministrativa, prevede l’istituzione degli Organismi indipendenti di valutazione e disciplina il meccanismo di attribuzione selettiva di premi e incentivi al personale (vietando espressamente premi a pioggia e automatismi). Nella legge regionale vengono inoltre salvaguardate le pari opportunità nel percorso di carriera dei pubblici dipendenti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/23/riforma-pubblica-amministrazione-brunetta-grande-soddisfazione-per-lapprovazione-della-legge-regionale-del-lazio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pubblico impiego, non rinnego la riforma</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/08/pubblico-impiego-non-rinnego-la-riforma/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/08/pubblico-impiego-non-rinnego-la-riforma/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 09:41:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[sindacati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=7868</guid>
		<description><![CDATA[Il senatore Pietro Ichino ha provato a ‘tradurre’ l’accordo raggiunto con Cisl, Uil e Ugl (ma rifiutato dalla Cgil) con il quale si dà concretezza e attuazione alla mia riforma della Pubblica Amministrazione. Purtroppo, l’esercizio non gli è riuscito. Ichino non difetta in preparazione, abbonda però in prevenzione politica. A suo giudizio, infatti, il Pd [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-2960" title="brunetta_dito" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta_dito.jpg" alt="" width="450" height="276" /></p>
<p><strong>Il senatore Pietro Ichino ha provato a ‘tradurre’ l’accordo raggiunto con Cisl, Uil e Ugl (ma rifiutato dalla Cgil) con il quale si dà concretezza e attuazione alla mia riforma della Pubblica Amministrazione</strong>. Purtroppo, l’esercizio non gli è riuscito. Ichino non difetta in preparazione, abbonda però in prevenzione politica. A suo giudizio, infatti, il Pd dovrebbe rifiutare con sdegno l’accordo raggiunto con i sindacati giacché violerebbe il sano e saggio spirito della riforma. <strong>Peccato che l’assunto sia falso e, soprattutto, che il suo partito avversò con ogni mezzo tale riforma</strong>. Oggi si sono accorti che era buona? Evviva. Prima o poi s’accorgeranno che anche questo accordo non è affatto male. <strong>Ichino è anche un po’ confuso</strong>: attacca sia me, sia la Cgil. E’ vero che c’è un eccesso di politicizzazione e collateralismo, ma credo che abbia un peso anche la scarsa comprensione dei problemi e dei rimedi reali, cui contribuisce la confusa ambiguità creata dallo stesso Ichino. Il quale, non lo si dimentichi, ha anche segnalato il nome di un membro del comitato di valutazione (Civit), incorrendo nell’errore di farsi promotore di un signore che s’è dimesso prima di cominciare a lavorare, essendosi accorto dopo un anno di quali siano le leggi che regolano il mondo del lavoro e la Pubblica Amministrazione. Si sappia che il senatore del Pd ha anche chiesto di sostituire quel nome con un altro e che il mio diniego, suppongo, deve avere influito sulla serenità del ‘traduttore’.</p>
<p><span id="more-7868"></span>Ma veniamo alla sostanza dei rilievi, punto per punto.<br />
<strong> 1.</strong> Ichino fa riferimento a un ritorno al memorandum del 23 gennaio 2007, firmato da un ministro del Pd (Luigi Nicolais) e dalla Cgil. Stia tranquillo: l’accordo non modifica quanto previsto dalla legge (e del resto non potrebbe). L’impianto complessivo della riforma resta in vigore e gli istituti ivi previsti (valutazione, merito, premi, trasparenza, lotta alla corruzione) sono tutti attuabili dalle amministrazioni. Saranno pertanto attivate già da quest’anno tutte le procedure di valutazione dei dipendenti così come le perfomance individuale e organizzativa.<br />
<strong> 2.</strong> L’accordo ha dovuto tener conto del blocco fino al 2013 della contrattazione collettiva nazionale. Mi sono sempre preoccupato di attivare gli istituti premianti della riforma senza peggiorare le retribuzioni dei singoli dipendenti. Proprio per questo ho fortemente voluto il cd. “dividendo dell’efficienza”: una norma che premi le amministrazioni virtuose e i loro dipendenti. Come lo stesso Ichino potrà presto constatare, le risorse del dividendo ci sono e permetteranno di iniziare a distribuire i primi premi. Questo fino ai prossimi rinnovi contrattuali, poi tutto andrà a regime.<br />
