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	<title>Renato Brunetta - Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione &#187; crisi</title>
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		<title>Il debito pubblico da record è un dato inerziale</title>
		<link>http://www.renatobrunetta.it/2010/06/15/il-debito-pubblico-da-record-e-un-dato-inerziale/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 09:23:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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La Banca d’Italia ha reso noto il dato di aprile del debito pubblico italiano, che si attesta al livello record di 1.812,790 miliardi di euro, il più alto mai raggiunto. Preoccupante il calo delle entrate tributarie. Nei primi quattro mesi dell’anno si è registrata una flessione dell’1,86% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6606" title="banca-ditalia" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/banca-ditalia.jpg" alt="" width="450" height="300" /></p>
<p>La <strong>Banca d’Italia ha reso noto il dato di aprile del debito pubblico italiano,</strong> che si attesta al livello record di 1.812,790 miliardi di euro, il più alto mai raggiunto. Preoccupante il calo delle entrate tributarie. Nei primi quattro mesi dell’anno si è registrata una flessione dell’1,86% rispetto allo stesso periodo del 2009, mentre nel mese di aprile il calo è ancora maggiore (-2,5% rispetto ad aprile 2009).</p>
<p>Il livello raggiunto dal debito pubblico italiano, tuttavia, “non preoccupa” il ministro della Pubblica amministrazione <strong>Renato Brunetta,</strong> per il quale si tratta di un “dato inerziale. E<strong> la manovra è fatta proprio per questa inerzialità”.</strong> il ministro ha poi aggiunto che è normale che “con i periodi di crisi salgono le spese per il welfare e quindi queste vanno ad appesantire il debito”, ma “<strong>l’indice da tenere sotto controllo è il deficit.</strong> Bisogna controllare e tornare a fare avanzo primario”.</p>
<p>Foto: nafop.wordpress.com<cite></cite></p>
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		<title>La crisi è un&#8217;occasione importante per l&#8217;innovazione</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 08:27:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[
&#8220;E&#8217; un grave errore vivere questo momento di crisi come un passaggio pauperistico, ed e&#8217; una limitazione pensare che tutto si risolva con i tagli&#8221;. Queste sono state le parole del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, durante il suo intervento al Quirinale, in occasione della consegna del &#8220;Premio per l&#8217;innovazione 2010&#8243;.
&#8220;L&#8217;innovazione - ha dichiarato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6561" title="conferenza-monitoraggio-pa" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/conferenza-monitoraggio-pa8.jpg" alt="" width="430" height="285" /></p>
<p>&#8220;E&#8217; un grave errore vivere questo momento di crisi come un <strong>passaggio pauperistico,</strong> ed e&#8217; una limitazione pensare che tutto si risolva con i tagli&#8221;. Queste sono state le parole del ministro della Funzione pubblica, <strong>Renato Brunetta,</strong> durante il suo intervento al Quirinale, in occasione della consegna del<strong> &#8220;Premio per l&#8217;innovazione 2010&#8243;</strong>.</p>
<p>&#8220;L&#8217;<strong>innovazione </strong>- ha dichiarato Renato Brunetta &#8211; è tanto piu&#8217; importante oggi, in un momento di contrazione della spesa pubblica e bisogna cogliere l&#8217;occasione per avviare processi innovativi e virtuosi, dando più spazio alle imprese che sappiano <strong>cambiare il Paese per renderlo migliore&#8221;</strong>.</p>
<p>Il ministro ha infine sottolineato come l&#8217;Italia ci sia &#8220;arrivata costretta dalla crisi, ma &#8211; ha anche aggiunto &#8211; non sia arrivata tardi. <strong>Innovare non e&#8217; solo innovazione tecnologica ma e&#8217; innovare in un mondo che non si ferma alle tecnologie&#8221;,</strong> sono state le sue parole conclusive.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italia non è a rischio, finanze pubbliche blindate</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 08:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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&#8220;L&#8217;Italia non è assolutamente a rischio&#8221;. Il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, nega risolutamente che il nostro Paese possa essere a rischio e quindi finire sotto attacco come e&#8217; accaduto alla Grecia.
