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	<title>Renato Brunetta &#187; ministro brunetta</title>
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		<title>Ieri pomeriggio sono stato insultato dall&#8217;Italia peggiore</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 13:19:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
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<p style="text-align: justify;"><strong>I fatti, innanzitutto. </strong>Ieri pomeriggio ho partecipato al convegno “<em>I Giovani Innovatori</em>”, organizzato nell’ambito della <strong>Giornata nazionale dell’Innovazione</strong> presso il Complesso della Pelanda nell’ex Mattatoio a Testaccio. Al termine del mio intervento, una signora tra il pubblico ha chiesto di poter prendere la parola. L’ho quindi invitata a salire sul palco,<strong> nonostante dovessi recarmi entro pochi minuti al Quirinale per la cerimonia di conferimento del Premio Nazionale per l’Innovazione, alla presenza del presidente Napolitano</strong>. Ho però preferito lasciare la sala quando ho capito che la signora intendeva sollevare il problema dei precari nella Pubblica Amministrazione: un argomento non solo estraneo al tema del convegno ma che avrebbe richiesto bel altro tempo e ben altra attenzione. A quel punto da parte di alcuni suoi sodali sono iniziati a volare insulti (“Buffone!”, “Vai a lavorare!”) accompagnati dall’esposizione di un grande striscione di protesta, a riprova di quanto la loro azione fosse stata premeditata con cura a fini mediatici. Da qui il mio duro giudizio su lorsignori (non certo sui precari tout court), che ribadisco con forza: “<em>Siete l’Italia peggiore</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia peggiore è infatti quella di quanti &#8211; non avendo di meglio da fare &#8211; irrompono sistematicamente in convegni e dibattiti per interromperne i lavori, insultare i presenti e riprendere la loro bravata con una telecamerina portatile per poi passare subito il video ai giornali amici (che notoriamente pullulano di precari).<strong> L’Italia peggiore è di quanti si nascondono compiacenti dietro questi signori </strong>(come Pierluigi Bersani e Leoluca Orlando Cascio), sostenendoli in maniera strumentale pur senza conoscere argomenti e fatti. L’Italia peggiore è quella che usa la Rete come un manganello per agguati squadristici, senza aver nulla da dire. Che pena.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span id="more-8720"></span><img class="alignnone size-full wp-image-8721" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta3.jpg" alt="" width="450" height="250" /></strong></p>
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		<title>Consiglio dei Ministri: approvazione definitiva del nuovo Codice dell&#8217;Amministrazione Digitale dal ministro Brunetta</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 14:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Il decreto legislativo supera quello approvato cinque anni or sono per iniziativa dell’allora Ministro Lucio Stanca (decreto legislativo n. 82 del 2005), traccia il quadro legislativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7164" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta.jpg" alt="" width="450" height="310" /></p>
<p>Su proposta del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, questa mattina il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD). Il decreto legislativo supera quello approvato cinque anni or sono per iniziativa dell’allora Ministro Lucio Stanca (decreto legislativo n. 82 del 2005), traccia il quadro legislativo entro cui deve obbligatoriamente attuarsi la digitalizzazione dell’azione amministrativa e sancisce veri e propri diritti dei cittadini e delle imprese in materia di uso delle tecnologie nella comunicazione con la PA. La riforma nasce dalla convinzione che la digitalizzazione dell’azione amministrativa sia una vera e propria funzione di governo, imperniata sui principi di effettività e risparmio.</p>
<p><span id="more-7524"></span>I maggiori benefici si realizzano nei settori sanità e giustizia. Il CAD introduce misure premiali e sanzionatorie, incentivando o sanzionando le amministrazioni con la possibilità di quantificare e riutilizzare i risparmi ottenuti grazie alle tecnologie digitali (principio di effettività). Dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall’informatizzazione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni ricaveranno risparmi che potranno utilizzare per l’incentivazione del personale coinvolto e per il finanziamento di progetti di innovazione (principio di risparmio). Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale segna così il passaggio dall’amministrazione novecentesca (fatta di carta e timbri) all’amministrazione del XXI secolo (digitalizzata e sburocratizzata), modernizzando la PA con la diffusione di soluzioni tecnologiche e organizzative che consentono un forte recupero di produttività. La riduzione dei costi di transazione che risulterà da tale processo di digitalizzazione, si rifletterà in un aumento dell’offerta di lavoro e risparmi monetari. Questi possono tradursi, per i consumatori, nell’acquisto di una maggiore quantità di beni forniti dal settore privato e, per le imprese, in una riduzione dei costi unitari di produzione. Il nuovo CAD e la Riforma della PA sono le leve fondamentali per aumentare l’efficienza e la produttività della PA. Il moltiplicatore del reddito associato a queste misure raggiunge un valore di 1,7. Ipotizzando plausibili elasticità rispetto all’efficienza del settore pubblico, si può pertanto stimare che un incremento del 10% dell’efficienza della PA produrrà nell’arco di 20 anni un aumento cumulato del 17% del PIL. Entro i prossimi 3 anni (in coerenza quindi con il Piano e-Gov 2012) la nuova PA sarà dunque completamente digitale e sburocratizzata. Queste le tappe del processo: &#8211; entro 3 mesi le pubbliche amministrazioni utilizzeranno soltanto la Posta Elettronica Certificata (PEC) per tutte le comunicazioni che richiedono una ricevuta di consegna ai soggetti che hanno preventivamente dichiarato il proprio indirizzo; &#8211; entro 4 mesi le amministrazioni individueranno un unico ufficio responsabile dell’attività ICT; &#8211; entro 6 mesi le pubbliche amministrazioni centrali pubblicheranno i bandi di concorso sui propri siti istituzionali; &#8211; entro 12 mesi saranno emanate le regole tecniche che consentiranno di dare piena validità alle copie cartacee e soprattutto a quelle digitali dei documenti informatici, dando così piena effettività al processo di dematerializzazione dei documenti della PA. Le pubbliche amministrazioni non potranno richiedere l’uso di moduli e formulari che non siano stati pubblicati sui propri siti istituzionali. Il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla Pubblica Amministrazione: sarà onere delle amministrazioni in possesso di tali dati assicurare, tramite convenzioni, l’accessibilità delle informazioni alle altre amministrazioni richiedenti; &#8211; entro 15 mesi le pubbliche amministrazioni predisporranno appositi piani di emergenza idonei ad assicurare, in caso di eventi disastrosi, la continuità delle operazioni indispensabili a fornire servizi e il ritorno alla normale operatività. Dopo la Riforma Brunetta della Pubblica Amministrazione (il decreto legislativo n. 150/2009 che ha introdotto meritocrazia, premialità, trasparenza e responsabilizzazione dei dirigenti), l’approvazione del nuovo CAD va a costituire così il secondo pilastro su cui poggia il disegno di modernizzazione e digitalizzazione della PA definito nel Piano industriale presentato dallo stesso Ministro Brunetta nel maggio 2008. Resasi necessaria per effetto della rapida evoluzione delle tecnologie informatiche, la Riforma risponde in maniera puntuale alla necessità di mettere a disposizione delle amministrazioni e dei pubblici dipendenti strumenti (soprattutto digitali) in grado di incrementare l’efficienza e l’efficacia dell’intero sistema pubblico. I cittadini e le imprese richiedono infatti mezzi più snelli, rapidi e meno costosi per comunicare con le pubbliche amministrazioni. L’obiettivo è quindi evitare che strutture obsolete e procedure interminabili continuino a gravare il sistema Italia di costi e di adempimenti tali da scoraggiare l’afflusso di capitali internazionali a vantaggio di Paesi, anche emergenti, che hanno più decisamente imboccato la strada della modernizzazione e della semplificazione amministrativa.</p>
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		<title>Parte l&#8217;operazione &#8220;Codice Azuni&#8221; per la governance di Internet</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 09:11:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Parte l&#8217;operazione &#8220;Codice Azuni&#8221;, l&#8217;iniziativa del Ministro Brunetta per favorire un dibattito nazionale e internazionale sul tema della governance di Internet. Il metodo non è nuovo, ma certamente innovativo: l&#8217;approccio prescelto è &#8220;dal basso&#8221;, in analogia con quanto fece il giurista sardo Domenico Azuni conducendo un&#8217;ampia attività di sistematizzazione di norme, costumi e consuetudini per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7071" title="azunicode" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/azunicode.gif" alt="" width="450" height="278" /></p>
