<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Renato Brunetta &#187; fisco</title>
	<atom:link href="http://www.renatobrunetta.it/tag/fisco/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.renatobrunetta.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 12:54:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>La lotta all&#8217;evasione si puo&#8217; fare anche senza spettacolarizzazione</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2012/01/31/la-lotta-allevasione-si-puo-fare-anche-senza-spettacolarizzazione/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2012/01/31/la-lotta-allevasione-si-puo-fare-anche-senza-spettacolarizzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 14:34:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>monica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[agenzia delle entrate]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[stipendi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=9572</guid>
		<description><![CDATA[Questo non e&#8217; governo di marziani e sta continuando a fare quello che faceva il governo Berlusconi. Solo che ha la stampa dalla sua. La lotta all&#8217;evasione si puo&#8217; fare anche senza spettacolarizzazione. Se serve, ben venga per dare segnali, pero&#8217; non ci si puo&#8217; basare solo su questa. L&#8217;Agenzia delle entrate ha tutti gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-4516" title="fisco-telematico" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fisco-telematico.jpg" alt="" width="450" height="295" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questo non e&#8217; governo di marziani e sta continuando a fare quello che faceva il governo Berlusconi. Solo che ha la stampa dalla sua.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La lotta all&#8217;evasione si puo&#8217; fare anche senza spettacolarizzazione</strong>. Se serve, ben venga per dare segnali, pero&#8217; non ci si puo&#8217; basare solo su questa. L&#8217;Agenzia delle entrate ha tutti gli strumenti per incrociare le dichiarazioni dei redditi, gli usi di automobili e oggetti di alta opulenza. <span id="more-9572"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non sono tanto i parlamentari a essere pagati troppo, ma e&#8217; il personale delle Camere.</strong> Molti funzionari, per poi arrivare a dirigenti intermedi se non i commessi, hanno remunerazioni paragonabili, se non multiple, di quelle dei parlamentari. E&#8217; piu&#8217; facile tagliare ai parlamentari che ai funzionari, che hanno sindacati che sono molto forti&#8221; E cosi&#8217; si &#8221;taglia qualcosa ai parlamentari (e io non ho nessun problema) nessun problema, ma la struttura, i costi, le remunerazioni dei funzionari rimangono intatte.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2012/01/31/la-lotta-allevasione-si-puo-fare-anche-senza-spettacolarizzazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fisco, Sud e burocrazia. L&#8217;ultima chiamata del governo secondo Brunetta</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/27/fisco-sud-e-burocrazia-lultima-chiamata-del-governo-secondo-brunetta/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/27/fisco-sud-e-burocrazia-lultima-chiamata-del-governo-secondo-brunetta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 May 2011 08:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[sud]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8621</guid>
		<description><![CDATA[“Ora o mai più va rilanciata l’economia”, è il piano B del governo. “Va bene il consolidamento fiscale, vale a dire il pareggio di bilancio e la drastica riduzione del debito su cui l’Italia si è impegnata con l’Europa. Ma senza riforme che rilancino l’economia questi sarebbero soltanto tagli. Tagli violenti su un paese stremato. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-8622" title="brunetta-forumpa" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta-forumpa.jpg" alt="" width="450" /></p>
