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	<title>Renato Brunetta &#187; pdl</title>
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		<title>Torneremo a vincere se ci faremo capire</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 10:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista a Libero, Renato Brunetta parla del centrodestra e delle prospettive del partito. Il centrodestra &#8221;assolutamente&#8221; tornera&#8217; a vincere, &#8221;ma la parola deve tornare al popolo sovrano&#8221;. &#8220;Racconteremo la verita&#8217; su quello che e&#8217; accaduto in questi anni, sulle cose fatte e quelle non fatte, ma anche sugli inganni e sugli imbrogli&#8221;, come il &#8221;grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8992" title="il_ministro_renato_brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/il_ministro_renato_brunetta.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">In un&#8217;intervista a Libero, Renato Brunetta parla del centrodestra e delle prospettive del partito. Il centrodestra &#8221;assolutamente&#8221; tornera&#8217; a vincere, &#8221;ma la parola deve tornare al popolo sovrano&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Racconteremo la verita&#8217; su quello che e&#8217; accaduto in questi anni, sulle cose fatte e quelle non fatte, ma anche sugli inganni e sugli imbrogli&#8221;, come il &#8221;grande imbroglio dello spread: sbaglio o ci avevano raccontato che Berlusconi da solo valeva 200-300 punti in meno? Manca un&#8217;analisi chiara di cio&#8217; che e&#8217; successo. Invece bisogna capire&#8221;. A proposito del governo Monti, l&#8217;ex ministro della P.A. afferma che &#8221;questa e&#8217; una sospensione, piu&#8217; o meno motivata, della democrazia.<span id="more-9468"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Uno stato di eccezione&#8221; che potrebbe mettere in &#8221;pericolo&#8221; il bipolarismo &#8221;soprattutto se sara&#8217; rimessa mano, come chiedono il Terzo polo e pezzi di sinistra e di destra, alla legge elettorale&#8221;. &#8221;I nostri elettori non sono andati da un&#8217;altra parte: o hanno ancora fiducia in noi o sono in posizione di attesa. Dopo tutto quello che e&#8217; accaduto per il Pdl avere un consenso intorno al 30% con un altro 10% potenziale e&#8217; un grande trampolino&#8221;, dice l&#8217;esponente del Pdl. &#8221;La strada migliore resta quella dell&#8217;accordo con la Lega e con tutti quelli che vorranno riaffermare il bipolarismo. Se il Terzo polo vuole il ritorno al proporzionale e alla prima repubblica e&#8217; fuori dalla realta&#8221;&#8217;, conclude l&#8217;ex ministro.</p>
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		<title>Matrix: L&#8217;Italia è diventata il capro espiatorio dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 14:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, ospite della trasmissione Matrix su Canale 5, ha spiegato che i dati dello spread toccati oggi non sono altro che la prova che il problema dell’Italia non era certo Berlusconi: “Oggi abbiamo verificato l’imbroglio. Da mesi si diceva che il problema del paese era Berlusconi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9397" title="brunetta-matrix" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta-matrix.jpg" alt="" width="450" height="240" /><br />
<strong>Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta,</strong> ospite della trasmissione Matrix su Canale 5, ha spiegato che i dati dello spread toccati oggi non sono altro che la prova che il problema dell’Italia non era certo Berlusconi: “<em>Oggi abbiamo verificato l’imbroglio. Da mesi si diceva che il problema del paese era Berlusconi. Ieri valutavano il suo abbandono almeno 100 punti sullo spread; oggi, invece lo spread e’ aumentato</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">I mercati non sono sufficientemente sensibili alla “credibilita’” dell’Italia e per questo il Ministro ha espresso alcuni dubbi: “La lettera di impegni alla comunita’ europea e’ stata scritta da me, dopo le due manovre, piuttosto pesanti, di questa estate. Fino a maggio non era successo niente. Da giugno la differenza con i titoli tedeschi e’ andata aumentando senza motivo. Cosa e’ successo da maggio per fare triplicare lo spread? Non lo sa nessuno. Semplicemente i capitali speculativi sono andati a caccia dell’animale piu’ grosso, quello con il debito piu’ grosso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-9396"></span>Ma l’Italia paga l’indecisione dell’Europa, che ha tardato ad intervenire quando il problema della Grecia era un piccolo problema, facendo capire che l’area euro era debole”. La risposta dunque è solo una: “L’Italia e’ diventato il capro espiatorio dell’Europa. E sta pagando anche per gli errori degli altri”.</p>
<p><strong><a href="http://www.video.mediaset.it/video/matrix/full/259505/o-governo-o-voto.html#tf-s1-c1-o1-p1" target="_blank">GUARDA LA PUNTATA DI MATRIX</a></strong></p>
