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	<title>Renato Brunetta &#187; precari</title>
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		<title>Precari nella Pa: il Ministro Brunetta ricorda le azioni concrete e positive del governo in materia</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 11:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Per sintetizzare le vicende che coinvolgono i precari della pubblica amministrazione occorre partire dalle false promesse fatte dal Governo Prodi, “che ha allegramente legiferato sulle assunzioni degli stessi con una copertura finanziaria a tratti fittizia, a tratti futuribile, in ogni caso insufficiente. Questo Governo si trova, oggi, a essere considerato irriguardoso verso questi lavoratori soltanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8837" title="renato-brunetta1" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta11.jpg" alt="" width="450" height="524" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per sintetizzare le vicende che  coinvolgono i precari della pubblica amministrazione occorre partire  dalle false promesse fatte dal Governo Prodi</strong>, “che ha  allegramente legiferato sulle assunzioni degli stessi con una copertura  finanziaria a tratti fittizia, a tratti futuribile, in ogni caso  insufficiente. Questo Governo si trova, oggi, a essere considerato  irriguardoso verso questi lavoratori soltanto perché non ricorre a una  facile propaganda politica fatta di opportunistiche promesse di  stabilizzazione. Promesse che sarebbero rovinose per i precari, in  quanto prive di un fondamento realistico. Lo Stato non è in grado di  sostenere, in termini finanziari, l’impegno durevole che scaturirebbe  dall’assunzione a tempo indeterminato di tutte queste unità di  personale.<br />
Piuttosto che impegnarsi con ingannevoli proclami faziosamente  propagandistici, questo Governo ha affrontato la tematica del  ‘precariato’ nelle amministrazioni pubbliche con una serie di azioni  positive e concrete che è utile evocare. Questo esecutivo &#8211; ricorda Brunetta – ha  portato a compimento le procedure di stabilizzazione lasciate  inconcluse dal precedente Governo, mediante adozione dei provvedimenti  di autorizzazione per tutte le amministrazioni statali, enti pubblici  non economici e, in particolare, enti di ricerca (sono stati  stabilizzati nel triennio 2009-2010 circa 40 mila precari, compreso il  comparto scuola). Questo ha determinato la diminuzione complessiva di  personale a tempo determinato. La previsione per il triennio 2011-2013 è  nel senso di un’ulteriore e significativa riduzione, tenuto conto del  piano straordinario di assunzioni di personale scolastico approvato,  accompagnato nella sua attuazione anche da uno accordo sindacale  sottoscritto in sede Aran. Il suddetto piano prevede, in un solo anno  (2011), l’assunzione a tempo indeterminato di circa 67.000 unità di  personale già titolare di rapporto di lavoro a termine (più del 30% del  totale), seguita da ulteriori assunzioni nel 2012 e nel 2013. Esso,  quindi, rappresenta una concreta risposta non solo al fabbisogno di  personale del settore scolastico ma, anche, alle esigenze di  stabilizzazione dei lavoratori di tale settore”.<span id="more-9003"></span></p>
<p style="text-align: justify;">“Questo governo è intervenuto con misure di legge per contrastare il formarsi di nuovo  precariato e rimuovere, con interventi dissuasivi, le irregolarità poste  in essere. Uno strumento di dissuasione è quello di rafforzare la  responsabilità sanzionatoria in capo ai dirigenti che operano in  violazione della disciplina in materia. Infine, il Governo ha introdotto  il principio della valorizzazione della professionalità maturata dai  soggetti definiti ‘lavoratori precari’. Con apposito intervento  normativo è stata prevista una forma speciale di reclutamento per gli  anni 2010-2012, anche mediante concorsi pubblici con riserva di posti  fino al 40 per cento dei lavoratori a termine con destinazione del 40  per cento delle risorse finanziarie disponibili per le assunzioni ai  sensi della normativa vigente”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Appare evidente che,  in un momento di innegabile difficoltà per il Paese, gli interventi  effettuati sul fronte occupazionale del settore pubblico abbiano mirato a  coniugare, nel miglior modo possibile, il rigore necessario sui conti  pubblici, attraverso un vero contenimento delle spese di personale, e le  legittime aspettative di molte decine di migliaia di lavoratori  ‘precari’ nella pubblica amministrazione che, sulla base di regole e  priorità stabilite dalle leggi vigenti, potranno vedere riconosciuto il  proprio pluriennale impegno professionale, mediante procedure di  stabilizzazione del rapporto di lavoro. Il caso della scuola assume  dimensioni importanti e significative. Le stesse organizzazioni  sindacali hanno riconosciuto la straordinarietà e la grande rilevanza  del piano di assunzioni adottato in questo delicato e strategico  settore, accettando di ‘sacrificare’, con uno specifico accordo siglato  con l’Aran, una piccola parte dei benefici economici legati  all’anzianità pur di consentire il maggior numero possibile di  assunzioni di personale precario. Il dualismo del mercato del lavoro  italiano, che separa il gruppo degli insiders (i lavoratori protetti e  pagati di più) da quello degli outsiders (il moderno esercito di riserva  dei lavoratori “precari”), è la conseguenza storica della rigidità del  nostro sistema. L’elevato tasso di disoccupazione giovanile ne è una  delle conseguenze. Il superamento del dualismo insiders-outsiders  richiede l’eliminazione di questa rigidità. La flessibilità, regolata e  razionalizzata, e accompagnata da appropriati incentivi fiscali è, al  contrario di quanto si pensa, proprio lo strumento per superare il  dualismo del mercato del lavoro che è l’origine del precariato”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il ministro Brunetta conclude la  sua analisi ribadendo come l’utilizzo delle forme contrattuali a  termine nella pubblica amministrazione non generi di per sé forme  patologiche di flessibilità.