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	<title>Renato Brunetta &#187; italia</title>
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		<title>Per fare vere riforme anticrisi serve l&#8217;assemblea costituente</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 09:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La crisi in atto è espressione di una doppia debolezza di governance. Una debolezza della governance europea, in cui la Bce non può essere il prestatore di ultima istanza e dunque il garante ultimo della solvibilità degli Stati membri, in cui manca una comune e coerente politica economica e di bilancio sovranazionale e in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/camera-dei-deputati.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7323" title="camera-dei-deputati" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/camera-dei-deputati.jpg" alt="" width="450" height="299" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La crisi in atto è espressione di una doppia debolezza di governance. <strong>Una debolezza della governance europea,</strong> in cui la Bce non può essere il prestatore di ultima istanza e dunque il garante ultimo della solvibilità degli Stati membri, in cui manca una comune e coerente politica economica e di bilancio sovranazionale e in cui pertanto non è nemmeno possibile disporre di titoli del debito, garantiti a livello comunitario, i famosi eurobond.</p>
<p style="text-align: justify;">Guardando all’Italia, però, la crisi è anche<strong> una crisi di governance nazionale.</strong> Il termometro degli spread non misura altro che questa doppia debolezza.<span id="more-9487"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È passato solo qualche giorno dall’approvazione della manovra del governo Monti.</strong> Il Parlamento ha deliberato; il presidente della Repubblica ha prontamente promulgato. Il pacchetto «salva-Italia» è legge, ma i mercati non sembrano affatto tranquillizzati. Il famigerato spread (il differenziale tra i Bpt decennali e i Bund tedeschi) continua a oscillare intorno alla drammatica soglia dei 500 punti. Cos’è che non funziona, allora? Sgombriamo il campo dalla propaganda. La «colpa» non è del governo Monti. Come, sarebbe intellettualmente onesto ammetterlo, prima non era del governo Berlusconi. La colpa, se lo vogliamo dire così, è di come funziona strutturalmente il sistema politico italiano. E di come funziona la governance europea.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma andiamo con ordine. Anche per l’esistenza di una moneta unica e per l’impossibilità di speculare sui tassi di cambio, i mercati hanno cominciato a giocare sui debiti sovrani.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Italia è un ottimo bersaglio da colpire. È un grande debitore, sono decenni che ricorre spropositatamente ai prestiti. Nello stesso tempo è, come si dice, un Paese dai fondamentali solidi. Insomma da qualche parte ha risorse; ne hanno soprattutto i suoi cittadini, tanto in termini di risparmio quanto in termini di patrimonio. Questo è paradossalmente un motivo in più per speculare sul nostro Paese. Proprio per questa ragione i mercati provano a strizzarci il più possibile. È il loro mestiere. D’altronde hanno la ragionevole certezza che, per come funzioniamo, non potremo fare a meno di indebitarci ancora, e a pagare saranno i contribuenti. La domanda di prestiti insomma è praticamente certa e immutabile. Il prezzo (il tasso di interesse) allora lo fa solo l’offerta dei prestatori sul mercato dei titoli. Quali motivi hanno i mercati per pensare che nel medio periodo la nostra condizione non cambierà? Innanzitutto la Storia. Per quanto drammatica questa non è la prima crisi che ci troviamo ad affrontare. C’è stata la crisi petrolifera degli anni ’70 e poi quella dei primi anni ’90 (in cui si parlò di possibile consolidamento del debito pubblico). Bene, anzi male, i mercati sanno che ci sono delle costanti nel modo in cui reagiamo a queste crisi. Primo, «passata la bufera» l’Italia riprende a funzionare come al solito. Secondo, data questa premessa, anche quel po’ di riforme strutturali che facciamo vengono poco dopo travolte dal riemergere di nuove storture. Insomma, quello che i mercati hanno sempre percepito è la nostra scarsa credibilità come riformatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma, si dice, adesso abbiamo un governo tecnico! Il massimo della credibilità, anche considerando la qualità di molti dei suoi componenti (a cominciare dal presidente del Consiglio). Purtroppo, malgrado l’autorevolezza personale, la notizia è che il governo tecnico non basta. Perché a differenza di molti di noi italiani i mercati hanno la memoria lunga. E ricordano che, malgrado il buon lavoro dei governi tecnici, finita l’emergenza la situazione è ogni volta nuovamente peggiorata.</p>
<p style="text-align: justify;">Per queste ragioni non basta arginare l’emergenza nel breve periodo. I titoli sui quali si calcola lo spread sono essenzialmente titoli decennali. Tradotto: chi compra oggi fa una valutazione sul «rischio-Italia» sul medio periodo. Ed è su quell’arco temporale che la nostra credibilità vacilla. Per risolvere questo problema, purtroppo, non basta evocare lo «stato di eccezione» sospendendo la fisiologica dialettica tra maggioranza e opposizione. Il problema non è l’eccezione, il problema è la normalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo «stato di eccezione» per definizione produce incertezza, provvisorietà. Perché non può essere protratto nel tempo senza trasformarsi in una rottura della democrazia. Le soluzioni di governo dell’emergenza perderebbero legittimazione e capacità propulsiva, sclerotizzandosi sotto un’irresponsabile e burocratica nomenclatura. Se, dunque, malgrado un governo tecnico, la situazione non migliora è altrove che la soluzione va trovata.</p>