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		<title>Intervento a Porta a Porta</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 11:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ospite di Porta a Porta su Rai1 è chiamato a commentare questo momento difficile per il governo e per tutta la maggioranza. Secondo Brunetta, che ha avuto un ruolo fondamentale nella stesura della lettera che Berlusconi ha presentato all&#8217;Europa, il governo ha &#8221;di fronte un impegno che è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><object width="450" height="259"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Svw9XQRQTEI?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="259" src="http://www.youtube.com/v/Svw9XQRQTEI?version=3&amp;hl=it_IT" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
Il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ospite di Porta a Porta su Rai1 è chiamato a commentare questo momento difficile per il governo e per tutta la maggioranza. Secondo Brunetta, che ha avuto un ruolo fondamentale nella stesura della lettera che Berlusconi ha presentato all&#8217;Europa, il governo ha &#8221;di fronte un impegno che è quello di onorare quanto abbiamo scritto&#8221; nei documenti presentati a Bruxelles, &#8221;quella è la strategia di risanamento del nostro Paese e per fare questo non basta il governo ma ci vuole una maggioranza parlamentare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-9372"></span>Secondo il ministro &#8221;più forte è la maggioranza più credibili sono gli impegni&#8221; e in questo senso è importante il voto della Camera sul rendiconto che, anche se è un voto formale, è importante per capire i numeri. Infatti la democrazia parlamentare verifica i numeri in Parlamento, quindi non ha senso che il governo si dimetta.<br />
L&#8217;idea del ministro è che &#8221;la sinistra, incapace di vincere le elezioni, voglia sfruttare questa crisi internazionale per fare un piccolo golpe e andare a governare senza aver vinto le elezioni&#8221;. L&#8217;unica alternativa al governo sono le elezioni e non un esecutivo tecnico.</p>
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		<title>Nel 2013 vinciamo noi: 18 mesi per le riforme</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Sep 2011 13:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro Renato Brunetta difende a spada tratta Berlusconi e da&#8217; dello &#8220;sciacallo e opportunista&#8221; a Pierluigi Bersani. Il ministro della Funzione Pubblica lo fa dal palco di Cortina d&#8217;Ampezzo dove si sta svolgendo il convegno del Pdl che domani sara&#8217; concluso dall&#8217;intervento di Angelino Alfano. &#8220;E&#8217; in atto una strategia di demonizzazione del leader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9100" title="INFORMATIVA SU CRISI IN ITALIA" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2011091702249601477.jpg" alt="" width="450" height="280" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Ministro Renato Brunetta difende a spada tratta Berlusconi e da&#8217; dello &#8220;sciacallo e opportunista&#8221; a Pierluigi Bersani.</strong> Il ministro della Funzione Pubblica lo fa <strong>dal palco di Cortina d&#8217;Ampezzo dove si sta svolgendo il convegno del Pdl</strong> che domani sara&#8217; concluso dall&#8217;intervento di Angelino Alfano. &#8220;E&#8217; in atto una strategia di demonizzazione del leader che comincia con la vicenda Noemi, poi con tutto quello che ne e&#8217; venuto in un crescendo tossico, insopportabile di illegalita&#8217;, con coperture di ogni livello istituzionale e politico. E&#8217; questa l&#8217;accusa che faccio a Bersaniche non considero un riformista. E&#8217; un conservatore il peggiore dei conservatori, che pur di andare al potere, di avere la maggioranza, cavalca tutte le avventure giustizialiste, tutte le scorciatoie antidemocratiche, cavalca tutti i conservatorismi, le rendite di posizione&#8221;. Brunetta definisce piu&#8217; volte &#8220;insopportabile&#8221; l&#8217;opposizione. &#8220;E&#8217; tragico quando il ledear dell&#8217;opposizione e&#8217; un opportunista di questa natura &#8211; ha insistitoBrunetta &#8211; un opportunista sciacallo che usa la crisi economica per dare una spallata, per battere chi non e&#8217; riuscito a battere nelle elezioni&#8221;. Il Ministro parla poi di solitudine della maggioranza che deve governare senza il contraltare di un&#8217;opposizione propositiva.<span id="more-9099"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Noi Popolo della Liberta&#8217; e Lega &#8211; ha detto &#8211; ci assumiamo tutte le responsabilita&#8217;, quello che abbiamo fatto finora lo abbiamo fatto da soli, senza mai un contributo, un&#8217;idea, mai un&#8217;onesta collaborazione, solo sciacallaggio. Se le borse diminuivano, via Berlusconi; se andavano bene, allora le intercettazioni. Questo e&#8217; un gioco insopportabile. Gli uomini politici si misurano da quello che fanno, da come vogliono cambiare il Paese&#8221;. Il ministro nel suo discorso ha definito Bersani anche &#8220;luogo comunista&#8221; con un gioco di parole, &#8220;fondamentalista per non dire altro&#8221; Di Pietro, e &#8220;antitaliano&#8221; Vendola. Infine, &#8220;nonostante tutto quello che sta succedendo&#8221;, Brunetta si dice &#8220;ottimista&#8221; sul futuro del governo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8216;Nonostante tutto quello che sta avvenendo dentro e fuori il nostro Paese non riesco ad essere pessimista perche&#8217; penso a chi siamo, alle cose che abbiamo fatto e a quelle dobbiamo fare&#8217;</strong>. &#8216;Sono ottimista pensando a chi sono i nostri avversari, &#8211; precisa Brunetta &#8211; pensando che Bersani si e&#8217; incontrato ieri con Vendola e Di Pietro: questa e&#8217; la prospettiva dell&#8217;Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi ha parlato di elezioni: &#8220;Se la primavera dell&#8217;anno prossimo arriveranno le elezioni e anche se le perderemo sara&#8217; una sconfitta momentanea. Avendo fatto tutto quello che dovevamo abbiamo la coscienza a posto.