</strong> “Al contrario è uno strumento che, introducendo efficienza economica, serve a  combattere il cosiddetto precariato. Naturalmente, va contrastato con  idonee misure preventive l’utilizzo di tali tipologie contrattuali quale  ordinaria modalità di acquisizione delle risorse umane, secondo  procedure che non garantiscono il rispetto dei principi di imparzialità,  trasparenza e merito ed eludono le limitazioni finanziarie previste per  le assunzioni a tempo indeterminato. Nel futuro, quella che ora si  configura come disciplina transitoria di reclutamento speciale,  prevedendo per ogni concorso pubblico la possibilità di valorizzare le  esperienze professionali acquisite con rapporti di lavoro flessibile  nella PA, potrebbe diventare una norma generale a regime. In ogni caso  qualsiasi intervento in materia di assunzioni non può prescindere dal  rispetto dei vincoli finanziari derivanti dalle esigenze di contenimento  della spesa pubblica e dalla tutela dell’interesse dei soggetti  vincitori di concorso che attendono l’ingresso nella pubblica  amministrazione per il perdurare del regime limitativo delle assunzioni.  Altri interventi importanti in materia di organizzazione flessibile del  lavoro si realizzeranno con l’attuazione del decreto legislativo che  riforma il contratto di apprendistato”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><strong>SCARICA L&#8217;ALLEGATO &#8220;<a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/Lavoro-flessibile-e-precari-nella-PA.pdf">LAVORO FLESSIBILE E PRECARIATO NELLA PA</a>&#8220;</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">FONTE: <a href="http://www.freenewsonline.it/2011/09/05/precari-brunetta-ricorda-le-azioni-concrete-e-positive-del-governo-in-materia/"><strong>FREENEWSONLINE</strong></a></p>
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		<title>Caso Brunetta. Ecco la verità sul video che spopola su internet. Ero sul palco. I fischiatori erano sei. Il ministro ha sbagliato ma…</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 11:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[mario sechi]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

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		<description><![CDATA[di Mario Sechi In principio fu il «cretino!» di Tremonti a Brunetta. Ora è il «cretino!» di Brunetta al kontestatore senza volto. Et voilà, 3 minuti e 37 secondi di filmato su internet riducono oltre un’ora di dibattito aspro, sincero – e reale – tra il direttore de Il Tempo e il ministro Brunetta nell’irrealtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8932" title="tempo-750" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tempo-750.jpg" alt="" width="450" height="92" /></p>
<p>di Mario Sechi</p>
<p style="text-align: justify;">In principio fu il «cretino!» di Tremonti a Brunetta. Ora è il «cretino!» di Brunetta al kontestatore senza volto. Et voilà, 3 minuti e 37 secondi di filmato su internet riducono oltre un’ora di dibattito aspro, sincero – e reale – tra il direttore de Il Tempo e il ministro Brunetta nell’irrealtà virtuale di un Paese che temo stia smarrendo il significato della parola libertà. Ma visto che la proiezione fa diventare reale l’irreale, visto che lunedì con Brunetta su quel palco c’ero io, racconterò come sono andati i fatti nella loro disarmante semplicità. Senza montaggi, pause, né sequenze da masterizzare. Insomma, ecco il film della notte dei cretini. Questi fanno comodo a tanti. Ma chi li usa? Esterno notte. Viterbo. Piazza incantevole, illuminata da un gioco di luci e un bel palco, scenario perfetto per un faccia a faccia.. Brunetta, noto per la sua puntualità maniacale, arriva con qualche minuto di ritardo. Pienone. Posti in piedi. Saluti. Stretta di mano. Microfono. Via, saliamo sul palco. Tutto come da copione. Avevo previsto la comparsa della figura del contestatore e con il mio amico Giampaolo Rossi che mi accompagnava ne avevo incontrato un paio per strada. «Vergogna!» mi aveva apostrofato uno le cui sembianze erano piuttosto alcoliche. Inutilmente con Giampaolo l’avevo interrogato sulle origini e ragioni, sui misfatti che avrebbero dovuto farmi arrossire. Egli, rosso, rubizzo, tirò ondeggiando dritto. Copione già scritto. Così un pugno di persone comincia a fischiare. Dal palco sono letteralmente ombre. Al limite voci. Meglio definirli rumori.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8931"></span>Perché di ragionamento articolato non v’è traccia. Cerco di stemperare il clima con un po’ di ironia: “Bene, abbiamo la quota di dissenso”. E provo a introdurre l’intervista-dibattito nel miglior modo possibile, cioè dando la possibilità a Brunetta di raccontare chi è e da dove viene, le sue umili origini, la Venezia delle bancarelle, una storia lontana anni luce dai ministeri, dalle auto blu, dalla casta. Niente. Sforzo vano. Ancora fischi. A prescindere. Il novantanovevirgolanovepercento del pubblico attende pazientemente che si possa discutere di politica, ma una minoranza – cinque o sei persone, forse meno – fa rumore impedendo agli altri di parlare e alle altre centinaia di persone di ascoltare. Brunetta purtroppo passa direttamente al brunettese: «Cretino!». Non ci posso credere. A me scappa da ridere e chioso: «Incredibile». Spiego dal palco che fischiare non serve a nulla, tanto si va avanti. Invito Brunetta a ignorarli «’che è la cosa migliore». Nada de nada. La scenetta surreale del fischia, insulta e