<strong> 3.</strong> Il ‘liberale’ Ichino fa finta di ignorare che la mia riforma non ha abrogato la contrattazionecollettiva che &#8211; insieme alla contrattazione integrativa di secondo livello &#8211; resta il cardine della gestione del personale nel settore pubblico.<br />
<strong> 4.</strong> Al senatore Ichino ricordo peraltro che una distribuzione a pioggia dei premi è stata sempre sostenuta dal suo partito, in questo appoggiato da quella Cgil che contro la mia riforma ha indetto cinque fallimentari scioperi generali.<br />
<strong> 5.</strong> L’accordo non sospende certo l’art. 19 della riforma ma si limita a stabilire che i premi legati alla valutazione individuale si applicano solo con risorse aggiuntive derivanti dal cd. “dividendo dell’efficienza”. Questo fa sì che le misure della manovra estiva, che congelano il trattamento fondamentale e ridefiniscono i fondi destinati alla contrattazione integrativa, non determinino un decremento retributivo. Le scelte operate tendono semmai a collegare gli effetti della riforma &#8211; connessi al sistema premiale delle fasce &#8211; alla sussistenza di risorse aggiuntive, proprio per evitare di incidere sui redditi già toccati dalla manovra.<br />
Le difficoltà ci sono, ma né io né il Governo abbiamo intenzione di mollare. Mi chiedo solo se il compito dell’opposizione sia sempre e solo quello di fare il controcanto o, per ipotesi, non sia anche quello di lavorare per il bene del Paese. Ho come l’impressione che la sinistra si sia finalmente accorta che la mia battaglia per l’efficienza e contro i fannulloni sia a difesa degli ultimi e dei non garantiti, oltre che un dovere nei confronti dei tanti dipendenti pubblici che lavorano con competenza e impegno. Su questo, la sinistra non recupererà il ritardo cancellando il mio lavoro ma semmai migliorandolo e chiedendo di più, al di là del Bersani di turno. Non aspetto di meglio.</p>
<p><strong>Renato Brunetta<br />
</strong>Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione</p>
<p><em>* Da IL CORRIERE DELLA SERA dell’8 febbraio 2011</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/08/pubblico-impiego-non-rinnego-la-riforma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riforma Brunetta: Governo e organizzazioni sindacali firmano a Palazzo Chigi intesa su pubblico impiego</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/04/riforma-brunetta-governo-e-organizzazioni-sindacali-firmano-a-palazzo-chigi-intesa-su-pubblico-impiego/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/04/riforma-brunetta-governo-e-organizzazioni-sindacali-firmano-a-palazzo-chigi-intesa-su-pubblico-impiego/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Feb 2011 12:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo chigi]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico impiego]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=7842</guid>
		<description><![CDATA[Questa mattina è stata sottoscritta a Palazzo Chigi un’intesa tra il Governo e le organizzazioni sindacali per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego. Per il Governo erano presenti il Sottosegretario Gianni Letta e i ministri Renato Brunetta e Maurizio Sacconi. Negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5406" title="palazzo chigi" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/palazzo-chigi2.jpg" alt="" width="450" /></p>
<p>Questa mattina è stata sottoscritta a Palazzo Chigi un’intesa tra il Governo e le organizzazioni sindacali per la regolazione del regime transitorio conseguente al blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro nel pubblico impiego. Per il Governo erano presenti il Sottosegretario Gianni Letta e i ministri Renato Brunetta e Maurizio Sacconi. Negli ultimi anni sono stati diversi gli interventi normativi e contrattuali volti a riformare il pubblico impiego: tra questi, in particolare, l’accordo quadro sulla riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009 (siglata il 30 aprile 2009 per il settore pubblico) e il decreto legislativo n. 150/2009 (Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione). Tali riforme si sono inserite in un momento di crisi dell’economia nazionale e mondiale che ha determinato l’emanazione di provvedimenti normativi urgenti per il risanamento della finanza pubblica, comportando tra l’altro il blocco fino al 2013 della contrattazione collettiva nel pubblico impiego.</p>