<p style="text-align: justify;">“<strong><em>Ora o mai più va rilanciata l’economia</em></strong>”, è il piano B del governo. “<em>Va bene il consolidamento fiscale, vale a dire il pareggio di bilancio e la drastica riduzione del debito su cui l’Italia si è impegnata con l’Europa. Ma senza riforme che rilancino l’economia questi sarebbero soltanto tagli. Tagli violenti su un paese stremato. Chi nella maggioranza non lo capisce è anche chi, in tutta evidenza, lavora per una maggioranza e un governo diversi dall’attuale</em>”. Il riferimento a Giulio Tremonti è ovviamente soltanto una malizia del cronista che intervista Renato Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Mercoledì pomeriggio il ministro della Pubblica Amministrazione ha redatto il comunicato, poi diramato alle agenzie, “<em>con il quale l’ufficio di presidenza del Pdl ha incaricato il governo di riformare il fisco, attuare il piano per il Sud, completare la sburocratizzazione dell’apparato statale</em>”. Alla vigilia dei ballottaggi di Milano e Napoli su cui gravano auspici non del tutto favorevoli, in una maggioranza attraversata da un intenso tramestio nei rapporti con la Lega e scossa da un vento di fronda interna che si alza dal cuore del Pdl fino a ieri solidamente berlusconiano, Brunetta vede una sola via d’uscita: “<em>O si riparte rilanciando il programma di governo, o ce ne possiamo tornare tutti a casa. Dobbiamo dare una nuova costituzione fiscale al paese. Rispondere alle aspettative delle famiglie e del mondo produttivo. Ora o mai più. La legislatura va conclusa portando a compimento la riforma tributaria, il federalismo, il piano per il Sud. Politiche di crescita che vanno affiancate almeno all’avvio di una riforma della seconda parte della Costituzione</em>”. E’ troppo per una maggioranza infiacchita, gli si obietta. “<em>Abbiamo i numeri</em>”, risponde. “Abbiamo preso la fiducia in Parlamento quarantacinque volte. Siamo obbligati ad andare avanti. Altrimenti cosa diavolo ci stiamo a fare al governo?”.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8621"></span>Il ministro ha costruito un preciso cronoprogramma delle riforme, mese per mese, provvedimento per provvedimento. “Il Pdl lo ha approvato &#8211; dice &#8211; Se il governo non percorre questa strada sarebbe masochista, e non lo è”. Cosa va fatto e quando? “Entro luglio dobbiamo approvare in Cdm il disegno di legge delega per la riforma del fisco ed entro il primo trimestre del 2012 il provvedimento deve essere approvato dal Parlamento per entrare in vigore con i relativi decreti legislativi dal 2013, con la prossima legislatura. Contemporaneamente va realizzato il piano per il Sud, con decisioni mensili del Cipe per i prossimi due anni. Inoltre va completato quel lavoro di semplificazione normativa e burocratica che renda più agevole l’attività imprenditoriale e non opprima più i cittadini”. Circondato dalle carte, Brunetta alza lo sguardo oltre gli occhiali calati sul naso. Una lunga inequivocabile frase: “Chiunque si opponga dall’interno del governo o nel centrodestra a un siffatto piano di rilancio ha evidentemente in testa altri orizzonti, pensa a un’altra maggioranza e a un governo diverso da quello di Silvio Berlusconi”. Sarà presto evidente a chi si riferisce Brunetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marcegaglia e La Palisse<br />
</strong> “Nessuno può tirarsi indietro. Non c’è alcuna ragione economica, congiunturale, tecnica che impedisca il dispiegamento di un progetto complessivo che non aggrava la spesa, che è nel Dna del centrodestra e che risponde ai bisogni degli italiani e del ceto produttivo”. Il programma di rilancio è in tre punti “e Berlusconi è deciso a completarlo: Sud, fisco, sburocratizzazione”. E’ quanto ha chiesto anche Emma Marcegaglia ieri. “Con le parole del presidente di Confindustria c’è una piena coincidenza, anche sul giudizio intorno alle priorità”. Eppure Marcegaglia, ieri all’assemblea annuale di Confindustria, è stata anche dura con il governo e la politica in genere (“Dieci anni di crescita perduta”). A un certo punto del suo discorso, Marcegaglia è sembrata adombrare persino l’ipotesi di un impegno personale degli imprenditori in politica. “In un momento così, noi saremo pronti a batterci per l’Italia, anche fuori dalle nostre imprese”, ha detto il leader degli industriali. Brunetta sorride: “In politica possono entrare tutti, i professori bassi e quelli alti, i belli e i brutti. Berlusconi stesso è un imprenditore. Quella di Marcegaglia è una frase che neanche Monsieur de La Palisse…”.<br />
Continua il ministro Brunetta: “Nei prossimi ventidue mesi di legislatura dobbiamo impegnarci a coinvolgere il paese, le famiglie e le imprese perché abbiano chiaro il futuro dei loro rapporti con il fisco. Immagino un grande dibattito nazionale, dobbiamo far capire che questa è una cosa seria, tangibile, in grado da subito di cambiare in meglio le aspettative. Allo stesso tempo dovremmo anche avviare la riforma costituzionale. E’ un aspetto determinante per rendere solida la riforma fiscale e quella federale, per esempio attraverso un’iniziativa di legge popolare per modificare la seconda parte della Costituzione. La raccolta di almeno un milione di firme costituirebbe un grande test per il governo e per la riforma. La mia idea è quella di recuperare il piano che fu avviato nel 1994 con il lavoro di Speroni. Elezione diretta del premier, modifica del bicameralismo, corsie preferenziali per il governo in Parlamento, statuto dell’opposizione”. Ma non c’è il tempo per avviare l’iter costituzionale. “E chi l’ha detto? In due anni si possono fare tante cose…”. E poi le elezioni? “Certo, con la coscienza di aver ben governato e con il resoconto puntuale del tanto lavoro fatto”.<br />