&#8220;Noi abbiamo blindato già due anni fa le nostre finanze pubbliche come primo atto di questo governo&#8221;. Sottolinea il ministro della funzione pubblica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6339" title="brunetta parma" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/brunetta-parma7.jpg" alt="" width="400" height="283" /></p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;Italia non è assolutamente a rischio&#8221;.</strong> Il ministro della Pubblica Amministrazione, <strong>Renato Brunetta,</strong> nega risolutamente che il nostro Paese possa essere a rischio e quindi <strong>finire sotto attacco come e&#8217; accaduto alla Grecia.</strong></p>
<p>&#8220;Noi <strong>abbiamo blindato già due anni fa le nostre finanze pubbliche</strong> come primo atto di questo governo&#8221;. Sottolinea il ministro della funzione pubblica come &#8220;<strong>nei rating internazionali l&#8217;Italia è ai suoi massimi livelli &#8220;.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Già ci sono i primi segnali di crescita del Pil</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 07:48:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta ha dichiarato a margine dell&#8217;Assise dell&#8217;industria delle costruzioni in corso a Mestre che: &#8220;L&#8217;occupazione di solito ha un ritardo di sei mesi rispetto agli andamenti del Pil. Cioè quando le cose vanno male, l&#8217;occupazione va meno peggio, perché sconta ancora sei mesi di traino positivo. Quando la ripresa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6262" title="bluff" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/bluff2.jpg" alt="" width="450" height="237" /></p>
<p>Il ministro della Funzione pubblica <strong>Renato Brunetta</strong> ha dichiarato a margine dell&#8217;<strong>Assise dell&#8217;industria delle costruzioni</strong> in corso a Mestre che: <strong>&#8220;L&#8217;occupazione di solito ha un ritardo di sei mesi</strong> rispetto agli andamenti del <strong>Pil</strong>. Cioè quando le cose vanno male, l&#8217;occupazione va meno peggio, perché sconta ancora sei mesi di traino positivo. Quando la ripresa comincia a manifestarsi, sull&#8217;occupazione non si vede ancora perché l&#8217;occupazione ha bisogno di sei mesi di <strong>stabilità della crescita per manifestarsi&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;I primi segnali della crescita del Pil già ci sono &#8211; ha commentato il ministro &#8211; quindi noi possiamo dire che tra l&#8217;estate e l&#8217;autunno dovrebbe fermarsi l&#8217;emorragia e da questo stop dovrebbe <strong>ricominciare nuovamente la crescita di nuovi posti di lavoro.</strong> L&#8217;Italia forse è uno dei paesi in Europa che hanno retto meglio nel mercato del lavoro. Gli ammortizzatori sociali italiani hanno funzionato meglio che negli altri paesi Ue, molte risorse sono state date e noi abbiamo ammortizzato quasi <strong>500-600 mila lavoratori</strong> che sono <strong>andati in cassa integrazion </strong>ed hanno mantenuto il loro reddito all&#8217;80-90 per cento, e questo con grande dispiego di risorse e con grande intelligenza da parte del sindacato che ha reagito in maniera selettiva rispetto alle crisi.</p>
<p>Potremmo dire che il nostro settore produttivo ha retto pur nella crisi, <strong>non ci sono state crisi sociali</strong> particolarmente evidenti se non piccoli focolai che, tutto sommato, sono stati controllati. Perciò ci sono tutte le condizioni per <strong>agganciare la ripresa </strong>quando questa si manifesterà in maniera esplicita&#8221;.</p>
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		<title>Renato Brunetta sulla crisi della sinistra</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:34:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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Foto di  Dachalan 
«Da vent’anni Venezia è governata sempre dalle stesse facce, che siano quelle di Mognato o di Bettin, che quindi non hanno alcun alibi di fronte al ritardo accumulato da questa città nei confronti del resto del Veneto e che danno l’impressione di accapigliarsi solo per il potere – così il candidato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5820" title="burano" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/burano1.jpg" alt="burano" width="450" height="338" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/54945394@N00/" target="_blank"> Dachalan </a></span></p>
<p>«Da vent’anni <strong>Venezia è governata sempre dalle stesse facce,</strong> che siano quelle di <em>Mognato </em>o di<em> Bettin,</em> che quindi non hanno alcun alibi di fronte al ritardo accumulato da questa città nei confronti del resto del <strong>Veneto </strong>e che danno l’impressione di accapigliarsi solo per il potere – così il candidato sindaco Renato Brunetta commentando le liti all’interno dello schieramento avversario – <strong>E sempre gli stessi hanno il coraggio di ripresentarsi,</strong> senza alcuna traccia di rinnovamento».</p>