<p style="text-align: justify;">Se ben guardiamo proprio gli andamenti degli spread, l’unico momento nel quale ci sia stata una significativa flessione è stato allorché il capo dello Stato ha preso in mano la situazione. Di fronte a un Parlamento ormai in balia dei trasformismi di ogni segno, divenuto laboratorio di alchimie di Palazzo, il capo dello Stato si è erto a «motore di riserva», esercitando i propri legittimi poteri. È questa capacità di riattivare il funzionamento del sistema in condizioni di eccezionalità che ha dato credibilità all’Italia e convinto, momentaneamente, i mercati. Se ne possono trarre due considerazioni: la prima è che, nel quadro costituzionale attuale, a differenza di altri sistemi, questo ruolo del capo dello Stato è frutto di prassi, più che di sistematica ed equilibrata disciplina. La seconda considerazione: è da lì che si deve partire.</p>
<p style="text-align: justify;">Per tutte le ragioni che si sono sinora illustrate è evidente che, affinché tutte le manovre che si sono realizzate &#8211; per un totale di 320 miliardi di euro cumulati dal 2008 al 2014 (l’80 per cento dei quali realizzato dal governo Berlusconi, il restante 20 per cento dal governo Monti) &#8211; non siano divorate dai mercati e rese dunque inutili, la prima riforma strutturale da fare è quella dell’architettura costituzionale, dei motori della decisione e della credibilità futura.</p>
<p style="text-align: justify;">L’evoluzione della nostra storia politica ci indica una soluzione. I partiti da soli non riescono a disciplinarsi, è necessario che i cittadini possano investire qualcuno della specifica responsabilità democratica di mantenere il motore funzionante anche nel medio periodo. La storia del nostro parlamentarismo è molto simile, da questo punto di vista, a quella francese. Anche la soluzione può essere simile: il semi-presidenzialismo con elezione popolare e diretta del capo dello Stato. Che, inoltre sarebbe l’equilibrato contrappeso per l’improcrastinabile compimento del federalismo anche sul piano fiscale e dell’organizzazione parlamentare. L’altro fondamentale problema, quello della legge elettorale &#8211; sul quale volteggiano numerosi avvoltoi del maggioritario &#8211; può porsi solo nel momento in cui la scelta costituzionale fondamentale verrà affrontata e risolta.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno potrebbe obbiettare che il cuore del problema della crisi dello spread non è l’Italia, ma l’Europa e che dunque è lì che la questione va risolta. Si tratta di una falsa alternativa. Proprio perché una parte considerevole della partita si gioca a livello sovranazionale è necessaria un’Italia forte che svolga appieno il proprio ruolo, memore del passato di Paese fondatore e capace di contribuire al progresso europeo rappresentando convintamente e credibilmente il proprio punto di vista e i propri interessi. L’attuale passaggio politico-istituzionale sarà tanto più utile quanto più esso sarà delimitato nel tempo, trovando uno sbocco in un presidenzialismo formalizzato. Quel che è certo è che lo stato di eccezione non potrà durare a lungo. È bene che cominciamo ad affrontare il problema con una riforma all’altezza della situazione. Perché le alternative sono molto peggiori.</p>
<p style="text-align: justify;">La legislatura ha ancora davanti a sé una sufficiente finestra temporale per affrontare i nodi della doppia crisi di governance: quella europea e quella nazionale. L’agenda ce la dà come sempre l’Europa. Entro gennaio dovranno essere messi a punto gli accordi internazionali previsti dall’ultimo Consiglio europeo. Apriamo subito un dibattito parlamentare sulle riforme istituzionali e sulle posizioni che l’Italia deve assumere a livello sovranazionale. Il Parlamento può riacquistare, in questa fase, la centralità perduta da tempo. Divenendo l’arena del riformismo: presidenzialismo, architettura costituzionale (insieme al pareggio di bilancio) e doppia devoluzione, verso l’alto (l’Europa) e verso il basso (il federalismo).</p>
<p style="text-align: justify;">In parallelo, come accadde in assemblea costituente, il governo dovrà farsi promotore delle riforme per lo sviluppo e la messa in sicurezza dei conti pubblici: liberalizzazioni, privatizzazioni, vendita del patrimonio e rigorosa spending review per riqualificare la spesa pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Basta con le manovre depressive, non possiamo continuare su questa strada. Facciamo in modo che questa fine di legislatura sia effettivamente costituente. Sarebbe la migliore e più strutturale risposta alla crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>di Renato Brunetta e Giovanni Guzzetta &#8211; 30 dicembre 2011</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Fonte: Il Giornale</em></p>
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		<title>Matrix: L&#8217;Italia è diventata il capro espiatorio dell&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 14:22:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta, ospite della trasmissione Matrix su Canale 5, ha spiegato che i dati dello spread toccati oggi non sono altro che la prova che il problema dell’Italia non era certo Berlusconi: “Oggi abbiamo verificato l’imbroglio. Da mesi si diceva che il problema del paese era Berlusconi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9397" title="brunetta-matrix" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta-matrix.jpg" alt="" width="450" height="240" /><br />