Di solito, tuttavia, i grandi interventi, quelli definiti ‘epocali’, vengono lanciati all’inizio o alla metà di una parabola politica. Quasi mai nella sua coda finale. E’ verosimile che il governo Berlusconi intervenga davvero sulla giustizia e sul fisco adesso, a vent’anni dalla discesa in campo? “O lo facciamo oppure non abbiamo motivo di esistere.  Sulla giustizia abbiamo già fatto moltissimo, mi riferisco a quella civile e all’informatizzazione. Quanto alle riforme &#8211; dice Brunetta &#8211; questo governo ha lavorato intensamente: il federalismo fiscale, le riforme dell’università e della scuola, la riforma della pubblica amministrazione e del pubblico impiego, la riforma delle pensioni, la riforma delle public utilities locali, le nuove procedure di bilancio, il piano casa. Tutti provvedimenti varati in un contesto peraltro difficilissimo, di crisi economica. La più grave dal 1929”. Adesso la situazione è forse persino più complicata. Milano e Napoli segnano un momento di passaggio importante, si registra una flessione dei consensi. “Paragonato a quello che succede in Spagna, con Zapatero in caduta libera nelle proprie roccaforti, non è niente. Tutti i leader europei sono in difficoltà: da Merkel a Sarkozy. Lega e Pdl in realtà hanno retto. Nel complesso queste elezioni non sono andate male”. A Napoli e Milano però si perde. “Non è detto. Ma voglio dire una cosa: il centrodestra perde soltanto se non fa quello che ha sempre detto di voler fare. Le riforme storiche di cui l’Italia ha disperatamente bisogno. La domanda è: c’è la volontà di farlo? Ce la faranno i nostri eroi?”. Pare difficile. “Qui si parrà la nobilitate di Berlusconi, del governo e della maggioranza. Se poi ci sarà qualcuno che non è d’accordo, se ne assumerà la responsabilità”. Ma il ministro dell’Economia non ha partecipato alla riunione nella quale il Cavaliere ha deciso di lanciare il suo piano per la riscossa. “Io sono una persona pratica e dico: ecco quello che si può e si deve fare. Chi ci sta? E intanto la congiuntura migliora, la fiducia dei consumatori è in crescita e aumentano pure i segnali positivi di recupero dell’attività produttiva nell’industria”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/05/27/fisco-sud-e-burocrazia-lultima-chiamata-del-governo-secondo-brunetta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gli stati generali dell&#8217;economia s&#8217;hanno da fare. Ecco un&#8217;agenda riformatrice</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2011/03/08/gli-stati-generali-delleconomia-shanno-da-fare-ecco-unagenda-riformatrice/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2011/03/08/gli-stati-generali-delleconomia-shanno-da-fare-ecco-unagenda-riformatrice/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 10:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[settore pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[welfare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=8075</guid>
		<description><![CDATA[Intervento del Ministro Renato Brunetta su Il Foglio di martedì 8 marzo 2011. Per il ministro Brunetta si può partire dai “colli di bottiglia” del Paese: fisco, welfare, lavoro, settore pubblico Entro il 15 aprile l’Italia dovrà presentare a Bruxelles due documenti: il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma. Il governo sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7197" title="renato-brunetta001" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/renato-brunetta001.jpg" alt="" width="450" height="341" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Intervento del Ministro Renato Brunetta su <em>Il Foglio</em> di martedì 8 marzo 2011.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per il ministro Brunetta si può partire dai “colli di bottiglia” del Paese: fisco, welfare, lavoro, settore pubblico</p>