<p>Parte  l&#8217;operazione<strong> &#8220;Codice Azuni&#8221;,</strong> l&#8217;iniziativa del Ministro <strong>Brunetta </strong>per favorire un dibattito nazionale e internazionale sul tema della <strong>governance di Internet.</strong> Il metodo non è nuovo, ma certamente innovativo: l&#8217;approccio prescelto è &#8220;dal basso&#8221;, in analogia con quanto fece il giurista sardo <strong>Domenico Azuni</strong> conducendo un&#8217;ampia attività di sistematizzazione di norme, costumi e consuetudini per &#8220;orientarsi&#8221; nella navigazione nei mari dell&#8217;Europa di inizio &#8217;800.</p>
<p>Per &#8220;orientarsi&#8221; nella navigazione di Internet, <strong>tutelando e garantendo</strong> &#8211; come nei mari descritti da Azuni &#8211; <strong>partecipazione, sicurezza e libertà, occorre infatti integrare chiavi di lettura</strong> frammentate  e raccordare linee di azione spesso dispersive, individuando punti ideali di equilibrio. Solo partendo da ciò che esiste e che è oramai prassi sulla Rete sarà possibile realizzare una<strong> &#8220;mappa&#8221; coerente, condivisa, transnazionale per navigare in Internet con maggiore sicurezza</strong> assicurando, in ogni luogo del mondo, il pieno rispetto dei diritti fondamentali della persona.</p>
<p>A dare il via all&#8217;operazione è un primo documento <strong>&#8220;Codice Azuni &#8211; versione Beta&#8221;. </strong> All&#8217;indirizzo <a href="http://www.azunicode.it" target="_blank">www.azunicode.it</a> per un mese si <strong>&#8220;dà voce&#8221; alla Rete,</strong> raccogliendo osservazioni, punti di vista, esperienze e proposte di tutti coloro che sono interessati a contribuire al dibattito sulla governance di Internet. <strong>Il prossimo appuntamento è a settembre con l&#8217;auspicio che la partecipazione degli abitanti della rete sia numerosa e fattiva.</strong></p>
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		<title>P.A.: Accordo Brunetta-sindacati personale diplomatico biennio 2008-2009</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 14:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, presso il Dipartimento della Funzione Pubblica, la delegazione di parte pubblica, presieduta dal Ministro Brunetta, e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale diplomatico (SNDMAE e FP CGIL) hanno sottoscritto l&#8217;accordo sindacale riguardante il biennio 2008-2009 relativamente al servizio prestato in Italia. Ne da&#8217; notizia un comunicato, spiegando che &#8221;l&#8217;accordo concerne sia gli aspetti giuridici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7060" title="brunettaportaporta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunettaportaporta3.jpg" alt="" width="450" height="296" /></p>
<p>Ieri, presso<strong> il Dipartimento della Funzione Pubblica, la delegazione di parte pubblica, presieduta dal Ministro Brunetta</strong>, e le organizzazioni sindacali rappresentative del personale diplomatico (SNDMAE e FP CGIL) hanno sottoscritto <strong>l&#8217;accordo sindacale riguardante il biennio 2008-2009</strong> relativamente al servizio prestato in Italia.</p>
<p>Ne da&#8217; notizia un comunicato, spiegando che <strong>&#8221;l&#8217;accordo concerne sia gli aspetti giuridici che economici del citato biennio,</strong> in attuazione della modifica legislativa di cui all&#8217;articolo 63 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che, al fine di garantire il parallelismo temporale della disciplina della carriera diplomatica rispetto a quella degli altri comparti del settore pubblico, <strong>dispone che il decreto del Presidente della Repubblica emanato in riferimento al quadriennio normativo 2008 &#8211; 2011 ha durata limitata al biennio 2008 &#8211; 2009</strong> anche per gli aspetti giuridici&#8221;.</p>
<p>&#8221;Per la parte economica &#8211; prosegue la nota -<strong> l&#8217;accordo, in linea anche con la manovra finanziaria di cui al decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,</strong> attribuisce alla categoria incrementi retributivi medi a regime pari al 3,2%. Con questa sottoscrizione, cui seguira&#8217; l&#8217;approvazione da parte del Consiglio dei Ministri e l&#8217;emanazione del decreto di recepimento del Presidente della Repubblica, <strong>al personale diplomatico sara&#8217; riconosciuto un aumento retributivo pari a circa 214 euro lordi medi mensili a regime pro capite&#8221;. </strong>(F.Asca)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Certificati medici online: ultimatum di Brunetta</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 09:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Cavera</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[«A metà settembre terminerà la fase di collaudo e il sistema di certificazione on line della malattia sarà del tutto operativo. Chi non avrà ottemperato alla legge subirà le sanzioni previste». Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, nel corso di una conferenza stampa. Brunetta ha spiegato di aver chiamato tutti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7053" title="brunetta tavolo" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta-tavolo13.jpg" alt="" width="450" height="354" /></p>