</strong> Lascerei volentieri per un anno o due &#8211; ha ironizzato il ministro &#8211; fare un giretto a Bersani&#8221; cosi&#8217; la gente potrebbe fare un paragone e deciderebbe, dice Brunetta, di rivotare centro destra. Ma Brunetta e&#8217; convinto che si debba arrivare al 2013: &#8220;Dico a Bossi &#8211; ha osservato &#8211; che dobbiamo andare a votare alla scadenza naturale, primo perche&#8217; non si capitalizzano le perdite. Abbiamo bisogno di questo tempo far ripartire l&#8217;economia e riaccendere la luce, a meta&#8217; del guado perderemmo male le elezioni. Dobbiamo andare alle elezioni in primavera 2013 dopo aver completato il programma di governo&#8221;.&#8221;Andremo alle elezioni con un risultato indiscutibile &#8211; ha aggiuntoBrunetta &#8211; il pareggio di bilancio. Sto sognando la campagna del 2013 in cui andremo nelle piazze a dire noi abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio in cinque anni difficili, non succedeva dal 1875. Cinque anni difficilissimi, impossibili, ma io questi cinque anni li voglio raccontare tutti: le riforme fatte, le privatizzazioni, con orgoglio. Poi la gente capira&#8217; e se la gente non capira&#8217; lo capira&#8217; dopo.Saro&#8217; felice di fare eventualmente l&#8217;opposizione a Bersani e Di Pietro. Ma le elezioni le vinciamo noi, in questi 18 mesi dobbiamo fare tante altre cose&#8221;. Brunetta chiude tra gli applausi e ripete un suo mantra: &#8220;Noi siamo la parte migliore dell&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p><object width="450" height="335"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ykkwjYMol2U?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ykkwjYMol2U?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="335" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Intervento del ministro Brunetta a Gubbio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 15:46:13 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/2010/09/10/intervento-del-ministro-brunetta-a-gubbio/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
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		<title>Gubbio, Brunetta: Senza questo governo vincono fannulloni, fiom e spesa pubblica</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 14:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>spinweb</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla Scuola di Formazione, al park Hotel di Gubbio, oggi va in onda la giornata sulla “Competenza e l’onesta’ per una buona politica”. Giornata di seria riflessione anche sui tempi della politica e dell’attualità. Il Ministro Brunetta non ha dubbi. “La componente finiana critica la maggioranza del partito per il suo eccessivo appiattimento nei confronti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="450" height="278"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_UFfQwlkX28?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/_UFfQwlkX28?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="450" height="278"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Alla Scuola di Formazione, al park Hotel di Gubbio, oggi va in onda la giornata sulla “Competenza e l’onesta’ per una buona politica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Giornata di seria riflessione anche sui tempi della politica e dell’attualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro Brunetta non ha dubbi. “La componente finiana critica la maggioranza del partito per il suo eccessivo appiattimento nei confronti della Lega. E’ una critica vera, non mi sentirei di negarla. Che ci sia un tentativo di egemonismo della Lega nei confronti della coalizione è indubbio – spiega il Ministro della P.A. – che ci sia un occhio di riguardo del ministro Tremonti nei confronti della Lega, non lo nego. Che ci sia quindi un problema di identità nostro di coalizione nei confronti della Lega è reale ma è anche un fatto fisiologico. Come in una coppia non c’è mai un equilibrio perfetto”. Per Brunetta, comunque, tra “Pdl e Lega c’è un rapporto positivo e fecondo da un punti di vista macro”, uno “straordinario rapporto riformista che sta cambiando il nostro Paese”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la giornata del ministro era anche partita con una nota in cui replicava in merito ai fatti legati al segretario generale della Cisl Bonanni: “Ai tanti Bersani, Epifani e compagni vari che si adontano per le mie parole sui fatti di Torino, non è mai passato per la testa di fare un poco di autocritica pensando alla loro storia, alla loro ideologia, alle macerie sotto cui sono rimasti dopo il crollo del muro di Berlino, alla loro incapacità di diventare realmente socialdemocratici e riformisti cosi’ come a quella di riconoscere i loro avversari come tali senza demonizzarli e irriderli, al loro arrivare sempre in ritardo con gli appuntamenti della storia, al loro storicismo d’accatto del tipo “avevamo torto ma avevamo ragione ad aver torto” mentre i loro avversari “avevano ragione ma avevano torto ad aver ragione ?”.</p>