<p style="text-align: justify;">Entro il 15 aprile l’Italia dovrà presentare a Bruxelles due documenti: il Programma di stabilità e il Programma nazionale di riforma. Il governo sta lavorando alla predisposizione di questo secondo documento che in bozza è già stato presentato il 5 novembre in Consiglio dei ministri e che per aprile dovrà avere una veste definitiva. Questo significa essenzialmente, secondo le procedure del semestre europeo, dotarlo di numeri, cioè di una quantificazione delle risorse, dei risultati attesi, dell’impatto sull’economia di tutte le azioni previste per sostenere la crescita, ovviamente nel rispetto dei vincoli finanziari posti dal Programma di stabilità. Ma questo documento dovrà rappresentare anche qualcos’altro.  In questo documento si dovrà condensare il programma d’impulso alla crescita che il governo ha in discussione e che deve rispondere a una fase delicatissima non tanto e non solo dell’economia italiana, quanto dell’economia europea per i suoi squilibri interni e nei suoi rapporti con l’economia mondiale. I problemi dell’Italia possono essere affrontati solo se guardiamo a questo più ampio contesto. La crisi del nord Africa e del medio oriente, i suoi contraccolpi sul prezzo del petrolio e le generali implicazioni dell’aumento dei prezzi dei beni agricoli, uniti alle politiche monetarie espansive dalle due parti dell’Atlantico inducono a parlare di stagflazione, cioè d’inflazione e stagnazione delle economie.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8075"></span>In questo quadro, è del tutto inutile discutere se il futuro è più o meno roseo, poiché molto dipenderà da ciò che accadrà fuori dell’Italia. Ciò che importa è che l’Italia trovi una forte condivisione interna su un programma di azione che non dovrà essere solo di emergenza con un occhio al breve periodo, ma che deve dare la “scossa” all’economia italiana proprio perché affronta nodi strutturali con uno sguardo al lungo periodo. Solo la chiarezza delle prospettive e delle scelte coerenti può mettere in moto le risorse finanziarie e reali che esistono ma che oggi sono o ferme o incerte sul da farsi.  La proposta di riunire quelli che il governo ha chiamato gli Stati generali dell’economia per la definizione e la condivisione di queste scelte ha questa finalità. Ma cosa si deve intendere per Stati generali dell’economia? In primo luogo sarebbe bene dire quello che non devono essere. Non devono essere una riunione delle corporazioni italiane, cioè il tavolo in cui le rappresentanze di una struttura ancora troppo corporativa dell’economia italiana presentano le proprie richieste, più o meno settoriali e asfitticamente di breve periodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli Stati generali servono a riunire le intelligenze, le conoscenze e le esperienze di tutte le articolazioni economiche della società italiana, ed anche di quella politica, che hanno capito che tutti gli interessi particolari potranno trovare una tutela efficace nell’ambito di una economia più libera, con più concorrenza, e quindi con più crescita. L’inflazione importata si compensa con l’effetto della maggiore concorrenza sui prezzi e la stagnazione si combatte con il dinamismo e l’innovazione conseguenti anche alle liberalizzazioni. Se questa deve essere l’ambizione, gli Stati generali dell’economia si dovrebbero riunire intorno a pochi temi di fondo, essenzialmente a quelli che nella bozza di Programma nazionale di riforma sono stati chiamati, riprendendo il linguaggio della strategia “Europa 2020”, i colli di bottiglia dell’economia italiana.  Si tratta di colli di bottiglia molto interconnessi tra di loro. Ricordo i principali: la questione fiscale, la riforma del welfare e del mercato del lavoro, la liberalizzazione dei mercati, soprattutto del mercato dei servizi e delle professioni, e la connessa azione di riforma della Pubblica amministrazione come strumenti congiunti di aumento della produttività ed efficienza del sistema, ricerca e innovazione. Questi colli di bottiglia li troviamo nella loro interconnessione nella predisposizione del Piano per il sud, cioè nell’azione di aggressione alla questione meridionale e agli squilibri territoriali.  Vediamo gli Stati generali dell’economia come un’azione di consultazione e lavoro pratico interno a questi nodi, che si svolga in continuità in un arco molto limitato di giorni, per confrontare e analizzare una molteplicità d’interventi, piccoli e grandi, coordinati e convergenti su ognuno di questi colli di bottiglia. Il fine è soprattutto andare alla ricerca della coerenza, nel suo significato non solo di compatibilità finanziaria reciproca ma di attenzione a evitare che il perseguimento di un obiettivo, o il superamento di un collo di bottiglia, scardini le premesse per il raggiungimento di un altro obiettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un obiettivo di confronto cruciale è quello di individuare e definire tutte le azioni normative e finanziarie che consentano di spostare il sistema di convenienze dall’investimento a breve all’investimento a lungo termine. Se, infatti, l’aumento della competitività dell’economia italiana richiede una forte azione d’investimento nelle infrastrutture materiali e soprattutto immateriali, il cui finanziamento non potrà basarsi sulla finanza pubblica, ciò implica che sia necessario attrarre investimenti a lungo termine dal settore privato, nazionale e internazionale.  