<p><strong>«A metà settembre terminerà la fase di collaudo e il sistema di certificazione on line della malattia sarà del tutto operativo.</strong> Chi non avrà ottemperato alla legge subirà le sanzioni previste». Lo ha annunciato il ministro della Pubblica amministrazione,<strong> Renato Brunetta,</strong> nel corso di una conferenza stampa. Brunetta ha spiegato di aver chiamato tutti i presidenti delle Regioni, per<strong> sollecitare la distribuzione alle asl dei pin che dovranno poi essere assegnati ai singoli medici.<br />
</strong></p>
<p><strong>«Mi hanno dato tutti ampie rassicurazioni</strong> &#8211; ha sottolineato il ministro. Oggi siamo a un terzo di pin già distribuiti e operativi. Con il presidente dell’<strong>Inps</strong>, Antonio Mastrapasqua, e con la Sogei (la società che ha fornito il software di riferimento, ndr) abbiamo verificato ogni singolo passaggio. Da lunedì prossimo sarà totalmente operativo il call center per tutti quei medici che non potranno usare la certificazione on line. <strong>I cittadini, lavoratori pubblici e privati, circa 17 milioni di persone,</strong> da metà settembre non dovranno più inviare raccomandate, non ci saranno più costi».</p>
<p>Brunetta ha spiegato che, a regime, <strong>il sistema dei certificati medici per malattia on line determinerà un risparmio «di almeno 500 milioni l’anno.</strong> Tutto questo sarà possibile nonostante tante resistenze, a partire dal sindacato medici della Cgil, che non ringrazio perché si è messo di traverso. Evidentemente non vogliono la modernizzazione del Paese». L’esempio da seguire, ha aggiunto il ministro, è quello della certificazione on line per l’invalidità <strong>«che funziona benissimo, con 60mila medici che hanno il pin e inviano all’Inps la documentazione». </strong>(F. Il giornale)<strong><br />
</strong></p>
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		<title>A settembre ddl su risparmio auto blu</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 15:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[auto blu]]></category>
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		<category><![CDATA[ddl auto blu]]></category>
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		<category><![CDATA[pa]]></category>

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		<description><![CDATA[Saranno dieci i punti base per il risparmio sulle auto blu da cui prenderà spunto la proposta legislativa annunciata dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta. Dall&#8217;acquisto di utilitarie al car sharing tra più pubbliche amministrazione operanti nella stessa area, passando per l&#8217;istituzione, in collaborazione con l&#8217;Aci, di un vero e proprio registro telematico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7041" title="autoblu" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/autoblu3.jpg" alt="" width="450" height="320" /></p>
<p>Saranno <strong>dieci i punti base per il risparmio sulle auto blu</strong> da cui prenderà spunto la proposta legislativa annunciata dal ministro per la Pubblica amministrazione, <strong>Renato Brunetta. </strong>Dall&#8217;acquisto di utilitarie al car sharing tra più pubbliche amministrazione operanti nella stessa area, passando per l&#8217;istituzione, in collaborazione con l&#8217;Aci, di un vero e proprio registro telematico delle auto blu.</p>
<p>&#8220;Già in base al monitoraggio &#8211; ha rilevato con soddisfazione il ministro &#8211; <strong>33 amministrazioni centrali e 314 amministrazioni locali hanno annunciato dei tagli sul proprio parco auto. </strong>L&#8217;obiettivo &#8211; ha proseguito &#8211; è ora ridurre del 50%, entro tre anni, i costi dell&#8217;intero parco auto della Pubblica Amministrazione&#8221;. Risparmio previsto: un miliardo e mezzo di euro nei prossimi tre anni.<strong> &#8220;Verrà quindi chiesto a tutte le amministrazioni</strong> &#8211; ha detto Brunetta &#8211; di predisporre un piano di riorganizzazione del proprio parco auto che preveda alla fine del triennio un costo a regime dimezzato rispetto al costo totale esistente al 2008&#8243;.</p>