<p style="text-align: justify;">Tornando sul discorso tenuto dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, parlando da Gubbio dove è in corso il secondo giorno della Scuola di formazione politica del Pdl, ecco spiegata la ”teoria” sull’attuale crisi in seno alla maggioranza.</p>
<p style="text-align: justify;">”Sulle riforme abbiamo fatto piu’ degli altri, senza guardare in faccia a nessuno. Quanto succede oggi e’ il prodotto, il crogiulo, di tutte le forze reazionarie e conservatrici che reagiscono alla forza riformatrice del governo”, ha poi spiega Brunetta parlando a margine con i giornalisti, continua il suo ragionamento: ‘”Forze reazionarie variamente collocate che auspicano il vuoto per attaccare. Forze che vogliono il ritorno al pubblico impiego incontrollabile, l’azzeramento della flessibilita’ e delle nuove relazioni industriali. Per loro, tutti valori insopportabili”.</p>
<p style="text-align: justify;">”Ora si stanno riorganizzando – conclude – ed hanno trovato dentro il Pdl le incrinature su cui fare leva. Questa è la mia teoria”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la lezione tenuta da Renato Brunetta a Gubbio vive anche sulla affermazione che ”Il Pdl è  il maggiore partito operaio in Italia. La piu’ alta quota di votanti tra le tute blu, ma anche tra i professionisti, gli artigiani. Siamo un partito interclassista, articolato e complesso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre parlando del Pdl, Brunetta ha sottolineato: ”Negli ultimi due anni e mezzo abbiamo vinto tutte le elezioni, con tutti i sistemi elettorali, il porcellum, il regionellum, il provincellum, il comunellum… A prescindere dal modello di legge elettorale abbiamo vinto tutte le competizioni”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che quindi: ”Se il governo cade vincono i fannulloni, la Fiom, il partito della spesa pubblica, l’egoismo, la miopia. Nella scuola vincerebbero le ‘gilde’ varie, nella magistratura vincerebbe la parte peggiore”.</p>
<p>Il ministro poi ha aggiunto: &#8220;La ricetta vincente contro la crisi? Governare, governare, governare.  La recente crisi economica non ha avuto precedenti per profondita&#8217; ed estensione ma l&#8217;abbiamo gestita bene. L&#8217;intero sistema produttivo ci chiede di traghettare l&#8217;economia italiana in un nuovo sentiero di crescita. Le imprese -aggiunge- devono poter contare in questo momento su un programma di sviluppo chiaro, su un Governo che stimoli i consumi e abbatta definitivamente gli ostacoli burocratici&#8221;. Secondo Brunetta, &#8220;l&#8217;Italia ha retto meglio degli altri Paesi europei l&#8217;impatto della crisi sull&#8217;occupazione e sono gli stessi lavoratori a chiederci di non essere abbandonati. Rimaniamo al fianco delle famiglie, continuiamo a sostenere il reddito dei piu&#8217; deboli. La ricetta vincente contro la crisi? Governare, governare, governare&#8221;conclude.</p>
<p style="text-align: justify;">FONTE: <a href="http://www.freenewsonline.it/2010/09/10/speciale-gubbio-brunetta-se-cade-governo-vincono-fannulloni-fiom-e-spesa-pubblica/">FREENEWSONLINE</a></p>
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		<title>&#8220;Fini alla Camera? Ormai è incompatibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 21:00:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il ministro della Pubblica amministrazione: &#8220;Provo disagio e dolore quando lo vedo sul seggio più alto di Montecitorio, perché non può logorare la maggioranza che l’ha eletto. Gianfranco rischia di mandare all’aria il lavoro fatto finora&#8221;rumenti utili «Guardi glielo assicuro: un sacco di gente mi ferma per strada e mi chiede con allarme, ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/gianfranco-fini.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7127" title="gianfranco fini" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/gianfranco-fini.jpg" alt="" width="450" height="372" /></a></p>
<p>Il ministro della Pubblica amministrazione: &#8220;Provo disagio e dolore quando lo vedo sul seggio più alto di Montecitorio, perché non può logorare la maggioranza che l’ha eletto. Gianfranco rischia di mandare all’aria il lavoro fatto finora&#8221;rumenti utili «Guardi glielo assicuro: un sacco di gente mi ferma per strada e mi chiede con allarme, ma che succede?». Renato Brunetta non fa mistero di come «in giro» ci siano «preoccupazione, incertezza, apprensione» rispetto alla situazione politica, specie dopo che nel Paese si era dipanata la sensazione di aver afferrato per i capelli «grazie alle mosse di governo», la ripresa economica. «Anche nel turismo &#8211; racconta il ministro della Pubblica amministrazione e dell’Innovazione &#8211; la stagione ha offerto risultati che ci riportano allo stato della pre-crisi, e adesso&#8230; possibile che si debba correre il rischio di far precipitare tutto dopo aver tirato la cinghia, dopo aver varato sofferti tagli, dopo che tante imprese hanno cercato di ristrutturare al meglio e dopo che le famiglie hanno mostrato di saper tenere rispetto al potere d’acquisto? Possibile &#8211; sbotta &#8211; che mentre ci si rende conto di esser vicini all’uscita dal tunnel, si rischi di dover constatare una caduta nel vuoto? Trovo naturale che montino rabbia, stupore, estrema preoccupazione. Bisogna immediatamente riprendere in mano la bussola!».</p>
