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	<title>Renato Brunetta &#187; fiat</title>
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		<title>Reti Amiche on the job: protocollo d&#8217;intesa tra il ministro Brunetta e l&#8217;Ad di Fiat Marchionne</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Oct 2011 15:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>davide</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa mattina, presso la Palazzina Fiat del Lingotto a Torino, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e l’amministratore delegato di Fiat S.p.A. e Presidente Fiat Industrial S.p.A. Sergio Marchionne hanno firmato un Protocollo d’Intesa per la realizzazione del progetto “Reti Amiche on the job” all’interno dell’azienda piemontese. Il progetto “Reti Amiche”, nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-9222" title="BRUNETTA-MARCHIONNE-FASSINO  03.11.2011" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/BRUNETTA-MARCHIONNE-FASSINO-03.11.2011.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: justify;">Questa mattina, presso la Palazzina Fiat del Lingotto a Torino, il ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta e l’amministratore delegato di Fiat S.p.A. e Presidente Fiat Industrial S.p.A. Sergio Marchionne hanno firmato un <strong>Protocollo d’Intesa per la realizzazione del progetto “Reti Amiche on the job” </strong>all’interno dell’azienda piemontese. Il progetto “Reti Amiche”, nato nel 2008 per moltiplicare i punti di contatto della pubblica amministrazione con il cittadino, a partire dal 2009 è stato esteso alle imprese industriali e di servizi con l’iniziativa “Reti Amiche on the job”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi sono stati siglati un accordo quadro con Confindustria (6 maggio 2009), oltre a dodici accordi bilaterali con Unioncamere, Ibm, Confcommercio, Mediaset, Finmeccanica, ISED – Ingegneria dei sistemi, Ferrovie dello Stato, Lega coop, Enel, Cisco, Best Union Company, Ericsson, cui si aggiunge quello odierno con Fiat, coinvolgendo così circa 1.000.000 addetti. L’accordo con Fiat avvia la sperimentazione di un modello innovativo di accesso ai servizi pubblici erogati dagli enti locali, dagli enti previdenziali, dal servizio sanitario nazionale e dalle agenzie statali e regionali. Il progetto si pone l’obiettivo di facilitare l’accesso sul luogo di lavoro ai contenuti e ai servizi online delle pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, attraverso strumenti informatici aziendali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-9217"></span>Inoltre, grazie a Reti Amiche on the job, si potranno sfruttare i canali digitali per veicolare presso i dipendenti FIAT la comunicazione e i servizi aziendali. Nella sua fase iniziale, il coinvolgimento attivo del Comune di Torino e della Regione Piemonte consentirà al progetto “Reti Amiche on the job” di testare l’efficacia del sistema su una parte del comprensorio di Mirafiori (più di 13.000 persone con circa il 50% operai), aumentando gradualmente il perimetro di Reti Amiche on the job in Fiat.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’intesa sottoscritta oggi le parti si impegnano ad avviare un rapporto di collaborazione volto a individuare soluzioni innovative e strumenti in grado di migliorare la produttività e l’efficienza, riducendo i costi e offrendo un servizio pubblico migliore a un numero sempre maggiore di utenti FIAT. Gli operai potranno usufruire dei contenuti e dei servizi di “Reti Amiche on the job” attraverso dei totem multimediali, mentre gli impiegati utilizzeranno  i PC delle proprie postazioni di lavoro.</p>