<p><span id="more-7842"></span>In tale contesto si è reso necessario un accordo con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego teso a regolare la transizione di queste riforme in assenza di un contratto collettivo nazionale. L’ipotesi preliminarmente conferma il comune obiettivo di una ripresa della crescita economica fondata sull’aumento della produttività e dell’occupazione, cui il settore pubblico contribuisce soprattutto con la qualità e quantità dei servizi offerti ai cittadini e alle imprese. Inoltre, in attesa della stipulazione dei nuovi contratti collettivi nazionali di lavoro, il Governo e le organizzazioni sindacali convengono sulla necessità di realizzare un sistema di relazioni sindacali che persegua condizioni di produttività e di efficienza del pubblico impiego tali da consentire il rafforzamento del sistema produttivo, il miglioramento delle condizioni lavorative e della qualità dei servizi offerti dalle amministrazioni pubbliche nonché la crescita della competenza professionale. Nel merito, l’accordo tocca due temi fondamentali quali i premi individuali (che la Riforma Brunetta prevede in base a fasce di merito) e il sistema delle relazioni sindacali. Al fine di non pregiudicare le attuali retribuzioni dei dipendenti pubblici, si è infatti stabilito che i premi previsti dalla Riforma Brunetta possano essere finanziati solo con le risorse derivanti da risparmi di gestione, secondo quanto previsto comma 17 dell’art. 61 del decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, convertito con modificazioni dalla legge n. 133/2008 (il cosiddetto ‘dividendo dell’efficienza’). Quanto alle relazioni sindacali, l’accordo prevede una direttiva all’ARAN per trattare un contratto collettivo quadro che tenga conto dell’intera cornice normativa vigente in materia ai fini dell’applicazione del decreto legislativo n. 150/2009.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/02/04/riforma-brunetta-governo-e-organizzazioni-sindacali-firmano-a-palazzo-chigi-intesa-su-pubblico-impiego/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Certificati medici online: trasmessi all&#8217;Inps oltre 3,5 milioni di documenti. Ormai quasi del tutto soppiantato il vecchio sistema cartaceo</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/01/26/certificati-medici-online-trasmessi-allinps-oltre-35-milioni-di-documenti-ormai-quasi-del-tutto-soppiantato-il-vecchio-sistema-cartaceo/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/01/26/certificati-medici-online-trasmessi-allinps-oltre-35-milioni-di-documenti-ormai-quasi-del-tutto-soppiantato-il-vecchio-sistema-cartaceo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 16:45:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[certificati medici online]]></category>
		<category><![CDATA[Inps]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=7780</guid>
		<description><![CDATA[Si avvia rapidamente alla piena diffusione la nuova procedura di trasmissione telematica dei certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati. Secondo gli ultimi dati forniti dall’INPS, solamente nella terza settimana di gennaio sono pervenuti tramite il nuovo sistema circa 340.000 certificati online, con un incremento di oltre 40.000 unità rispetto alla settimana precedente. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-7480" title="inps" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/inps.jpg" alt="" width="450" height="290" /></strong></p>