<strong>Il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta,</strong> ospite della trasmissione Matrix su Canale 5, ha spiegato che i dati dello spread toccati oggi non sono altro che la prova che il problema dell’Italia non era certo Berlusconi: “<em>Oggi abbiamo verificato l’imbroglio. Da mesi si diceva che il problema del paese era Berlusconi. Ieri valutavano il suo abbandono almeno 100 punti sullo spread; oggi, invece lo spread e’ aumentato</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">I mercati non sono sufficientemente sensibili alla “credibilita’” dell’Italia e per questo il Ministro ha espresso alcuni dubbi: “La lettera di impegni alla comunita’ europea e’ stata scritta da me, dopo le due manovre, piuttosto pesanti, di questa estate. Fino a maggio non era successo niente. Da giugno la differenza con i titoli tedeschi e’ andata aumentando senza motivo. Cosa e’ successo da maggio per fare triplicare lo spread? Non lo sa nessuno. Semplicemente i capitali speculativi sono andati a caccia dell’animale piu’ grosso, quello con il debito piu’ grosso.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-9396"></span>Ma l’Italia paga l’indecisione dell’Europa, che ha tardato ad intervenire quando il problema della Grecia era un piccolo problema, facendo capire che l’area euro era debole”. La risposta dunque è solo una: “L’Italia e’ diventato il capro espiatorio dell’Europa. E sta pagando anche per gli errori degli altri”.</p>
<p><strong><a href="http://www.video.mediaset.it/video/matrix/full/259505/o-governo-o-voto.html#tf-s1-c1-o1-p1" target="_blank">GUARDA LA PUNTATA DI MATRIX</a></strong></p>
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		<title>Missione del Ministro Brunetta in Cina: inaugurazione del festival delle imprese italiane di Suzhou</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 11:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella sua prima tappa della missione in Cina, il Ministro per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione Renato Brunetta ha inaugurato il primo Festival organizzato dalle imprese italiane insieme al Vice Sindaco di Suzhou ZHOU Wanyang e all&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia presso la Repubblica Popolare Cinese Attilio Massimo Iannucci. Il Festival rappresenta un&#8217;originale iniziativa che testimonia l&#8217;accresciuta presenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8972" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta4.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella sua prima tappa della missione in Cina, il Ministro per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione Renato Brunetta ha inaugurato il primo Festival organizzato dalle imprese italiane insieme al Vice Sindaco di Suzhou ZHOU Wanyang e all&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia presso la Repubblica Popolare Cinese Attilio Massimo Iannucci</strong>. Il Festival rappresenta un&#8217;originale iniziativa che testimonia l&#8217;accresciuta presenza delle piccole e medie imprese italiane nel territorio di Suzhou, dove nel corso degli anni si è creato un vero e proprio distretto industriale italiano con la presenza di oltre 150 imprese che hanno realizzato investimenti produttivi nei settori della meccanica, della componentistica e dei macchinari.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Tale iniziativa &#8211; ha dichiarato il Ministro Brunetta &#8211; rappresenta<strong> un esempio per tutta l&#8217;Asia di una presenza organizzata e sistemica delle imprese italiane in forte sinergia con le nostre istituzioni,</strong> con l&#8217;Ambasciata d&#8217;Italia a Pechino e con il Consolato Generale di Shanghai. La presenza delle imprese italiane a Suzhou si è caratterizzata anche per un rapporto di stretta collaborazione con gli amministratori locali, testimoniata dalla presenza del Vice Sindaco di Suzhou all&#8217;evento e sviluppatasi attraverso incontri periodici per affrontare tutti i temi legati all&#8217;insediamento produttivo delle nostre imprese. Con tale presenza in una realtà industriale avanzata come Suzhou l&#8217;Italia si propone sempre di più come un partner economico di primo piano capace di contribuire al raggiungimento delle nuove frontiere dello sviluppo cinese, in particolare nelle regioni orientali, dove si sta affermando un modello di industria sostenibile dal punto di vista ambientale, tecnologicamente molto avanzato e che punta sulla qualita&#8217; del prodotto e sul design&#8221;.<span id="more-9331"></span></p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;evento, svoltosi nell&#8217;ambito del programma &#8220;Italia degli Innovatori 2011&#8243;, hanno partecipato oltre seimila dipendenti e manager cinesi e italiani delle nostre imprese operanti a Suzhou, oltreché un centinaio di imprese provenienti dall&#8217;Italia al seguito del Ministro Brunetta che intendono promuovere investimenti o collaborazioni commerciali nei settori della green economy, delle scienze della vita e dell&#8217;ICT. Tutte le imprese coinvolte in questa iniziativa parteciperanno alla seconda edizione del Forum Italia-Cina sull&#8217;innovazione a Nanchino, al quale interverranno il Ministro Brunetta e il ministro cinese per la scienza e la tecnologia Wang Gang, che avranno al margine del Forum un incontro bilaterale.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre a Suzhou il Ministro Brunetta è stato testimone della consegna da parte della FIAT delle chiavi di un modello di &#8220;500&#8243; all&#8217;Ambasciatore Iannucci, modello che verrà utilizzato come una delle auto di servizio dell&#8217;Ambasciata, a conferma della versatilità di un prodotto tradizionale e al tempo stesso innovativo della industria automobilistica italiana.</p>