<p>Leggi tutta <a href="http://renatobrunettasindaco.org/news/brunetta-sulla-crisi-della-sinistra/" target="_blank">la dichiarazione</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brunetta: &#8220;No agli ammortizzatori sociali&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 11:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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&#8220;Gli ammortizzatori sociali non possono essere estesi ai lavoratori autonomi. Sarebbe un controsenso. Il lavoro autonomo è fatto di maggiori profitti, quando ci sono, ma anche di maggiori rischi. Quindi, pensare di ammortizzare tutti vorrebbe dire addormentare il sistema,&#8230; in forme troppo costose.&#8221; Così il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta ha spiegato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4492" title="primopiano" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/primopiano2.jpg" alt="primopiano" width="450" height="368" /></p>
<p><strong>&#8220;Gli ammortizzatori sociali non possono essere estesi ai lavoratori autonomi.</strong> Sarebbe un controsenso. Il lavoro autonomo è fatto di maggiori profitti, quando ci sono, ma anche di maggiori rischi. Quindi, pensare di <strong>ammortizzare tutti vorrebbe dire addormentare il sistema,</strong>&#8230; in forme troppo costose.&#8221; Così il ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione, <strong>Renato Brunetta</strong> ha spiegato la questione degli ammortizzatori sociali, dal suo punto di vista.</p>
<p>In buona sostanza<strong>, gli ammortizzatori sociali funzionano bene nella grande industria, </strong>ma creano problemi alle piccole e medie imprese.<strong> La strada è ancora tutta in salita </strong>secondo il ministro, e l&#8217;ipotesi di revisione degli ammortizzatori sociali è una strada ancora tutta in salita poichè<strong> &#8220;c&#8217;è molto lavoro da fare </strong>- come sottolinea Brunetta &#8211; e <strong>c&#8217;è bisogno di dare garanzie.&#8221;</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>“Non sono il dottor Stranamore”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Renato Brunetta</dc:creator>
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Foto di  sandeep thukral
Ringrazio il professor Tito Boeri per avere sollevato il dubbio, il che serve a chiarirlo: non c’è nessuno nel governo, che io sappia, disposto a sostenere l’opportunità della spesa facile. Ho detto, e volentieri ripeto, di avere condiviso e contribuito a definire la politica di rigore finanziario. Resa necessaria dal debito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4085" title="coins and hand" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/coins-and-hand.jpg" alt="coins and hand" width="450" height="338" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/thukral/" target="_blank"> sandeep thukral</a></span></p>
<p>Ringrazio il professor <strong>Tito Boeri</strong> per avere sollevato il dubbio, il che serve a chiarirlo: non c’è nessuno nel governo, che io sappia, disposto a sostenere l’opportunità della <strong>spesa facile.</strong> Ho detto, e volentieri ripeto, di avere condiviso e contribuito a definire la politica di rigore finanziario. Resa necessaria dal <strong>debito pubblico,</strong> accumulatosi nel tempo e lasciatoci in eredità. Utile, inoltre, per evitare gli errori del passato.</p>
<p>La spesa pubblica quale strumento per alimentare la domanda aggregata è da considerarsi oramai fra gli attrezzi inutilizzabili. Diverso, invece, è <strong>tagliare la spesa dove serve a far funzionare le riforme strutturali di cui il Paese ha urgente bisogno,</strong> e a far crescere le infrastrutture innovative. Così come è diverso rallentare o fermare quelle riforme, cui accenna anche il prof. Boeri, che non costano o portano risparmi.</p>
<p>Ho lavorato e siamo riusciti a varare un’importante riforma della Pubblica Amministrazione, mantenendone a zero i costi. Spero, ne sono anzi convinto, che presto <strong>questa riforma si trasformerà in migliore qualità dei servizi e minori costi per il cittadino e il sistema produttivo.</strong> Promuovendo la <strong>trasparenza</strong>, la <strong>meritocrazia</strong>, i <strong>controlli di gestione,</strong> contrastando ciò che rende facile il diffondersi della corruzione. Tutte cose che servono nella Pubblica Amministrazione, come ovunque. <strong>Lo stesso federalismo fiscale può essere un’ottima occasione per mettere sotto controllo la spesa, </strong>avvicinandola a chi dovrà raccogliere le risorse, o può divenire un pericoloso salto nel buio. La differenza sta tutta nell’accompagnarlo o meno con riforme che ne promuovano gli aspetti positivi e non ne lascino incontrollati i rischi.</p>