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		<title>Fiat: la garanzia sugli investimenti e&#8217; la cosa piu&#8217; importante</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Feb 2011 10:16:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8220;Ieri c&#8217;e&#8217; stata la garanzia sugli investimenti e questa è la cosa più importante, perché significa tecnologia, produzione, competitività, occupazione. Il resto sarà all&#8217;interno della logica della multinazionale nel mondo e con molta probabilità senza grandi mutamenti dal punto di vista del pieno posizionamento dei luoghi strategici&#8221;. Così Renato Brunetta commenta l&#8217;esito dell&#8217;incontro di ieri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5029" title="fiat topolino" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fiat-topolino.jpg" alt="" width="450" height="327" /></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ieri c&#8217;e&#8217; stata la garanzia sugli investimenti e questa è la cosa più importante, perché significa tecnologia, produzione, competitività, occupazione. Il resto sarà all&#8217;interno della logica della multinazionale nel mondo e con molta probabilità senza grandi mutamenti dal punto di vista del pieno posizionamento dei luoghi strategici&#8221;. Così Renato Brunetta commenta l&#8217;<strong>esito dell&#8217;incontro di ieri tra Governo e Fiat</strong>.<br />
Brunetta, intervenendo a Rtl 102.5, ha ribadito che per quanto riguarda la testa del gruppo, &#8220;si e&#8217; detto che la decisione è proiettata al 2013&#8243; sottolineando che &#8220;stiamo parlando di una vera multinazionale&#8221;. &#8220;E&#8217; bene che il cervello, la progettazione, il cuore strategico rimanga a Torino, però i criteri più importanti sono gli investimenti, la tecnologia, la produttività, il resto si multilocalizza, cioé si mettono nei vari paesi quello che lì funziona meglio&#8221;.</p>
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		<title>Finalmente aria nuova in fabbrica. ci vuole partecipazione</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 21:04:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ministro Brunetta, l&#8217; amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha lanciato l&#8217; idea di un nuovo Patto sociale. Condivide questa proposta? «A me Marchionne è simpatico. Lo vedo come una persona competente, un uomo della globalizzazione capace di innovare le relazioni industriali. Dai tempi di Valletta mi sembra la personalità più rilevante alla guida della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fiat-marchionne1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7124" title="fiat-marchionne1" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fiat-marchionne1.jpg" alt="" width="450" height="345" /></a></p>
<p>Ministro Brunetta, l&#8217; amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, ha lanciato l&#8217; idea di un nuovo Patto sociale.</p>
<p><strong>Condivide questa proposta?</strong> «A me Marchionne è simpatico. Lo vedo come una persona competente, un uomo della globalizzazione capace di innovare le relazioni industriali. Dai tempi di Valletta mi sembra la personalità più rilevante alla guida della Fiat».</p>
<p><strong>Valletta è stato l&#8217; uomo che ha isolato la Cgil in Fiat. Anche per questo Marchionne le ricorda Valletta?</strong> «Valletta è stato l&#8217; uomo che ha fatto grande la Fiat. E&#8217; Valletta che fa superare la dimensione famigliare alla Fiat per farne un&#8217; azienda multinazionale. Il resto fa parte della storia del tempo. Marchionne lo vedo come un nuovo Valletta capace di costruire una dimensione, una nuova cultura delle relazioni industriali».</p>
<p><strong> Dunque in questa disputa tra Marchionne e la Cgil, lei sta con la Fiat?</strong> «Io ho passato la mia vita a studiare le regole per il lavoro e per le relazioni industriali. Credo che Marchionne sia un attore importante e non un semplice banale applicatore delle regole. Ecco: con Marchionne c&#8217; è aria nuova».</p>
<p><strong>Non mi ha risposto: chi ha ragione?</strong> «E&#8217; una domanda banale. Io sto con chi innova. Sto con Sacconi, con Bonanni. Sto con il 63% dei lavoratori di Pomigliano che ha detto sì all&#8217; accordo. Sto con chi ha voglia di innovare e non con chi si riempie la bocca di diritti, diritti, diritti, nascondendo assistenzialismo, privilegi, opportunismo, doppi lavori e camorra».</p>