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		<title>Ict: a Roma incontro bilaterale Italia-Corea promosso da DigitPa per la cooperazione nel settore marittimo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Sep 2011 14:14:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell’ambito della propria missione istituzionale DigitPA svolge diverse attività a livello internazionale, dalla realizzazione di progetti e studi cofinanziati e la partecipazione a gruppi di lavoro tecnici europei allo scambio di esperienze e di buone pratiche con altri Paesi. Con il rafforzamento delle strategie di innovazione dell’Unione Europea, evidenziate anche nella recente “Digital Agenda for [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9035" title="amministrazione-pubblica-digitale" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/amministrazione-pubblica-digitale.jpg" alt="" width="450" height="338" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nell’ambito della propria missione istituzionale DigitPA svolge diverse attività a livello internazionale, dalla realizzazione di progetti e studi cofinanziati e la partecipazione a gruppi di lavoro tecnici europei allo scambio di esperienze e di buone pratiche con altri Paesi</strong>. Con il rafforzamento delle strategie di innovazione dell’Unione Europea, evidenziate anche nella recente “Digital Agenda for Europe”, attività di questo tipo sono destinate a dispiegarsi in molteplici settori. In questo contesto e sulla base di un <strong>accordo di cooperazione bilaterale sull’e-Government tra Italia e Repubblica di Corea che verrà firmato il prossimo 28 settembre</strong> dai ministri Renato Brunetta e Maeng Hyung Kyu, DigitPA ha organizzato per oggi e domani a Roma un incontro bilaterale sul tema “La cooperazione Italia – Corea sull’ICT nel settore marittimo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la rilevazione sullo stato dell’e-Government condotta periodicamente dalle Nazioni Unite, la Repubblica di Corea risulta infatti essere il Paese che ha realizzato la migliore pubblica amministrazione digitale, sollecitando l’attenzione anche degli Stati europei che si è concretizzata con l’accordo quadro firmato il 10 maggio 2010 a Bruxelles tra Unione Europea e Repubblica di Corea. Sull’e-Government, in particolare, un avvio di collaborazione tra i due Paesi è rappresentato dalla partecipazione di personalità coreane al convegno <a href="http://www.digitpa.gov.it/notizie/convegno-digitpa-italia-digitale"><strong>“Italia Digitale”</strong></a>, organizzato da DigitPA nel marzo scorso a Roma, e dall’intervento del presidente di DigitPA Francesco Beltrame all’<a href="http://www.innovazionepa.gov.it/comunicazione/notizie/2011/giugno/08062011---e-government-il-presidente-di-digitpa-beltrame-al-global-symposium-di-seoul-dal-2009.aspx"><strong>“e-Government Global Symposium” </strong></a>, organizzato a giugno a Seoul dal Ministero della Pubblica Amministrazione e della Sicurezza della Repubblica di Corea. La firma dell’accordo tra il ministro per la pubblica amministrazione e la sicurezza della Repubblica di Corea Maeng Hyung Kyu e il ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta prevederà la cooperazione coerente con il piano italiano di e-Government 2012.<span id="more-9034"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La realizzazione delle attività sarà curata per la Corea dal Ministero per la pubblica amministrazione e la sicurezza (MOPAS) e dall’Agenzia nazionale per la società dell’informazione (NIA) e per l’Italia dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione (DDI), da DigitPA e dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione per l’Italia. L’incontro bilaterale di oggi e domani riguarda lo scambio di dati per la gestione del traffico marittimo (Maritime Single Window) che punta a minimizzare la produzione e lo scambio di documenti cartacei tra le navi, i porti e gli altri numerosi soggetti privati e pubblici che contribuiscono alla gestione del traffico marittimo mondiale, consentendo semplificazione, incremento di efficienza, sicurezza e drastica riduzione dei costi di gestione del traffico portuale, coerentemente con gli obiettivi di policy del Ministro Brunetta.</p>
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		<title>L&#8217;Italia preme per ridurre il divario con i suoi pari</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 10:38:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Secondo un alto funzionario del governo, l’Italia spera di dimezzare il divario tra la rapidità di crescita della sua economia e il tasso di crescita medio della zona euro entro i tre anni, grazie ad alcune recenti liberalizzazioni e a misure di sgravio fiscale. L’ultimo anno il Pil italiano cresceva dell’1,3%, rispetto a un incremento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8872" title="wall-street" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/wall-street.jpg" alt="" width="450" /></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un alto funzionario del governo, l’Italia spera di dimezzare il divario tra la rapidità di crescita della sua economia e il tasso di crescita medio della zona euro entro i tre anni, grazie ad alcune recenti liberalizzazioni e a misure di sgravio fiscale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’ultimo anno il Pil italiano cresceva dell’1,3%, rispetto a un incremento dell’1,8% della zona euro, secondo l’Agenzia Statistica Europea, Eurostat – un divario che pone l’Italia circa il 30% al di sotto della media.