ribatti va avanti per un po’, un ping pong di una decina di minuti in tutto, poi finalmente si riesce a partire con ritmo e continuità. E si va lisci fino in fondo. Tra il sottoscritto e Brunetta si svolge un dibattito duro, aspro, ce le diamo di santa ragione sulla manovra economica, la spremuta di tasse, i giornali, la casta, i tagli che non ci sono ai costi della politica. Scintille. Tutto questo dialogato e serrato confronto nei tre minuti e trentasette secondi di filmato che va online non c’è. Va in rete un assemblato di realtà, un frammento che nel montaggio e nella sceneggiatura che ne scaturisce diventa verità assoluta nella sua ingannevole parzialità virale. E l’incontenibile Brunetta sarà quello che dà del «cretino!» a una massa urlante che massa non era. Non si vedrà mai in video il passaggio in cui dice chiaramente che il dissenso è legittimo, che la politica deve esser capace di ascoltare e nello stesso tempo di assumersi le sue responsabilità. Si vedrà solo il ministro replicare a muso duro: «Voi non lavorate, siete dei cretini». Olè. Corrida totale. Brunetta conosce il meccanismo dell’informazione in tempo reale, sa bene che la rete mette in moto e moltiplica lo stesso messaggio, fino a banalizzarlo e farne un motivetto rap. Puoi fare un discorso da premio nobel dell’Economia, ma se ti scappa un «cretino!», il tuo messaggio finale diventa quello. Giusto o sbagliato che sia, cosi funziona il congegno del world wide web che, a sua volta, poi finisce sui giornali e sulle televisioni, amplificando l’errore e l’orrore, oscurando e donando luce e verità che sono parzialità. É questa la libertà? Dobbiamo chiedercelo, perché temo che di questo passo la parola diventerà un contenitore vuoto che ognuno riempirà con quel che gli pare. Riavvolgiamo il nastro dall’inizio della serata. Centinaia di persone si ritrovano in una piazza per assistere a un dibattito politico. La loro libertà è quella di muoversi, riunirsi e poter ascoltare. Poi possono condividere e dissentire. Possono fischiare, stare in silenzio o applaudire. Nello stesso posto, nello stesso istante, un manipolo di persone decide che il dibattito va coperto con i fischi. Benissimo. Dove comincia e dove finisce la libertà di chi fischia? Il succo della faccenda sta tutto qui. Fino a quando il legittimo dissenso di una minoranza – tal era – riunita in una piazza può prevaricare la libertà di espressione di un altro gruppo? Quando comincia e quando finisce la libertà di chi vuole coprire la tua parola con il suo rumore? Legittima protesta? O sopraffazione? Io penso che la libertà del mio prossimo finisca esattamente quando danneggia quella di un altro. Allora la libertà diventa un arbitrio. E bisogna trovare forme, modi e un minimo di condivisione di regole civili. Quella cosa che si chiama rispetto. Reciproco, of course. L’errore di Brunetta è quello di non accettare il dato di fatto che con i fischi non c’è alcuna speranza di dialogo. Lui, trascinato dal carattere, reagisce abbassando il suo linguaggio a quello dell’interlocutore. Passa all’insulto. Errore. É una ministro della Repubblica, deve sopportare, anche stoicamente, e tenere alto il livello del dibattito. Deve ignorare. Deve incassare. E ripartire. Regola numero uno del giocatore di biliardo: calma e gesso. Chi spezza in due la stecca, alla fine perde la partita. É anche la regola di ogni buon dibattito pubblico, radiofonico o televisivo. Essere di ghiaccio. Calma di fuori. Freddi dentro. Ragionare contro chi urla. Smontare con la logica chi ti assale a colpi di decibel. È vero che non tutti hanno voglia di porgere l’altra guancia, ma il «cretino!» brunettiano sparato dal microfono verso la piazza non si limita a rimbalzare tra le case di Viterbo. Ripreso in video, finisce regolarmente in rete. Dalla rete si proietta su tutti i computer fissi e portatili, telefonini e tablet. Alla fine il «cretino!» diventa un tormentone di massa che viene impaginato dai giornali e telegiornali e il circuito si chiude al punto che diventa un esercizio sterile spiegare che cosa è accaduto e le tue ragioni. Punto. Senza questo self control la via della barbarie è spianata. Cieco rumore.<br />
Questo fenomeno ha molto a che fare con la diffusione di internet. La banalizzazione del messaggio sulla rete è micidiale. Consiglio al ministro Brunetta e a chi ha voglia di capire cosa è successo con lo sviluppo della Rete in questi anni, la lettura di uno splendido saggio di Andrew Keen intitolato «The Cult of Amateur». L’autore è uno dei protagonisti della scena della Silicon Valley e con un’intelligenza beffarda mette a nudo come la diffusione del free content, del contenuto libero, del cazzeggio senza controllo di fonte e autore, sulla rete abbia distrutto il valore del sapere, dell’autorevolezza e della responsabilità. Il diretto de Il Tempo se diffama viene chiamato a risponderne in tribunale. Nei social network gli utenti pensano invece di vivere in una sorta di mondo dell’impunità. In tanti scrivono cose terribili, false e pensano che tutto questo sia reale, intelligente e soprattutto legale. Non solo. Quella è la verità. Questo è il destino che attende inesorabilmente anche il dibattito di Viterbo. Liofilizzato in tre minuti e trentasette secondi di cui si ricorderà solo quel che Fruttero e Lucentini avevano messo impietosamente a fuoco nel magma nella nostra società contemporanea: la prevalenza del cretino.</p>
