<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renato Brunetta &#187; intervista</title>
	<atom:link href="http://www.renatobrunetta.it/tag/intervista/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.renatobrunetta.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Feb 2012 10:24:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>Torneremo a vincere se ci faremo capire</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/12/13/torneremo-a-vincere-se-ci-faremo-capire/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/12/13/torneremo-a-vincere-se-ci-faremo-capire/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 10:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Libero]]></category>
		<category><![CDATA[pdl]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=9468</guid>
		<description><![CDATA[In un&#8217;intervista a Libero, Renato Brunetta parla del centrodestra e delle prospettive del partito. Il centrodestra &#8221;assolutamente&#8221; tornera&#8217; a vincere, &#8221;ma la parola deve tornare al popolo sovrano&#8221;. &#8220;Racconteremo la verita&#8217; su quello che e&#8217; accaduto in questi anni, sulle cose fatte e quelle non fatte, ma anche sugli inganni e sugli imbrogli&#8221;, come il &#8221;grande [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8992" title="il_ministro_renato_brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/il_ministro_renato_brunetta.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">In un&#8217;intervista a Libero, Renato Brunetta parla del centrodestra e delle prospettive del partito. Il centrodestra &#8221;assolutamente&#8221; tornera&#8217; a vincere, &#8221;ma la parola deve tornare al popolo sovrano&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Racconteremo la verita&#8217; su quello che e&#8217; accaduto in questi anni, sulle cose fatte e quelle non fatte, ma anche sugli inganni e sugli imbrogli&#8221;, come il &#8221;grande imbroglio dello spread: sbaglio o ci avevano raccontato che Berlusconi da solo valeva 200-300 punti in meno? Manca un&#8217;analisi chiara di cio&#8217; che e&#8217; successo. Invece bisogna capire&#8221;. A proposito del governo Monti, l&#8217;ex ministro della P.A. afferma che &#8221;questa e&#8217; una sospensione, piu&#8217; o meno motivata, della democrazia.<span id="more-9468"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Uno stato di eccezione&#8221; che potrebbe mettere in &#8221;pericolo&#8221; il bipolarismo &#8221;soprattutto se sara&#8217; rimessa mano, come chiedono il Terzo polo e pezzi di sinistra e di destra, alla legge elettorale&#8221;. &#8221;I nostri elettori non sono andati da un&#8217;altra parte: o hanno ancora fiducia in noi o sono in posizione di attesa. Dopo tutto quello che e&#8217; accaduto per il Pdl avere un consenso intorno al 30% con un altro 10% potenziale e&#8217; un grande trampolino&#8221;, dice l&#8217;esponente del Pdl. &#8221;La strada migliore resta quella dell&#8217;accordo con la Lega e con tutti quelli che vorranno riaffermare il bipolarismo. Se il Terzo polo vuole il ritorno al proporzionale e alla prima repubblica e&#8217; fuori dalla realta&#8221;&#8217;, conclude l&#8217;ex ministro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/12/13/torneremo-a-vincere-se-ci-faremo-capire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Freenewsonline</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/11/21/intervista-a-freenewsonline/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/11/21/intervista-a-freenewsonline/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 17:36:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
				<category><![CDATA[Videopost]]></category>
		<category><![CDATA[freenewsonline]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=9417</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/2011/11/21/intervista-a-freenewsonline/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/11/21/intervista-a-freenewsonline/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Con la sua iniziativa il premier ha dato un segnale all’Europa e messo all’angolo l’opposizione</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/11/09/con-la-sua-iniziativa-il-premier-ha-dato-un-segnale-all%e2%80%99europa-e-messo-all%e2%80%99angolo-l%e2%80%99opposizione/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/11/09/con-la-sua-iniziativa-il-premier-ha-dato-un-segnale-all%e2%80%99europa-e-messo-all%e2%80%99angolo-l%e2%80%99opposizione/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 11:49:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[il gazzettino]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=9383</guid>
		<description><![CDATA[Il Ministro Renato Brunetta dopo l&#8217;annuncio del premier Silvio Berlusconi, spiega in un&#8217;intervista a Il Gazzettino, come questa iniziativa abbia dato un chiaro segnale all&#8217;Europa, mettendo pero&#8217; allo stesso tempo all&#8217;angolo le opposizioni. Ministro Brunetta, dunque Berlusconi si dimette. “Si dimetterà una volta approvato il provvedimento che realizza gli impegni presi con l’Europa. Una soluzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-9384" title="PASSA LA MANOVRA, FIDUCIA ALLA CAMERA CON 316 SI' E 302 NO" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta3.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>Il  Ministro Renato Brunetta dopo l&#8217;annuncio del premier Silvio Berlusconi,  spiega in un&#8217;intervista a Il Gazzettino, come questa iniziativa abbia  dato un chiaro segnale all&#8217;Europa, mettendo pero&#8217; allo stesso tempo  all&#8217;angolo le opposizioni.</p>
<p><strong>Ministro Brunetta, dunque Berlusconi si dimette. </strong></p>
<p>“Si  dimetterà una volta approvato il provvedimento che realizza gli impegni  presi con l’Europa. Una soluzione geniale, generosa e lungimirante, che  rassicura i mercati e l’Europa e mette all’angolo l’opposizione”.</p>
<p><strong> Alla Camera la maggioranza si ferma a 308, i non votanti sono 321,  Bersani intima le dimissioni al premier, lui prende atto che non ha più i  numeri e lei dice che ad essere all’angolo è l’opposizione?</strong></p>
<p>“Bersani alla Camera ha fatto l’ennesimo gioco di prestigio  annettendosi i voti degli assenti. In realtà l’opposizione è sempre  minoranza, ed è d’accordo solo sul cacciare Berlusconi ma non su un  programma di governo. Spero che si apra al più presto una campagna  elettorale chiarificatrice, in cui dirò che il mio programma è l’agenda  europea. E Bersani cosa dirà? Due terzi del Pd, Vendola e Di Pietro sono  contrari a quell’agenda. Per sostituire Berlusconi ci vuole altro che i  voti fantasma degli assenti. Ci vuole un accordo, che l’opposizione non  ha. E non ha neanche i numeri: se si fosse contata senza trucchi, senza  contare gli assenti per malattia o altro, si sarebbe fermata a 301. E  il governo, senza quelle assenze, sarebbe a 311”.<span id="more-9383"></span></p>