<p><strong>E in che direzione procedere?</strong> «Quella di rassicurare gli italiani con la formula più naturale: governare, governare, governare! L’ho detto qualche giorno fa proprio a Berlusconi: occorrono due consigli dei ministri alla settimana in cui definire interventi ordinari e straordinari».</p>
<p><strong>Scusi Brunetta: ma non ci sono già i 5 punti del piano messo a punto nel vertice del Pdl, su cui chiedere la fiducia?</strong> «Quelli sono i capisaldi dell’azione del governo e il “cuore” dell’impegno che Pdl e Lega si assumono davanti al Paese. Ma c’è altro da definire dopo la necessaria verifica della fiducia. C’è il lavoro, c’è il welfare, gli ammortizzatori sociali, l’innovazione, l’ambiente, lo sviluppo&#8230; C’è da lavorare, e sodo. Lo sa che ci sono 180 tavoli aperti per crisi aziendali? E che dire che piano nucleare già votato e da costruire concretamente? C’è una politica della Difesa che va seguita, specie ora che tanti nostri ragazzi sono in missione di pace all’estero e ci sono interventi da definire nell’istruzione, nella ricerca, in tanti, tantissimi altri settori. Perché una risposta va data, oltre che al Parlamento, soprattutto al Paese; anche a chi magari ha avuto qualche dubbio nell’azione del Pdl».</p>
<p><strong>Ministro, ma lei pensa davvero come il mitico cavallo Gondrano che il solo invito a “lavorare di più” possa avere effetti? E coi finiani che contestano, come la mette?</strong> «Intanto sono inguaribilmente ottimista. E osservato che i finiani sono stati eletti assieme a noi e hanno sempre condiviso quanto si faceva nel governo, non posso non notare che, con quelli con cui ho avuto a che fare, nell’esecutivo e in Parlamento, ho sempre avuto un eccellente rapporto. Sono portato a credere che possa proseguire».</p>
<p><strong>Ma scusi, e tutte le contestazioni dei giorni scorsi, le punture di spillo ma pure le sciabolate che si sono incrociate&#8230; facciamo finta di niente?</strong> «Ottimista non vuol dire che mi voglio illudere. Il tema della giustizia, ad esempio, lo trovo dirimente. Non ci possono e non ci devono essere distinguo vista la delicatezza del tema, né possiamo dimenticare come proprio i finiani abbiano già votato in Senato per l’approvazione del processo breve. Non credo davvero che alla Camera possano cambiare posizione, altrimenti tutto quello che è stato sostenuto proprio dagli “amici finiani” verrebbe meno. E sarebbe l’irreversibilità».</p>
<p><strong>Cui, par di capire, lei non crede troppo&#8230;</strong> «Mi ostino a ritenere che non si possa buttare a mare tutto il lavoro svolto: federalismo, riforma della Pubblica amministrazione, giustizia, scuola, università, lotta alla clandestinità, grandi successi nella lotta alla criminalità. Che il governo abbia fatto più che bene non lo dico io, ma i fatti! Chi ne bloccasse l’azione si assumerebbe una grossissima responsabilità. Per questo occorre una “operazione-verità” che va fatta non solo in Parlamento, ma anche nel Paese. Verifichiamo le cose fatte e quelle da fare&#8230; voglio vedere a quel punto chi si ostinerà nel voler condurre giochetti parlamentari!».</p>
<p><strong>Ma se la marcia del Governo è positiva, come si spiega allora questo incendio estivo tutto interno alla maggioranza?</strong> «Non me lo spiego, e non se lo spiegano in tanti».</p>
<p><strong>Velleità di Fini e dei suoi, &#8230;banalmente?</strong> «Guardi: io fui tra quelli che apprezzarono moltissimo le parole di Fini nel congresso di fondazione del Pdl. Glielo dissi senza giri di parole che mi era piaciuto quel suo intervento dal sapore fortemente innovativo. Ma sono tra quelli cui non è piaciuto per nulla il discorso che poi tenne nella direzione dello strappo, poco più di un anno dopo. Che è accaduto nel mezzo?»</p>
<p><strong>Me lo dica lei.</strong> «Sinceramente, non l’ho capito. Ogni ministro si può fare un’esame di coscienza e secondo me troverebbe di aver agito correttamente e secondo le intese. Dei successi del governo ho già detto, per cui mi chiedo cosa abbiamo mai fatto di male per meritarci questa frattura&#8230;».</p>
<p><strong>Da quel che si è captato i finiani non ne fanno una questione di mal governo, ma di mala&#8230; gestione del partito. No?</strong> «Pregi e difetti del Pdl &#8211; che è sintesi di Forza Italia e di An &#8211; li si conosce da tempo. Qualcuno ha già osservato che Forza Italia era anarchica e monarchica, mentre An era monarchica e basta. Ma per non bloccarsi alle battute, mi par di notare che nel Pd le differenze siano ben maggiori che da noi: sulla bioetica, la politica economica, il nucleare, le primarie. Nel Pd si può dire sia davvero successo di tutto, mentre da noi si è ancora in attesa di capire cosa ci divida. La politica di vertice? Me se abbiamo fatto più riunioni noi di tutte le altre forze politiche presenti in Parlamento? Senza contare che i sondaggi veri, intendo i risultati di Politiche, Regionali, Provinciali e Comunali, ci dicono che la gente ci vuole alla guida del Paese così come siamo».</p>