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		<title>La stabilizzazione dei precari nella PA è in palese contrasto con i principi dell&#8217;art 97 della Costituzione</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 13:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[costituzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso del Question Time tenutosi oggi nell’aula di Montecitorio, il deputato Mario Pepe (Gruppo misto) ha chiesto al ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta di adottare iniziative normative volte a destinare annualmente risorse per la stabilizzazione dei lavoratori ‘precari’ delle amministrazioni centrali dello Stato. “L’utilizzo delle forme contrattuali di tipo flessibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-8593 alignnone" title="renato brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta2.jpg" alt="" width="450" height="302" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel corso del Question Time tenutosi oggi nell’aula di Montecitorio, il deputato Mario Pepe (Gruppo misto) ha chiesto al ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta di adottare iniziative normative volte a destinare annualmente risorse per la stabilizzazione dei lavoratori ‘precari’ delle amministrazioni centrali dello Stato. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">“L’utilizzo delle forme contrattuali di tipo flessibile nella pubblica amministrazione &#8211; ha risposto Brunetta &#8211; non genera di per sé forme di cosiddetto ‘precariato’ ma è da considerarsi, se correttamente utilizzato per far fronte ad esigenze temporanee o sostitutive, strumento efficace ed economico. Diversamente va contrastato, con idonee misure preventive, l’utilizzo di tali tipologie contrattuali quale ordinaria modalità di acquisizione delle risorse umane, secondo procedure che non garantiscono il rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza e merito ed eludono le limitazioni finanziarie previste per le assunzioni a tempo indeterminato. È proprio questo abuso che ha determinato i ben noti disagi sociali segnalati dall’interrogante&#8221;. <span id="more-8912"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il ricorso a forme di stabilizzazione diffusa, sia pure programmata, non appare una soluzione percorribile. In primo luogo l’innalzamento dei livelli occupazionali a tempo indeterminato genera una spesa fissa a regime che il bilancio dello Stato, nell’attuale congiuntura economico-finanziaria, non è in grado di sostenere. La stabilizzazione di personale titolare di contratti temporanei, non sempre adeguatamente selezionato, oltre a incentivare l’utilizzo irregolare di contratti flessibili e a configurarsi come una sorta di ‘sanatoria’ degli abusi fatti, si pone in palese contrasto con i principi dell’articolo 97 della Costituzione. Per ovviare, quindi, a tali criticità &#8211; senza venir meno ai principi di buon andamento ed efficienza, che impongono il concorso pubblico per il reclutamento di personale &#8211; il Governo, già con il decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, ha previsto per gli anni 2010-2012, nei limiti del 40 per cento delle risorse finanziarie disponibili per assunzioni di personale, forme di reclutamento speciale nei confronti dei lavoratori con contratti di lavoro flessibile in possesso di una anzianità pari a tre anni calcolata a settembre 2007. Alla luce di quanto rappresentato, si può immaginare, quindi, di consolidare nel futuro questa disciplina transitoria, prevedendo per ogni concorso pubblico la possibilità di valorizzare le esperienze professionali acquisite con rapporti di lavoro flessibile nella PA. In ogni caso va ribadito che qualsiasi intervento sulla stabilizzazione del lavoro flessibile non può prescindere dal rispetto dei vincoli finanziari derivanti dalle esigenze di contenimento della spesa pubblica e che, in questo contesto, va comunque tutelato in via prioritaria l’interesse dei soggetti che, pur avendo vinto un concorso pubblico, attendono ancora l’ingresso nella pubblica amministrazione per il perdurare del regime limitativo delle assunzioni”.</p>
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		<title>Scuola: il ministro Brunetta da&#8217; mandato all&#8217;Aran di avviare immediatamente le trattative per l&#8217;assunzione dei precari</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/07/14/scuola-il-ministro-brunetta-da-mandato-allaran-di-avviare-immediatamente-le-trattative-per-lassunzione-dei-precari/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/07/14/scuola-il-ministro-brunetta-da-mandato-allaran-di-avviare-immediatamente-le-trattative-per-lassunzione-dei-precari/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2011 11:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[precari]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito dell’annuncio sull’inserimento dei ruoli di 30.482 unità di personale docente ed educativo e di 36.698 unità di personale ATA, il ministro Renato Brunetta comunica di aver dato mandato all’ARAN di avviare immediatamente le trattative per la modifiche delle norme contrattuali in relazione ai nuovi inquadramenti. Si ricorda che l’accordo di ieri a Palazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8859" title="scuola_alunni_aulaR375_25ago08" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/scuola_alunni_aulaR375_25ago08.jpg" alt="" width="450" height="306" />A seguito dell’annuncio sull’inserimento dei ruoli di 30.482 unità di personale docente ed educativo e di 36.698 unità di personale ATA, il ministro Renato Brunetta comunica di aver dato mandato all’ARAN di avviare immediatamente le trattative per la modifiche delle norme contrattuali in relazione ai nuovi inquadramenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si ricorda che l’accordo di ieri a Palazzo Chigi si fonda sulle disposizioni urgenti a sostegno dell’economia di cui al decreto legge n. 70 del 13 maggio 2011, che in fase di conversione ha previsto al comma 17 dell’articolo 9 la definizione &#8211; con decreto del ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze e con il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione &#8211; di un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato di personale docente, educativo ed ATA per gli anni 2011-2013 sulla base dei posti resi vacanti e disponibili in ciascun anno per effetto delle cessazioni dal servizio e del processo di riforma previsto dall’art. 64 della legge n. 133 del 6 agosto 2008.