<p><strong> I voti sul tabellone sono stati 308.</strong></p>
<p><strong> </strong>“Non  nego che la maggioranza abbia subìto una contrazione. Per questo la  mossa di Berlusconi è geniale. Dà un grande segnale ai mercati, di  responsabilità e di coerenza. Ma mette anche all’angolo l’opposizione,  la quale perde ogni potere di strumentalizzazione della crisi perché a  questo punto o dice di sì alla legge di stabilità oppure è  un’opposizione sfascista. In questo mese che manca di qui a Natale, se i  mercati migliorano è merito nostro, delle nostre misure. E se i mercati  continuano a peggiorare, allora vuole dire che il problema non era  Berlusconi”.</p>
<p><strong>E quindi?</strong></p>
<p><strong> </strong>“Quindi  alla fine di questa duplice opzione, secondo me la maggioranza sarà  ricompattata e avrà anche recuperato pezzi, perché la generosa mossa di  Berlusconi va incontro a molte delle preoccupazioni avanzate dai  malpancisti, che secondo me sono in gran parte in buona fede. E se la  maggioranza si ricompatta, sarà ben difficile proporre papocchi,  governicchi e inciuci. O riprende questa maggioranza, e vediamo con  quale premier, o si va alle elezioni”.</p>
<p><strong> Berlusconi ha detto: elezioni e basta. Niente nuovo governo e men che meno un altro premier. </strong></p>
<p><strong> </strong>“Berlusconi  ha creato una situazione win-win: comunque vada, abbiamo vinto. Lui  incassa le misure che l’Europa vuole, ricompatta la maggioranza. Metti  che qualcuno rinsavisca e si riformi un’area maggioritaria stabile…”.</p>
<p><strong> Con i malpancisti, forse. Ma che Fini e Casini tornino all’ovile è fantapolitica.</strong></p>
<p><strong> </strong>“Se non si riforma una maggioranza solida, andiamo alle elezioni a testa alta e le vinciamo”.</p>
<p><strong>Può darsi. Ma queste dimissioni annunciate hanno tempi lunghi. Troppo lunghi, per l’opposizione e forse anche per il Quirinale. </strong></p>
<p>“Entro  il 18 la legge di stabilità viene approvata al Senato. Alla Camera può  essere approvata tra una e tre settimane e quindi si arriva a dicembre,  massimo fine dicembre”.</p>
<p><strong> E non è troppo? Non si manda ai mercati un ulteriore segnale d’incertezza, un mese ed oltre con un premier dimissionario?</strong> “Dimissionario? Berlusconi non ha dato le dimissioni, è nel pieno dei  suoi poteri e il governo pure. Non c’è stato alcun voto di fiducia. Le  dimissioni verranno dopo l’approvazione della legge di stabilità,  proprio nella preoccupazione di rassicurare i mercati”.</p>
<p><strong>Però l’opposizione, e si dice anche Napolitano, vogliono sciogliere il nodo più rapidamente. </strong></p>
<p>“Sarà  una decisione veloce, compatibilmente con le regole del Parlamento. Al  Senato la legge verrà approvata entro la prossima settimana, poi passa  alla Camera. Tra commissione e aula, dipende anche dai gruppi  parlamentari, ci si può mettere una settimana, due o tre, e si arriva a  Natale. E a quel punto Berlusconi dice: missione compiuta, ho tenuto  fede agli impegni”.</p>
<p><strong>Dunque, dimissioni a Natale. E poi? </strong></p>
<p><strong> </strong>“Poi  si aprirà un percorso che o porta ad un altro governo di chi ha la  maggioranza, cioè si forma come dicevo un’area di maggioranza stabile, o  si va alle elezioni”.</p>
<p><strong>Ma questa maggioranza stabile, di dove nasce? Da un patto di larghe intese? </strong></p>
<p>“No, le  larghe intese il Pdl non le vuole. E non si può pensare nemmeno ad un  governo fondato su transfughi. L’unica possibilità è che la maggioranza  attuale diventi più solida recuperando in questo nuovo clima gente che  se n’era andata, e in questo caso si può andare avanti…”.</p>
<p><strong> Con un premier diverso?</strong></p>
<p><strong> </strong>“Questo  lo si vedrà. Berlusconi ha detto che dà le dimissioni, non ha detto che  non ricandida più. Metti che metà dei finiani torni indietro…”.</p>
<p><strong>Ancora fantapolitica…</strong></p>
<p>“Sì, la cosa più probabile è che a missione compiuta si vada dritti alle elezioni, in primavera&#8230; E ci si vada per vincerle”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/11/09/con-la-sua-iniziativa-il-premier-ha-dato-un-segnale-all%e2%80%99europa-e-messo-all%e2%80%99angolo-l%e2%80%99opposizione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista a Il Gazzettino. Il Ministro per la PA: nessun passo indietro. Vitamine per il rilancio</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/25/intervista-a-il-gazzettino-il-ministro-per-la-pa-nessun-passo-indietro-vitamine-per-il-rilancio/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/25/intervista-a-il-gazzettino-il-ministro-per-la-pa-nessun-passo-indietro-vitamine-per-il-rilancio/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 09:43:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=9145</guid>
		<description><![CDATA[5 Intervista rilasciata a IL GAZZETTINO del 25 settembre 2011. Non accetta “né ultimatum né penultimatum”, men che meno da Confindustria. Esclude che il premier faccia un passo indietro. Annuncia “vitamine” per il rilancio del paese. Così il ministro Renato Brunetta. Ministro Brunetta, i leader delle Confindustrie locali del Nordest hanno lanciato l’ultimatum al governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8972" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta4.jpg" alt="" width="450" height="300" />5</p>
<p style="text-align: justify;">Intervista rilasciata a IL GAZZETTINO del 25 settembre 2011.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non accetta “né ultimatum né penultimatum”, men che meno da Confindustria. Esclude che il premier faccia un passo indietro. Annuncia “vitamine” per il rilancio del paese. Così il ministro Renato Brunetta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro Brunetta, i leader delle Confindustrie locali del Nordest hanno lanciato l’ultimatum al governo e al presidente del Consiglio: o fa le riforme o va a casa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Questo governo, dall’inizio della legislatura al 2014, ha approvato 265 miliardi di euro di manovre che porteranno al pareggio di bilancio nel 2013. Il bilancio italiano è il più virtuoso dal punto di vista del deficit, con avanzi primari di bilancio doppi rispetto ai partner europei. Abbiamo fatto il necessario e anche di più. Era dai tempi di Minghetti, 1875, che non raggiungeva il pareggio di bilancio”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alle imprese evidentemente non basta.