</strong> “Se le nuove misure di crescita fossero realizzate interamente, quel gap verrà dimezzato”, ha affermato il Ministro italiano per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, in un’intervista.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro afferma che faceva riferimento a numerose misure di promozione della crescita incluse in un pacchetto di bilancio da 40 miliardi di euro (56,5 miliardi di $), approvato dal Parlamento la scorsa settimana e ad altre misure, approvate in maggio, volte ad aiutare il sud italiano sottosviluppato, tagliando ostacoli burocratici per i promotori immobiliari e semplificando i principi contabili delle imprese. <strong>La crescita anemica dell’Italia è da tempo motivo di preoccupazione per gli economisti, e i mercati finanziari si sono recentemente concentrati su di essa tra preoccupazioni crescenti circa il vasto debito italiano, che corrisponde al 120% del Pil.</strong> Le misure approvate venerdì hanno lo scopo di bilanciare il budget del Paese fino al 2014 e di placare le recenti paure dei mercati riguardo il merito di credito dell’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8871"></span>Come Ministro della Pubblica Amministrazione, Brunetta vuole incentivare la produzione del settore pubblico che sconta un differenziale di circa il 20% rispetto al settore privato. Finora, il Ministro ha suscitato ire nei lavoratori del settore pubblico introducendo misure volte all’aumento della responsabilità dei lavoratori, pubblicando i rispettivi salari su Internet e dimostrandosi severo sull’assenteismo. Per questi sforzi, il Ministro è stato bollato come un flagello dalla forza lavoro pubblica italiana, un’etichetta che lui accetta di buon grado. “Noi abbiamo una serie di gap strutturali che stanno causando la nostra lenta crescita” ha detto Brunetta, riferendosi all’inefficienza del settore pubblico, alla diffusa evasione fiscale e alla mancanza di infrastrutture come risorse chiave della debolezza economica.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Brunetta non concorda con chi suggerisce che il governo italiano avrebbe dovuto introdurre più iniziative di austerità entro la fine dell’anno per allontanare le paure degli investitori. </strong>Le misure di austerità italiane sono come “antibiotici”, ha detto il Ministro, e così possono condurre verso la “depressione” se prese in quantità eccessiva. “Troppi antibiotici fanno male, specialmente per l’Italia. E’ necessario assumerne la giusta dose”, ha aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">Brunetta, che è al servizio del governo conservatore del Primo Ministro Silvio Berlusconi sin dal suo inizio nel 2008, ha rilevato come il passaggio di venerdì a nuove misure di bilancio sia un &#8220;momento di svolta&#8221; che dovrebbe indurre il governo a cambiare marcia dal solito stringere la cinghia, al più profondo, latente problema dell’economia italiana: la bassa crescita. “Il governo ha bisogno di un rilancio” ha detto Renato Brunetta. “Ora abbiamo bisogno di riforme orientate alla crescita nel sistema della giustizia, nei mercati del lavoro e finanziari, e nella politica energetica”. Non sarà semplice rimettere a nuovo il motore, comunque, senza ridurre la disciplina fiscale sulla quale l&#8217;Italia è stata elogiata nel corso degli ultimi 3 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diversi esponenti della coalizione conservatrice di Berlusconi hanno già criticato il Ministro dell’Economia per non aver abbassato le tasse. Incluse nei piani del governo, ha detto Brunetta, sono le privatizzazioni, come la vendita da parte dello Stato dei pacchetti di maggioranza nei giganti dell’energia Eni Spa ed Enel Spa, e delle molteplici aziende di servizio pubblico di proprietà delle amministrazioni locali.</strong> Comunque, l’Italia aspetterà che le condizioni del mercato migliorino prima di mettere tutto in vendita, ha detto il ministro Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti economisti affermano che uno dei più grandi ostacoli alla crescita in Italia sia il sistema nazionale dei contratti di lavoro e un sistema di negoziazione collettivo che costringe la maggior parte delle imprese italiane ad assumere personale sotto semplici contratti a tempo indeterminato che non ricompensano il lavoratore per la produttività. Nella passata decade, Roma ha introdotto dei contratti di lavoro a tempo determinato, ma la maggior parte della forza lavoro è ancora sotto contratto a tempo indeterminato. Brunetta ha ammesso che ne è risultato un sistema di addetti ai lavori o lavoratori più anziani che non devono mai preoccuparsi della sicurezza di avere un lavoro, e un eccesso di insicurezza che si riversa sugli outsider, per lo più sui giovani.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma ha anche affermato che sarà difficile &#8211; politicamente e socialmente &#8211; riorganizzare il sistema in un tempo breve. La burocrazia italiana ha bisogno di essere tagliata e ridotta, per dare agli affari una maggiore libertà di espansione, ha detto Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro ha citato le rigorose norme edilizie le quali, ad esempio, richiedono di prendere miriadi di accorgimenti per accordarsi con gli standard sulla sicurezza antincendio e sull’evacuazione. “Bisogna liberarsi di questi carichi burocratici e al tempo stesso garantire la sicurezza” ha concluso il Ministro.</p>