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8856"></span>Tale piano può prevedere la retrodatazione giuridica dall’anno scolastico 2010-2011 di quota parte delle assunzioni di personale docente, educativo ed ATA sulla base dei posti vacanti e disponibili relativi al medesimo anno scolastico 2010-2011, utilizzando le graduatorie a esaurimento relative a tale anno, a integrazione delle immissioni in ruolo già disposte e fermo  restando il rispetto degli obiettivi programmati dei saldi di finanza pubblica. Il comma 17 dell’articolo 9 prevede inoltre che il medesimo piano di assunzioni sia preceduto da un’apposita sessione negoziale concernente interventi in materia contrattuale per il personale della scuola, che assicuri il rispetto del criterio di invarianza finanziaria.</p>
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		<title>Nelle P.A. nessun precario licenziato, e dal 2010 concorsi</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 18:15:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il timore che dal primo luglio venissero licenziati i circa 15 mila precari della Pubblica amministrazione in possesso dei requisiti di regolarizzazione &#8220;si e&#8217; rivelato infondato&#8221; - a oggi non c&#8217;e&#8217; stato alcun licenziamento &#8211; e si profila invece dal 2010 la prospettiva nuova del concorso pubblico. E&#8217; quanto ha sottolineato il ministro della Funzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1985" title="brunetta_conta1" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2009/07/brunetta_conta1.jpg" alt="brunetta_conta1" width="450" height="195" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il timore che dal<strong> primo luglio venissero licenziati i circa 15 mila precari della Pubblica amministrazione in possesso dei requisiti di regolarizzazione &#8220;si e&#8217; rivelato infondato&#8221; </strong>- a oggi non c&#8217;e&#8217; stato alcun licenziamento &#8211; e si profila invece dal 2010 la <strong>prospettiva nuova del concorso pubblico.</strong></p>
<p><strong></strong>E&#8217; quanto ha sottolineato il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, nel corso della conferenza stampa di presentazione del<strong> &#8216;Concorso Day&#8217;.</strong> Con gli interventi previsti nel decreto legge anticrisi deliberato dal <strong>Cdm il 26 giugno</strong> scorso, sottolinea il ministero, e&#8217; stato affrontato il problema dei contratti di lavoro flessibile nella P.a., con soluzioni ad ampio raggio, ma che hanno tutte il medesimo filo conduttore: <strong>ripristinare il concorso pubblico.</strong></p>
<p><strong>Per i lavoratori con contratto a tempo determinato che, in assenza di risorse finanziarie nelle leggi vigenti, non hanno trovato spazio per l&#8217;assunzione a tempo indeterminato </strong>(circa 15 mila unita), dal primo gennaio 2010 si profilano procedure concorsuali pubbliche: con riserva dei posti (40%) per i tempi determinati; per titoli ed esami anche per i titolari di co.co.co e assunzione tramite procedure selettive riservate solo per qualifiche per le quali il titolo di studio richiesto e&#8217; la scuola dell&#8217;obbligo. <strong>Il decreto legge prevede che il 40% delle risorse dedicate alle assunzioni venga utilizzato per programmare assunzioni</strong> per il personale in possesso dei requisiti individuati dalle leggi Prodi.</p>
<p>Nel dl sono previste misure volte, da un lato a <strong>consentire una maggiore flessibilita&#8217; alle amministrazioni,</strong> dall&#8217;altro a <strong>rendere piu&#8217; responsabile l&#8217;utilizzo delle relative tipologie contrattuali.</strong> Piu&#8217; controlli da parte dei nuclei di valutazione con effetti sulla retribuzione di risultato in capo ai dirigenti che hanno commesso irregolarita&#8217;. Inoltre il Dipartimento della Funzione pubblica realizzera&#8217; un monitoraggio costante sul fenomeno, con una relazione annuale al Parlamento. <strong>&#8220;Non e&#8217; un segreto -</strong> si legge in una nota &#8211; <strong>che le amministrazioni pubbliche abbiano spesso utilizzato i contratti di lavoro atipici </strong>per: ovviare ai vincoli finanziari posti in materia di assunzioni a tempo indeterminato; assumere personale mediante forme di reclutamento semplificate, se non addirittura fondate sull&#8217;intuitu personae.</p>
<p>Attraverso un utilizzo improprio delle proroghe e dei rinnovi del contratto di lavoro, anche oltre i limiti temporali previsti dalla normativa vigente in materia, <strong>si sono cosi&#8217; create forme di precariato che non hanno certo dato un buon apporto all&#8217;immagine della P.a.</strong> Questo problema &#8211; sottolinea ancora la Funzione Pubblica &#8211; poteva essere affrontato con misure di maggior rigore a tutela dell&#8217;interesse pubblico e delle regole di buona amministrazione. <strong></strong></p>
<p><strong>Il precedente Governo ha ritenuto invece di adottare norme speciali, di dubbia costituzionalita&#8217;, volte a consentire procedure di assunzione a tempo indeterminato </strong>riservate ai possessori di certi requisiti, senza prevedere pero&#8217; le risorse finanziarie per completare i relativi percorsi&#8221;. <strong>Il &#8216;Concorso Day&#8217;,</strong> conclude la nota, <strong>vuole &#8220;proclamare un ritorno ai valori costituzionali, a una logica del reclutamento fondato sul merito valutato comparativamente mediante procedure </strong>che garantiscono imparzialita&#8217; ed eguaglianza. Esso celebra il senso di responsabilita&#8217; di questo Governo che si e&#8217; manifestato con gli interventi previsti nel decreto legge anticrisi&#8221;.</p>