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Vogliamo ricordare cosa ha fatto il governo per le imprese? Dal 2008 per le casse integrazioni sono stati spesi oltre 40 miliardi di euro, non lasciando solo nessun lavoratore e nessuna impresa. Il tasso di disoccupazione è di due punti più basso degli altri paesi dell’area euro. E con il collega Sacconi si è arrivati all’articolo 8 dell’ultimo decreto che detta una legislazione di sostegno alle aziende e ai sindacati che non ha pari nella recente storia repubblicana.  Se poi aggiungiamo la riforma della scuola – che mi pare interessi all’impresa – la riforma dell’università e della pubblica amministrazione, eccome se abbiamo fatto riforme per il lavoro. Basta tutto questo? No, la crisi mondiale impone oltre agli antibiotici anche le vitamine”.<span id="more-9145"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Confindustria le riforme le vuole subito, la presidente Marcegaglia dice che il governo “vivacchia”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">“Non capisco l’eccesso di nervosismo di Emma Marcegaglia né gli ultimatum né i penultimatum. La crisi è grave, tutti facciano la loro parte. Aspetto di vedere il ‘manifesto per l’Italia e le motivazioni, ma se Marcegaglia chiede la riforma delle pensioni posso rispondere con cognizione di causa e disponibile anche a un confronto tecnico, che la riforma il governo l’ha fatta in due occasioni e che all’appello mancano l’eliminazione delle pensioni di anzianità e la perequazione dell’età delle donne nel settore privato. A Confindustria dico: non ricordo ultimatum al governo Prodi quando abolì lo scalone fatto dal precedente governo Berlusconi che avrebbe eliminato le pensioni di anzianità”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi respinge l’ultimatum degli industriali del Nordest?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Si accettano consigli e suggerimenti, gli ultimatum lasciamoli ai fondamentalisti islamici”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Immagine del premier: gli imprenditori lamentano il disagio quando vanno all’estero.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Che ci sia un accanimento giudiziario nei confronti del premier è sotto gli occhi di tutti, così come che ci sia un mare di illegalità sul sistema delle intercettazioni. Io dico: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Cosa succederebbe se si pubblicassero i dialoghi privati di tanti imprenditori italiani? Saremmo alla barbarie, così com’è con Berlusconi”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Al presidente del Consiglio viene chiesto di fare un passo indietro. In pratica, dimettersi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“E’ una richiesta che fa sorridere. I passi avanti e indietro li decidono gli italiani ogni cinque anni e  il Parlamento togliendo la fiducia. Cosa succederebbe che un ministro chiedesse a Marcegaglia di fare un passo indietro? Mi pare che si stia perdendo il lume della ragione. Se si confondono i ruoli, allora ce n’è per tutti”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa vuol dire?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Voglio dire che non sempre i vertici confindustriali rappresentano il mondo delle imprese”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Elezioni anticipate nel 2012?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Il governo durerà fino alla scadenza naturale, la primavera 2013. E lì si raggiungerà il pareggio di bilancio”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli ‘antibiotici’, la manovra, li avete somministrati. E le ‘vitamine’? Saranno quelle che si aspetta Confindustria?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Le vitamine sono pronte, ma certo non perché ci sono stati gli ultimatum. Entro il 15 ottobre, collegati a bilancio e legge di stabilità, il governo presenterà una serie di decreti per lo sviluppo: dismissione degli asset pubblici mobiliarti e immobiliari, si venderà il capitale morto; vendita delle case Iacp e comunali; liberalizzazione e privatizzazione delle public utilities; piano per il Sud. E, ancora, semplificazione: annuncio ce saranno eliminati i certificati imposti a famiglie e imprese dalla pubblica amministrazione se essa li ha già. Ad esempio i certificati durc e antimafia”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli industriali dicono che bisogna ridurre la tasse  a famiglie e imprese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Giusto, c’è già un disegno di legge delega di riforma fiscale e assistenziale in discussione al Parlamento”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Italia ce la farà?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Io sono un inguaribile ottimista. L’Italia è un paese di famiglie e imprese che lavorano, ma anche di straordinari masochisti e opportunisti. Spero che il paese che ogni mattina alza la saracinesca prevalga, il governo sta dalla parte di questa Italia per bene. E poi, se guardiamo alla pochezza dell’opposizione, non posso che essere ottimista. Tutti parlano di Berlusconi e delle sue vicende. Io dico: Sesto San Giovanni. Settimo, non rubare. E mi rivolgo al mio amico Bersani”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/25/intervista-a-il-gazzettino-il-ministro-per-la-pa-nessun-passo-indietro-vitamine-per-il-rilancio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista al Corriere del Veneto: &#8220;Imprenditori ingrati&#8221;</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/25/intervista-al-corriere-del-veneto-imprenditori-ingrati/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/25/intervista-al-corriere-del-veneto-imprenditori-ingrati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 06:05:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[confindustria]]></category>
		<category><![CDATA[imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=9148</guid>
		<description><![CDATA[Intervista al CORRIERE DEL VENETO. 25 settembre 2011 L’intervista &#8211; Il ministro, le critiche degli industriali veneti «amici» e gli indignati nel PdI («anime semplici») Brunetta: imprenditori ingrati Gli attacchi? Gioco dei poteri forti «Sfido Marchi: lui racconti la mia storia, io la sua. Senza sconti» di Massimiliano Cortivo «Nel Paese è in atto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6944" title="brunetta tavolo" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta-tavolo12.jpg" alt="" width="450" height="354" /></p>
<p style="text-align: justify;">Intervista al CORRIERE DEL VENETO. 25 settembre 2011</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista &#8211; Il ministro, le critiche degli industriali veneti «amici» e gli indignati nel PdI («anime semplici») Brunetta: imprenditori ingrati Gli attacchi? Gioco dei poteri forti «Sfido Marchi: lui racconti la mia storia, io la sua. Senza sconti» di Massimiliano Cortivo</p>