Questi Stati generali dovrebbero avere una caratteristica fortemente tecnica, ed essere, quindi, preparati in tal senso convocando le rappresentanze d’interessi sui singoli temi non nella loro veste di portatori di interessi particolari, ma come apportatori di conoscenze particolari utili alla definizione della coerenza dell’insieme. Quindi, un luogo di elaborazione e non di negoziazione corporativa di decisioni che spettano al governo e al Parlamento. Ma proprio perché fondati su un confronto tecnico essi assumerebbero la più alta rilevanza politica e democratica, perché la condivisione o meno delle scelte possibili avrebbe le caratteristiche della chiarezza delle posizioni.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2011/03/08/gli-stati-generali-delleconomia-shanno-da-fare-ecco-unagenda-riformatrice/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lotta all&#8217;evasione: &#8220;ancora una goccia nel mare&#8221;</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/02/01/lotta-allevasione-ancora-una-goccia-nel-mare/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2010/02/01/lotta-allevasione-ancora-una-goccia-nel-mare/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 09:26:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[andrea pamparana]]></category>
		<category><![CDATA[evasione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[lotta all'evasione]]></category>
		<category><![CDATA[ministro brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[rtl]]></category>
		<category><![CDATA[Rtl 102.5]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4910</guid>
		<description><![CDATA[Foto di Donaldtownsend Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, ieri nel suo consueto intervento radiofonico della domenica a Rtl 102.5 ha parlato di evasione fiscale e ha detto: &#8220;Questo governo ha fatto molto contro l&#8217;evasione, aumentando il gettito da recuperi, ma sono ancora gocce in mezzo al mare&#8221;. Questo commento è arrivato dopo aver [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4917" title="euro monete+banconote" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/euro-monete+banconote1.jpg" alt="euro monete+banconote" width="450" height="338" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/donaldtownsend/" target="_blank"> Donaldtownsend </a></span></p>
<p>Il ministro della Pubblica Amministrazione <strong>Renato Brunetta,</strong> ieri nel suo consueto intervento radiofonico della domenica a <strong>Rtl 102.5</strong> ha parlato di evasione fiscale e ha detto: <strong>&#8220;Questo governo ha fatto molto contro l&#8217;evasione, aumentando il gettito da recuperi, ma sono ancora gocce in mezzo al mare&#8221;.</strong> Questo commento è arrivato dopo aver preso visione delle dichiarazioni dei <strong>redditi del 2008,</strong> pubblicate sul <strong>Corriere della Sera</strong> (solo 3 italiani su mille dichiarano di guadagnare più di 150mila euro).</p>
<p><strong>&#8220;Basta andare a passeggiare in qualche porticciolo e guardare le barche e le automobili e vedremo un mondo molto più opulento di quanto non appaia dalle dichiarazioni dei redditi,</strong> certamente il problema sono i controlli – continua il ministro &#8211; che &#8220;sono molto pochi: quando uno decide di evadere, se ci fosse qualcuno che subito fuori della porta gli dà una martellata in testa, la propensione a decidere in maniera opportunistica sarebbe limitata&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2010/02/01/lotta-allevasione-ancora-una-goccia-nel-mare/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>96</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Brunetta sulle banche: &#8220;Leonine verso i cittadini&#8221;</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/11/brunetta-sulle-banche-leonine-verso-i-cittadini/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/11/brunetta-sulle-banche-leonine-verso-i-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 12:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[riforma fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[sistema finanziario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4562</guid>