<p><strong>Si avvia rapidamente alla piena diffusione la nuova procedura di trasmissione telematica dei certificati di malattia dei lavoratori pubblici e privati</strong>. Secondo gli ultimi dati forniti dall’INPS, solamente nella terza settimana di gennaio sono pervenuti tramite il nuovo sistema circa 340.000 certificati online, con un incremento di oltre 40.000 unità rispetto alla settimana precedente. Il flusso medio giornaliero si è portato a un livello pari a 49.000 documenti. Nel complesso, a partire dall’avvio del sistema, risultano trasmessi online all’INPS ben 3.511.843 certificati.</p>
<p><span id="more-7780"></span><strong>Il nuovo sistema voluto dal Ministro Renato Brunetta non solo semplifica la vita dei cittadini</strong>, per i quali viene meno l’onere dell’invio del certificato al datore di lavoro, ma rende finalmente possibile un monitoraggio puntuale e sistematico dell&#8217;assenteismo anche dei dipendenti nelle aziende private. Finora gli unici dati disponibili riguardavano il fenomeno nel settore pubblico. Grazie all’unificazione delle procedure, pertanto, le informazioni sulle assenze di tutti i lavoratori dipendenti (pubblici e privati) confluiscono adesso in un’unica banca dati che può essere consultata sia dai lavoratori direttamente interessati, sia dai datori di lavoro (aziende private ed enti pubblici) che giorno per giorno hanno la possibilità di avere un quadro completo dell’evoluzione del fenomeno all&#8217;interno delle loro strutture.</p>
<p>Si tratta di un’innovazione che comporta vantaggi per tutti: per i cittadini, i quali beneficiano della riduzione delle spese postali e del tempo perso per ottemperare agli obblighi di trasmissione; per la Pubblica Amministrazione e per l’INPS, che finalmente hanno la possibilità di effettuare verifiche e controlli tempestivi e puntuali; per le imprese, che oltre a beneficiare di una riduzione dei costi vivi possono disporre di dati dettagliati e particolareggiati su un fenomeno che, come dimostra la vicenda Fiat, tende ad assumere centralità nel quadro delle nuove politiche di aumento della produttività. La distribuzione territoriale dei documenti inviati via web è la seguente: 1.182.440 in Lombardia, 485.277 nel Lazio, 301.634 in Veneto, 227.162 in Emilia Romagna, 219.942 in Sicilia, 205.764 in Campania, 116.849 in Piemonte, 116.818 nelle Marche, 113.213 in Puglia, 98.667 in Toscana, 84.030 in Calabria, 73.324 in Abruzzo, 59.106 nella Provincia di Bolzano, 39.991 in Liguria, 38.066 in Sardegna, 36.767 nella Provincia di Trento, 32.905 in Umbria, 29.116 in Friuli Venezia Giulia, 24.788 in Basilicata, 13.188 in Valle d\&#8217;Aosta e 12.796 in Molise. Che la procedura digitale abbia ormai soppiantato il vecchio sistema cartaceo è dimostrato dai dati: le stime di gennaio dimostrano infatti che il rapporto tra certificati di malattia online e quelli cartacei acquisiti nello stesso mese del 2010 dall’INPS per i lavoratori privati supera ormai il 95% nella media nazionale.</p>
<p>In 8 regioni la nuova procedura è pienamente operativa (Lombardia, Lazio, Veneto, Sicilia, Molise, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Abruzzo) mentre altre 7 regioni stanno velocemente portandosi a un tasso di copertura del digitale prossimo al 100% (Valle d’Aosta, Toscana, Basilicata, Campania, Calabria, Marche, Puglia). Relativamente più indietro, ma con livelli comunque intorno al 70%, Umbria, Liguria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Piemonte. In base ai dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, la media regionale dei medici di famiglia che si sono abilitati all’utilizzo del nuovo sistema ha superato il 92%. Sono ben 15 le regioni che hanno superato questo valore medio. In Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, il 100% dei medici di famiglia può utilizzare la Carta Nazionale dei Servizi, mentre in altre 11 regioni la percentuale dei medici di famiglia dotati di PIN per accedere alla procedura supera il 92%: Valle d\&#8217;Aosta, Veneto, Campania, Umbria, Puglia, Basilicata, Marche, Molise, Piemonte, Calabria e Provincia di Bolzano. Dopo il trend di crescita registrato nelle ultime settimane, le previsioni relative alla settimana in corso portano a stimare un flusso pari a 400.000 unità, di fatto completando il processo di saturazione del sistema. A nove mesi dall’entrata in vigore della nuova procedura, l’iniziativa registra dunque un pieno successo, ottenuto anche grazie all’ottima risposta data da medici, Regioni e, in generale, tutti gli attori del sistema sanitario.