<p style="text-align: justify;">«Nel Paese è in atto un gioco al massacro dei poteri forti che porta con sé la presa di posizione di anime semplici, di superficiali e di opportunisti. C’è una grandissima ipocrisia, e, me lo lasci dire, un’irriconoscenza nei confronti del premier Silvio Berlusconi e del suo governo».</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro della Pubblica Amministrazione dell’Innovazione Renato Brunetta risponde così alle critiche che nelle ultime settimane stanno piovendo sull’esecutivo e sul suo leader. Critiche che nel Veneto hanno visto la firma di alcuni big dell’economia come Giannino Marzotto, Gianni Zonin o Enrico Marchi, giusto per fare tre nomi. Ma attacchi alla leadership sono venuti anche da alcuni esponenti della cosiddetta base del Popolo della Libertà. Già battezzati con un aggettivo dal sapore spagnolo: indignati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro, che cosa sta succedendo? Sembra l’inizio della fine. Tutti pronti ad abbandonare la nave.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Ma tutti chi, scusi? Io con la base del partito mi confronto quasi quotidianamente e in tutta sincerità non vedo il quadro che lei mi descrive. Stiamo entrando in una fase congressuale, la critica è abbastanza normale in questi casi. Piuttosto noto un gioco al massacro dei poteri forti, quello sì. A cui, semmai, si accodano anime semplici e gli immancabili opportunisti».<span id="more-9148"></span><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma le prese di posizione (contrarie) di alcuni industriali e manager veneti di spicco che effetto le hanno fatto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong>«Avranno cambiato idea rispetto al passato, che cosa vuole che le dica, è legittimo,no? Il governo sopporta bene le critiche. Non è che, se un anno (faccio un esempio) la Save va male sono qui a chiedere la testa del presidente. Si guardino dentro, piuttosto, senza ipocrisie».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cioè? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>«Si facciano un esame di coscienza. Anzi lancio loro questa proposta: facciamolo assieme, in pubblico, questo esame. Parlo ad esempio all’Amico Enrico Marchi. Ricostruiamo le nostre due storie davanti alla gente. Io racconto la sua, e lui la mia. Senza farci il minimo sconto. Io ci sto, lui ci sta?».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Confindustria ha dato una sorta di «ultimatum» al governo di cui lei fa parte: «Ora salviamo il Paese».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Per quel che mi riguarda accetto la sfida: fare di più e ancora di più. Detto questo, Confindustria non la capisco, è assolutamente ingrata con l’esecutivo. Perché le cose, noi, in questi anni le abbiamo fatte eccome. Non lo dico io che potrei essere di parte, lo dicono tutti, dall’Ocse in giù. Abbiamo fatto le riforme più importanti della storia repubblicana, non c’è stata crisi sociale, solo qualche radical chic che ha fatto folklore salendo sui tetti, nessun lavoratore è stato lasciato solo, abbiamo investito 40 miliardi di euro in cassa integrazione, abbiamo salvato le stesse aziende. In un periodo di crisi come questo abbiamo raggiunto il pareggio, il che ci porta a Marco Minghetti, nel 1875».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di andare a votare prima, manco a parlarne&#8230; </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>«No, dopo gli antibiotici adesso tocca alle vitamine. Dopo le manovre e i tagli ora tocca alle grandi strategie dello sviluppo. Dalle vendite del patrimonio pubblico al riscatto delle case da parte di due milioni di inquilini. Tocca alle vitamine, appunto».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A darle ci sarà sempre il medico Berlusconi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> «L’unico medico legittimato a farlo, in democrazia. Non decidono certo i poteri forti o le agenzie di rating. Il titolo di medico, in democrazia, lo danno gli elettori. E hanno scelto lui». Non è d’accordo quindi con il vostro consigliere regionale Nereo Laroni che parla di «fine di un ciclo»? «Laroni è molto più esperto di me sui cicli che finiscono&#8230;».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Imprenditori e manager, tra cui il presidente di Veronafiere Ettore Riello, sostengono che la vita privata del premier «offende profondamente il nostro lavoro e le imprese».</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Dico solo: chi è senza peccato scagli la prima pietra. In giro c’è una marea ignobile di ipocrisia. E una marea di illegalità nelle intercettazioni. Ma questo è un discorso che ci porterebbe lontano».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anche le donne del Pdl a Cortina si sono sentite offese da certi comportamenti di Berlusconi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong> «Non ho sentito nulla del genere, e a Cortina c’ero anch’io. Se hanno qualcosa da dire lo scrivano».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In compenso la Lega, dopo il voto su Milanese, sembra più compatta. Nonostante Flavio Tosi non perda occasione di invitare il premier a fare un passo indietro.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">«Il Carroccio è un fedele alleato con le sue normali divisioni all’interno. Se dovessimo parlare di quelle del Partito Democratico faremmo notte».<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A proposito: e il caso Penati? </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>«Quello di Sesto San Giovanni? Ricordo al segretario del Pd Pierluigi Bersani i comandamenti: a Sesto vige il Settimo, non rubare».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/25/intervista-al-corriere-del-veneto-imprenditori-ingrati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ecco le vitamine sviluppiste dopo gli antibiotici rigoristi</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/22/ecco-le-vitamine-sviluppiste-dopo-gli-antibiotici-rigoristi/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/22/ecco-le-vitamine-sviluppiste-dopo-gli-antibiotici-rigoristi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 08:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[manovra]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=9126</guid>