<p><strong>Marchionne sostiene che la lotta di classe sia finita. Lei è d&#8217; accordo?</strong> «Nel mio piccolo lo dico da vent&#8217; anni. L&#8217; ho scritto all&#8217; inizio degli anni Novanta nel mio libro &#8220;La fine della società dei salariati&#8221;. Certo che è finita! Solo qualcuno non se n&#8217; è accordo, come gli ultimi giapponesi della Fiom».</p>
<p><strong>Ma come si può sostenere che non ci sia più il conflitto quando il divario retributivo tra i manager e gli operai non è mai stato così ampio?</strong> «Non è questo il punto. Il problema è come si remunera il capitale e il lavoro. Come si distribuisce quello che Ricardo chiamava il prodotto sociale. Mi fa piacere che oggi c&#8217; è chi scopre la &#8220;terza via&#8221;, quella della partecipazione».</p>
<p><strong>Chi è che l&#8217; avrebbe scoperta con ritardo?</strong> «Lo stesso mio amico Tremonti. E io ne sono felice. Le nuove tecnologie richiedono più conoscenze. La produzione diventa un processo a cui partecipano più intelligenze. Per questo il salario, o una parte di esso, non può non essere collegato agli utili realizzati».</p>
<p><strong>Una parte dei profitti dovrebbe andare direttamente nelle buste paga?</strong> «I modi di distribuzione possono essere i più vari. Per eliminare la conflittualità, per aumentare l&#8217; intelligenza nel lavoro, per incrementare la flessibilità occorre legare la remunerazione, in tutto o in parte, ai risultati delle imprese. James Mead e Martin Weitzman l&#8217; hanno teorizzato più di vent&#8217; anni fa. Questa è la &#8220;terza via&#8221;: mettere insieme l&#8217; utopia laburista di Mead con il marginalismo liberale di Weitzman. La &#8220;terza via&#8221; è la fine dello scontro storico tra capitalee lavoro. Vuol dire stare né con l&#8217; uno né con l&#8217; altro, ma mettere insieme capitalee lavoro. Questoè quello che chiede la globalizzazione».</p>
<p><strong>Si può escludere la Cgil, il sindacato più grande, da un progetto di questo tipo?</strong> «Sì. Si può aspettare che il più grande sindacato maturi. Anche perché quello è il più grande sindacato del conflitto e quindi ha tutto il diritto a rimanere indietro. Ma verrà travolto dalla storia. D&#8217; altra parteè già successo. Cosa diversa se si accorgerà di essere fuori dalla storia e deciderà di mettersi al passo. Sarebbe una cosa positiva».</p>
<p><strong>Lo scontro alla Fiat va in scena mentre ci sono i primi contraddittori segnali di ripresa. Perché l&#8217; Italia cresce da decenni a ritmi decisamente inferiori rispetto ai suoi concorrenti europei?</strong> «Non è sempre stato così. Per lunghi periodi la crescita italiana è stata superiore a quella della media europea. Il periodo di bassa crescita coincide con la fine della stagione della svalutazione competitiva e l&#8217; inizio di quella coni cambi fissi. Da quel momento non abbiamo più potuto scaricare i nostri squilibri strutturali sulla svalutazione della moneta. Sono emersi i nostri problemi: l&#8217; inefficienza della burocrazia, la mancanza di infrastrutture, l&#8217; opacità degli appalti, la scarsa attrazione dei capitali stranieri, l&#8217; inesistenza del merito, l&#8217; assenza di trasparenza in tutta la vita pubblica. E come corollari l&#8217; evasione e l&#8217; elusione fiscale».</p>
<p><strong>Bene, cosa pensate di fare? Non siete il governo del fare? Marchionne direbbe che avete fatto l&#8217; elenco dei problemi e non li avete risolti.</strong> «Molte cose sono state fatte dal governo Berlusconi tra il 2001 e il 2006. E molte le stiamo facendo: le mie riforme, quella dell&#8217; università, il federalismo, le nuovo public utility. Io leggo le fibrillazioni di questi ultimi mesi proprio come la reazione conservatrice al cambiamento». <strong></strong></p>