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		<title>Precari della P.A.:“Il censimento va avanti”</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:29:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ieri il ministro Brunetta in conferenza stampa ha reso noti i dati pervenuti dagli uffici delle amministrazioni pubbliche che hanno aderito al censimento indetto dal ministro sul monitoraggio dei lavoratori atipici. Soddisfazione nelle parole del ministro, che dice: “Ad oggi sono 2773 le amministrazioni che hanno trasmesso i dati, e 923 le richieste pervenute per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/2009/03/25/precari-della-pa%e2%80%9cil-censimento-va-avanti%e2%80%9d/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Ieri il ministro Brunetta in conferenza stampa ha reso noti i dati pervenuti dagli uffici delle amministrazioni pubbliche che hanno aderito al censimento indetto dal ministro sul monitoraggio dei lavoratori atipici.<br />
<strong>Soddisfazione nelle parole del ministro,</strong> che dice:  <strong>“Ad oggi sono 2773 le amministrazioni che hanno trasmesso i dati,</strong> e 923 le richieste pervenute per la compilazione. <strong>Il censimento sta andando avanti alla grande! </strong>Stiamo mettendo al setaccio tutto il sistema delle amministrazioni pubbliche per sapere una volta per tutte quanti sono questi lavoratori precari.”</p>
<p><strong>Il numero di personale non regolarizzato a tutt’oggi è pari a 13.173, dei quali il 50% solo nella regione Sicilia.</strong> Inoltre “il 30% del personale che avrebbe i requisiti per essere regolarizzato ha superato un concorso selettivo per entrare, ma <strong>tutti gli altri sono stati chiamati a capocchia”.</strong></p>
<p>Numeri piccoli, afferma il ministro, ma che fanno già capire la situazione del precariato delle P.A. Infine altro dato interessante è che <strong>nel 25% di questi casi segnalati al ministero, le amministrazioni non hanno alcuna intenzione di regolarizzare o fare concorsi per le persone con contratti atipici.</strong><br />
Il censimento dunque continuerà ancora per una, due settimane, per sapere chi sono e cosa fanno i cosiddetti precari e se poi le amministrazioni lo vorranno potranno farli entrare tramite concorso dalla porta principale della pubblica amministrazione.</p>
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		<title>&#8220;Bisogna portare a termine gli impegni presi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 16:21:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tanti gli argomenti trattati oggi dal ministro Brunetta nel settimo appuntamento del Tgcom con Paolo Liguori. Ad aprire l’intervista, la visita di Brunetta alla redazione dell’“Unità”, in cui il ministro ha risposto alle domande dei giornalisti, sulla cgil e il sindacalismo, e in particolare sui precari. Il ministro rende noti i dati del monitoraggio dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-522" title="brunetta-x-post" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2009/03/brunetta-x-post.jpg" alt="brunetta-x-post" width="445" height="294" /></p>
<p><strong>Tanti gli argomenti trattati oggi dal ministro Brunetta nel settimo appuntamento del Tgcom con Paolo Liguori.</strong> Ad aprire l’intervista, la visita di Brunetta alla redazione dell’“Unità”, in cui il ministro ha risposto alle domande dei giornalisti, sulla cgil e il sindacalismo, e in particolare sui precari.</p>
<p><strong>Il ministro rende noti i dati del monitoraggio dei precari della P.A. </strong>dopo la seconda settimana. <strong>“Siamo intorno a 3mila enti pubblici che hanno risposto”</strong>, e in quanto al numero dei precari, il fenomeno è metà siciliano e metà del resto del paese, con <strong>“circa 12mila precari che possono fare il concorso, e altri 10mila sempre in Sicilia”.</strong> Dati che verranno portati in Parlamento settimanalmente. “Stiamo cercando di capire se siano stati penalizzati i vincitori di concorsi, se ci siano situazioni irregolari”, ha aggiunto il ministro.</p>
<p>Poi si è commentato il successo dell’iniziativa presentata ieri a Palazzo Chigi <strong>“Mettiamoci la faccia”</strong>, con l’introduzione di tre emoticon che permetteranno ai cittadini di esprimere il loro giudizio sui servizi erogati dagli uffici delle P.A. italiane. <strong>“Già circa un centinaio di enti stanno sperimentando questa innovazione”</strong> con l’obiettivo di cambiare i rapporti tra i cittadini e la P.A. in particolare per i servizi allo sportello, così da diventare un fatto culturale generalizzato.<br />
Si è discusso del piano casa e della rottamazione della cattiva edilizia. Il ministro evidenzia la necessità di fare autocritica, precisando che la cultura urbanistica è stata egemonizzata dal secondo dopoguerra dai comunisti e dalla sinistra.</p>
<p>Infine il ministro risponde alle domande di alcuni lettori, a partire dalle false pensioni d’invalidità, che coinvolgono in particolar modo il sud Italia. <strong>“Le pensioni d’invalidità sono state usate per troppo tempo come ammortizzatori sociali,</strong> e a lungo andare sono diventati un abominio, <strong>il risultato di un cattivo sindacato e una cattiva politica,</strong> <strong>che rende il cittadino che ne usufruisce schiavo</strong> di questo o quel sindacalista o politico”.</p>
<p>La seconda domanda, fatta da un esponente delle forze di polizia riguardava <strong>i continui straordinari non retribuiti.</strong> &#8220;Con la polizia -ha detto Brunetta- abbiamo chiuso una vertenza contrattuale che andava avanti da quattro anni con soddisfazione nostra e dei sindacati. E ha aggiunto che <strong>il momento è difficile e che “altri nel settore privato rischiano il posto di lavoro e vanno in cassa integrazione, mentre i dipendenti pubblici il posto di lavoro non lo rischiano”.</strong></p>