		<description><![CDATA[Testo dell&#8217;ntervista del Ministro Renato Brunetta su IL FOGLIO del 22 settembre 2011. E’ anche per contrastare il declinismo e l’immobilismo interessati di settori industriali e bancari italiani che Renato Brunetta, fin dal Consiglio dei ministri di oggi, dispenserà “vitamine” sviluppiste per integrare gli “antibiotici” rigoristi già assunti dal paese, assicura lo stesso ministro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8992" title="il_ministro_renato_brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/il_ministro_renato_brunetta.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">Testo dell&#8217;ntervista del Ministro Renato Brunetta su IL FOGLIO del 22 settembre 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ anche per contrastare il declinismo e l’immobilismo interessati di settori industriali e bancari italiani che Renato Brunetta, fin dal Consiglio dei ministri di oggi, dispenserà “vitamine” sviluppiste per integrare gli “antibiotici” rigoristi già assunti dal paese, assicura lo stesso ministro della Funzione pubblica al Foglio. La conversazione inizia con un paio di “consigli di lettura”. Primo, l’editoriale di lunedì scorso del Corriere della Sera, quello in cui i due economisti Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sostenevano che “una patrimoniale sarebbe esiziale per la crescita perché diffonderebbe la falsa impressione che le riforme non sono poi tanto urgenti” e si chiedevano se Confindustria non si fosse convertita all’idea di introdurre la “botta secca”. Secondo consiglio di lettura: il programma elettorale con cui il Pdl ha vinto nel 2008, e in particolare il punto numero 7 di quel programma, quello sull’alienazione del patrimonio pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Partiamo dal quotidiano di Via Solferino: </strong>“A mia memoria – dice Brunetta – era da tempo che il Corriere della Sera, o un altro dei grandi giornali della borghesia italiana, non criticava Viale dell’Astronomia. L’articolo di Alesina e Giavazzi lo sottoscrivo, la patrimoniale è una foglia di fico che nasconde molti e poco nobili interessi di conservazione”. Una risposta nemmeno troppo indiretta a chi, come il banchiere Corrado Passera, ad di Intesa, ancora ieri imputava al governo Berlusconi una “perdita di credibilità” a livello internazionale: “<strong>Mi pare che le Borse scendano per l’andamento dei titoli di certi istituti di credito</strong> – chiosa il ministro – I banchieri, americani o europei che siano, oggi sono gli ultimi a poter salire in cattedra a parlare di ‘credibilità’”. Le critiche però non vengono solo dai banchieri. Luca Cordero di Montezemolo, per esempio, è sempre più “attivista”: “Le discese in campo si fanno, non si lasciano trapelare. Detto questo, ognuno è benvenuto. A Montezemolo, come a chiunque altro, chiederei: ‘Con la tua storia personale, sei credibile?’”. <span id="more-9126"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ma è soprattutto agli industriali che si rivolge Brunetta: “Ai confindustriali, anzi”, precisa. “Una patrimoniale per ridurre il debito pubblico è la soluzione emergenziale perfetta per non parlare per esempio di liberalizzazioni e privatizzazioni, anche in settori come quello dell’energia, dei trasporti, delle telecomunicazioni, magari perché ex monopolisti o partecipazioni pubbliche hanno assunto tanto peso in Confindustria”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non solo: “Non ricordo grandi campagne stampa dei ‘poteri forti’ in occasione del referendum abrogativo della legge sulla liberalizzazione dei servizi pubblici locali”. Eppure richieste come quella di innalzare l’età pensionabile, avanzate da Emma Marcegaglia, sembrano tutt’altro che strampalate: “Personalmente ho promosso l’equiparazione dell’età di pensionamento delle donne a quella degli uomini nel settore pubblico. Per non parlare della riforma di Tremonti e Sacconi che adegua l’età pensionabile alle aspettative di vita. Abbiamo così assicurato la sostenibilità del sistema previdenziale, infine equiparando pure l’età pensionabile nel settore privato. Il governo Prodi qualche anno fa ha abrogato lo scalone che avrebbe eliminato le pensioni di anzianità, e solo ora Confindustria alza la voce per quel 10 per cento che resta da fare! Tra l’altro su aspetti su cui abbiamo avanzato proposte, come le pensioni di anzianità, e che proprio la Bce, nella sua lettera, ci ha suggerito di modificare”. Brunetta cita poi l’articolo 8 della manovra sulla contrattazione aziendale, “non a caso accolto molto bene dall’imprenditore Sergio Marchionne, e molto tiepidamente dai confindustriali”. Quindi scuola, università, pubblica amministrazione: “Non è che di riforme, per qualcuno, questo governo ne sta facendo fin troppe?”, chiede provocatoriamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà, ma intanto si discute di un’ennesima manovra correttiva: “Al momento non mi risulta – replica Brunetta – e comunque l’aspetto fondamentale è che nel 2013  raggiungeremo il pareggio di bilancio, decimale più decimale meno. Non accadeva dal 1875, con presidente del Consiglio Marco Minghetti”. Non c’era alternativa, pare: “Non è vero. Il governo non ha atteso l’emergenza di queste settimane per inserire il pareggio di bilancio tra gli obiettivi di politica economica, il che è ben più importante che inserirlo in Costituzione. Se si considerano tutti i decreti dal 2008 a oggi, abbiamo determinato correzioni annuali di bilancio per oltre 265 miliardi di euro tra 2008 e 2014”. 265 miliardi di “antibiotici”, come li chiama il ministro della Funzione pubblica, che però oggi vanno urgentemente integrati con “vitamine” pro crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">“E visto che non parla Tremonti, parlo io”, avvisa. A dire il vero da Via XX Settembre è trapelata l’idea di un “piano decennale” per la crescita: “Non ne so nulla, ma visto che le vitamine e il miglior stile di vita danno risultati nel medio-lungo termine, dico ‘evviva il piano, ed evviva la sua durata decennale!’”, commenta ironico il ministro. Veramente non ne sapeva nulla? “Il piano o sarà collegiale o non sarà, ma non è il tempo delle polemiche”, taglia corto Brunetta, che subito dopo mostra un documento dal titolo battagliero: “Operazione riscatto”. “Ne parlerò oggi in Consiglio dei ministri. Per parafrasare l’economista De Soto, si tratta di ‘resuscitare il capitale morto e trasformarlo in capitale vivo’. Dove il capitale morto è quello delle case pubbliche”. L’idea è di avviare la dismissione del patrimonio abitativo degli ex Istituti autonomi per le case popolari, permettendo agli attuali inquilini di diventare proprietari degli alloggi: “Con un pagamento diluito in 20 anni, consentiremo a 4-5 milioni di individui di non dipendere più dalle lottizzazioni partitocratiche di 1 milione 270 mila alloggi. Il gettito si può usare per mutui agevolati alle giovani coppie”. Non si tratta infatti di “fare cassa”, ci tiene a precisare Brunetta, ma di “dare un segnale di fiducia alle famiglie, incentivando responsabilità personale e ripresa economica”. La ratio è simile a quella della più classica dismissione del patrimonio pubblico: “Un’altra riforma a costo zero, come le semplificazioni e le sburocratizzazioni, da adottare subito. E a chi su questo fronte tentenna ancora, ricordo che era scritto anche nel programma del 2008 con cui abbiamo vinto le elezioni e che portava la firma di tutti, Tremonti incluso”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/09/22/ecco-le-vitamine-sviluppiste-dopo-gli-antibiotici-rigoristi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per fare le riforme bastano tre mesi</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/10/per-fare-le-riforme-bastano-tre-mesi/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/10/per-fare-le-riforme-bastano-tre-mesi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 10:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[il giornale]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforma Brunetta]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8974</guid>