<p>Così anche per il <strong>Sud,</strong> dove non è necessario premere sulla spesa, tentando di allargarla, ma sulle modalità, finalità e disciplina in modo da renderla produttiva e capace di colmare un divario che ancora suona offesa all’unità nazionale. Si è del resto respinta l’idea di diminuire le tasse in deficit, di cui pure si comprende l’intento positivo, e proprio per evitare di squilibrare conti pubblici già difficoltosi. <strong>La pressione fiscale deve diminuire, ma è necessario che questo sia prodotto dalle riforme. </strong>Conto, con questo, di avere chiarito l’indisponibilità a tornare verso costumi del passato, che detestavo già allora.<br />
Il dibattito c’è, non mi sottraggo, e si concentra sulle ricette per <strong>favorire lo sviluppo, non certo sullo scialacquare.</p>
<p></strong><span style="border-collapse: separate; color: #000000; font-family: Helvetica; font-size: medium; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; letter-spacing: normal; line-height: normal; text-indent: 0px; text-transform: none; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><span style="font-family: Times New Roman; font-size: small;"><span style="font-size: 12pt;">Da<span> </span>LA REPUBBLICA<span> </span>del 28 novembre 2009</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Brunetta vs.Tremonti: «Io sono un economista, lui no»</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:42:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[
Foto di  www.bambini-news.it 
«Io sono più rigorista di Tremonti, ma nel rigore si può fare lo sviluppo: io queste cose le conosco bene perché io sono un economista, Tremonti non è un economista» sono le parole del ministro della PA, Renato Brunetta, che risponde ancora una volta al ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti.
«Sarà bene discutere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4077" title="tremonti e brunetta" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/tremonti-e-brunetta.jpg" alt="tremonti e brunetta" width="440" height="326" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www. www.bambini-news.it/" target="_blank"> www.bambini-news.it </a></span></p>
<p>«<strong>Io sono più rigorista di Tremonti, ma nel rigore si può fare lo sviluppo</strong>: io queste cose le conosco bene perché io sono un economista, Tremonti non è un economista» sono le parole del ministro della PA, <strong>Renato Brunetta, </strong>che risponde ancora una volta al ministro dell&#8217;Economia, <strong>Giulio Tremonti.</strong></p>
<p>«Sarà bene discutere già nel Consiglio dei ministri di venerdì» del «cambio di passo» verso lo sviluppo «richiesto anche dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia» ha aggiunto poi Brunetta. <strong>«Io sono professore ordinario di politica economica e finanziaria,</strong> il ministro Giulio Tremonti è invece professore ordinario di scienza delle finanze e di diritto finanziario. Il primo è quindi un economista, mentre il secondo è un giurista».</p>
<p>Alcuni temi inevitabilmente dividono i due personaggi. <strong>«Ci sono molte riforme che non costano, ma fanno risparmiare. </strong>Questo è un ministero – commenta Brunetta &#8211; che non chiede soldi alla Finanziaria, sono altri gli Stranamore». Il chiaro riferimento è proprio a Tremonti stesso, che parlando di tagli, due giorni fa, aveva definito un comportamento irresponsabile prestare attenzione ai tanti dottor Stranamore, poichè <strong>non esistono «ricette magiche» e sopratutto «c&#8217;è un tempo per gestire la crisi e un tempo per fare altro».</strong></p>
<p><strong>«Abbiamo gestito bene la crisi, ma ora bisogna gestire altrettanto bene la ripresa</strong> e credo che il governo sia assolutamente in grado nella sua collegialità di farlo, certamente anche nella Finanziaria». (Fonte: Corriere)</p>
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		<title>Il post-crisi: &#8220;Beh, adesso cambiamo vita!&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:13:17 +0000</pubDate>
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Tiene banco la discussione Brunetta-Tremonti nell’intervista odierna del TgCom al ministro della Pubblica Amministrazione. “Gli ascensori sociali in Italia – spiega Brunetta &#8211; o non funzionano o proprio non hanno la capienza giusta. La crisi può avere questo grande effetto positivo. Di far sì che sia una occasione per  ricominciare in maniera diversa, “come quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-4048" title="24nov2009" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/24nov2009.jpg" alt="24nov2009" width="450" height="333" /></p>