<p style="text-align: justify;">[Fonte: <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304567604576451830260454652.html?KEYWORDS=brunetta">Wall Street Journal</a>]</p>
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		<title>Palazzo Vidoni: dal rapporto Ocse un riconoscimento alle misure introdotte nella nostra Pubblica Amministrazione</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2011 13:30:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le misure attuate nella Pubblica Amministrazione qualificano il nostro Paese come una best practice internazionale nel settore dell’e-government e della trasparenza: lo evidenzia oggi il Rapporto OCSE “Government at a Glance 2011”. Anche per quanto riguarda l’assenteismo nella PA, il documento sottolinea come nel 2009 l’Italia abbia ottenuto risultati incoraggianti rispetto alla media OCSE (11 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="size-full wp-image-6149 alignnone" title="Palazzo_Vidoni_Roma" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/Palazzo_Vidoni_Roma5.jpg" alt="" width="450" height="343" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le misure attuate nella Pubblica Amministrazione qualificano il nostro Paese come una best practice internazionale nel settore dell’e-government e della trasparenza: </strong>lo evidenzia oggi il Rapporto OCSE “Government at a Glance 2011”. Anche per quanto riguarda l’assenteismo nella PA, il documento sottolinea come nel 2009 l’Italia abbia ottenuto risultati incoraggianti rispetto alla media OCSE (11 giorni all’anno). I giorni medi di assenza per malattia sono infatti circa 9 l’anno: un dato inferiore rispetto a quello registrato in Francia, Germania e Canada.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel confronto internazionale, la nostra Pubblica Amministrazione risulta oggi migliorata per effetto delle misure contenute nella Riforma Brunetta (decreto legislativo n. 150/2009): l’introduzione delle pratiche di valutazione della performance e dei meccanismi di “performance related payment” (collegamento tra retribuzioni e produttività) così come la scelta di legare la performance individuale a quella dell’organizzazione.  <strong>L’Italia si distingue per l’importanza che attribuisce alla trasparenza nella PA</strong>: sono stati infatti pubblicati gli elenchi completi degli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni, degli incarichi retribuiti ai dipendenti pubblici, degli emolumenti dei membri dei consigli di amministrazione di consorzi e società a totale o parziale partecipazione pubblica.<span id="more-8792"></span></p>
<p style="text-align: justify;">La trasparenza viene anche garantita sul mondo sindacale, con la pubblicazione online della banca dati completa dei distacchi, delle aspettative e dei permessi nonché delle aspettative e dei permessi per funzioni pubbliche elettive. Infine, è stato esteso a tutte le pubbliche amministrazioni l’obbligo di pubblicazione online di curriculum vitae, recapiti e retribuzioni annuali dei dirigenti nonché i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale.  A giudizio dell’OCSE il sistema italiano ha raggiunto un buon livello di qualità anche grazie all’adozione di logiche open data, che rendono possibile una reale condivisione di informazioni all’interno della PA e con i suoi clienti (cittadini e imprese). Un particolare apprezzamento viene poi rivolto al “Piano e-Gov 2012” del ministro Renato Brunetta. La diffusione dell’utilizzo della Posta elettronica certificata (PEC) e le iniziative per la digitalizzazione della sanità, della giustizia e della scuola hanno trasformato il nostro Paese in una best practice internazionale nel settore.</p>
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		<title>Confermato il trend positivo della produzione industriale</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 12:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si conferma il trend positivo della produzione industriale e si consolida la prospettiva di un rapido ritorno del volume produttivo ai livelli pre-crisi (2008). I dati diffusi oggi dall’ISTAT evidenziano per aprile una crescita congiunturale della produzione industriale pari al +1%; dopo la frenata del gennaio 2011 nei tre mesi successivi (febbraio–aprile) l’incremento congiunturale si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6068" title="logo-istat" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/logo-istat.jpg" alt="" width="450" height="170" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si conferma il trend positivo della produzione industriale e si  consolida la prospettiva di un rapido ritorno del volume produttivo ai  livelli pre-crisi (2008). </strong>I dati diffusi oggi dall’ISTAT evidenziano per  aprile una crescita congiunturale della produzione industriale pari al  +1%; dopo la frenata del gennaio 2011 nei tre mesi successivi  (febbraio–aprile) l’incremento congiunturale si attesta a +1,1%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’indice della produzione industriale registra, inoltre, un incremento  del +3,7% rispetto ad aprile 2010. </strong>Questo dato positivo va anche letto in relazione alla crescita che nel  primo trimestre si registra nel settore delle esportazioni in tutte le  ripartizioni territoriali del Paese. Secondo i dati pubblicati, il balzo  maggiore è stato registrato nelle regioni nord-occidentali (+5,1%)  mentre altre crescite si segnalano nel Mezzogiorno (+3,6%) così come  nelle regioni nord-orientali (+3,4%) e del Centro (+2,9%).</p>