		<description><![CDATA[Intervista del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione, Renato Brunetta. Ministro Brunetta, questo famoso governo del fare, se non ora quando? &#8220;Non c&#8217;è alcun dubbio: ora&#8221;. Non  crede sia tardi &#8220;A parte che in questi anni non è che siamo stati proprio con le mani in mano, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8593" title="renato brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta2.jpg" alt="" width="450" height="302" /></p>
<p style="text-align: justify;">Intervista del direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti al Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione, Renato Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ministro Brunetta, questo famoso governo del fare, se non ora quando?</strong><br />
&#8220;Non c&#8217;è alcun dubbio: ora&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non  crede sia tardi<br />
</strong>&#8220;A parte che in questi anni non è che siamo stati proprio con le mani in mano, non è mai troppo tardi. Anzi, le dirò di più&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dica</strong><br />
&#8220;Non soltanto abbiamo il dovere del fare per salvare il Paese dalla crisi, ma è la nostra grande occasione per invertire il vento e avviarci a rivincere le elezioni nel 2013&#8243;.<span id="more-8974"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Buona notizia, ma come. Affidandosi alla Banca centrale europea, alla Merkel e Sarkozy?</strong><br />
&#8220;Balle della sinistra. Siamo nati nel &#8217;94 per cambiare questo Paese, dobbiamo solo completare l&#8217;opera stando esattamente nel solco tracciato dal presidente Berlusconi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Già, 17 anni appunto. Come mai solo ora tutto questo ottimismo? Gli italiani ne hanno molto meno&#8230;<br />
</strong>&#8221; Capisco l&#8217;ironia ma la risposta è semplice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cioè?</strong><br />
&#8220;La crisi economica ha messo a nudo le ipocrisie della sinistra, le miopie e le posizioni di rendita del sindacato. Le ricette che tutti invocano per non soccombere noi le avevamo già scritte. Alcune sono soltanto rimaste imbrigliate nei riti della poltica e nell&#8217;antiberlusconismo militante. Adesso non ci sono più alibi per nessuno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;opposizione fa il suo mestiere, i numeri li ha chi governa<br />
</strong>&#8220;Sfasciare il paese non è un bel mestiere. Comunque adesso si deve cambiare. Il nemico per noi non deve più essere l&#8217;opposizione ma il tempo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il tempo?</strong><br />
&#8220;Già, dobbiamo accelerare e possiamo farlo perché la benzina nel motore c&#8217;è già&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E come?</strong><br />
&#8220;Da subito servirebbe che il consiglio dei ministri si riunisse non una ma due volte alla settimana, per deliberare ma anche per monitorare i processi legislativi. Così come il Cipe si deve riunire una volta al mese. Decisioni, controlli e risorse: questa è la ricetta&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma se poi in Parlamento le cose vanno come vanno&#8230;</strong><br />
&#8220;Oltre che per noi, la crisi deve essere un test anche per l&#8217;opposizione. Vediamo chi ci sta e chi invece preferisce rimanere sulle vecchie barricate&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si riferisce a Casini?<br />
</strong> &#8220;Soprattutto a lui, tiriamo fuori le carte, parliamone e votiamo. Ma subito, il tempo dei rinvii è finito&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per esempio?<br />
</strong>&#8220;Riforma fiscale e assistenziale. Il testo c&#8217;è. Corsia preferenziale e, in parallelo, decreti attuativi. Se c&#8217;e la volontà politica dal 2012 può essere in vigore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Costi della politica?</strong><br />
&#8220;Fatto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fatto?<br />
</strong> &#8220;Certo. Quanto crede che possa metterci la commissione che deve rendere concreti gli allineamenti delle retribuzioni dei costi italiani a quelli europei?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non lo so, a occhio anni</strong><br />
&#8220;Io dico tre settimane, ma stando larghi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Se va a finire come sulle Province da abolire..</strong><br />
&#8220;Il disegno di legge per accorparle c&#8217;è. Votiamolo. Non solo. Il federalismo municipale è già legge. Anticipiamo l&#8217;entrata in vigore così accorpiamo anche i piccoli Comuni. Poi non sarebbe male pensare anche ai costi del sindacato, e perché no, a risparmiare anche sui contributi ai giornali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questo è il libro dei sogni</strong><br />
&#8220;No, è il programma del Pdl e di questa maggioranza. Ed è il risultato dell&#8217;azione di governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non sempre si vede<br />
</strong>&#8220;C&#8217;è una cortina fumogena che copre tutto e non l&#8217;abbiamo certo stesa noi. Lei sa che si può privatizzare anche dopo il referendum sulla questione dell&#8217;acqua?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>No, non lo so.<br />
</strong> &#8220;Male, è grave. Basta prendere il decreto Ronchi, togliere l&#8217;acqua e applicarlo su luce, gas, spazzatura, trasporti. Del resto, per dirla alla Bersani, ce lo chiede l&#8217;Europa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;Europa chiede anche incentivi allo sviluppo<br />
</strong> &#8220;E fa bene. La cosa non ci spaventa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tremonti, sul tema, sembrava almeno preoccupato<br />
</strong> &#8220;La politica dei tagli lineari non ha funzionato. Andiamo oltre. La riforma costituzionale dell&#8217;articolo 41, quella sulle libertà di impresa, è già scritta. Nel decreto sviluppo di maggio e nel decreto manovra di luglio ci sono ben ventisette misure per la crescita. Non mi sembrano cose da poco&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Basteranno?<br />