<p>Infine l’ultima domanda verteva sul sistema della votazione in Parlamento con le impronte digitali, contro il malcostume dei cosiddetti pianisti. <strong>“I parlamentari in Europa non fanno i pianisti perché c’è un altro rispetto delle regole. In Italia abbiamo bisogno di regole più ferree, perché questo è un paese di furbi.</strong> Spero possiamo diventare tutti europei con o senza impronte.” Il ministro conclude l’incontro sottolineando l’importanza della trasparenza, <strong>quando la politica è moralmente alta, si deve dare conto di ciò che si fa e portare a termine gli impegni presi.”</strong></p>
<p><strong></strong>Guarda il video su:<strong> <a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tgcom&amp;data=2009/03/24&amp;id=30325&amp;from=link" target="_blank">TgCom</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;appello di Brunetta ai precari della P.A.: Unitevi!</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 18:28:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Atipici e precari d&#8217;Italia unitevi&#8221;.  Il ministro della Pubblica amministrazione lancia un appello:  &#8220;Mi rivolgo a tutti i lavoratori flessibili della Pa, controllate che le vostre amministrazioni inviino i dati. Io non sono un ammazzaprecari, non voglio licenziare nessuno. Lavoro nell&#8217;interesse dei giovani, magari anche bacchettando le amministrazioni che hanno fatto porcherie, di cui dovranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-379" title="uniti" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2009/03/uniti.jpg" alt="uniti" width="450" height="237" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Atipici e precari d&#8217;Italia unitevi&#8221;.  Il ministro della Pubblica amministrazione lancia un appello:  &#8220;Mi rivolgo a tutti i lavoratori flessibili della Pa, controllate che le vostre amministrazioni inviino i dati. Io non sono un ammazzaprecari, non voglio licenziare nessuno. <span id="more-377"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lavoro nell&#8217;interesse dei giovani, magari anche bacchettando le amministrazioni che hanno fatto porcherie, di cui dovranno dar conto&#8221;. Così Renato Brunetta dopo aver dato il via al monitoraggio dei lavoratori flessibili nella Pubblica amministrazione e su cui domani presenterà le prime risposte arrivate dalla Pa &#8211; giovedì scorso erano già 400.<br />
Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Vidoni Brunetta ha spiegato le modalità del censimento: viene inviata una sua lettera e un questionario che le amministrazioni &#8211; tra le altre ministeri, enti di ricerca, università, camere di commercio, regioni, province e comuni &#8211; dovranno compilare online entro il 23 marzo. Già ieri sono state inviate diecimila e-mail a circa diecimila istituzioni pubbliche.<br />
&#8220;Chi non riempie il modulo non farà parte del censimento &#8211; ha aggiunto il responsabile della Pa -. Evidentemente chi non riempie il modulo non ha precari o non vuol far sapere che ne ha. Verranno pubblicati tutti i nomi, sia dei buoni sia dei cattivi e cioè sia di chi ha compilato il questionario sia di chi non l&#8217;ha fatto. Darò conto ogni settimana dell&#8217;andamento dell&#8217;operazione e conto nell&#8217;arco di un mese di chiudere tutto. Poi invierò un rapporto al governo, al Parlamento e alle organizzazioni sindacali per fare un ragionamento su chi è precario, dove, da quanto, cosa fa e se ci sono posti vacanti nella sua amministrazione&#8221;.<br />
Insomma, Brunetta garantisce che in questo modo si otterrà &#8220;la prima anagrafe di lavoratori flessibili e delle idoneità e dei posti vacanti nella Pa&#8221;.<br />
E a chi sarà ritenuto idoneo, in attesa del concorso gli verrà prorogato il contratto. Se necessario, è possibile prevedere anche concorsi riservati nel limite del 40 per cento della disponibilità dei posti.<br />
Il numero uno di Palazzo Vidoni ha poi ripercorso le tappe che hanno portato alla situazione attuale: il fenomeno nasce alla fine degli anni &#8217;90 con il blocco del turn over, poi nel 2005 le prime stabilizzazioni &#8211; circa ottomila &#8211; volute dall&#8217;allora ministro della Funzione pubblica Mario Baccini e nel 2007 quelle fatte dal governo Prodi, circa dieci-undicimila tra chi aveva tre anni di anzianità e aveva svolto una prova selettiva.<br />
Nell&#8217;aprile 2008 infine la circolare del predecessore di Brunetta, Luigi Nicolais, con cui si affermava che dopo il 31 dicembre 2009 non erano previste risorse finanziarie per la stabilizzazione del personale in nessun settore delle amministrazioni.<br />
&#8220;Di fatto &#8211; ha proseguito Brunetta &#8211; il disegno di legge da me presentato, atto Senato1167, già approvato a Palazzo Madama e ora in discussione alla Camera, anticipa di sei mesi, al 1 luglio, quanto già previsto dall&#8217;esecutivo precedente&#8221;.<br />
Per quanto riguarda il numero dei precari attualmente dipendenti delle amministrazioni statali, gli ultimi dati ufficiali sono quelli forniti dalla Ragioneria generale dello Stato che, al 31 dicembre 2007, ne contava 112mila a tempo determinato &#8211; esclusi dunque interinali e co.co.pro. &#8211; con un incremento del 4,34 per cento sul 2006.</p>