		<description><![CDATA[Foto di Smeerch Ieri il Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta è intervenuto a Radio Rtl 102.5 dichiarando che: “Le banche hanno avuto finora un rapporto leonino nei confronti dei cittadini: è così perché è così; questo è il tasso, prendere o lasciare”. Vedendo nell&#8217;assenza di «una vera concorrenza» la motivazione prima del comportamento delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4564" title="credito italiano" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/credito-italiano.jpg" alt="credito italiano" width="450" height="416" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href="http://www.flickr.com/photos/smeerch/" target="_blank">Smeerch</a></span></p>
<p>Ieri il Ministro della Funzione Pubblica <strong>Renato Brunetta</strong> è intervenuto a Radio <strong>Rtl 102.5</strong> dichiarando che: <strong>“Le banche hanno avuto finora un rapporto leonino nei confronti dei cittadini:</strong> è così perché è così; questo è il tasso, prendere o lasciare”.</p>
<p>Vedendo nell&#8217;assenza di <strong>«una vera concorrenza»</strong> la motivazione prima del comportamento delle banche, ricorda che con l&#8217;introduzione dell&#8217;azione collettiva <strong>«i cittadini possano tutelarsi meglio nei confronti del sistema bancario». </strong></p>
<p>Parlando invece dell’approccio <em>tremontiano </em>nei confronti del fisco e della <strong>riforma fiscale,</strong> Brunetta auspica di arrivare a <strong>due aliquote</strong> entro la legislatura in corso. “Mentre si fa la riforma c&#8217;è un problema di gettito: di solito cala il gettito in attesa della nuova reattività dei contribuenti alle nuove aliquote e mentre cala il gettito non cala la spesa corrente, che continua. <strong>Condivido la cautela di Tremonti di metter mano alla riforma con grande attenzione alla sostenibilità dei conti pubblici”.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/11/brunetta-sulle-banche-leonine-verso-i-cittadini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Pressione fiscale insopportabile per chi paga le tasse&#8221;</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/05/pressione-fiscale-insopportabile-per-chi-paga-le-tasse/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/05/pressione-fiscale-insopportabile-per-chi-paga-le-tasse/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 10:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[contribuenti]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[pressione fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[riforma fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[sistema fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[sistema tributario]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4514</guid>
		<description><![CDATA[Foto di: impresalavoro.eu Come riportato da un articolo della Prealpina di ieri, il 2010 sarà l’anno decisivo per la riforma fiscale e la revisione di tutto il sistema tributario. Il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, intervenuto sull’argomento ha evidenziato come sia difficile procedere ad una riforma perché il rischio, almeno in una fase di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4516" title="fisco-telematico" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fisco-telematico.jpg" alt="fisco-telematico" width="450" height="295" /><br />
Foto di: impresalavoro.eu</p>
<p>Come riportato da un articolo della Prealpina di ieri,<strong> il 2010 sarà l’anno decisivo per la riforma fiscale e la revisione di tutto il sistema tributario.</strong></p>
<p>Il ministro della Funzione Pubblica, <strong>Renato Brunetta,</strong> intervenuto sull’argomento ha evidenziato come sia difficile procedere ad una riforma perché il rischio, almeno in una fase di transizione, è quello di fare <em>deficit </em><strong>“che non ci possiamo permettere, a causa dei debiti fatti in passato”.</strong></p>