<p><strong>Vabbè, ma di che stiamo parlando allora? Di follia agostana aggravata da attacchi e contrattacchi personali?</strong> «Torno a ripetere: non lo so. Ma sono convinto che siamo giunti all’ora X. Quella di una necessaria, doppia operazione di chiarezza e responsabilità che riesca ad affrancarci dal rischio farisaico di tirare a campare. Mi segua: nel momento in cui si è accentuato il contrasto tra presidente della Camera e presidente del Consiglio, quest’ultimo ha sentito il bisogno di un chiarimento. Dapprima politico, e l’ha fatto con l’ultima direzione e, poi, istituzionale, cosa che farà con la verifica della fiducia con la quale si metterà in gioco. Se Berlusconi si sottopone a questa prova, anche Fini secondo me dovrebbe farlo. Perché il suo ruolo non è solo di garanzia &#8211; come ad esempio quello del capo dello Stato &#8211; ma anche di un attore politico espressione di una maggioranza. Con l’introduzione del maggioritario e la riforma dei regolamenti parlamentari, il presidente della Camera diviene di fatto garante non solo più dell’opposizione, ma soprattutto dell’indirizzo politico della maggioranza e dell’attività dell’esecutivo che chiede di governare anche con la calendarizzazione. Mi pare che questa garanzia non la si sia vista limpidamente nell’ultimo anno&#8230; E il fatto che Fini sia identificato ora come il capo di una nuova area, forse di un partito, non lo rende più garante tra maggioranza e opposizione ma soprattutto non ne fa più il garante del governo. Da libero pensatore o da segretario politico può far quello che vuole. Ma un presidente della Camera non può essere uomo di parte. No?»</p>
<p><strong>E dunque lei ritiene che si dovrebbe dimettere?</strong> «Mi limito ad ammettere che dal mio banco di governo, quando lui presiede a Montecitorio, sento disagio e dolore. Quello che vorrei è che sentisse l’esigenza morale oltre che politica e istituzionale dell’incompatibilità. Non è pensabile che chi siede sul più alto scranno della Camera possa generare il dubbio di utilizzare quel suo ruolo a fini di lotta politica interna o addirittura a fini di logoramento della maggioranza che l’ha eletto. A quel punto, meglio andare al voto senza trucchi e senza inganni, assumendosi ognuno le proprie responsabilità».</p>
<p>Alessandro M. Caprettini &#8211; Il Giornale</p>
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		<title>Il blocco conservatore vuole bloccare le nostre riforme. Non ci sarà il voto, Fini tornerà indietro. Berlusconi parli al Paese.</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 21:09:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/berlusconi-parla.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7131" title="berlusconi-parla" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/berlusconi-parla.jpg" alt="" width="450" height="338" /></a></p>
<p><strong>Ministro Brunetta, cosa ci aspetta dopo ferragosto?</strong> «Finalmente l&#8217;economia comincia a tirare. Produzione industriale in crescita tumultuosa, export a due cifre, disoccupazione in calo. Tutto questo è avvenuto senza crisi sociale, senza crisi del sistema bancario, senza la temuta desertificazione imprenditoriale; anzi, con una buona tenuta del potere d&#8217;acquisto delle famiglie e una perfetta tenuta del welfare».</p>
<p><strong>Le valutazioni degli imprenditori sono molto meno ottimiste.</strong> «Io non esprimo valutazioni; cito dati incontrovertibili. Il Pil del 2010 viaggia verso l&#8217;1,5%, quello dell&#8217;anno prossimo tra l&#8217;1,5 e il 2%. La ripartenza della locomotiva tedesca rappresenta una sicurezza. E&#8217; la fine del tunnel. E bisogna dire grazie alle famiglie italiane risparmiose, alle imprese capaci di ristrutturarsi, e un po&#8217; anche al governo, che ha condotto la nave in mezzo alla burrasca. Per questo Montezemolo e compagni sono quanto meno ingenerosi. E non aggiungo altro».</p>
<p><strong>Montezemolo, e non solo lui, vi rimprovera le riforme che non avete fatto.</strong> «E invece le riforme fatte cominciano a dare i loro frutti. La riforma della pubblica amministrazione. La riforma del federalismo, con la cedolare secca sugli affitti, che ha reso più tranquilli i comuni. La riforma del bilancio che evita gli assalti alla diligenza. La riforma delle &#8220;public utilities&#8221;, con i regolamenti che consentono di privatizzare e liberalizzare. Abbiamo avviato le riforme della giustizia, della scuola, dell&#8217;università, del welfare pensionistico. E poi la semplificazione amministrativa e legislativa».</p>
<p><strong>Eppure la maggioranza è divisa da una crisi gravissima.</strong> «E io mi chiedo: non è che tutto quanto sta succedendo non sia altro che il precipitare della reazione conservatrice? La reazione di tutti quelli che il cambiamento non lo vogliono? Perché, pur tra qualche errore, qui le cose cominciano a cambiare davvero. Funziona la lotta alla criminalità organizzata. Funziona la lotta all&#8217;evasione fiscale. Le riforme sono in atto; possono piacere o no, ma sono in atto. Sedicenti governi di transizione, di salute pubblica, di salvezza nazionale o qualsiasi altra formula ipocrita e politichese, non sarebbero altro che il blocco delle riforme».</p>