</strong> &#8220;Solo a evadere tutto ciò che è già pronto si farebbe un enorme, decisivo passo in avanti. E se serve altro non ci tireremo indietro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per esempio?<br />
</strong>&#8220;Per esempio le pensioni. Personalmente credo che si potrebbe lavorare su quelle di reversibilità, una spesa da 38 miliardi metà dei quali destinati a chi non ne ha pieno diritto o vera necessità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi italiani non saranno entusiast</strong>i<br />
&#8220;Gli italiani non saranno entusiasti se il salvataggio fallisce. Neppure l&#8217;idea del riordino delle professioni e degli ordini piace a tutti gli interessati ma andrà fatto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Visto che serve fretta, parliamo di temp</strong>i<br />
&#8220;Da settembre a dicembre si può incardinare quasi tutto. Nel 2012 cominceremo a vedere i risultati, nel 2013 raggiungiamo il pareggio e rivinciamo le elezioni &#8220;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/10/per-fare-le-riforme-bastano-tre-mesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ora il coraggio delle riforme e un esame di coscienza collettivo</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/08/ora-il-coraggio-delle-riforme-e-un-esame-di-coscienza-collettivo/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/08/ora-il-coraggio-delle-riforme-e-un-esame-di-coscienza-collettivo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 09:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8968</guid>
		<description><![CDATA[‘‘La crisi puo’ essere un acceleratore delle riforme e dell’avvio a soluzione dei nostri mali strutturali: troppa economia pubblica, troppe corporazioni, regole vecchie per i servizi pubblici locali e per le professioni, gap nel funzionamento della pubblica amministrazione, carenza di infrastrutture”. Così il Ministro Renato Brunetta in un’intervista al Messaggerodove ribadisce come sia questa “l’ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8834" title="brunetta2" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta21.jpg" alt="" width="450" height="262" /></p>
<p style="text-align: justify;">‘<strong>‘La crisi puo’ essere un  acceleratore delle riforme e dell’avvio a soluzione dei nostri mali  strutturali: troppa economia pubblica, troppe corporazioni, regole  vecchie per i servizi pubblici locali e per le professioni, gap nel  funzionamento della pubblica amministrazione, carenza di infrastrutture”</strong>.<span id="more-8968"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Così il Ministro Renato Brunetta in  un’intervista al Messaggerodove ribadisce come sia questa “l’ora di un  esame di coscienza collettivo”. ”Il giudizio dei mercati, per quanto  strumentale, e’ una fotografia dell’Italia e dell’Europa, e dunque di  quello che non va nel nostro paese: fragilita’, arretratezze, miopie,  egoismi, vizi. Ebbene, dobbiamo convincere i mercati che siamo un paese  forte, sano, capace di competere, crescere e soprattutto di onorare nel  lungo periodo il proprio debito”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto a chi chiede le  dimissioni del premier Berlusconi, Brunetta avverte: ”E’ uno sport  banale scaricare la colpa su chi governa e in ogni caso non spetta ai  mercati.</strong> Mettiamo che da domani ci fosse in Italia un governo  tecnico e che il giorno dopo le borse continuassero a crollare, cosa si  farebbe? Ci scaglieremmo contro il destino cinico e baro? Non  scherziamo. La democrazia ha chiari meccanismi di funzionamento: i  tecnici facciano i tecnici e i politici, i politici”. Brunetta piuttosto  suggerisce di ”costruire una traiettoria di rientro dal deficit che non  uccida il paese, e per farlo dobbiamo modulare i tagli”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ministro smentisce un aumento della  pressione fiscale, sottolineando che &#8220;la ricetta sara’ esclusivamente  sulla riduzione di spesa”. In merito agli interventi sulle pensioni,  Brunetta non esclude ne’ conferma un’accelerazione della riforma  previdenziale. ”Se ci impicchiamo ai singoli tagli non faremo altro che  sommare le reazioni di ceti o categorie. Il giudizio deve essere  d’insieme, complessivo, in modo da creare consenso”. Quanto ai rapporti  tra il premier e il ministro dell’ Economia, ”la collaborazione  Berlusconi-Tremonti ha funzionato, certamente con molte scintille ma  anche con numerosi risultati”, conclude Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/08/ora-il-coraggio-delle-riforme-e-un-esame-di-coscienza-collettivo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pareggio nel 2013, ma partiamo subito</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/07/pareggio-nel-2013-ma-partiamo-subito/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/07/pareggio-nel-2013-ma-partiamo-subito/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2011 09:53:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[pareggio di bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[sole 24 ore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8964</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Per fare il ‘close to balance’ nel 2013 senza deprimere l’economia serve una cura doppia: antibiotici e vitamine”. Il Ministro Renato Brunetta illustra la sua ricetta per il rilancio dell&#8217;economia, in un&#8217;intervista al Sole 24 Ore. Il primo antibiotico e’ l’azzeramento del fabbisogno. Confidiamo di riuscire a intervenire su alcune voci di spesa e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-8721" title="renato-brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta3.jpg" alt="" width="450" height="250" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per fare il ‘close to balance’ nel 2013 senza deprimere l’economia serve una cura doppia: antibiotici e vitamine”. Il Ministro Renato Brunetta illustra la sua ricetta per il rilancio dell&#8217;economia, in un&#8217;intervista al Sole 24 Ore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il primo antibiotico e’ l’azzeramento del fabbisogno. </strong>Confidiamo di riuscire a intervenire su alcune voci di spesa e di  avere buone entrate nella seconda parte dell’anno. Il nostro obiettivo  primario e’ riuscire a ridurre il deficit/Pil gia’ quest’anno  abbassandolo al 3,3% rispetto a un tendenziale di 3,9%. La progressione  potrebbe essere mantenuta con un deficit/Pil all’1,5% l’anno prossimo  per poi arrivare al ‘close to balance’ nel 2013 con un deficit/Pil allo  0,2-0,3%”.<span id="more-8964"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Per quel che riguarda il Pil, ”confido  ancora che quest’anno si possa fare un +1,1%”.    