<p>“In Italia chi paga le tasse ne paga troppe e per loro <strong>la pressione fiscale è insopportabile.</strong> C’è però chi non le paga del tutto o che riesce ad evadere o eludere. <strong>Una riforma deve avere come obiettivo quello di abbassare le tasse a chi ne paga troppe </strong>e farle pagare chi non le paga. Ma nella fase di transizione, mentre è facile abbassare le tasse a chi le paga è difficile farle pagare a chi non le paga e il risultato è un aumento del deficit che non possiamo permetterci perché il debito è altro.<strong> La situazione è incastrata,</strong> &#8211; ha concluso il ministro &#8211; appena ti muovi il sistema salta”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2010/01/05/pressione-fiscale-insopportabile-per-chi-paga-le-tasse/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>82</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Non sono il dottor Stranamore”</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2009/11/26/%e2%80%9cnon-sono-il-dottor-stranamore%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.renatobrunetta.it/2009/11/26/%e2%80%9cnon-sono-il-dottor-stranamore%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[nord]]></category>
		<category><![CDATA[sud]]></category>
		<category><![CDATA[tremonti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.renatobrunetta.it/?p=4082</guid>
		<description><![CDATA[Foto di sandeep thukral Ringrazio il professor Tito Boeri per avere sollevato il dubbio, il che serve a chiarirlo: non c’è nessuno nel governo, che io sappia, disposto a sostenere l’opportunità della spesa facile. Ho detto, e volentieri ripeto, di avere condiviso e contribuito a definire la politica di rigore finanziario. Resa necessaria dal debito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4085" title="coins and hand" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/coins-and-hand.jpg" alt="coins and hand" width="450" height="338" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/thukral/" target="_blank"> sandeep thukral</a></span></p>
<p>Ringrazio il professor <strong>Tito Boeri</strong> per avere sollevato il dubbio, il che serve a chiarirlo: non c’è nessuno nel governo, che io sappia, disposto a sostenere l’opportunità della <strong>spesa facile.</strong> Ho detto, e volentieri ripeto, di avere condiviso e contribuito a definire la politica di rigore finanziario. Resa necessaria dal <strong>debito pubblico,</strong> accumulatosi nel tempo e lasciatoci in eredità. Utile, inoltre, per evitare gli errori del passato.</p>
<p>La spesa pubblica quale strumento per alimentare la domanda aggregata è da considerarsi oramai fra gli attrezzi inutilizzabili. Diverso, invece, è <strong>tagliare la spesa dove serve a far funzionare le riforme strutturali di cui il Paese ha urgente bisogno,</strong> e a far crescere le infrastrutture innovative. Così come è diverso rallentare o fermare quelle riforme, cui accenna anche il prof. Boeri, che non costano o portano risparmi.</p>
<p>Ho lavorato e siamo riusciti a varare un’importante riforma della Pubblica Amministrazione, mantenendone a zero i costi. Spero, ne sono anzi convinto, che presto <strong>questa riforma si trasformerà in migliore qualità dei servizi e minori costi per il cittadino e il sistema produttivo.</strong> Promuovendo la <strong>trasparenza</strong>, la <strong>meritocrazia</strong>, i <strong>controlli di gestione,</strong> contrastando ciò che rende facile il diffondersi della corruzione. Tutte cose che servono nella Pubblica Amministrazione, come ovunque. <strong>Lo stesso federalismo fiscale può essere un’ottima occasione per mettere sotto controllo la spesa, </strong>avvicinandola a chi dovrà raccogliere le risorse, o può divenire un pericoloso salto nel buio. La differenza sta tutta nell’accompagnarlo o meno con riforme che ne promuovano gli aspetti positivi e non ne lascino incontrollati i rischi.</p>
<p>Così anche per il <strong>Sud,</strong> dove non è necessario premere sulla spesa, tentando di allargarla, ma sulle modalità, finalità e disciplina in modo da renderla produttiva e capace di colmare un divario che ancora suona offesa all’unità nazionale. Si è del resto respinta l’idea di diminuire le tasse in deficit, di cui pure si comprende l’intento positivo, e proprio per evitare di squilibrare conti pubblici già difficoltosi. <strong>La pressione fiscale deve diminuire, ma è necessario che questo sia prodotto dalle riforme. </strong>Conto, con questo, di avere chiarito l’indisponibilità a tornare verso costumi del passato, che detestavo già allora.<br />
Il dibattito c’è, non mi sottraggo, e si concentra sulle ricette per <strong>favorire lo sviluppo, non certo sullo scialacquare.</p>
<p></strong><span style="border-collapse: separate; color: #000000; font-family: Helvetica; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="font-size: 12pt;">Da<span> </span>LA REPUBBLICA<span> </span>del 28 novembre 2009</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.renatobrunetta.it/2009/11/26/%e2%80%9cnon-sono-il-dottor-stranamore%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>67</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