<p>Per raggiungere l&#8217;obiettivo sono state individuate dal ministero anche altre misure tra cui la riduzione della cilindrata delle auto impiegate attraverso la previsione <strong>&#8220;dell&#8217;estensione delle limitazioni per l&#8217;acquisizione delle autovetture a quelle di cilindrata superiore a 1400 cc&#8221;</strong> e la cancellazione della possibilità che le amministrazioni civili siano esentate dall&#8217;obbligo di iscrizione al Pra delle proprie autovetture. Ancora, sarà previsto <strong>&#8220;l&#8217;obbligo di tenuta per ciascuna amministrazione di un registro per l&#8217;utilizzo</strong> di taxi o noleggio breve con conducente&#8221;, oltre ad una serie di convenzioni con le case automobilistiche per locazione con costi prefissati per chilometri. (F. Virgilio)</p>
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		<title>330 mila Pec già attivate</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 08:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[ministro brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[pa]]></category>
		<category><![CDATA[pec]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ministro della Pa e Innovazione Renato Brunetta ha siglato ieri un Protocollo d’intesa con Rete Imprese Italia al fine di estendere l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata con la Pa a tutti i suoi associati (oltre 2,5 milioni di imprese). “Grazie a questo accordo &#8211; ha spiegato il ministro &#8211; entro l’anno avremo 3 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7033" title="internet_big" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/internet_big1.jpg" alt="" width="450" height="347" /></p>
<p>Il ministro della Pa e Innovazione <strong>Renato Brunetta </strong><strong>ha siglato ieri un Protocollo d’intesa con Rete Imprese Italia al fine di estendere l’utilizzo della Posta Elettronica Certificata</strong> con la Pa a tutti i suoi associati (oltre 2,5 milioni di imprese). “Grazie a questo accordo &#8211; ha spiegato il ministro &#8211; entro l’anno avremo 3 milioni di imprese dotate di Pec“.</p>
<p>Il ministro ha espresso soddisfazione. <strong>&#8220;La Pec è partita con il piede giusto</strong> e ha già raggiunto 330 mila utenti&#8221; &#8211; ha commentato Brunetta. La Posta elettronica certificata (<strong>Pec</strong>) conferma la roadmap: <strong>sei milioni di Pec attive entro il 2010,</strong> tra aziende, professionisti e cittadini, ed altre 25 mila nelle Pubbliche Amministrazioni (PA).</p>
<p>Ecco i numeri della Pec:<strong> mezzo milione di aziende già la possiedono;</strong> un milione sono i professionisti in regola (oltre il 50% del totale), ma nel 2010 “contiamo di arrivare a 2 milioni di professionisti”; <strong>si aggiungerà anche un milione di cittadini.</strong></p>
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		<title>Aggiornati i dati sulla diffusione della Pec e firmato protocollo d&#8217;intesa con rete imprese Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[imprese italia]]></category>
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		<category><![CDATA[protocollo d'intesa]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel corso di una conferenza tenutasi oggi a Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta ha illustrato gli aggiornamenti sul numero di PEC attivate da cittadini, imprese, professionisti e Pubbliche amministrazioni. Secondo i dati raccolti dal DigitPA i risultati sono in costante progressione: a oggi i professionisti in regola sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-7018" title="Palazzo_Vidoni_Roma" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/Palazzo_Vidoni_Roma8.jpg" alt="" width="450" height="343" /></p>
<p>Nel corso di una conferenza tenutasi oggi a Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione <strong>Renato Brunetta ha illustrato gli aggiornamenti sul numero di PEC attivate da cittadini, imprese, professionisti e Pubbliche amministrazioni.</strong></p>
<p>Secondo i dati raccolti dal <strong>DigitPA i risultati sono in costante progressione</strong>: a oggi i professionisti in regola sono più di 1 milione (oltre il 50% del totale) mentre più di 400mila sono le aziende già dotate di almeno una casella di Posta Elettronica Certificata. <strong>Le PA centrali e locali dotate di PEC sono 11.000 per un totale di 18.250 caselle attivate. </strong>Attraverso il portale <a href="http://www.postacertificata.gov.it" target="_blank">www.postacertificata.gov.it</a>, i cittadini che hanno richiesto la procedura di attivazione sono 330.418 e oltre la metà di questi sono già in possesso di un indirizzo personale e certificato.</p>
<p>Il servizio, attivo dallo scorso 26 aprile, è affidato in concessione a Poste Italiane, Telecom Italia e Postecom, rappresentati nel corso della conferenza stampa da <strong>Franco Bernabè</strong> (Amministratore Delegato Telecom Italia) e Giovanni Cuturi (Amministratore Delegato Postecom). <strong>Insieme a loro erano presenti anche il Presidente dell’INPS Antonio Mastrapasqua, il Presidente dell’INPDAP</strong> Paolo Crescimbeni, il Direttore Centrale Normativa dell’Agenzia delle Entrate Arturo Betunio, il Segretario Generale dell’ACI Ascanio Rozera e la Presidente del Comitato Unitario Nazionale per gli Ordini e i Collegi Professionali Marina Calderone.</p>