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/01/26/certificati-medici-online-trasmessi-allinps-oltre-35-milioni-di-documenti-ormai-quasi-del-tutto-soppiantato-il-vecchio-sistema-cartaceo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cad day: entra oggi in vigore il nuovo codice dell&#8217;amministrazione digitale. Una rivoluzione storica per cittadini, imprese e PA</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/01/25/cad-day-entra-oggi-in-vigore-il-nuovo-codice-dellamministrazione-digitale-una-rivoluzione-storica-per-cittadini-imprese-e-pa/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/01/25/cad-day-entra-oggi-in-vigore-il-nuovo-codice-dellamministrazione-digitale-una-rivoluzione-storica-per-cittadini-imprese-e-pa/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 13:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[cad]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=7773</guid>
		<description><![CDATA[Entra oggi in vigore il nuovo CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 235/2010) che costituisce il secondo pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento della Pubblica Amministrazione, insieme al Decreto legislativo n. 150/2009 (“Riforma Brunetta”) che ha introdotto nella PA principi di meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti. Il nuovo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6584" title="brunetta001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta0014.jpg" alt="" width="450" /></p>
<p>Entra oggi in vigore il nuovo CAD, il Codice dell’Amministrazione Digitale (Decreto legislativo n. 235/2010) che costituisce il secondo pilastro su cui si basa il processo di rinnovamento della Pubblica Amministrazione, insieme al Decreto legislativo n. 150/2009 (“Riforma Brunetta”) che ha introdotto nella PA principi di meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti. Il nuovo CAD rinnova il quadro normativo in materia di amministrazione digitale definito nel 2005 con il Decreto legislativo n. 82, aggiornando le regole di riferimento rispetto a un panorama tecnologico in evoluzione.</p>
<p><span id="more-7773"></span>Il Decreto legislativo n. 235/2010, fortemente voluto dal ministro Brunetta, è immediatamente efficace e avvia un processo che consente di avere una PA finalmente moderna, digitale e sburocratizzata. Con il nuovo CAD, l’amministrazione digitale non è più soltanto una ‘dichiarazione di principio’. Forti delle esperienze maturate in questi anni, il nuovo Codice introduce infatti un insieme di innovazioni normative che vanno a incidere concretamente sui comportamenti e sulle prassi delle amministrazioni e sulla qualità dei servizi resi. La riforma rende così effettivi i diritti per cittadini e imprese, cogenti gli obblighi per la PA, dà sicurezza agli operatori circa la validità, anche giuridica, dell’amministrazione digitale. In coerenza con il Piano e-Gov, l’orizzonte temporale dell’intervento è il 2012.<br />
Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale si basa su due principi:</p>
<p>-          effettività della riforma: si introducono misure premiali e sanzionatorie favorendo, da una parte, le amministrazioni virtuose (anche con la possibilità di quantificare e riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali) e sanzionando, dall’altra, le amministrazioni inadempienti;<br />
-          incentivi all’innovazione della PA: dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall’informatizzazione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni ricaveranno dei risparmi che potranno utilizzare per il finanziamento di progetti di innovazione e per l’incentivazione del personale in essi coinvolto.</p>
<p>Nei prossimi mesi, famiglie e imprese potranno colloquiare attraverso computer e Internet con tutte le amministrazioni locali e centrali. In particolare:<br />
-          entro i prossimi 3 mesi le Pubbliche Amministrazioni utilizzeranno la PEC o altre soluzioni tecnologiche equivalenti per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di ritorno ai soggetti che preventivamente hanno dichiarato il proprio indirizzo elettronico;<br />