In merito alla delega  assistenziale e fiscale, ”l’obiettivo e’ ottenere la legge delega entro  l’autunno per varare i principali decreti legislativi a fine anno”,  afferma Brunetta. ”Dal 2012, gradualmente, entra in vigore il nuovo  fisco e il nuovo assetto delle tax expenditure che ridisegneranno lo  Stato assistenziale”. <strong>Rassicura però sulla pressione fiscale: ”Il percorso sara’ graduale ed equilibrato”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le vitamine, spiega Brunetta  ”arriveranno con l’attuazione in tempi certi e controllati insieme con  le parti sociali delle 27 misure per la crescita contenute nel decreto  sviluppo di maggio e nella manovra correttiva di luglio. </strong>A  quelle misure si aggiungeranno poi i punti condivisi del documento  unitario presentato dalla parti sociali giovedi”’.    A breve termine,  ”razionalizziamo la spesa delle province e le funzioni dei comuni minori  come previsto nei decreti attuativi del federalismo fiscale”, dichiara  Brunetta. ”Procederemo poi con le semplificazioni dopo le ultimissime  varate in materia di norme ambientali, antincendi e sulla privacy nelle  aziende. E ancora: il fisco di vantaggio e la realizzazione su un’agenda  ferrea degli investimenti varati dal Cipe”.    Il ministro punta anche a  ”recuperare il decreto Ronchi, con il 23 bis”, vale a dire ”la  privatizzazione delle public utilities, senza l’acqua”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inserimento del vincolo del pareggio  nella Costituzione ”ridisegnera’ il panorama politico italiano: da una  parte staranno le forze per il rigore, lo sviluppo e la crescita; dall’  altra chi punta alla stagnazione e al lassismo”, sostiene Brunetta. ”Si  blinda per sempre l’articolo 81, basta spesa fuori giri. E poi ci sara’  il nuovo articolo 41 sulla liberta’ d’impresa. Cosi’ si centra  l’obiettivo della credibilita”’.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Arriviamo alle elezioni politiche nella primavera del 2013 con un nuovo sistema tributario, nuove liberalizzazioni realizzate, privatizz</strong>azioni, una pubblica amministrazione piu’ efficiente e il nuovo Statuto dei lavori. Ma soprattutto con un deficit/Pil prossimo allo zero e il nuovo vincolo in Costituzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/08/07/pareggio-nel-2013-ma-partiamo-subito/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sì alle richieste del Governatore, faremo subito la riforma fiscale</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/06/01/si-alle-richieste-del-governatore-faremo-subito-la-riforma-fiscale/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/06/01/si-alle-richieste-del-governatore-faremo-subito-la-riforma-fiscale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2011 08:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8644</guid>
		<description><![CDATA[Sì alla riforma fiscale, da fare subito e, se sarà il caso, assieme «all’eventuale anticipo della manovra». Sì anche ai tagli «non indiscriminati» alla spesa corrente, senza sacrificare la spesa in conto capitale. A Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, la relazione di Mario Draghi da governatore della Banca d’Italia è piaciuta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1985" title="brunetta_conta1" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/2009/07/brunetta_conta1.jpg" alt="" width="450" height="195" /></p>
<p>Sì alla riforma fiscale, da fare subito e, se sarà il caso, assieme «all’eventuale anticipo della manovra». Sì anche ai tagli «non indiscriminati» alla spesa corrente, senza sacrificare la spesa in conto capitale. A Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione, la relazione di Mario Draghi da governatore della Banca d’Italia è piaciuta.</p>
<p><strong> Eppure il governatore non è stato tenero con Palazzo Chigi. Ha detto che la spesa corrente va ridotta di 5 punti, che serve una manovra tempestiva e che i tagli non devono essere indiscriminati. Come se ne esce?<br />
</strong> «Continuando e accelerando quello che abbiamo già avviato. E’ vero: la spesa primaria corrente in rapporto al Pil deve essere riportata ai livelli dello scorso decennio e l’obiettivo va realizzato attraverso interventi mirati, basandosi su indicatori di efficienza. Ma la riforma della pubblica amministrazione avviata da questo governo, e in particolare dal mio ministero, va già in questo senso».</p>
<p><strong><span id="more-8644"></span>Però, dice Draghi, tagliare la spesa non basta, vanno fatte anche le riforme.<br />
</strong> «Sono d’accordo, per esempio quella del fisco deve e può essere fatta subito»<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Subito quando? Si era parlato di avviare la discussione ad ottobre.<br />
</strong> «Va fatta in concomitanza con l’eventuale anticipo di manovra correttiva per il 2013-14».</p>
<p><strong>Come?<br />
</strong> «Innanzitutto semplificando e razionalizzando il codice tributario».</p>
<p><strong>Banca d’Italia non parla di codici, chiede di riequilibrare un fisco che penalizza soprattutto i redditi da lavoro.<br />
</strong> «Giusto, questa ricomposizione va fatta, ma deve essere neutrale sul bilancio pubblico»</p>
<p><strong>Come si finanzia?<br />
</strong> «La riduzione del prelievo sui redditi da lavoro deve essere compensata da un aumento dei prelievi sui consumi. Di per sé, questo spostamento avrà un effetto significativo sulla crescita: riducendo il cuneo fiscale, si interviene positivamente sugli incentivi a lavorare, assumere, produrre e investire di più».</p>
<p><strong>Ma una manovra del genere non farebbe volare l’inflazione?<br />
</strong> «L’eventuale impatto sarebbe solo transitorio. Certo, l’intervento deve essere significativo: modalità e mix sono allo studio del ministero dell’Economia».</p>
<p><strong>Basterà a smuovere un’economia che ristagna da dieci anni?<br />
</strong> «Il ristagno è il nostro principale problema, ma è conseguenza di quello della produttività. Draghi ha detto che deriva dal fatto che il nostro sistema non si è ancora ben adattato alle nuove tecnologie. E’ vero. Cause strutturali, il governo ha una presa limitata su di esse».<br />
<strong> </strong></p>
<p><strong>Si tira indietro?<br />
</strong> «Non dico che non possiamo fare niente. Anzi, nel Programma Nazionale di Riforma abbiamo delineato una strategia per promuovere una crescita solida, del quale fanno parte interventi di liberalizzazione in parte già attuati, penso alle public utilities locali. Faremo altro, attueremo il Piano per il Sud, continueremo a semplificare leggi e atti amministrativi, elimineremo protezioni e rendite, ma è chiaro che la carta più forte che il governo ha in mano è la politica di bilancio. Insomma, antibiotici e vitamine».</p>
<p>[Da: Repubblica]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/06/01/si-alle-richieste-del-governatore-faremo-subito-la-riforma-fiscale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