<p>Leggi il documento in dettaglio <a href="http://www.renatobrunetta.it/2010/07/29/pec-il-ministro-brunetta-aggiorna-i-dati-sulla-sua-diffusione-nel-paese-e-firma-un-protocollo-dintesa-con-rete-imprese-italia/" target="_blank"><strong>qui</strong></a></p>
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		<title>Scriverò all&#8217;Unesco per un secondo rapporto</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[legge salvaguardia]]></category>
		<category><![CDATA[ministro brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[rapporto]]></category>
		<category><![CDATA[salvaguardia venezia]]></category>
		<category><![CDATA[unesco]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Foto di Dachalan &#8221;Domani scriverò come ministro una lettera all&#8217;Unesco per richiedere la redazione di un secondo rapporto su Venezia dopo quello del 1964, per dare atto di quanto è stato fatto, quanto si sta facendo e quando si dovra&#8217; fare, perche&#8217; e&#8217; giusto che internazionalizzazione e verticalizzazione accompagnino la riscrittura della legge speciale&#8221;. Queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6999" title="venezia_tramonto1" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/venezia_tramonto1.jpg" alt="" width="450" height="338" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/54945394@N00/" target="_blank">Dachalan</a></span></p>
<p>&#8221;Domani <strong>scriverò come ministro una lettera all&#8217;Unesco</strong> <strong>per richiedere la redazione di un secondo rapporto su Venezia dopo quello del 1964,</strong> per dare atto di quanto è stato fatto, quanto si sta facendo e quando si dovra&#8217; fare, perche&#8217; e&#8217; giusto che internazionalizzazione e verticalizzazione accompagnino la riscrittura della legge speciale&#8221;.</p>
<p>Queste le parole di <strong>Renato Brunetta,</strong> Ministro della Pubblica Amministrazione, in merito al suo ruolo di incaricato <strong><strong>per </strong>la promozione e il coordinamento di iniziative legislative dirette a modificare la normativa vigente in materia di Salvaguardia di Venezia</strong> e della sua laguna. Si tratta &#8211; ha aggiunto il ministro di &#8221;un salto di qualita&#8217; enorme e anche di una grande sfida&#8221;.</p>
<p>Brunetta sta predisponendo la nuova legge speciale su Venezia ed ha precisato, incontrando i giornalisti, che <strong>ha ricevuto oltre quaranta contributi </strong>(tra cui anche quello del sindaco Giorgio Orsoni)<strong> da inserire nel rapporto, rendendoli pubblici.</strong></p>
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		<title>Sì alle auto blu, ma senza abusarne</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 08:27:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica Amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[auto blu]]></category>
		<category><![CDATA[ministro brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[pa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministro per la Pubblica Amministrazione Brunetta ha dichiarato di non essere contro le auto blu per un sindaco o un ministro, purchè non vi siano abusi: “Faccio battaglie che la gente sente come giuste: quella contro le auto blu e i fannulloni. Un uomo politico, che ha l&#8217;auto blu per tutta la settimana, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6967" title="autoblu" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/autoblu2.jpg" alt="" width="450" height="320" /></p>
<p>Il ministro per la Pubblica Amministrazione <strong>Brunetta ha dichiarato di non essere contro le auto blu per un sindaco o un ministro,</strong> purchè non vi siano abusi: <strong>“Faccio battaglie che la gente sente come giuste: </strong>quella contro le auto blu e i fannulloni. Un uomo politico, che ha l&#8217;auto blu per tutta la settimana, ha quattro autisti, un auto, costi inenarrabili&#8221;.</p>
<p>Lo ha detto a <strong>‘La settimana’ di Alain Elkan</strong> spiegando che le auto blu costano 4 miliardi di euro l’anno e che il servizio costerebbe la metà se venisse aquistato da società estere. Con 2 miliardi in più, ha dichiarato, potremmo dotare l’Italia di tutti gli asili nido nec essari. <strong>“Ho chiesto alla Presidenza della Repubblica e a tutti gli organi costituzionali di farmi sapere il numero delle auto blu.</strong> Ho avuto grandissima collaborazione, aspetto delle risposte.” (Fonte: infoggi.it)</p>
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