<p><strong>Ma se venisse meno questa maggioranza la Costituzione impone di cercarne un&#8217;altra.</strong> «Se cadesse questo governo e gli succedesse qualsiasi governicchio da palude parlamentare che durasse qualche mese, il risultato certo e immediato sarebbe la marcia indietro della riforma della pubblica amministrazione, la marcia indietro del federalismo fiscale, la marcia indietro del rigore di bilancio, la marcia indietro su scuola, università, public utilities. Ne sarebbero felici i fannulloni. Gli enti pubblici spreconi cui Tremonti, sia pure con qualche rigidità degna di miglior causa, ha tagliato le unghie. I soviet locali di luce, acqua, gas, trasporti, spazzatura. I sindacati dei &#8220;todos caballeros&#8221;, delle assunzioni facili senza concorso, della Fiom antimercato e anticompetizione. I falsi invalidi. E i tanti partiti della spesa pubblica sprecona e irresponsabile».</p>
<p><strong>Tra un po&#8217; dirà che ne sarebbe felice anche la mafia&#8230;</strong> «Non lo dico perché non voglio offendere nessuno. Ma due più due fa quattro».</p>
<p><strong>Come se ne esce allora?</strong> «Da una parte c&#8217;è il governo, che finora ha avuto il consenso degli italiani. Dall&#8217;altra parte c&#8217;è un&#8217;opposizione impotente, indecisa a tutto ma ferocemente conservatrice. In mezzo, una melassa opportunista, terzopolista, anch&#8217;essa conservatrice. Chi vincerà questa partita? Non solo chi riesce ad avere la fiducia in parlamento; soprattutto, chi riesce a parlare al paese. Il passaggio parlamentare è ineludibile. Si portino i quattro punti a Camera e Senato, con comunicazione del presidente e dell&#8217;intero governo, su cui approntare una mozione di fiducia: una sorta di nuovo inizio, anche dal punto di vista formale; come quando si vota la fiducia a inizio legislatura. Però il passaggio parlamentare non basta».</p>
<p><strong>Cos&#8217;altro occorre?</strong> «Rivolgersi agli italiani. Chiediamo al Paese: queste cose che abbiamo fatto sono chiare? Le vuoi? Il premier deve parlare non solo al Parlamento, ma al Paese. Diremo: questo è ciò che abbiamo fatto; se vince la conservazione, tutto questo si interrompe. Sarebbe una sorta di fiducia parallela, un determinante uno-due. Una fiducia popolare da chiedere come si fa nelle campagne elettorali, anche se non ci sarà la campagna elettorale. Se il Paese risponderà di sì, questo non potrà non influire».</p>
<p><strong>Ma in che modo far esprimere il Paese, se non con il voto? Con le manifestazioni?</strong> «In tutte le forme democratiche, da grandi conferenze che il premier e i ministri potranno fare in tutta Italia, a manifestazioni di consenso al governo. Da quando mai le manifestazioni sono fatti non democratici?».</p>
<p><strong>Ma secondo lei ci sarà il voto anticipato?</strong> «No. La mia consapevolezza è che la forza delle cose fatte parla in modo altrettanto chiaro alla maggioranza e al Paese. E la doppia forza porta a proseguire. Non vedo chi eletto nei partiti di maggioranza possa disconoscere le riforme, e sulla base di quale argomentazione».</p>
<p><strong>Questo significa che secondo lei i finiani, o almeno una parte, torneranno indietro?</strong> «Assolutamente sì. Chi si assume la responsabilità di troncare il cambiamento? Tutto si tiene. Questa grande operazione-verità nel Parlamento e nel Paese farà sì che si possa riassorbire la crisi. Ma anche se la crisi, per ragioni puramente di potere, non venisse riassorbita, la soluzione verrebbe parimente indicata nel Paese. Se il Paese dice a gran forza &#8220;vogliamo continuare&#8221;, e il Parlamento risponde di no, viene sciolto il Parlamento, non il Paese».</p>
<p><strong>E si vota con questa legge elettorale?</strong> «Chi la cambia? La melassa? La minoranza? Se chiedessimo all&#8217;opposizione quale legge elettorale vuole, non saprebbe individuarne una. In realtà, la legge elettorale è l&#8217;espressione della volontà della maggioranza, incarnata nel bene e nel male dagli eletti. Se una maggioranza non voluta dalla gente la cambiasse, sarebbe l&#8217;equivalente di un golpe».</p>
<p><strong>Fini deve dimettersi?</strong> «Non mi sono mai posto questo problema. Ma ho un&#8217;immagine di tipo tradizionale dei presidenti di Camera e Senato, come super partes, garanti dell&#8217;attività del Parlamento. Come si fa a pensare a chi sta seduto sullo scranno più alto come a un capopartito, in contrasto con la maggioranza che l&#8217;ha eletto?».</p>
<p><strong>Quando parla degli errori della maggioranza si riferisce anche alla casa di Scajola e al caso Brancher? Non c&#8217;è un problema di legalità nel Pdl?</strong> «Il governo ha dovuto affrontare una serie di attacchi esterni che avrebbero stroncato un toro. E tutto è cominciato dopo Onna. L&#8217;insieme delle campagne mediatiche è stato avviato, scientificamente o approfittando di occasioni, dopo il 25 aprile 2009, dopo quel discorso di Onna che rappresenta il più alto livello di consenso per Berlusconi, con apprezzamenti anche a sinistra. Da quel momento si scatena l&#8217;ira di Dio contro il premier. Io non sono un dietrologo. Non penso che ci siano sempre i burattinai. Ma una sequenza di questo genere mi fa dubitare delle mie convinzioni».</p>