<p>Tiene banco la <strong>discussione Brunetta-Tremonti nell’intervista odierna del TgCom</strong> al ministro della Pubblica Amministrazione. “Gli <strong>ascensori sociali in Italia</strong> – spiega Brunetta &#8211; o non funzionano o proprio non hanno la capienza giusta. La crisi può avere questo grande effetto positivo. Di far sì che sia una occasione per  ricominciare in maniera diversa, “come quando si esce da una malattia e si dice, beh adesso cambio vita”.<strong> “Il mio voleva essere uno shock al governo,</strong> perché abbiamo governato bene l’attraversamento della crisi e ora dobbiamo governare altrettanto bene l’uscita”.</p>
<p>A seguire l’altro argomento che da ieri è sulla bocca di tutti gli italiani lavoratori, e non, è stato <strong>la proposta del ministro Rotondi in merito all’abolizione della pausa pranzo.</strong> Il ministro della PA spiega il suo punto di vista, dicendo: “<strong>Ci sono settori e settori. </strong>I settori burocratici, amministrativi, gli uffici, sono una cosa, poi c’è l’industria con gli operai, gli artigiani, dove c’è anche un lavoro che richiede sforzo fisico, dove lo stacco e la pausa pranzo sono necessari. C’è il tema dell’orario di lavoro e della distanza dal lavoro da casa, ecc… <strong>“Ho apprezzato la battuta di Rotondi, mi è piaciuta la sua pietra buttata nello stagno</strong> – certamente per parlare dell’argomento &#8211; ma mi sono piaciute meno le reazioni del tipo:“giù le mani dalla pausa pranzo”. Spesso inoltre commenta Brunetta su sollecitazione di Paolo Liguori, si attaccano i <strong>parlamentari</strong>, che diventano a detta del ministro i <strong>capri espiatori</strong>. “I parlamentari sono il capro espiatorio dei nostri difetti, cominciate voi a dare l’esempio. <strong>Facciamoci qualche piccolo esame di coscienza.</strong> &#8230;Bisogna inoltre avere la consapevolezza delle varie <strong>tipologie del lavoro, area per area, professionalità per professionalità, fatica per fatica.”</strong></p>
<p>In ultimo una riflessione sul tema dell’<strong>inflazione</strong>, sulla quale il ministro fa un mini-lezione: “l’inflazione non è una brutta parola, vuol dire la<strong> dinamica dei prezzi, come la temperatura del corpo.</strong> C’è un’inflazione giusta che in un sistema economico di periodo in periodo e di società in società quella giusta è circa al 2%. Quando è in aumento o in diminuzione, addirittura scende verso lo zero o sotto, allora ci sono dei problemi reali. <strong>Noi dobbiamo puntare su un’inflazione equilibrata per noi e per gli altri paesi europei, che deve essere intorno al 2%.</strong> Ora, durante la crisi, i consumi sono diminuiti e i prezzi sono precipitati. E siamo arrivati ad una inflazione quasi a zero. Adesso il grande freddo sembra finito, i governi hanno messo grande liquidità per far riprendere il sistema, però il rischio è che se questa grande liquidità viene assorbita per via speculativa piuttosto che essere impiegata per far crescere l’economia in modo sano, i prezzi aumenteranno ancora una volta.”</p>
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		<title>In aumento il potere d&#8217;acquisto dei redditi fissi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:00:56 +0000</pubDate>
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Foto di  Perpetualtourist2000
Sembra migliorare la situazione economica odierna rispetto a quella di 15 mesi fa. Infatti il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ha dichiarato un aumento del potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati «di circa il 2%». 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3721" title="stock market" src="http://www.renatobrunetta.it/wp-content/uploads/stock-market.jpg" alt="stock market" width="450" height="338" /><br />
<span class="fotodi">Foto di <a href=" http://www.flickr.com/photos/petrick/" target="_blank"> Perpetualtourist2000</a></span></p>
<p>Sembra <strong>migliorare la situazione economica odierna</strong> rispetto a quella di 15 mesi fa. Infatti il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta, ha dichiarato <strong>un aumento del potere d’acquisto </strong>dei lavoratori dipendenti e dei pensionati <strong>«di circa il 2%». </strong></p>
<p>Intervenendo al convegno <strong>«Terza economia: sempre più valore alla terza età»,</strong> Brunetta ha detto che «al netto dei lavoratori in cassa integrazione, che sono 5-600mila e che hanno più o meno mantenuto, o perso limitatamente, il loro potere d’acquisto, gli altri <strong>15-16 milioni di dipendenti hanno visto crescere il potere d’acquisto, perché le loro dinamiche salariali sono cresciute,</strong> sulla base dei contratti firmati gli anni scorsi, ad <strong>un andamento medio del 3% l’anno con l’inflazione che è stata dell’1%».</strong></p>
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