-          entro i prossimi 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT;<br />
-          entro i prossimi 6 mesi le Pubbliche Amministrazioni centrali pubblicheranno sui propri siti istituzionali i bandi di concorso;<br />
-          entro i prossimi 12 mesi saranno emanate regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e, soprattutto, a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di de materializzazione dei documenti della PA. Inoltre le Pubbliche Amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà poi una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni (in possesso dei dati) assicurare – tramite convenzioni – l’accessibilità delle informazioni alle altre PA richiedenti;<br />
-          entro i prossimi 15 mesi le Pubbliche Amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività.</p>
<p>Nel corso della conferenza stampa, tenutasi a Palazzo Chigi, il ministro Brunetta ha illustrato nel dettaglio i principali cambiamenti introdotti dalla riforma del CAD, che qui sintetizziamo:</p>
<p><strong>Validità dei documenti indipendente dal supporto (artt. 20-23 quater)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD introduce un sistema di contrassegno generato elettronicamente e stampato direttamente dal cittadino dal proprio computer per sancire la conformità dei documenti cartacei a quelli digitali.</p>
<p><strong>Validità dei documenti informatici (art. 22, 23, 23-bis, 23-ter.)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD fornisce indicazioni sulla validità delle copie informatiche di documenti con riferimento preciso circa le diverse possibilità (copia digitale del documento cartaceo, duplicazione digitale, ecc.).</p>
<p><strong>Conservazione digitale dei documenti (artt. 43-44 bis)</strong></p>
<p>E’ prevista la gestione della conservazione dei documenti e del relativo processo da parte di un Responsabile della conservazione che si può avvalere di soggetti pubblici o privati che offrono idonee garanzie. Ogni responsabile della conservazione dei documenti negli uffici pubblici può certificare il processo di digitalizzazione e di conservazione servendosi (se vuole) di Conservatori accreditati. La norma introduce la figura dei Conservatori accreditati, soggetti che ottengono da DigitPA il riconoscimento del possesso dei requisiti di sicurezza e affidabilità per effettuare il processo e la conservazione dei documenti informatici.</p>
<p><strong>Posta elettronica certificata (artt. 6 e 65)</strong></p>
<p>La PEC diventa il mezzo più veloce, sicuro e valido per comunicare con le PA. I cittadini possono utilizzare la PEC anche come strumento di identificazione, evitando l’uso della firma digitale. La stessa validità è  estesa alla trasmissioni effettuate tramite PEC che rispettano i requisiti tecnici. Vengono limitati i casi in cui è richiesta la sottoscrizione mediante firma digitale e sono previsti strumenti di firma più semplici, senza pregiudizio di sicurezza e attendibilità. Le istanze possono essere trasmesse da tutte le caselle di posta elettronica certificata rilasciate previa identificazione del titolare. Tramite PEC potranno essere effettuate anche le diffide necessarie per avviare una class action.</p>
<p><strong>Siti pubblici e trasparenza (art. 54)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD arricchisce il contenuto dei siti istituzionali delle amministrazioni, prevedendo che sugli stessi siano pubblicati, in modo integrale, anche tutti i bandi di concorso. La norma obbliga le Pubbliche Amministrazioni ad aggiornare i dati e le notizie che per legge devono essere pubblicati sul proprio sito istituzionale. Anche tale aspetto viene considerato ai fini della valutazione dei dirigenti.</p>
<p><strong>Customer satisfaction dei cittadini su Internet (artt. 54 e 63)</strong></p>
<p>Le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ad adottare strumenti idonei alla rilevazione immediata, continua e sicura del giudizio dei propri “clienti” sui servizi online.</p>
<p><strong>Moduli on line (art. 57)</strong></p>