<p>Aldo Cazzullo &#8211; Corriere della Sera</p>
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		<title>Ha ragione Berlusconi. Sì ai &#8216;Cento fiori&#8217;, associazioni e mai correnti</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 07:49:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Non posso non condividere quanto appena dichiarato dal Presidente Silvio Berlusconi sul ruolo delle associazioni culturali che operano all’interno del Popolo delle Libertà. Associazioni, dunque, e mai correnti. Benvenuta sia quindi Liberamente, che si colloca nell’ottica dei Cento Fiori e cioè la valorizzazione delle diverse culture e sensibilità all’interno del nostro partito. Per quanto mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6843" title="brunetta+berlusca" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta+berlusca.jpg" alt="" width="450" height="297" /></p>
<p><strong>“Non posso non condividere quanto appena dichiarato dal Presidente Silvio Berlusconi</strong> sul ruolo delle associazioni culturali che operano all’interno del Popolo delle Libertà. Associazioni, dunque, e mai correnti. <strong>Benvenuta sia </strong>quindi <strong>Liberamente, </strong>che si colloca nell’ottica dei Cento Fiori e cioè la <strong>valorizzazione delle diverse culture e sensibilità all’interno del nostro partito.</strong> Per quanto mi riguarda, <em>Free Foundation</em> ha collaborato e continua a collaborare con tutte le altre associazioni dell’area.</p>
<p>Già nel settembre 2007 abbiamo promosso<strong> ‘Il Portale delle Libertà’,</strong> un motore di ricerca agile e costantemente aggiornato che mette in Rete tutti i think tank dell’area di centrodestra: <strong>dalle fondazioni agli istituti di ricerca, dalle associazioni ai partiti, dai giornali e dalle riviste ai blog.</strong> Collocato all’interno del sito <a href="http://www.freenewsonline.it" target="_blank">www.freenewsonline.it</a>, raccoglie ormai 143 siti selezionati di cultura, politica, economia e informazione giornalistica italiani e internazionali. Si tratta di <strong>una vera e propria biblioteca online </strong>che mette, a disposizione di chiunque, l’intera produzione culturale dell’area moderata, liberale e riformatrice.</p>
<p>Posso fin d’ora annunciare che <strong>stiamo lavorando per realizzare alla fine di settembre un grande convegno internazionale,</strong> promosso da <em>Free Foundation</em> insieme a <em>Riformismo e Libertà </em>sul tema dell’attualità dell’economia sociale e di mercato (come armonizzare nella globalizzazione la libertà di mercato e la giustizia sociale)”.<br />
Foto: mezzogiornocritico</p>
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		<title>Fondamentale porre un argine al rischio di &#8220;correntismo&#8221; nel Pdl</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 07:47:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Foto: Ansa “Condivido ogni frase, ogni singola parola dell’intervista del Presidente Renato Schifani al Corriere della Sera. Anch’io ritengo urgente, e ormai ineludibile, un chiarimento definitivo tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini che ribadisca le ragioni (e sono molte, moltissime) del loro stare insieme nel Pdl. Rinviare sine die questo passaggio significherebbe alimentare le premesse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6815" title="fini_berlusconi_ansa" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fini_berlusconi_ansa.jpg" alt="" width="450" height="295" /><br />
Foto: Ansa</p>
<p>“<strong>Condivido ogni frase,</strong> ogni singola parola dell’intervista<strong> del Presidente Renato Schifani </strong>al Corriere della Sera. Anch’io ritengo urgente, e ormai ineludibile, un chiarimento definitivo tra<strong> Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini</strong> che ribadisca le ragioni (e sono molte, moltissime) del loro stare insieme nel Pdl. <strong>Rinviare <em>sine die</em> questo passaggio significherebbe alimentare le premesse di una rottura senza margini di ricomposizione</strong> del nostro patto con gli elettori, utile soltanto a una interruzione traumatica della legislatura. Per questo, al pari dell’amico Schifani, ritengo fondamentale porre un argine netto al pericolo di ‘<strong>correntismo</strong>’  nel nostro partito.</p>
<p>La costituzione, in forma più o meno organizzata, di gruppi e gruppetti in perpetua e sterile concorrenza tra loro rappresenterebbe infatti <strong>la negazione stessa delle ragioni che hanno portato alla costituzione</strong> della prima forza politica italiana. Gli elettori si aspettano da noi riforme incisive e buone pratiche nell’amministrazione, non certo personalismi e posizionamenti tattici fini a se stessi. <strong>Mi auguro che a settembre il tradizionale seminario di Gubbio diventi l’occasione per la definizione di una sintesi alta delle varie sensibilità interne al Pdl</strong> e per il rilancio &#8211; senza più equivoci o tentennamenti &#8211; dell’azione del più importante partito della maggioranza”.</p>
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