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		<title>E-government, Beltrame: &#8220;dal 2009 ad oggi l&#8217;Italia ha scalato i vertici della classifica europea&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 15:18:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il presidente di DigitPA Francesco Beltrame è intervenuto oggi a Seoul all’e-Government Global Symposium per illustrare lo stato di avanzamento del processo di digitalizzazione della PA italiana e i servizi introdotti nell&#8217;ambito del piano e-Gov 2012. Tra i principali argomenti dell’incontro &#8211; organizzato dal Ministro della Pubblica Amministrazione e Sicurezza (MOPAS) della Corea del Sud [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8665" title="e-government" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/e-government.jpg" alt="" width="450" height="272" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il presidente di DigitPA Francesco Beltrame è intervenuto oggi a Seoul  all’e-Government Global Symposium per illustrare lo stato di avanzamento  del processo di digitalizzazione della PA italiana e i servizi  introdotti nell&#8217;ambito del piano e-Gov 2012.</strong> Tra i  principali  argomenti dell’incontro &#8211; organizzato dal Ministro della Pubblica  Amministrazione e Sicurezza (MOPAS) della Corea del Sud &#8211; la valutazione  delle opportunità di crescita e il rafforzamento della cooperazione  globale attraverso il dialogo tra governi regionali, organizzazioni  internazionali e attori del settore privato in grado di apportare un  contributo al superamento del digital divide.  L’intervento del presidente Beltrame è stato incentrato sul processo di  riforma della Pubblica Amministrazione fortemente voluta dal ministro  Renato Brunetta, evidenziando in particolare le novità del Nuovo Codice  dell’Amministrazione Digitale (Decreto Legislativo n. 235/2010) che  vanno a incidere concretamente sui comportamenti e sulle prassi delle  amministrazioni e sulla qualità dei servizi resi. <span id="more-8662"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Dal 2009 a oggi &#8211; ha  spiegato Beltrame &#8211; il livello di innovazione dei servizi della nostra  Pubblica Amministrazione è notevolmente cresciuto.</strong> Nell’indagine  ‘European e-Government Benchmarking 2010’ la Commissione europea ha  infatti attestato che l’Italia è tra i Paesi con i migliori risultati in  tema di e-Government: prima per disponibilità e seconda (al 99%  dell’indicatore) per qualità e innovazione dei 20 servizi prioritari per  i cittadini e le imprese. Inoltre la disponibilità telematica dei  servizi prioritari ha raggiunto il 100% (era il 69% nel 2009), contro  una media europea che si ferma all’82%. La qualità dei servizi offerti è  al livello più alto per la quasi totalità dei 20 servizi prioritari:  insieme a Germania, Svezia e Portogallo, l’Italia è al 99% rispetto alla  media EU27 che si assesta a circa l’89%.    Non solo. Dal novembre 2008  a oggi il ministro Brunetta ha attivato una serie di servizi innovativi  per i cittadini e per le imprese: da Reti amiche a Linea Amica, dalla  creazione del portale www.vivifacile.gov.it (servizio di comunicazione  integrata con la PA che dà l’accesso ad aree tematiche differenti:  scuola, salute, previdenza, mobilità e fisco) alla messa a regime del  sistema elettronico di trasmissione telematica all’INPS dei certificati  di malattia di 17 milioni di lavoratori dipendenti, fino ad arrivare  alla diffusione di milioni di PEC (Posta elettronica certificata) fra i  cittadini e le imprese. Nello stesso arco temporale &#8211; ha concluso  Beltrame &#8211; sono stati sottoscritti 170 protocolli d’intesa per favorire  la diffusione dell\&#8217;innovazione con PA centrali e locali, con imprese e  associazioni”.</p>
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		<title>L&#8217;Europa riconosce all&#8217;Italia rigore e credibilita&#8217; nella definizione degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 16:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Europa riconosce all’Italia rigore e credibilità nella definizione degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici. Ora la sfida è quella di continuare sulla strada delle riforme strutturali per superare le debolezze che hanno caratterizzato l’economia italiana nell’ultimo decennio. L’analisi delle cause della bassa crescita e le raccomandazioni della Commissione Europea sul Programma Nazionale di Riforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7164" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta.jpg" alt="" width="450" height="310" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Europa riconosce all’Italia rigore e credibilità nella definizione  degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici.</strong> Ora la sfida è  quella di continuare sulla strada delle riforme strutturali per superare  le debolezze che hanno caratterizzato l’economia italiana nell’ultimo  decennio. L’analisi delle cause della bassa crescita e le  raccomandazioni della Commissione Europea sul Programma Nazionale di  Riforma che l’Italia ha presentato a maggio nell’ambito del semestre  europeo, rendono evidente che oggi il consolidamento fiscale richiede  selettività della spesa e rilancio della crescita. Nelle raccomandazioni  della Commissione si legge infatti che “dato l’alto livello del debito  pubblico, pari a circa il 120% del PIL nel 2011, il perseguimento di un  consolidamento durevole e credibile e l’adozione di misure strutturali  per rafforzare la crescita sono priorità essenziali per l’Italia”.  <span id="more-8656"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il piano di risanamento di deficit e debito definito dal Governo  Berlusconi nel Documento di economia e finanza è in linea con i vincoli  imposti dall’Europa e in questa cornice dobbiamo operare per rispettare  gli impegni per una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva.</strong> L’obiettivo fissato è quello del pareggio di bilancio per il 2014 e per  questo la Commissione ci esorta a pianificare sin dall’autunno misure  che ci consentano di aumentare l’efficacia della spesa e imprimere un  ritmo più forte alla nostra economia. Molti degli interventi richiamati  dalla Commissione sono peraltro già contenuti nella nostra agenda di  Governo. Sono nostre priorità il miglioramento del funzionamento del  mercato del lavoro, l’aumento del grado di concorrenza, il miglioramento  dell’ambiente normativo delle imprese, il rafforzamento delle politiche  di ricerca e innovazione e una migliore governance dei fondi  comunitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Come evidenziato dalla stessa Commissione, il nostro PNR  prevede anche la riforma del sistema di tassazione (con lo spostamento  del carico fiscale dal lavoro al consumo) e un processo capillare di  semplificazione nei settori fiscale e della regolazione amministrativa.  Solo così potremmo conciliare rigore e sviluppo. Insomma non si riesce a  crescere senza disciplina fiscale, ma senza crescita ci si allontana  dal sentiero della sostenibilità finanziaria. Un concetto che ora è  ancora più chiaro grazie all’Europa.</p>
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		<title>L&#8217;Italia risale ai primi posti nelle classifiche europee grazie alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 14:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si sono aperti questa mattina a Palazzo Marini i lavori del convegno internazionale “Italia digitale”, organizzato da DigitPa con l’obiettivo di mettere a confronto il mondo scientifico con quello delle imprese che operano nel settore della digitalizzazione. In questa occasione, nel corso del suo intervento, il Ministro Renato Brunetta ha sottolineato come dal 2009 a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7202" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta1.jpg" alt="" width="450" height="524" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si sono aperti questa mattina a Palazzo Marini i lavori del convegno internazionale “Italia digitale”, organizzato da DigitPa con l’obiettivo di mettere a confronto il mondo scientifico con quello delle imprese che operano nel settore della digitalizzazione</strong>. In questa occasione, nel corso del suo intervento, <strong>il Ministro Renato Brunetta ha sottolineato come dal 2009 a oggi sia cresciuto in modo decisivo il livello di innovazione dei servizi della nostra Pubblica Amministrazione</strong>. Nell’indagine “European e-Government Benchmarking 2010” la Commissione europea ha infatti attestato che l’Italia è tra i Paesi con i migliori risultati in tema di e-Government: prima per disponibilità e seconda (al 99% dell’indicatore) per qualità e innovazione dei 20 servizi prioritari per i cittadini e le imprese. Inoltre la disponibilità telematica dei servizi prioritari ha raggiunto il 100% (era il 69% nel 2009), contro una media europea che si ferma all’82%. La qualità dei servizi offerti è al livello più alto per la quasi totalità dei 20 servizi prioritari: insieme a Germania, Svezia e Portogallo, l’Italia è al 99% rispetto alla una media EU27 che si assesta a circa l’89%.<span id="more-8260"></span><strong>Da novembre 2008 a oggi sono stati attivati servizi innovativi che oggi sono una realtà per i cittadini e per le imprese: da Reti amiche a Linea Amica, dalla creazione del portale <a href="www.vivifacile.gov.it ">vivifacile</a> (servizio di comunicazione integrata con la PA che dà l’accesso ad aree tematiche differenti:</strong> la scuola, la salute, la previdenza, la mobilità, il fisco) alla messa a regime del sistema elettronico di trasmissione telematica all’INPS dei certificati di malattia di 17 milioni di lavoratori dipendenti, fino ad arrivare alla diffusione di milioni di PEC (Posta elettronica certificata) fra i cittadini e le imprese. Nello stesso arco temporale sono stati sottoscritti 170 protocolli d’intesa per favorire la diffusione dell’innovazione con PA centrali e locali, con imprese e associazioni. Il ministro Brunetta ha poi ricordato come lo scorso 25 gennaio sia entrato in vigore il nuovo Codice dell’Amministrazione digitale (CAD), che introduce un insieme di innovazioni normative che vanno a incidere concretamente sui comportamenti e sulle prassi delle amministrazioni e sulla qualità dei servizi resi. Il decreto legislativo n. 235/2010 si basa sui principi dell’effettività della riforma (sanzionando le amministrazioni inadempienti) e degli incentivi all’innovazione della PA: dalla razionalizzazione della propria organizzazione e dall’informatizzazione dei procedimenti, le pubbliche amministrazioni ricaveranno dei risparmi che potranno utilizzare per il finanziamento di progetti di innovazione e per l’incentivazione del personale in essi coinvolto.</p>
<p>Al convegno internazionale “Italia Digitale” hanno partecipato tra gli altri il direttore dell’OECD di Parigi Rolf Alter, il direttore generale del Ministero della PA e Sicurezza della Repubblica di Corea Deok-Seob Shim, il direttore di produzione della C3 Agency NATO Luigi Bella, il direttore generale INFSO della Commissione europea Mario Campolargo e il presidente di DigitPA Francesco Beltrame.</p>
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