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		<title>Prendo atto che la CGIL non parla più di 400mila precari a rischio&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 08:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Foto di Zingaro Prendo atto che la CGIL non parla più di 400.000 precari a rischio da luglio se entrerà in vigore la norma inserita nell’Atto Senato 1167, ma di 56.281 dipendenti. Questo vuol dire che l’entrata in vigore della norma non riguarderà 400.000 precari, ma un numero notevolmente inferiore. Il monitoraggio che partirà lunedì [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-232" title="cgil" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2009/03/cgil.jpg" alt="cgil" width="450" height="200" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/30208099@N00/" target="_blank">Zingaro</a></span></p>
<p><strong>Prendo atto che la CGIL non parla più di 400.000 precari a rischio da  luglio se entrerà in vigore la norma inserita nell’Atto Senato 1167, ma di  56.281 dipendenti.</strong> Questo vuol dire che l’entrata in vigore della norma non  riguarderà 400.000 precari, ma un numero notevolmente inferiore.</p>
<p><span><span>Il monitoraggio  che partirà lunedì consentirà, comunque, di censire in ogni Pubblica  Amministrazione l’esatto numero dei lavoratori atipici, la loro modalità di  assunzione e la capienza in organico. In questo modo <strong>potremo finalmente disporre  di tutti gli elementi per consentire, a coloro che ne abbiano i requisiti, la  partecipazione ai concorsi riservati per l’ingresso definitivo nella Pubblica  Amministrazione. </strong></span></span></p>
<p><span><span>E’ appena il caso di ricordare alla CGIL che le norme volute  dal Governo Prodi hanno di fatto garantito ai lavoratori atipici solo una  proroga del loro rapporto di lavoro, il quale &#8211; sulla base della circolare n.  5/2008 del mio predecessore Nicolais &#8211; cesserebbe comunque il 31 dicembre 2009.  <strong></strong></span></span></p>
<p><span><span><strong>Penso che sia arrivato  il momento di dire basta alle proroghe </strong>e di  affrontare con senso di responsabilità il problema del precariato nella Pubblica  Amministrazione rispettando il principio costituzionale del pubblico  concorso.</span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ma quanti sono i precari della Pubblica Amministrazione?</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/03/04/ma-quanti-sono-i-precari-della-pubblica-amministrazione/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2009 08:56:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A proposito delle notizie su alcune norme sulla stabilizzazione dei precari mi preme sottolineare che non c’è nessuno schema di decreto legge, tanto meno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri, sui precari della Pubblica Amministrazione. Quindi non capisco il polverone alzato dai sindacati e da alcuni partiti dell’opposizione su questa falsa notizia. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito delle notizie su alcune norme <strong>sulla stabilizzazione dei precari</strong> mi preme sottolineare che <strong>non c’è nessuno schema di decreto legge, tanto meno all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei Ministri, sui precari della Pubblica Amministrazione.</strong> Quindi non capisco il polverone alzato dai sindacati e da alcuni partiti dell’opposizione su questa falsa notizia.</p>
<p><strong>Il problema dei cosiddetti precari esiste</strong> ed è il prodotto dell’irresponsabilità del Governo Prodi che non solo non ha risolto il problema, ma lo ha ulteriormente aggravato. Ricordo che la norma sul tetto massimo dei tre anni di durata dei contratti flessibili è stata voluta dal Ministro Damiano e che le norme sulla stabilizzazione, che tanto invocano i sindacati, cesseranno, come ha scritto il mio predecessore on.le Nicolais nella circolare n. 5 del 2008, il 31 dicembre 2009.</p>
<p>Quindi <strong>le norme del Governo Prodi, peraltro in vigore da circa tre anni, non hanno risolto il problema dei precari</strong>, ma hanno garantito solo una proroga dei contratti.</p>
<p>Il <strong>problema però esiste ed il Governo se ne è fatto carico nel disegno di legge collegato alla finanziaria</strong>. Infatti nell’atto Senato n. 1167 c’è una norma, già approvata dalla Camera, che prevede per il 1° luglio 2009 l’abrogazione delle norme sulla stabilizzazione. Ciò al fine di avviare un monitoraggio capillare su tutte le tipologie dei contratti a tempo determinato vigenti e le relative modalità di assunzione adottate dalle singole amministrazioni, nonché il numero di vincitori di concorso in attesa di assunzione.</p>
<p>Le  amministrazioni comunicheranno al Dipartimento della funzione pubblica tali dati ed entro il mese di maggio io, di concerto con il Ministro Tremonti, sentiti i Ministri interessati, <strong>emanerò un decreto che stabilirà le regole per una eventuale prosecuzione dei contratti </strong>fino all’espletamento delle procedure concorsuali riservate previste dalla stessa norma.</p>
<p>La norma <strong>ribadisce il principio costituzionale del concorso pubblico per accedere alla pubblica amministrazione</strong> e garantisce un percorso a coloro che hanno avuto un rapporto di lavoro con l’amministrazione. Inoltre, la norma  <strong>mira finalmente a far luce sui dati effettivi del fenomeno del precariato della Pubblica amministrazione</strong> al fine di adottare le misure appropriate per risolvere il problema senza scavalcare i principi costituzionali e i diritti di coloro (tantissimi) che regolarmente hanno vinto un concorso pubblico  e ancora attendono di essere assunti.</p>
<p>Il metodo previsto dal disegno di legge è stato già adottato dal mio Dipartimento per gli enti di ricerca e abbiamo scoperto che <strong>il numero dei precari non raggiungeva le 2.000 unità</strong>.</p>
<p>Pertanto <strong>è mia intenzione avviare</strong> fin dalla prossima settimana, anche prima dell’approvazione del disegno di legge, <strong>il monitoraggio del precariato della pubblica amministrazione al fine di verificare, una volta per tutte, l’esatto numero dei contratti flessibili</strong>.</p>
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