<p><strong>I &#8220;finiani&#8221; sarebbero i conservatori?</strong> «Non voglio dire questo. Loro rappresentato un disagio anche comprensibile. Dico che l&#8217; opposizione è arrivata da tutte le cattive rendite: da un pezzo di sindacato, dalle alte burocrazie, dai governi locali, dai partiti. Si stanno coagulando le forze della reazione».</p>
<p>Repubblica — 27 agosto 2010 &#8211; (r.ma.)</p>
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		<title>Si gioca una partita che va aldilà di Pomigliano</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 10:58:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Continua in queste ore l’attività di sostenitori e detrattori riguardo all’intesa sullo stabilimento Fiat di Pomigliano, che prevede domani in calendario il referendum tra i lavoratori sul nuovo accordo con la proprietà. Sulla vicenda sono intervenuti i ministri Maurizio Sacconi e Renato Brunetta. Il primo ha dichiarato: “Se questa vicenda dovesse concludersi negativamente la responsabilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/operai-fiat-pomigliano.jpg" alt="" title="operai-fiat-pomigliano" width="450" height="237" class="alignnone size-full wp-image-6641" /></p>
<p>Continua in queste ore l’attività di sostenitori e detrattori riguardo all’intesa sullo stabilimento <strong>Fiat di Pomigliano, che prevede domani in calendario il referendum tra i lavoratori sul nuovo accordo con la proprietà. </strong>Sulla vicenda sono intervenuti i ministri<strong> Maurizio Sacconi e Renato Brunetta.</strong> Il primo ha dichiarato: “Se questa vicenda dovesse concludersi negativamente la responsabilità che si è assunta la Fiom è straordinaria.”</p>
<p>Dalla parte del collega si schiera anche il ministro della Funzione Pubblica Brunetta che aggiunge: <strong>“Si gioca una partita che va aldilà di Pomigliano,</strong> si gioca anche il senso di produrre automobili al sud e in Italia in generale. Che la Fiat chieda garanzie per portare le automobili dalla Polonia all’Italia, chieda produttività, coerenza e che si mantengano gli impegni, penso sia legittimo. <strong>Che il sindacato contratti penso sia legittimo, ma che la Fiat minacci fulmini e saette, conflittualità diffusa è un atto di irresponsabilità.</strong></p>
<p>Foto: loravesuviana</p>
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		<title>&#8220;Non dobbiamo abbandonare gli operai, ci vuole responsabilità&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:13:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Foto di Roberto Ferrari Ieri il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta ha parlato del rapporto tra la Fiat e il governo alla trasmissione domenicale di Rtl 102.5. La Fiat &#8220;da anni e&#8217; aiutata dallo Stato: se sommassimo gli aiuti in 50 anni, ce la saremmo comprata più volte, precisando che la sua &#8216;magari e&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5029" title="fiat topolino" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/fiat-topolino.jpg" alt="fiat topolino" width="450" height="327" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/roberto_ferrari/" target="_blank"> Roberto Ferrari </a></span></p>
<p>Ieri il ministro della Funzione Pubblica <strong>Renato Brunetta</strong> ha parlato del rapporto tra la Fiat e il governo alla trasmissione domenicale di <strong>Rtl 102.5.</strong></p>
<p>La Fiat <strong>&#8220;da anni e&#8217; aiutata dallo Stato: se sommassimo gli aiuti in 50 anni, ce la saremmo comprata più volte,</strong> precisando che la sua &#8216;magari e&#8217; una battuta da verificare, ma <strong>gli italiani hanno questa percezione&#8221;.</strong></p>
<p>«Non dobbiamo abbandonare gli operai» di <strong>Termini Imerese,</strong> ha detto il ministro che pretende inoltre<strong> «un grande senso di responsabilità»,</strong> da parte di tutti, «a partire dall&#8217;azienda, visto che gli operai sono suoi» ma anche del governo.</p>
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