<p>Le Pubbliche Amministrazioni hanno l’obbligo di pubblicare online l’elenco dei documenti richiesti per procedimento (moduli e formulari validi) e non possono richiedere l’uso di moduli o formulari che non siano stati pubblicati sul web. La mancata pubblicazione è rilevante ai fini della misurazione e valutazione della performance individuale dei dirigenti responsabili.</p>
<p><strong>Trasmissione delle informazioni via web (art. 58)</strong></p>
<p>Le Pubbliche Amministrazioni non possono richiedere informazioni di cui già dispongono. Per evitare che il cittadino debba fornire più volte gli stessi dati, le amministrazioni titolari di banche dati predisporranno apposite convenzioni aperte per assicurare l’accessibilità delle informazioni in proprio possesso da parte delle altre amministrazioni.</p>
<p><strong>Comunicazioni tra imprese e amministrazioni (art. 5 bis)</strong></p>
<p>La presentazione di istanze, dichiarazioni, dati e lo scambio di informazioni e documenti (anche a fini statistici) tra imprese e PA (e viceversa) avviene solo utilizzando tecnologie ICT.</p>
<p><strong>Accesso ai servizi in rete (artt. 64 e 65)</strong></p>
<p>Per l’accesso ai servizi erogati in rete dalle Pubbliche Amministrazioni è possibile utilizzare strumenti diversi dalla carta d’identità elettronica e dalla carta nazionale dei servizi, previa individuazione del soggetto che ne richiede il servizio.</p>
<p><strong>Firme (artt. 1, comma 1, lett. q-bis, e 28, comma 3-bis)</strong></p>
<p>Si introduce il concetto di firma elettronica avanzata, con cui è possibile sottoscrivere un documento informatico con piena validità legale. Si liberalizza il mercato delle firme digitali, prevedendo che le informazioni relative al titolare e ai limiti d’uso siano contenute in un separato certificato elettronico e rese disponibili anche in rete.</p>
<p><strong>Carta di identità elettronica e Carta nazionale dei servizi (art. 64)</strong></p>
<p>Carte di identità elettronica e Carte nazionale dei servizi valgono ai fini dell’identificazione elettronica.</p>
<p><strong>Pagamenti elettronici (art. 5)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD introduce alcuni strumenti (carte di credito, di debito o prepagate e ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile) per consentire alle Pubbliche Amministrazioni di riscuotere i pagamenti. Inoltre, permette loro di avvalersi di soggetti anche privati per la riscossione.</p>
<p><strong>Protocollo informatico, fascicolo elettronico e tracciabilità (artt. 40-bis e 41)</strong></p>
<p>E’ previsto che ogni comunicazione inviata tramite PEC tra le Pubbliche Amministrazioni e tra queste e i cittadini o le imprese sia protocollata in via informatica. L’amministrazione titolare del procedimento raccoglierà gli atti, i documenti e i dati del procedimento medesimo in un fascicolo elettronico, dotato di un apposito identificativo.</p>
<p><strong>Basi dati di interesse nazionale (art. 60)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD indica le basi dati di interesse nazionale: repertorio nazionale dei dati territoriali, indice nazionale delle anagrafi, banca dati nazionale dei contratti pubblici, casellario giudiziale, registro delle imprese, archivi automatizzati in materia di immigrazione e di asilo.</p>
<p><strong>Sicurezza digitale (art. 51)</strong></p>
<p>Il nuovo CADodice contiene disposizioni importanti sia sulla continuità operativa, sia sul disaster recovery. Le Pubbliche Amministrazioni dovranno predisporre appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire i servizi e il ritorno alla normale operatività.</p>
<p><strong>Open data (artt. 52 e 68)</strong></p>
<p>Il nuovo CAD mette in primo piano la responsabilità delle Pubbliche Amministrazioni nell’aggiornare, divulgare e permettere la valorizzazione dei dati pubblici secondo principi di open government. I dati pubblici saranno fruibili e riutilizzabili per la promozione di progetti di elaborazione e diffusione dei dati anche attraverso finanza di progetto.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/01/25/cad-day-entra-oggi-in-vigore-il-nuovo-codice-dellamministrazione-digitale-una-rivoluzione-storica-per-cittadini-imprese-e-pa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

